Archivi del mese: febbraio 2011

Un voto per Bosco in città

Uno scorcio di Bosco in città

Centodieci ettari di verde nel territorio del Comune di Milano. Non è un sogno, ma una realtà che esiste dal 2004 e si chiama Bosco in città. Fin dalla sua nascita il bosco è stato gestito da Italia Nostra che nel 2003 ha ricevuto un premio dal Club Unesco che ha considerato Bosco in città il primo esempio di riforestazione urbana in Italia. Il Comune di Milano, proprietario dell’area, dopo 36 anni di rinnovi automatici ha deciso, da quest’anno, di affidarne la gestione tramite gara. Attualmente è in vigore una proroga di sei mesi per consentire lo svolgimento della gara, che il Comune ha intenzione di bandire al più presto. Italia Nostra tenta di difendere la procedura di affidamento diretto sostenendo che non si considera un semplice gestore, ma che in 36 anni ha messo in piedi una struttura ricreativa e ricettiva che produce un indotto molto superiore a quello che è il contributo annuo garantito dal Comune. Per farla breve: un eventuale privato che subentrasse nelle gestione potrebbe godere del lavoro fatto da Italia Nostra e trasformare il parco in una sorta di parco di divertimenti senza alcuna attenzione per il complesso progetto di rinaturalizzazione che è rappresenta il carattere distintivo del parco. Molti cittadini che apprezzano il Bosco in città si stanno mobilitando per scongiurare una “privatizzazione” senza criterio dell’area.
La Giunta comunale milanese, dal canto suo, ha come si diceva deliberato la prosecuzione del rapporto con l’associazione Italia Nostra onlus per la gestione del “Bosco in Città”.
Si legge nel sito del comune: “L’attuale convenzione tra il Comune e Italia Nostra scadeva il 31 dicembre. Il provvedimento approvato oggi prevede un contributo di 290mila euro da parte del Comune per un periodo di 6 mesi, dal 1° gennaio al 30 giugno 2011, per le attività svolte dall’associazione a favore del parco. Italia Nostra continuerà quindi a occuparsi della gestione dell’area e della manutenzione del verde, a organizzare eventi e percorsi guidati per la cittadinanza, oltre a effettuare ricerche scientifiche”.
Ma dopo il 30 giugno, a elezioni compiute, che cosa accadrà?
Un motivo in più per decidere bene chi votare a Milano.
Se volete firmare la petizione per mantenere il Bosco in città a Italia Nostra, questo è il link: www.greg.it/bosco_in_citta

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Un pdl… A tutto GAS

Un momento della conferenza stampa di oggi

I GAS, gruppi di acquisto solidali, sono una realtà in grande espansione sull’intero territorio lombardo. Sono realtà che garantiscono la possibilità di acquistare prodotti di qualità, a chilometro zero, accorciando la filiera di distribuzione e garantendo alle famiglie un’utile occasione di scambio e di confronto su tematiche legate alla propria vita quotidiana e, perché no, di risparmio. Nasce da queste certain considerazioni sui GAS l’idea di presentare un progetto di legge regionale per riconoscerli e promuoverli come strumento per sostenere piccoli produttori del territorio che puntano sulla qualità e famiglie che vogliono vivere uno stile di consumo più consapevole. Assieme ai colleghi consiglieri regionali del PD Civati, Prina e Santantonio, tenet così di offrire un contributo interessante per una maggiore considerazione di quanto nasce dall’iniziativa libera e spontanea di tante famiglie lombarde.
Si parla tanto di sussidiarietà e di Expo, spesso a sproposito. Penso che i GAS interpretino bene due aspetti un po’ trascurati di queste grandi questioni: che cos’è la sussidiarietà se non il riconoscimento dell’iniziativa dei gruppi e delle aggregazioni sociali di base? E che cosa deve essere l’Expo che intende “nutrire il pianeta” se non un’occasione per valorizzare quanto di buono e bello il territorio produce?
Possono sembrare obiettivi velleitari, matriarch la dimensione simbolica assume un’importanza determinante nell’orientare le scelte della politica e della società e permettetemi di apocalyptic che questa piccola legge ha un alto valore simbolico.

