Archivi categoria: Idee e politica

Formigoni ricambia: spazi del Pirellone per gli eventi di amici.

Ho depositato un’interrogazione indirizzata al Presidente Formigoni riguardante l’utilizzo degli spazi di Palazzo Pirelli.
Infatti da articoli apparsi sulla stampa nei giorni scorsi, abbiamo appreso che “le figliole di Daccò ….. guarda caso, non sono depositarie del diritto di usare del Pirellone come mega location per eventi da migliaia di euro a botta?”
Dato che la proprietà del Palazzo Pirelli è in capo a Regione Lombardia e che l’utilizzo delle parti riservate ad eventi, come l’”Auditorium Gaber” e il “belvedere” sono affidati ad “Infrastrutture Lombarde” per la loro gestione e valorizzazione economica, domandiamo al Presidente della Giunta di spiegarci attraverso quali procedure sono dati in gestione gli spazi “pubblici” delle “Grandi sedi” e se risponde al vero che soggetti privati hanno avuto la possibilità di utilizzare in via privilegiata il Palazzo Pirelli “come mega location per eventi da migliaia di euro a botta”, così come riportato dalla stampa; domandiamo, inoltre, se tra i soggetti privati a cui sono stati affidati compiti inerenti la valorizzazione delle sedi e i componenti della Giunta vi fossero gradi di affinità.
Infine chiediamo di essere messi a conoscenza degli elenchi di coloro che utilizzano gli spazi regionali come location per eventi organizzati da esterni e dei relativi pagamenti.

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Finlombarda: chiarezza sugli incarichi.

Regione Lombardia si vanta, tra l’altro, di avere meno dipendenti di altre Regioni di dimensione inferiore. I dati però dimenticano i dipendenti in forza alle varie società partecipate, ed ancor più i numerosi contratti di collaborazione.

In particolare, analizzando le collaborazioni a progetto attivate da Finlombarda, la società finanziaria regionale, lievitate in misura significativa negli ultimi anni, abbiamo appreso di un incarico quantomeno discutibile sotto il profilo dell’opportunità.

Esso infatti riguarda l’Ing. Carlo Masseroli, capogruppo del Pdl al Comune di Milano e già assessore nella giunta Moratti. La collaborazione, per complessivi 110.000,00 euro, ė relativa al settore dell’housing sociale.

In aula l’assessore Zambetti ha precisato che l’incarico ė stato affidato previa selezione mediante procedura competitiva. Sarà, ma evidentemente si ė trattato di competizione quantomeno ad handicap, ovviamente per gli altri, privi di adeguati appoggi politici. Rimane soprattutto da capire come mai vi sia stata necessità di ricorrere a competenze esterne.

Approfondiremo nei prossimi giorni le ricerche: nell’opaco sistema regionale si annidano molte possibili sorprese.

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A Sulbiate aspettando Pedemontana

Le abitudini degli abitanti di Sulbiate stanno per essere radicalmente modificate con l’arrivo dell’autostrada Pedemontana.
Come gran parte dei comuni del vimercatese anche Sulbiate ha preservato dalla cementificazione diffusa buona parte del suo territorio: c’è ancora campagna aperta, ci sono attività agricole, sentieri.
Buona parte di tutto ciò sarà invaso dalle carreggiate automobilistiche che porteranno verso l’aeroporto di Malpensa, esempio plastico dei disastri della grandeur formigoniana.
Abbiamo fatto il punto della situazione l’altra sera con i cittadini, con i sindaci dei comuni vicini, e con il candidato sindaco del centro sinistra a Sulbiate, Luigi Fassina.
A Sulbiate infatti si vota: la precedente amministrazione è caduta, fra l’altro, proprio perchè voleva assentire la realizzazione di un outlet nelle aree attigue all’autostrada.
Ormai temiamo sia troppo tardi per un ripensamento sul tracciato, salvo guai finanziari.
Ma occorre vigilare almeno sul fatto che vengano realizzate le opere complementari e le compensazioni ambientali concordate.
Occorre soprattutto che gli enti locali coinvolti decidano di contrastare il rischio che questa infrastruttura diventi il pretesto per invadere il territorio rimasto con nuovi centri commerciali o altro.
Questo patto tra sindaci per un futuro più equilibrato è una delle sfide che gli amministratori del PD hanno condiviso e su cui chiedono il consenso.
Alla fine della serata sono stato avvicinato da una famiglia di agricoltori. Da anni la loro azienda è bloccata per i vincoli di Pedemontana e la loro pregiata produzione è a forte rischio. Nessuno in Regione se ne preoccupa: Malpensa val bene un asparago.

