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Ricerca e innovazione

La Lombardia, finora unica regione in Italia, si è quindi dotata di una propria legge a sostegno della ricerca e dell’innovazione. Più che sotto il profilo finanziario, le cui dimensioni sono inevitabilmente inferiori al fabbisogno, è interessante dal punto di vista della razionalizzazione e del coordinamento delle misure. Una particolare attenzione va alla costituzione del Foro Regionale della ricerca, luogo di promozione tra l’altro di pubbliche discussioni sulle ricadute sociali delle innovazioni. Non possiamo nasconderci che il progresso distrugge o dequalifica molti posti di lavoro: accanto ai “perdenti” della globalizzazione vi sono, altrettanto se non più numerosi, quelli della tecnologia. Non basta pensare che essa produca d’altro canto nuove occupazioni: il differenziale rimane pur sempre negativo. Ciò non significa fermare la ricerca, semmai porsi il problema di come fare perchè i suoi effetti positivi non vadano a favore solo di pochi.

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La formazione professionale

formazione_professionale_giovaniÈ una delle competenze regionali più importanti, finora delegata alle Province. In Lombardia impegna risorse per quasi 200 mln di euro (parte dello Stato, parte propri), ed assicura una formazione a circa 50.000 ragazzi ogni anno, attraverso 104 centri accreditati. La qualità è mediamente buona, anche se andrebbero migliorati i controlli e riorientata l’offerta (sono ormai troppe le scuole nei settori benessere e ristorazione). I tagli di spesa pubblica stanno per colpire anche qui, e rischiano soprattutto di penalizzare gli istituti pubblici, che maggiormente si fanno carico dei ragazzi più problematici. Il PD regionale ha avviato un lavoro su questo tema: siamo per riformare e migliorare l’attuale sistema, ma senza distruggere il buono che c’è. La direzione deve essere quella di intrecciare sempre di più le attività formative con le politiche per il lavoro.

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Impresa e lavoro: approvata una legge che abbiamo contribuito a migliorare e sulla cui attuazione ora vigileremo

Voto favorevole del Pd al provvedimento “Impresa Lombardia: per la libertà d’impresa, il lavoro, la competitività”. Una legge a cui il Pd ha dato contributi importanti e verso la quale si nutrono aspettative non da poco in un momento drammatico per l’economia e il lavoro. Oggi abbiamo scritto una buona pagina con l’obiettivo di far tornare a crescere l’economia lombarda. Dentro questo impianto ci sono principi importanti, che abbiamo condiviso, come la difesa della manifattura, che è la spina dorsale del nostro sistema economico, e il contrasto alla delocalizzazione che è una priorità da affrontare. Occorre tuttavia essere prudenti: non succederà che da domani il sistema economico lombardo trovi immediatamente protezione dagli eventi di crisi. Per riuscire a dare un adeguato seguito a quei principi abbiamo fatto approvare un ordine del giorno che cerca di declinare i principi in modifiche utili e puntuali come la semplificazione del sistema dei bandi regionali per le imprese o la creazione di una task force per affrontare i bandi europei 2014-2020 per finalizzare così al meglio l’accesso alle risorse pubbliche.
Il consigliere Onorio Rosati ha parlato di un confronto proficuo tanto da aver prodotto modificazioni consistenti nell’articolato e da far entrare a pieno titolo dentro al progetto di legge quegli impegni che il Pd ritiene fondamentali per lo sviluppo e per il raggiungimento di una piena occupazione. Verificheremo con un costante monitoraggio.
E sulla sperimentazione della moneta complementare inserita nel progetto di legge Brambilla puntualizza: “Mai eretto barricate preconcette. Sì alla creazione di una moneta elettronica che vada a integrare gli altri circuiti. No al contrabbando ideologico di un conio lombardo”

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Il futuro della Lombardia è nell’haloterapia?

Regione Lombardia ha destinato 30 milioni di euro al finanziamento di interventi finalizzati all’avvio di nuove attività imprenditoriali, di lavoro autonomo ed indipendente, con particolare riguardo alle iniziative proposte da giovani sotto i 35 anni, donne e soggetti svantaggiati.
Nonostante la complessità istruttoria ed i lunghi tempi di erogazione (tra la domanda e la prima anticipazione passano diversi mesi) il bando ha avuto un forte riscontro di domande ed i fondi sono andati rapidamente esauriti.
Scorrendo l’elenco delle domande ammesse al finanziamento si evidenzia come la maggior parte dei fondi siano finiti a sostenere l’avvio di attività di servizio quali bar, caffetterie, centri estetici, lavanderie, pizzerie. Il primato spetta alle cosiddette grotte del sale: l’haloterapia va diffondendosi nella nostra Regione sostenuta da investimenti pubblici.
Se da un lato ciò segnala una positiva capacità di iniziativa di giovani che si inventano un lavoro in tempi di crisi, viene però da chiedersi quanto questo sia coerente con le finalità della misura, prevista “al fine del consolidamento del ruolo lombardo di motore economico e produttivo a livello nazionale”.
Meno del 10% delle start up finanziate sono infatti relative ad attività manifatturiere.
E’ nella natura stessa dei bandi cosiddetti a sportello il premiare chi prima arriva, a prescindere dal merito del progetto presentato. In tempi di scarse risorse è però preferibile concentrare quelle destinate allo sviluppo in pochi settori realmente innovativi e capaci di generare benefici aggiuntivi. Se ci sarà dato di governare questa Regione ci muoveremo in questa direzione.

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