Tecnologie padane

images_e-voteIl referendum per l’autonomia della Lombardia si sta rivelando una burla sempre più costosa. Dopo aver comperato migliaia di tablet per il voto elettronico la Regione si tutela anche ordinando i più tradizionali materiali da voto cartaceo. Ecco quindi il bando per 11.500 urne e 10.230 pacchi cancelleria, ognuno con 2 biro, spago, scotch, block notes, buste, taglierino, colla, timbro-datario, tampone, 4 fogli protocollo, 2 matite, tempera matite, 2 gomme, 2 matite bicolore rosso e blu, carta robusta da pacchi per imballaggio. Il tutto per un milione di euro IVA esclusa. I conti comunque non tornano: le sezioni elettorali in Lombardia sono 9300. Per chi sono i materiali eccedenti?

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La Pedemontana

PedemontanaTre province (Varese, Como, Monza Brianza), decine di comuni, due problemi unificanti: l’inadempienza della società Pedemontana rispetto agli impegni assunti con l’accordo di programma per le opere compensative e l’eccessivo costo del pedaggio che scoraggia l’uso dei tratti già in esercizio e riversa traffico sulla viabilità ordinaria. Il PD regionale sta raccogliendo in un dossier queste criticità e le presenterà al ministro Delrio che si è reso disponibile ad un incontro a breve. Dal Governo deve arrivare un forte richiamo a Maroni, principale responsabile dell’opera, affinchè chiarisca come intende procedere, con quali risorse e con quali tempi. Il pericolo è che nel frattempo si continuino a drenare gli unici soldi disponibili da Serravalle, indebolendo di molto questa società da cui le province di Milano e Monza ricavavano buona parte del necessario alla manutenzione della propria rete viaria.

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Diario della crisi: la Star

Star AgrateIl neo-capitalismo, si sa, ormai non ha più bisogno di base produttiva per crescere: brand, finanza e comunicazione hanno messo all’angolo gli operai. Così non stupisce che la Star sia tornata da qualche tempo a pubblicizzare i suoi prodotti sui media nazionali e contemporaneamente annunci un piano che prevede un pesante ridimensionamento dei suoi organici. La notizia della settimana è di imminenti licenziamenti nel sito di Agrate, già ridotto ad una sorta di deserto industriale. Gli spagnoli di Gallina Blanca, subentrati nella proprietà alla famiglia Fossati, hanno imparato in fretta ad utilizzare le risorse pubbliche italiane (abbondante cassa integrazione) ed a rinnegare gli impegni presi. Il PD si sta muovendo sia a livello nazionale che regionale affinché le nostre istituzioni si adoperino per farli rispettare.

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Il ministro Boschi al gruppo regionale

Seminario_290116L’inutilità del referendum maroniano è stata nuovamente sancita lo scorso venerdì in occasione dell’incontro organizzato dal nostro gruppo consiliare al Pirellone col ministro Boschi. Con lei abbiamo ragionato sulle ricadute della riforma costituzionale sulle autonomie. Ha ribadito due cose importanti: che il percorso del regionalismo differenziato esce semplificato dal nuovo quadro costituzionale, e che è intenzione del Governo attivarlo non appena una Regione ne faccia motivata richiesta. A Maroni basterebbero quindi pochi spiccioli per una raccomandata R.R. da inviare subito a Palazzo Chigi, destinando altrimenti i 30 milioni del referendum.

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Sanità: ecco i nuovi Direttori

Sono stati nominati oggi i nuovi Direttori Generali delle aziende sanitarie lombarde, che entreranno in carica dal 1 gennaio prossimo. Grazie al PD che ha fatto inserire in legge l’obbligo di una valutazione preventiva di competenze c’è stato un forte rinnovamento nei vertici: la metà dei direttori è di nuova nomina. Poichè però al lupo abbiamo rasato il pelo ma non è stato possibile togliere il vizio, tra i superstiti del “quizzone” cui sono stati sottoposti i candidati c’è poi stata la solita spartizione: poco meno della metà dei direttori alla Lega, l’altra divisa tra Forza Italia e Nuovo Centro Destra. C’è pure uno strapuntino per Fratelli d’Italia. All’Asst di Monza va Matteo Stocco (FI), a Vimercate Pasquale Pellino (Lega), all’ATS di Monza-Lecco Massimo Giupponi (NCD).