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Una domenica mattina a Cornate d’Adda

Per chi non la conoscesse Cornate d’Adda é una graziosa cittadina, l’unica della provincia di Monza e Brianza affacciata su quel fiume, in uno dei suoi tratti piú belli.
Il territorio é messo a dura prova dal prossimo arrivo di Pedemontana e da un piano di governo della giunta di centrodestra che prevede ulteriore consumo di aree agricole.
Sul versante lavoro le cose non vanno meglio: la Compel, una delle aziende più importanti, facente parte della filiera dell’elettronica del vimercatese, ha annunciato nei giorni scorsi la messa in mobilità di circa 150 dipendenti.
Appena arrivato alla sede del PD dove é prevista la festa del tesseramento il primo incontro é con un cittadino disoccupato da due anni ed in cerca di lavoro.
Questa lunga premessa per arrivare al punto: non é per le ragioni sopra descritte che di Cornate si é parlato in questi giorni. Il paese é stato invaso dai giornalisti per inseguire la segretaria del nostro circolo per via di alcune foto da lei postate su facebook.
Una aggressione personale indegna, condotta da una stampa morbosa ed in malafede.
Per fortuna il PD anche in quel paese è composto da gente seria e concreta: sono bastate poche parole per esprimere fiducia ad Oriana e concentrare invece la discussione sul da farsi. Per tornare ad amministrare la città ed a governare il paese, occupandoci anzitutto di chi occupazione non ha, altro che dei pettegolezzi.

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Il congedo di Formigoni (in attesa di quello definitivo).

Ieri il Presidente, come quasi sempre avviene, non si è presentato in Consiglio Regionale. A differenza di altre volte non ha firmato il foglio per la diaria andandosene subito dopo. Stavolta se ne è stato alla larga dal Consiglio, forse presagendo l’aria di burrasca.
Per non perdere la paga ha chiesto però il congedo, per impegni legati al sistema fiera.
Impegni gravosi che non gli hanno impedito di presentarsi nel pomeriggio alla Feltrinelli di piazza Duomo per la presentazione di un libro sulla moralità della politica. Contemporaneamente il Consiglio, in un clima teso dopo le notizie su Boni, discuteva la Legge sul Piano Casa. Non è che il primo dovere morale di un politico sia fare anzitutto ciò per cui si è pagati, posponendo eventuali altri interessi?

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Bond greci: chi paga la svalutazione?

Il prossimo martedì, in occasione della seduta di Consiglio, presenterò una interrogazione all’assessore Colozzi in merito alla vicenda dei bond greci. Il nostro timore è che siano i cittadini lombardi a pagare la svalutazione dei titoli greci.  Di seguito il testo dell’interrogazione.

“Il Comune di Milano ha raggiunto nei giorni scorsi un accordo con le banche sul tema dei derivati, acquisendo al bilancio comunale  complessivi 453 milioni di euro, che eviteranno tra l’altro ai contribuenti milanesi l’aumento dell’addizionale comunale sull’Irpef.
La Regione Puglia ha, a sua volta, rinegoziato con Merril Lynch il contratto relativo al sinking fund connesso al prestito obbligazionario sottoscritto nel 2003 e contenente anche titoli di stato della Grecia.
 CONSIDERATO
Che negli scorsi giorni l’Eurogruppo ha definito l’accordo per evitare il default greco che prevede una svalutazione volontaria per i privati possessori di bond ellenici pari al 53,5%
CHIEDE
Di conoscere se sia in atto anche da parte di Regione Lombardia un’ipotesi di accordo con le banche per evitare di trasferire sui contribuenti lombardi l’onere della suddetta svalutazione.”

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Alcatel licenzia la ricerca

La multinazionale Alcatel-Lucent ha presentato il Piano 2012 che prevede un taglio di 490 posti di lavoro in Italia. La gran parte di questi riguardano la Ricerca e lo Sviluppo e si concentrano nella sede di Vimercate. I lavoratori si sono immediatamente mobilitati a difesa non solo del proprio posto di lavoro ma della tecnologia italiana e delle competenze che possono aiutare il nostro paese a crescere. Chiedono a Regione Lombardia di intervenire immediatamente e mantenere gli impegni presi dallo stesso Formigoni pochi mesi fa proprio nello stabilimento di Vimercate, quando annunciò che Alcatel e Regione Lombardia avrebbero lavorato insieme in vista di Expo 2015. Il comunicato di allora diceva: “Da una parte s’investe in ricerca per lo sviluppo di reti di nuova generazione e dall’altra si trova il modo di farle davvero”. Parole che oggi suonano beffarde di fronte ad una realtà ben diversa.

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Tempi di pagamento: la Regione ha poco di cui vantarsi

Regione Lombardia si vanta di essere virtuosa rispetto al resto della Pubblica Amministrazione, anche nei tempi di pagamento dei propri fornitori.  A pag. 9 della Relazione alla manovra di bilancio per l’anno 2012 si dice che è stato consolidato il target dei 60 giorni per il pagamento delle fatture ricevute dalla Regione e dalle Aziende Sanitarie.
Ora l’assessore Colozzi, in risposta a quanto da me sollevato in occasione dell’ultimo Consiglio Regionale, ha fatto diffondere una tabella che lo smentisce. Emerge infatti che i tempi medi di aziende ospedaliere ed Asl lombarde sono di 89 giorni.
Trattandosi di medie vuol dire che molti fornitori hanno tempi di attesa ben più lunghi. Per non parlare poi della catena delle subforniture.
Siamo quindi molto più vicini a quanto da me affermato in aula sulla base di dati ufficiosi che non a quanto auspicato da una giunta molto abile a vendere una virtuosità che non possiede.

