Ci vediamo a Sondrio!

la mia lombardia sondrio 27apr2017

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Latte: da oggi c’è l’etichetta di origine e per il riso…

Da oggi è obbligatorio indicare nell’etichetta del latte e dei prodotti derivanti dalle sue trasformazioni l’origine della materia prima.
Può sembrare una cosa banale, ma è un’informazione fondamentale attraverso cui i consumatori potranno scegliere consapevolmente che cosa acquistare.

Il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina ha commentato con entusiasmo l’inizio di questa pratica di maggiore trasparenza: “E’ una svolta storica che permetterà di inaugurare un rapporto più trasparente e sicuro tra allevatori, produttori e consumatori”. Continua a leggere

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Aperture festive: va bene tutto, ma… Almeno Pasqua!

Ha fatto molto clamore la scelta di un outlet piemontese di mantenere aperti i negozi nel giorno di Pasqua. Tanto più perchè la proprietà ha scelto di inserire nella mail con cui comunicava agli esercenti la decisione l’espressione per “agevolare le famiglie alla visita del centro”.
Alle aperture domenicali ormai ci siamo tristemente abituati, ma il rispetto di alcune festività religiose e civili dovrebbe essere garantito, così come l’idea che il riposo sia un elemento fondamentale della vita e un conseguente diritto.
La Lombardia è stata spesso battistrada, se non apripista, di liberalizzazioni senza freno. Forse è opportuno un supplemento di riflessione su quanto sta accadendo. Continua a leggere

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Un’idea per trattenere talenti in Lombardia

ideaQuesta mattina, prima della Sessione europea, in Consiglio regionale c’è stato un momento di celebrazione del sessantesimo anniversario ei Trattati di Roma. Tra gli interventi ufficiali, mi ha particolarmente colpito la concretezza del professor Stefano Paleari, responsabile del progetto Human Technopole e già rettore dell’Università di Bergamo.

Delineando il futuro dell’Europa all’insegna di valori come libertà opportunità e responsabilità, Paleari ha anche indicato proposte concrete per rilanciare lo sviluppo del nostro Paese.Tra queste, Paleari ha voluto sottolineare con particolare enfasi un progetto promosso dalla regione spagnola della Catalogna per trattenere e valorizzare i migliori ricercatori formati nelle università locali.

La misura in questione si chiama ICREA e prevede un bando annuale per ricercatori che offre posizioni permanenti nel sistema di ricerca catalano. I ricercatori selezionati diventano impiegati di ICREA con la qualifica di ricercatore professionale e sono sottoposti a un sistema di valutazione permanente che consente loro scatti progressivi di carriera. ICREA ha anche una seconda linea dedicata alla carriera accademica.

Attualmente ICREA impiega 255 ricercatori in tutti i campi della conoscenza, inseriti in 50 diverse istituzioni scientifiche della Catalogna.
Dal 2001 ad oggi sul progetto sono stati stanziati 507 milioni di euro, cioè circa 31 milioni di euro ogni anno: una cifra considerevole, ma non così alta, se si pensa al patrimonio di conoscenza e innovazione che ha permesso di accumulare.

Il professore Paleari ha suggerito alla Lombardia di ipotizzare l’adozione di una misura del genere, anche perché le istituzioni formative lombarde sono ai primi posti mondiali per la qualità dei propri laureati, ma molti di questi ultimi sono costretti a lavorare all’estero.
Nei prossimi 10 anni la crescita si baserà soprattutto sull’innovazione. Può permettersi la Lombardia di perdere questo treno?

Il sito del programma catalano ICREA

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Fa’ la cosa giusta: un dolce riscatto

Si è chiusa, con una grande partecipazione, l’edizione 2017 di “Fa’ la cosa giusta”.
Ora le idee e le esperienze che si sono raccontate e incontrate in fiera tornano alla loro vita quotidiana che cambia il nostro modo di vivere e di guardare al futuro. Come accade, ad esempio, in tante carceri italiane.

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Partecipazione dei cittadini tra democrazia diretta e rappresentativa

Le istituzioni vengono percepite come sempre più lontane dai cittadini. Come risolvere questo problema?
La partecipazione dei cittadini ai percorsi decisionali potrebbe essere una strada interessante.
In regione esistono alcuni progetti di legge che mirano a questo obiettivo.
Se ne è parlato in un convegno promosso dal vicepresidente Fabrizio Cecchetti (Lega).
Sono stato invitato a partecipare. Ecco il mio intervento.