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Il cerchio magico

È stato nominato in settimana il Direttore della nuova Agenzia Regionale dei Controlli in sanità. Tanto per cambiare è un varesino, di stretta osservanza maroniana, con ultima esperienza professionale all’Ospedale di Seriate. L’Agenzia dovrà vigilare sull’uso appropriato delle risorse in sanità ed è stata fortemente voluta dalle minoranze, cui ora spetterà l’individuazione dei componenti il comitato di direzione. L’impronta che Maroni vi ha voluto imprimere mettendo a capo uno dei suoi uomini non fa ben sperare sulle effettive garanzie di terzietà. È sempre difficile stabilire criteri oggettivi finalizzati alla selezione delle candidature migliori: noi eravamo arrivati a proporre il sorteggio all’interno di una short list predisposta da valutatori indipendenti. Curiosamente, ad osteggiare questa modalità sono stati i 5 Stelle.

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Marino e Maroni

Due vocali che cambiano di posto trasformano un diminutivo in accrescitivo e disegnano il diverso destino di due politici dimostratisi diversamente inabili a governare. Uno indagato per qualche scontrino, l’altro per un (mancato) viaggio a Tokio. Uno sfiduciato dalla sua maggioranza, l’altro viceversa salvato. Troppo naïf il primo per reggere la Capitale (e il Vaticano), troppo furbo il secondo per finire vittima delle sue stesse ramazze. Eppure dovendo scegliere a chi affidare le chiavi del proprio palazzo io non avrei dubbi e preferirei il chirurgo all’avvocato.

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Reddito di autonomia: le prime 5 misure

La giunta ha approvato le prime misure per dare attuazione al reddito di autonomia. Vanno nella direzione giusta ma sono ancora parziali, frammentarie e con scarse risorse. Prendiamo ad esempio il bonus bebè.  Ai nuovi nati a partire dal 9 ottobre e fino al 31 dicembre da genitori residenti da almeno 5 anni in Lombardia e con ISEE inferiore a 30.000,00€ verranno  riconosciuti 800€ (secondogeniti) o 1000€ (dal terzo figlio). Sono stanziati 3 milioni, insufficienti a coprire il fabbisogno e per di più soldi prelevati dal capitolo del trasferimento ai comuni per le politiche familiari.Quanto all’assegno di autonomia per anziani e disabili la stima regionale di soggetti interessati è rispettivamente di 520 e 470 persone: numeri molto modesti. Qui si partirà dal 1 dicembre. L’abolizione del superticket per redditi fino a 18.000€ risponde almeno in parte alle richieste del PD, in attesa di elevarne i limiti a 30.000 dal 2016 come concordato in sede di riforma sanitaria. Il bonus affitti riprende una misura già presente in passato, mentre la novità più positiva pare essere il PIL, progetto di inserimento lavorativo per disoccupati di lungo corso. Prima di dare un giudizio definitivo su questo sarà comunque bene leggerne in dettaglio le modalità.

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Reddito di cittadinanza: da Maroni ancora troppa confusione su progetto e risorse

A noi il tema interessa molto, ma Maroni, dopo un mese, è venuto in Aula a raccontarci la wikipedia del reddito di cittadinanza: ha elencato molte proposte diverse senza dirci quale sia quella che intende attuare in Lombardia. Ha anche detto che ci sono risorse messe a disposizione dalla vituperata Europa, il che fa pensare che la Lega non voglia più uscire dall’euro, mentre non è affatto chiaro quali siano i 250 milioni presi dal bilancio regionale. Da quali voci? Su cosa taglierà? Finora c’è solo grande confusione, come sempre.
Quel che è certo è che una misura come questa per la Lombardia ha un costo stimato di 1,5 miliardi, molto di più di quanto annunciato oggi da Maroni. Discutiamone, ma stando con i piedi per terra, senza illudere i lombardi.

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Società partecipate sono modello senza contrappesi e con controlli troppo deboli

FNM non è diversa delle altre società partecipate dalla Regione, e purtroppo Maroni non ha mai iniziato quel processo di riforma che noi chiediamo da tempo. Ci chiediamo quale sarà la prossima in cui scoppierà uno scandalo. Così come organizzate oggi le partecipate sono un modello senza contrappesi e con controlli troppo deboli. È grazie a questo che in questi anni si è potuto costruire un vero e proprio sistema di potere. La Regione ha la responsabilità di quanto accaduto visto che non ha saputo vigilare a dovere. In questi ultimi due anni con la Lega al governo si è accentuata la tendenza a nominare manager per appartenenza politica. Questa è la riprova che manca la volontà di riformare.

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