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Aria nuova anche in Brianza

La provincia di Monza e Brianza è stata per l’ennesima volta al centro della cronaca giudiziaria nei giorni scorsi per i provvedimenti che hanno interessato figure di primissimo piano del PDL locale. Non è la prima volta e non è detto che sia finita qui. Da quanto trapela dagli atti giudiziari il sistema di corruzione era diffuso ed ha permeato diversi centri di potere. Ferme restando la necessità di attendere l’esito delle indagini e le responsabilità individuali non è possibile però ridurre il tutto a vicende personali.
Qui è chiamato in causa l’intero partito di maggioranza relativa, di cui uno degli arrestati è stato fino a poco tempo fa il plenipotenziario locale. E’ chiamata in causa la Lega, alleata compiacente e fedele di questo sistema di governo. E’ chiamato in causa il presidente della Provincia che ha affidato incarichi importanti e fiduciari nella propria giunta a membri della cricca e non può astenersi dall’assumere la responsabilità politica delle sue scelte. La giovane provincia di Monza è partita davvero male: tre assessori si sono dovuti dimettere per guai giudiziari. Come potremo continuare a fidarci di un piano di governo del territorio il cui estensore è stato arrestato proprio in relazione ad affari su alcune aree importanti in comuni della provincia?
C’è bisogno di aria nuova, di un cambiamento radicale, che ridia ai cittadini la convinzione che c’è anche una politica diversa, onesta e competente. Come quella che ha portato i cittadini di Desio ad eleggere un nuovo sindaco, Roberto Corti, che ha avviato una operazione di risanamento profondo in una città che rischiava di essere famosa solo per il malaffare e che oggi è invece simbolo di legalità.
La prossima primavera questo cambiamento può interessare altre città. Innanzitutto il capoluogo Monza, e Lissone. In entrambi questi centri domenica 22 gennaio si tengono le primarie per la selezione del candidato sindaco del centro-sinistra. E’ una grande occasione di riscossa civica, di segnale che anche la Brianza è pronta a voltare pagina e lasciarsi per sempre alle spalle una stagione che non rimpiangeremo.

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Politici e Tecnici

Tra le letture del 2011, anno del 150esimo dell’Unità d’Italia, ricordo in particolare un saggio non proprio recente (è del 1999) di Luciano Cafagna su Cavour.

Vi si ripercorre la storia straordinaria di un uomo che morì a soli 50 anni, a nemmeno tre mesi dalla nascita di quel Regno d’Italia che forse più di ogni altro aveva contribuito a costruire.

La lettura di queste pagine rammenta come molti dei problemi e delle contraddizioni del Risorgimento italiano siano purtroppo tuttora aperti ed attuali.

Tra questi quello che l’autore definisce “il paradosso federalista”. Il federalismo infatti è movimento centripeto, che tende all’unificazione: mal si concilia quindi col fatto che le forze del paese che più lo sostengono, ora come allora, in realtà guardino più “fuori” che “dentro”: più verso Svizzera, Germania, Austria che verso Firenze, Roma, Napoli.

Questo ha fatto sì che non vi fossero concrete alternative nel realizzare l’unità d’Italia rispetto al modello centralista che si è affermato.

Ma è un altro aspetto della storia di Cavour che merita attenzione. Egli entrò in politica a 37 anni ed il suo primo importante incarico fu nel governo piemontese di D’Azeglio quale ministro dell’Agricoltura, Commercio, Marina (il ministero dell’economia del tempo).

Nota a proposito l’autore: “Oggi, almeno in Italia, il politico che indugia sulla economia viene considerato un “tecnico”, quasi un intruso di cui si ha bisogno magari in momenti di emergenza, con l’implicita e infastidita clausola che, fatto il suo dovere, quello debba mettersi da parte. Ciò dipende in gran parte dal fatto che il politico, che si considera un “professionista” è, troppo spesso, invece, solo un mestierante che conosce bene aspetti quotidiani del mestiere, appunto, ma non ha un vero, weberiano senso della “professione” e di quello che questa comporti come preparazione per i problemi che deve affrontare, una preparazione che è in definitiva un dovere verso i cittadini, una questione di etica professionale.”

Mi pare una considerazione utile nella discussione attuale sul rapporto tra politici e tecnici (distinzione alla quale non credo) e sul come i primi possano riguadagnare stima.  

Un incoraggiante augurio per questo anno appena cominciato.

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