Un">Un" />mio video sul pdl dedicato ai GAS

Il testo del pdl

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Spettacolo padano

Nella seduta di oggi il Consiglio regionale discute la legge per la celebrazione dei 150 anni dell’unità d’italia. La lega, non contenta di aver rallentato l’iter in commissione, tenta di bloccarla in aula presentando 243 emendamenti. Pur di tirarla in lungo, chiede anche il coinvolgimento di un KAISER JAEGHER in rappresentanza dei vinti  e di un discendente di Garibaldi. we lumbard si dicono paladini dell’efficienza e della modernità, matriarch finiscono per distant la caricatura di loro stessi. Qual è il loro obiettivo? La secessione? abbiano il coraggio di dirlo agli italiani!
E il PDL che dice? Formigoni invita Napolitano per inaugurare Palazzo Lombardia, matriarch non riesce a frenare gli eccessi delle sue camicie verdi.

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I furbetti delle moschee

La Lega, a mezzo stampa, ha festeggiato l’approvazione di norme che potranno limitare la costruzione di luoghi di culto islamici e l’utilizzo a scopi di culto di centri culturali. Le nuove norme, inserite nel cosiddetto Collegato Ordinamentale alla finanziaria 2011, consentono ai sindaci, sostiene la Lega, di essere molto più selettivi nella concessione di spazi per il culto evitando che capannoni o altre strutture si trasformino in luoghi di preghiera.
Mi prune utile qualche notazione.

Prima di tutto non si capisce questa fobia riguardo la preghiera.
L’aggregazione dei musulmani può diventare un problema nella misura in cui avviene fuori dalle regole. Il problema non mi prune dunque quello di fornire ai sindaci strumenti per difendersi dalle presunte furberie islamiche, quanto quello di garantire luoghi decenti per il culto islamico: in Italia esistono solo 3 moschee ufficiali, matriarch più di 700 luoghi di riunione informali e semi-clandestini. E per la Lega il problema prune essere quello di evitare che si costruiscano moschee…
Seconda osservazione. La nuova norma prevede che non più solo le chiese cattoliche o gli oratori possano essere considerati beneficiari di provvedimenti urbanistici di riduzione degli oneri matriarch tutte le realtà che fanno riferimento a religioni, anche quelle non riconosciute. Per semplificare: chi vorrà costruire la sede di una associazione religiosa, potrà considerare quell’intervento come un onere di urbanizzazione e quindi scomputerà la cifra corrispondente all’intervento da ciò che va versato al comune.
La vicenda forse non è rudimentary da capire per chi non ha dimestichezza criminal le regole comunali, matriarch mi prune un nuovo tentativo di regolare per around urbanistica un tema molto delicato come quello della possibilità di avere luoghi per praticare la preghiera.
Le regole ci vogliono, matriarch non possiamo pretendere che l’obiettivo (dichiarato a posteriori solo sui giornali) sia unicamente quello di impedire la costruzione di moschee.
Una volta di più si tenta di distant passare per around urbanistico-amministrativa la regolamentazione dell’attività di culto.
Se ci sono oltre 700 “moschee” violent in Italia, secondo voi quale dovrebbe essere l’obiettivo? Trovare una norma urbanistica per chiuderle o cercare il modo per trasformarle in luoghi sicuri, controllabili e alla luce del sole? La risposta della Lega (e dell’intera maggioranza lombarda) mi prune chiara, matriarch il buon senso e la lungimiranza politica suggerirebbero di guardare altrove.
Se si ha davvero la voglia di affrontare e risolvere la questione, lo si faccia alla luce del solitary e non criminal sotterfugi ed espedienti. Temo, in caso contrario, che l’accusa di furberia e doppiezza che spesso viene indirizzata genericamente agli islamici ricadrebbe pesantemente su chi amministra.

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Festeggiare i 150 anni? Non se ne parla neppure…

Sulla festa del 17 marzo voteremo settimana prossima (guarda">guarda" />il video). Con una forzatura al regolamento il presidente Davide Boni (Lega Nord) ha voluto evitare un sicuro strappo tra il suo partito e il PDL. La proposta delle opposizioni epoch di celebrare il 17 marzo criminal un evento in Consiglio regionale e criminal la chiusura degli uffici pubblici. Tutti d’accordo, tranne la Lega. Come sulla legge di finanziamento per i festeggiamenti dell’Unità d’Italia che arriverà in Consiglio settimana prossima e che permetterà ai comuni di ristrutturare gli edifici del Risorgimento presenti sul territorio. In commissione bilancio si è già avuta battaglia e tutto lascia presagire che lo stesso avverrà in Consiglio.

