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Per il futuro dell’istituto d’arte ospitato nella Villa Reale servono certezze

Nella seduta di consiglio abbiamo presentato un’interrogazione urgente alla giunta regionale per sapere se nei lavori di recupero della Villa Reale, promossi da Regione Lombardia attraverso Infrastrutture lombarde e contestati dal Pd, sia previsto il mantenimento e la ristrutturazione adeguata degli spazi attualmente occupati dall’Istituto d’Arte (Isa), frequentato da 900 studenti provenienti da diverse province lombarde.

A nostro parere la risposta del sottosegretario Francesco Magnano è stata ambigua. Magnano ha detto che l’attività didattica non sarà disturbata dall’imminente avvio dei lavori di recupero, che non riguarderanno però l’istituto, e che il futuro dell’Isa sarà in una struttura ancora da realizzare nel complesso di Piazza IV Novembre a Monza, dove è in costruzione il nuovo polo istituzionale della Provincia.

Ma per l’eventuale nuova sede ad oggi non è previsto nemmeno un euro. Regione, Provincia e Comune di Monza, se la sostengono, devono dare gambe a questa ipotesi di trasferimento. Crediamo comunque che per storia, cultura e prestigio vadano fatti tutti gli sforzi per mantenere l’Isa nell’attuale collocazione e intanto ribadiamo la richiesta che almeno i locali degli inutili ministeri aperti dai leghisti nella Villa Reale vengano messi subito a disposizione dell’istituto.

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Misure contro la ‘ndrangheta. Le proposte del PD

Il documento, predisposto da tutti i consiglieri del PD, è stato presentato oggi dal capogruppo in Provincia e segretario provinciale Gigi Ponti e dai consiglieri Vittorio Arrigoni, Maria Fiorito, Elio Ghioni, Domenico Guerriero , Nadio Limonta, Vittorio Pozzati, Cecilia Veneziano.

“Dal coordinamento delle polizie locali per il monitoraggio del territorio, al coordinamento dei bandi di gara delle pubbliche amministrazioni in materia di appalti pubblici, fino a un maggior coinvolgimento della Provincia nell’assegnazione dei beni confiscati alle mafie – è stato detto durante la presentazione -, sui temi della legalità la Provincia di Monza deve passare dalle parole ai fatti: basta chiacchiere, il nostro territorio è martirizzato. Opere come Pedemontana, che sarà il più grande cantiere in Europa, rappresentano un forte polo attrattore per la malavita. Servono interventi concreti e urgenti”.Il documento del PD, aperto ai contributi di tutte le forze politiche in Consiglio provinciale, diventerà una proposta di delibera di indirizzo del Consiglio.Tra le proposte figurano il coordinamento e la formazione delle polizie locali per un miglior controllo e monitoraggio di cave, cantieri sospetti e abusi edilizi, l’istituzione di un numero verde coordinato tra Questura e Provincia per raccogliere segnalazioni dai cittadini, un coordinamento, da parte della provincia, dei bandi di gara delle Pubbliche amministrazioni, inserendo l’obbligo per gli aggiudicatari di indicare un conto corrente unico sul quale far confluire tutte le somme versate dagli enti appaltanti.
E poi ancora, sempre in relazione agli appalti, l’istituzione di una banca dati collegata tra diversi enti (province, comuni, Asl, ispettorati lavoro ecc) per il monitoraggio rapido delle imprese coinvolte negli appalti pubblici e nei subappalti. C’è poi la richiesta di una mappatura e di un coordinamento da parte della Provincia dei beni confiscati alle mafie per la loro assegnazione ad attività sociali e pubbliche.

Prendendo spunto dal movimento anti ‘ndrangheta “Adesso ammazzateci tutti”, nato a Locri nel 2005, il PD in Provincia chiede infine che l’amministrazione si attivi per promuovere eventi culturali e una campagna di educazione alla legalità nelle scuole e tra i cittadini.

Scarica il documento sul sito del PD Monza e Brianza

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