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Impresa e lavoro: approvata una legge che abbiamo contribuito a migliorare e sulla cui attuazione ora vigileremo

Voto favorevole del Pd al provvedimento “Impresa Lombardia: per la libertà d’impresa, il lavoro, la competitività”. Una legge a cui il Pd ha dato contributi importanti e verso la quale si nutrono aspettative non da poco in un momento drammatico per l’economia e il lavoro. Oggi abbiamo scritto una buona pagina con l’obiettivo di far tornare a crescere l’economia lombarda. Dentro questo impianto ci sono principi importanti, che abbiamo condiviso, come la difesa della manifattura, che è la spina dorsale del nostro sistema economico, e il contrasto alla delocalizzazione che è una priorità da affrontare. Occorre tuttavia essere prudenti: non succederà che da domani il sistema economico lombardo trovi immediatamente protezione dagli eventi di crisi. Per riuscire a dare un adeguato seguito a quei principi abbiamo fatto approvare un ordine del giorno che cerca di declinare i principi in modifiche utili e puntuali come la semplificazione del sistema dei bandi regionali per le imprese o la creazione di una task force per affrontare i bandi europei 2014-2020 per finalizzare così al meglio l’accesso alle risorse pubbliche.
Il consigliere Onorio Rosati ha parlato di un confronto proficuo tanto da aver prodotto modificazioni consistenti nell’articolato e da far entrare a pieno titolo dentro al progetto di legge quegli impegni che il Pd ritiene fondamentali per lo sviluppo e per il raggiungimento di una piena occupazione. Verificheremo con un costante monitoraggio.
E sulla sperimentazione della moneta complementare inserita nel progetto di legge Brambilla puntualizza: “Mai eretto barricate preconcette. Sì alla creazione di una moneta elettronica che vada a integrare gli altri circuiti. No al contrabbando ideologico di un conio lombardo”

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Il futuro della Lombardia è nell’haloterapia?

Regione Lombardia ha destinato 30 milioni di euro al finanziamento di interventi finalizzati all’avvio di nuove attività imprenditoriali, di lavoro autonomo ed indipendente, con particolare riguardo alle iniziative proposte da giovani sotto i 35 anni, donne e soggetti svantaggiati.
Nonostante la complessità istruttoria ed i lunghi tempi di erogazione (tra la domanda e la prima anticipazione passano diversi mesi) il bando ha avuto un forte riscontro di domande ed i fondi sono andati rapidamente esauriti.
Scorrendo l’elenco delle domande ammesse al finanziamento si evidenzia come la maggior parte dei fondi siano finiti a sostenere l’avvio di attività di servizio quali bar, caffetterie, centri estetici, lavanderie, pizzerie. Il primato spetta alle cosiddette grotte del sale: l’haloterapia va diffondendosi nella nostra Regione sostenuta da investimenti pubblici.
Se da un lato ciò segnala una positiva capacità di iniziativa di giovani che si inventano un lavoro in tempi di crisi, viene però da chiedersi quanto questo sia coerente con le finalità della misura, prevista “al fine del consolidamento del ruolo lombardo di motore economico e produttivo a livello nazionale”.
Meno del 10% delle start up finanziate sono infatti relative ad attività manifatturiere.
E’ nella natura stessa dei bandi cosiddetti a sportello il premiare chi prima arriva, a prescindere dal merito del progetto presentato. In tempi di scarse risorse è però preferibile concentrare quelle destinate allo sviluppo in pochi settori realmente innovativi e capaci di generare benefici aggiuntivi. Se ci sarà dato di governare questa Regione ci muoveremo in questa direzione.

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Villa Reale: centrodestra favorevole alla privatizzazione.

Il centrodestra in Consiglio regionale ha bocciato la mozione da noi presentata per chiedere la sospensione del bando di gara per l’assegnazione dei lavori di ristrutturazione della Villa Reale di Monza. La gara è stata indetta da Infrastrutture lombarde per conto del Consorzio che gestisce la Villa e di cui Regione Lombardia fa parte.
Abbiamo chiesto la sospensione del bando perché prevede l’affidamento ai privati della gestione della Villa per trent’anni in cambio di un affitto irrisorio di 30 mila euro annui, a fronte di un contributo dei privati per i lavori di ristrutturazione pari a poco più di 5 milioni e di un ben più cospicuo finanziamento pubblico di 19 milioni di euro. Per chiedere la sospensione del bando il comitato “La Villa Reale è anche mia” prima di Natale ha consegnato una petizione al presidente del Consiglio regionale Davide Boni firmata da più di 10mila cittadini.
Bocciando la nostra mozione il centrodestra si è dimostrato sordo di fronte alle richieste di migliaia di cittadini e di autorevoli esperti della gestione dei beni culturali. In campo culturale serve un sistema di governance di stampo europeo, in cui i privati abbiano sì un ruolo ma non il controllo totale. Questo bando voluto dalla Regione dà invece il via libera alla privatizzazione vera e propria di un bene di grande valore artistico, culturale e storico.

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