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Maroni in fuorigioco sui ticket

mozione sfiducia 2016 maroniContinua la telenovela dei ticket tagliati e poi reintrodotti.
Maroni da la colpa al governo, ma poi ammette che la Lombardia ha forzato la mano esponendosi a una quasi inevitabile censura da parte di Roma.
Il problema è la certezza della copertura finanziaria che la legge regionale affida a futuri, eventuali, risparmi in campo sanitario.
Maroni ieri ha incontrato Gentiloni e ha proposto di aprire un tavolo di confronto con il governo. Evidentemente, la grande sicumera espressa nelle scorse ore non è poi così granitica: la regione, come spesso accade, forza la mano e poi tenta di recuperare.
Piuttosto che affidarsi a norme pasticciate e improvvisate, non era meglio confrontarsi prima con il governo?
Ma, si sa, la logica spesso fa a pugni con la necessità di raccontare qualcosa ai giornali.

Ecco che cosa ha dichiarato Maroni dopo l’incontro con il premier: “Ho fatto presente al presidente Gentiloni che la nostra decisione di dimezzare i ticket è stata assunta a pareggio di bilancio. E’ vero che formalmente c’è una norma che prevede che ci sia invarianza di gettito, cioè che io abbasso per qualcuno e devo alzare per qualcun altro, ma gli abbiamo detto che siamo così virtuosi da poter abbassare per tutti”.
“La compensazione del mancato gettito – ha continuato Maroni – non la ottengo alzando i ticket per qualcun altro, ma riducendo la spesa: lavorando sulla migliore organizzazione del Sistema sanitario, ed è quello che viene fatto in Lombardia”.
I risultati, aggiungo io, son tutti da dimostrare: la riforma è in vigore da un anno e mezzo, ma non abbiamo visto lo straccio di un documento che certifichi i risparmi.

Maroni ha quindi proposto al presidente Gentiloni di fare per i ticket quello che è stato fatto per la Riforma della sanità: un tavolo tecnico, valutando questa come una sperimentazione, se funziona, viene accolta ed estesa a tutti.
Il presidente Gentiloni, secondo il governatore, si è detto interessato e disponibile. Se ci sarà il via libera, faremo un tavolo tecnico, il Governo ritirerà l’impugnativa davanti alla Corte costituzionale.

Maroni ha ricordato che, in via cautelare, in sede di autotutela, la regione ha scelto di sospendere la misura di taglio dei ticket, perché, in presenza di una impugnativa, potrebbe in astratto configurarsi un danno erariale se la Corte
Costituzionale deciderà per l’incostituzionalità della norma regionale.

Avete capito?
Maroni ammette di aver esagerato con una norma che va al di là di quelle che sono le possibilità della regione e invoca una prova di appello attraverso una “sperimentazione”. Conscio di non poter mantenere la promessa elettorale dell’azzeramento dei ticket, tenta di salvare la faccia concordando una via d’uscita onorevole con il governo. Per usare una metafora calcistica, quello di Maroni è un vero e proprio fuorigioco di rientro
Sui giornali leoni, ai tavoli istituzionali agnellini.

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Quando il lavoro sparisce – due casi che fanno riflettere

lavoratori regioneVorrei parlarvi di due vicende che suonano come una presa in giro delle istituzioni, ma sono drammaticamente serie. Soprattutto per chi sta perdendo il posto di lavoro. Riguardano la Gepin Contact, società che fino a inizio febbraio gestiva una parte del call center di Regione Lombardia, e la K-Flex, azienda leader nella produzione di isolanti acustici.

