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Società partecipate sono modello senza contrappesi e con controlli troppo deboli

FNM non è diversa delle altre società partecipate dalla Regione, e purtroppo Maroni non ha mai iniziato quel processo di riforma che noi chiediamo da tempo. Ci chiediamo quale sarà la prossima in cui scoppierà uno scandalo. Così come organizzate oggi le partecipate sono un modello senza contrappesi e con controlli troppo deboli. È grazie a questo che in questi anni si è potuto costruire un vero e proprio sistema di potere. La Regione ha la responsabilità di quanto accaduto visto che non ha saputo vigilare a dovere. In questi ultimi due anni con la Lega al governo si è accentuata la tendenza a nominare manager per appartenenza politica. Questa è la riprova che manca la volontà di riformare.

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Raid: propaganda senza risultati

Nel suo intervento a difesa della malandata Giunta regionale il capogruppo della Lega, Galli, ha lodato, quale principale strumento messo in campo in Lombardia a sostegno delle imprese contro la crisi, il programma Raid.
Si tratta di un programma di affiancamento alle imprese in crisi, mutuato da analoghe esperienze sperimentate in altri paesi, quali la Francia.
Noi pensiamo che questo possa essere uno dei diversi strumenti da testare sul campo per verificarne l’efficacia.
Altra cosa è usarlo propagandisticamente quale geniale soluzione per le tante situazioni di crisi.
Anche perchè per ora di risultati non se ne vedono. Bene lo sanno i lavoratori della Bames-Sem di Vimercate, dove è in corso il progetto. Per loro non solo non si intravedono soluzioni ma soprattutto, nel frattempo, da mesi non ricevono retribuzione e vedono avvicinarsi la fine della mobilità. Fare propaganda sulla pelle dei lavoratori è inaccettabile. Pessimo inizio della nuova Lega dopo le pulizie di primavera.

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Il collegato ordinamentale: da Pdl e Lega Nord il solito nulla.

Un documento nel quale c’è di tutto ma nulla di poco incisivo e che inoltre conteneva i tentativi della Giunta, fortunatamente respinti dal Consiglio, di introdurre il vitalizio per i sottosegretari di Formigoni e di porre sotto il rigido controllo del Pirellone, scavalcando l’assemblea regionale, il fondo a sostegno dell’edilizia scolastica, che sarà comunque gestito da Finlombarda.

Un provvedimento che inoltre ricalca la pessima consuetudine del legislatore nazionale di legiferare su più argomenti contemporaneamente, modalità di fronte alla quale né Brunetta né Calderoli con la loro furia semplificativa sono riusciti a porre rimedio.

A proposito di sostegno alle aziende la giunta Formigoni ha gettato “solo fumo negli occhi” all’opinione pubblica. Nel provvedimento si sostiene che verranno introdotte semplificazioni per l’apertura di nuove imprese: siamo curiosi di capire a cosa si riferiscano Formigoni, Pdl e Lega Nord perché noi non abbiamo trovato nulla.

E anzi proprio sull’introduzione di norme che vadano con decisione ed efficacia nella direzione della facilitazione dello sviluppo delle imprese questo provvedimento rappresenta l’ennesima occasione mancata dalla giunta Formigoni, il solito nulla.

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