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Sanità: ecco i nuovi Direttori

Sono stati nominati oggi i nuovi Direttori Generali delle aziende sanitarie lombarde, che entreranno in carica dal 1 gennaio prossimo. Grazie al PD che ha fatto inserire in legge l’obbligo di una valutazione preventiva di competenze c’è stato un forte rinnovamento nei vertici: la metà dei direttori è di nuova nomina. Poichè però al lupo abbiamo rasato il pelo ma non è stato possibile togliere il vizio, tra i superstiti del “quizzone” cui sono stati sottoposti i candidati c’è poi stata la solita spartizione: poco meno della metà dei direttori alla Lega, l’altra divisa tra Forza Italia e Nuovo Centro Destra. C’è pure uno strapuntino per Fratelli d’Italia. All’Asst di Monza va Matteo Stocco (FI), a Vimercate Pasquale Pellino (Lega), all’ATS di Monza-Lecco Massimo Giupponi (NCD).

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Riforma dello Statuto regionale: la proposta della Lega è sconcertante

Se la Lega con un colpo di mano pensa di modificare a suo piacimento lo Statuto regionale lombardo si sbaglia di grosso. La sua proposta di riforma presenta delle forzature che sanno molto di becera propaganda politica e nulla hanno a che fare con lo spirito europeo e progressista che caratterizza i lombardi. Queste le nostre dichiarazioni in merito al progetto di legge di modifica dello statuto della Regione Lombardia presentato dalla Lega Nord che prevede tra gli altri la cancellazione del comma relativo alle politiche di integrazione nella società lombarda, l’introduzione della residenzialità come principio premiante per l’accesso a servizi alla persona, il riconoscimento della lingua lombarda e la modifica del quorum per l’approvazione del referendum, riducendolo dai due terzi dell’Aula (54 consiglieri) alla maggioranza assoluta (41).
È una proposta sconcertante: i leghisti hanno bisogno di questi escamotage per indire un referendum sullo statuto speciale che ad oggi, con le norme attuali, non avrebbe sulla carta la maggioranza, a meno di un colpo di testa dei 5 stelle. Ricordiamo che nella storia di Regione Lombardia la riforma dello Statuto ha sempre visto una condivisione di maggioranza e opposizione. Ci auguriamo, pertanto, che si continui in questa direzione. E comunque noi riteniamo che sarebbe più opportuno intervenire sullo Statuto regionale dopo la conclusione della riforma costituzionale in corso in Parlamento.

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La Lega dà il peggio di sè

Formigoni? Assente, come al solito. Assente pure Boni, presidente del Consiglio regionale, leghista: è in vacanza, guarda un po’. E anche il “trota”, il figlio di Bossi, è assente per congedo legato a motivi personali, quindi pagato lo stesso dai lombardi. Guardando i tg della sera l’erede risulta però in giro per i palazzi romani insieme al padre Umberto. Al Pirellone si parla di celebrazioni dell’Unità d’Italia, ma la destra ai vertici di giunta e consiglio, e i delfini, preferiscono disertare l’aula. Il Pdl, tra imbarazzo e indifferenza, ascolta insieme all’opposizione i peones lumbard che hanno impiegato tutto il pomeriggio per dare il peggio del peggio di loro stessi, dicendo cose al di là del bene e del male sulla storia passata e recente del nostro Paese.  Uno spettacolo nauseante, sul serio, con frasi sconnesse, spesso imprecise nella ricostruzione storica. Vittorio Emanuele? Un dittatore. I briganti? Partigiani di terre oppresse e via blaterando. Chissà che ne pensano gli stessi elettori della Lega. Ma quel che è peggio è che in aula abbiamo respirato secessionismo, quasi allo stato puro, mentre tutti pensavano che gli uomini di Bossi l’avessero messo definitivamente nell’angolo. Concordo con chi ha detto che ormai la Lega si è ridotta a mettere in scena siparietti utili solo a coprire il vuoto clamoroso dei loro risultati al Governo. Ma questa strategia ha il fiato corto. I cittadini del nord non hanno bisogno di inutili sceneggiate. Noi del Pd non siamo per un ricordo antiquario dell’Unità d’Italia, ma per fare delle celebrazioni dei 150 anni un’occasione per progettare il futuro del nostro paese. Pensando anzitutto alle nuove generazioni. E sperando che in futuro qualcuno trovi di meglio da fare che buttare via il tempo prezioso delle nostre istituzioni.

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