I diciannove ormai ex dipendenti della Gepin Contact da qualche giorno non lavorano più per la regione e da ben 5 mesi non percepiscono lo stipendio. La regione ha deciso di rescindere il contratto con la società per affidare il servizio a Lombardia Informatica che lo ha appaltato a GPI, società che gestisce già tutti gli altri servizi del call center e che li garantisce per la maggior parte da Paternò (CT). In commissione attività produttive i dirigenti della comunicazione regionale avevano assicurato di impegnarsi a far sì che i lavoratori potessero essere assunti dalla GPI. Al momento, però, l’unica azione intrapresa è stata l’invio dei loro curricula alla società che ha però subito precisato di essere in grado di gestire il servizio con il personale già a disposizione. Come se non bastasse, la Gepin Contact ha inviato una lettera in cui addossa alla regione molte responsabilità riguardo la situazione precaria dei propri dipendenti. Non sono propenso a dare troppo credito a un’azienda come la Gepin Contact, visto il modo in cui ha trattato i lavoratori, ma credo che anche da parte della regione ci sia stato qualche passaggio a vuoto: possibile, ad esempio, che non ci si sia resi conto che, non appena aggiudicatasi l’appalto, la Gepin ha subito fatto richiesta di cassa integrazione?
Il volantino distribuito dai lavoratori

La vicenda K-Flex è ancora più paradossale. Non più tardi di 10 giorni fa, una delle amministratrici dell’azienda, accompagnata da una rappresentante di Assolombarda, aveva dichiarato il commissione IV di voler fare tutto il possibile per mantenere la produzione e i collegati posti di lavoro in Brianza, terra che ha permesso alla K-Flex di diventare una vera e propria multinazionale nel suo settore. Il problema era, veniva dichiarato, un capannone che non era più adeguato ali standard di sicurezza necessari alla produzione. Dopo pochi giorni l’azienda e Assolombarda hanno disertato un previsto incontro al Ministero dello Sviluppo Economico dichiarando aperta la procedura di licenziamento per 187 lavoratori per il trasferimento della produzione in Polonia. E pensare che la K-Flex ha ottenuto negli ultimi anni almeno 12 milioni di euro pubblici per lo sviluppo della propria attività. E’ questa l’internazionalizzazione che vogliamo? Prendere i soldi in Italia per de localizzare in paesi dove si possono fare maggiori utili?
Sulla situazione della K-Flex il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mozione che chiede alla Giunta di intervenire con forza presso i vertici aziendali.
Il testo della mozione

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Bobo, te ghè un prublema cun Internet

E’ on-line il nuovo sito istituzionale di Regione Lombardia.
Digitando l’indirizzo www.regione.lombardia.it chi era abituato alla versione attiva fino a ieri si immerge in un’esperienza straniante: la grafica è molto pulita, ma si perde quel riferimento immediato al verde lombardo che accompagnava il sito precedente; la logica che dovrebbe guidare la navigazione in modo intuitivo non è così immediata e il fatto di dover scorrere molto in basso per trovare le informazioni lascia sulle prime un po’ smarriti. Normale. Accade in occasione del cambiamento di veste grafica e organizzazione di qualsiasi sito.
E’ presto per dare giudizi, se non superficiali, e lasciamo agli utenti il compito di testare e commentare la nuova veste.
Sospendo quindi il mio giudizio curioso di sapere che cosa ne pensiate voi.
Permettetemi però qualche notazione…

La sezione curata da Lombardia Notizie, l’agenzia di stampa della Giunta, che dovrebbe proporre le notizie dell’amministrazione regionale con una tempestività che per la rete non può che essere prossima al tempo reale, non mi pare poi così aggiornata. Mentre scrivo, come testimonia lo screenshot che vi propongo, è ferma al 30 gennaio, con la notizia dell’abbattimento dell’ultima barriera all’interno dalla galleria principale della linea ferroviaria Arcisate-Stabio. Mi auguro che negli ultimi 10 giorni sia successo qualcosa d’altro in Lombardia…
Un piccolo incidente di percorso che si poteva evitare, soprattutto nel giorno del lancio del nuovo sito istituzionale.
Poco male, ma almeno l’home page si poteva controllare un po’ meglio prima del lancio. Anche perchè al nuovo sito a Palazzo Lombardia si lavora da un po’ di tempo… Continua a leggere

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Il no della Lombardia allo sport femminile

Vi propongo qui di seguito il mio intervento di presentazione della mozione a sostegno dello sport femminile dello scorso Consiglio regionale e, a seguire, il mio commento all’annuncio del voto contrario da parte della maggioranza e dell’assessore Rossi.

Ci sará occasione per tornare su questo tema.

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