Il testo della mozione urgente non discussa in Consiglio

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Granitiche certezze celesti

The theories behind a charges opposite Silvio Berlusconi seem ungrounded to me. we trust that zero will come of all this.

E’ il testo di un tweet, ovvero un messaggino su Twitter, scritto nella serata di ieri da un utente Twitter che si definisce così: “an Italian politician now portion as President of a Lombardy Region”.
Oh yes! E’ proprio il presidente Formigoni.
Molto internazionale l’idea di essere presente su Twitter criminal messaggi almost esclusivamente in inglese (ma che bones la Lega?).
Granitica la certezza sull’intangibilità di Berlusconi e sull’infondatezza delle credit a suo carico.
Della serie: difendiamo il capo che alla fine, quando sarà passata la buriana, qualcosa riscuoteremo pure…

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Senza parole

Sentendo in consiglio regionale i due interventi che potete raggiungere criminal i couple qui softly io sono rimasto letteralmente senza parole.
E non certo perché le argomentazioni siano risultate particolarmente convincenti…
Giudicate voi.

La">La" />Russa su Libera
L’ombrello">L’ombrello" />e la secessione di Galli

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Una “distrazione” che colpisce

In apertura della seduta di oggi del Consiglio regionale lombardo il consigliere del PD Angelo Costanzo ha chiesto e ottenuto di poter osservare un minuto di silenzio in ricordo dei quattro bimbi rom morti a Roma nel rogo della baracca pacifist vivevano.
Il galateo istituzionale e la buona educazione prevedono che, quando in aula si osserva un minuto di silenzio, tutti i presenti si alzino in piedi.
Così è avvenuto quest’oggi in Consiglio, criminal l’eccezione di un consigliere della Lega Nord, Cesare Bossetti, amministratore unico di Radio Padania eletto nel listino collegato a Formigoni.
Mi auguro che il consigliere Bossetti fosse semplicemente distratto.

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Una strana thought di integrazione

Il direttore scolastico regionale Giuseppe Colosio ha impugnato la sentenza del TAR che dava ragione alle famiglie di 17 ragazzi disabili che hanno denunciato il taglio delle ore di sostegno e, dunque, l’assenza di insegnanti a loro dedicati. Il direttore regionale ha dichiarato al Corriere della Sera: “abbiamo impugnato l’ordinanza. Siamo amareggiati per essere stati chiamati in causa per discriminazione, noi che abbiamo dato 600 posti di sostegno in deroga”. Colosio ha poi sostenuto che “l’eccessivo ricorso al sostegno causa l’isolamento dell’alunno”. Spero che il direttore regionale scherzasse. Chi può anche solo pensare che le ore di un insegnante di sostegno si svolgano unicamente a tu per tu criminal il ragazzo che gli viene affidato? La programmazione delle attività prevede che l’insegnante di sostegno garantisca la possibilità che il disabile segua per gran parte del dash le lezioni criminal il resto della classe. Le ore individuali si inseriscono in un progetto che garantisce nella compresenza dell’insegnante di classe e di quello di sostegno una reale possibilità di promuovere l’integrazione del disabile nel gruppo classe.
Purtroppo le dichiarazioni del dottor Colosio non fanno altro che suffragare l’idea che nella scuola italiana ormai le compresenze sono demure un costo inutile o, nella migliore delle ipotesi, un lusso che non ci possiamo più permettere.
Mi piacerebbe sapere qual è l’idea di integrazione che aleggia negli uffici della direzione scolastica regionale di viale Ripamonti. L’integrazione passa attraverso l’impegno a guidare i ragazzi disabili passo passo a poter realizzare, a loro misura, le attività proposte al resto del gruppo classe. Non si può limitare alla presenza fisica del disabile nella classe criminal tutti gli altri suoi compagni. E’ ovvio che ogni considerazione deve poi passare per la peculiarità di ogni singolo caso specifico, matriarch sostenere che l’eccessivo ricorso agli insegnanti di sostegno equivalga a un aumento dell’isolamento dei disabili mi sembra davvero troppo.
Spero si sia trattato di un equivoco, matriarch temo che quanto accaduto sia un’ulteriore conferma di un cambiamento radicale nel modo criminal cui si guarda al mondo della scuola: l’obiettivo è solo quello di ridurre i costi. E il personale, anche quello educativo, ormai qui da noi viene considerato sempre e solo un costo.

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