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Pianeta Lombardia

consiglio-regionale-457016_610x431In una settimana breve e senza seduta di Consiglio, quella appena trascorsa, la decisione più importante è maturata in commissione Affari istituzionali, dove la maggioranza ha deliberato l’avvio di una indagine conoscitiva sui conti di Expo. È una scelta del tutto strumentale, finalizzata solo a mettere in cattiva luce l’ex commissario Sala. Il bilancio di Expo srl, tra l’altro, sarà sottoposto all’assemblea dei soci in aprile, come avviene nella generalità delle società commerciali, ed alla sua approvazione concorrerà anche Regione Lombardia in qualità di azionista. Casomai sarebbe risultata più utile una verifica delle azioni intraprese e dei soldi spesi direttamente dalla Regione, a partire dalla gestione di Pianeta Lombardia, che a pieno titolo potrebbe aspirare alla nomination per il più brutto padiglione dell’intera Esposizione.

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Il bilancio di Regione Lombardia

rlLunedì e martedì si discuterà il bilancio regionale per il 2015. Sono previsti pesanti tagli su molti fronti. Maroni ne darà la colpa al governo Renzi. I dati nazionali in realtà ancora non sono del tutto chiari. In attesa della versione definitiva della Legge di stabilità il PD lombardo chiede che la giunta regionale cominci a fare i compiti in casa propria. C’è ancora molto da migliorare anche all’interno della nostra Regione, soprattutto nella galassia degli enti e delle società partecipate, dove in settimana si è consumata l’ennesima faida interna alla maggioranza con le dimissioni del Direttore di Ersaf. Ci sono poi soldi da utilizzare meglio:  con i 30 milioni stanziati da Maroni per il referendum sulla Lombardia a statuto speciale noi proponiamo di rifinanziare i contratti di solidarietà (2 mln), il diritto allo studio universitario (12,7 mln), unioni e fusioni di comuni (3 mln), il sostegno alle famiglie per l’assistenza domiciliare (2 mln), la formazione professionale (10 mln). Infine mancano in bilancio i proventi dal recupero dell’evasione fiscale: stimandoli prudenzialmente nella metà dello scorso anno si potrebbero evitare i tagli sui trasporti ed alle Province (70 mln ciascuno).

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Aler Milano: il “buco” era già noto. Bastava leggere le carte

Il Presidente Maroni  ha chiesto la parola l’altro giorno durante la seduta di consiglio regionale per una comunicazione urgente, al di fuori dell’ordine del giorno.
La comunicazione ha riguardato lo stato di quasi dissesto finanziario dell’Aler di Milano, con debiti di oltre 80 milioni, tali da mettere in discussione la capacità di soddisfare i creditori e perfino gli stipendi dei dipendenti.
Tale quadro emergerebbe dalla relazione inviata dal Commissario straordinario fresco di nomina, l’ex prefetto Lombardi. Tra le cause del “buco” le due più rilevanti sarebbero la morosità degli inquilini ed il peso fiscale dell’IMU, moltiplicato rispetto a quello dell’ICI.
Maroni  ha voluto così avvalorare la scelta  di non procedere al rinnovo dei consigli di amministrazione scaduti delle Aler ma di nominare commissari straordinari, in attesa di una nuova legge di riforma.
La stampa ha dato ampio risalto a questa comunicazione, come a dire che il prefetto-commissario ha scoperto in poche settimane ciò che prima era nascosto.
Le cose non stanno così: basta leggere i bilanci e le relazioni di amministratori e sindaci. Tutto era già abbondantemente noto, cifra per cifra.
Maroni ha semplicemente, e furbescamente, ancora una volta giocato d’attacco con una comunicazione efficace, per figurare come il salvatore e moralizzatore.
Dimenticando però di sottolineare che alla guida dell’Aler milanese da anni figurano uomini espressione del centro-destra. Inoltre la sua proposta di riforma, per concentrare tutte le Aler lombarde in un’unica agenzia, suona oggi come il tentativo di far pagare alle province sane il debito milanese.

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Iva e federalismo fiscale: l’ennesima presa in giro

Sulla Gazzetta Ufficiale del 1 settembre scorso è stato finalmente pubblicato il decreto con il quale per la prima volta viene distribuita ai comuni una quota dell’Iva incassata dallo Stato.

Sembrerebbe l’avvio della “rivoluzione federalista”, in realtà poco o nulla cambia rispetto al passato. In primo luogo perché la distribuzione avviene, in assenza di dati più analitici, in base a stime a livello regionale. Così a tutti i comuni lombardi viene assegnato un importo di € 64,8 a cittadino: ai comuni della Calabria spetteranno invece 34,8 euro ad abitante.

Le Regioni più “povere” saranno compensate (per ora) col fondo sperimentale di riequilibrio. Ma, soprattutto, l’importo complessivo da suddividere tra i comuni prevede un tetto massimo, non può cioè superare quanto veniva garantito con la vecchia compartecipazione Irpef del 2%.

Quindi: non si tratta di risorse aggiuntive ma sostitutive di un’altra forma di compartecipazione; non si tratta di risorse “dinamiche”: un eventuale aumento del gettito Iva a seguito della manovra in discussione non avrebbe alcun effetto sui bilanci comunali.

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Assestamento bilancio regionale: manovra sbagliata e depressiva. Ingiusto il superticket, solo briciole per gli investimenti e trasporto pubblico in rosso

Quella approvata dalla maggioranza in Consiglio lo scorso 26 luglio è una manovra sbagliata e depressiva, che sconta i tagli della manovra nazionale del governo Berlusconi e i vincoli del patto di stabilità, ma che presenta anche scelte molto negative da parte di Regione Lombardia, come il brutale contenimento della spesa e la conferma dell’ingiusto superticket su visite ed esami, scelta che per parte nostra giudichiamo profondamente sbagliata perché serve solo a fare cassa.

La manovra regionale non aggiunge nuove risorse né per la parte corrente né per quella in conto capitale, cioè quella per gli investimenti. Se si escludono i fondi appostati a garanzia per l’edilizia sanitaria (circa 348 milioni) e quelli per coprirci dal rischio default della Grecia nell’ambito del bond Lombardia (153 milioni), ciò che rimane per gli investimenti in settori strategici come il sostegno alle imprese, allo sviluppo delle infrastrutture e al sostegno delle famiglie più bisognose è ben poca cosa.

Pessime notizie anche sul trasporto pubblico locale, su cui il governo di Berlusconi e Bossi prima ha tolto, poi ha riassegnato più di 400 milioni per finanziare i servizi in Lombardia. Peccato però che i soldi promessi non siano ancora stati trasferiti, e questo comporta un insopportabile peso per le casse lombarde.

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