Archivi categoria: Economia e lavoro

Dall’Equitalia alla brace

Lasciare Equitalia è stato un obiettivo molto vantato da Maroni. L’odiato esattore al soldo di Roma sarebbe stato sostituito da gentili signori che prima di pretendere i pagamenti dovuti avrebbero saputo trattare con garbo i contribuenti. Dopo pochi mesi dall’entrata in servizio, i nuovi affidatari sono però stati oggetto di visita da parte della Guardia di Finanza. Che ha scoperto che, oltre ad essere meno vessatori della società pubblica, gli esattori della Duomo Gpa erano anche meno puntuali nel riversare agli enti quanto riscosso. In breve: le tasse non finivano a Roma ma direttamente nelle tasche dei titolari. Pare siano spariti circa 8 milioni. Occorre cambiare lo slogan: Duomo ladrona!

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Reindustrializzare… la Polonia

Mentre si sta cercando di evitare che la K-Flex smantelli il proprio stabilimento brianzolo per trasferirlo in Polonia, il vicepresidente di Regione, Fabrizio Sala, annuncia festoso di aver raggiunto accordi con l’ambasciatore di quel Paese affinchè la Lombardia collabori alla loro reindustrializzazione. Tralasciando per un momento considerazioni circa le politiche sciagurate di quel governo di estrema destra col quale vedo scarse possibilità di condivisione, questa nota suona comunque assai stonata se si pensa che in contemporanea ai cancelli dell’azienda Matteo Salvini sparava le sue solite trombonate contro l’Europa ed a difesa della produzione nostrana. Ho chiesto che il vicepresidente venga quanto prima a riferire in cosa consistano questi accordi di collaborazione e quali garanzie vi siano per evitare che essi facilitino la delocalizzazione delle aziende lombarde. Lui per ora mi ha risposto piccato tramite stampa: lo attendo in Commissione.

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Diario della crisi: la K sul tetto che scotta

A dicembre i lavoratori della K Flex di Roncello, leader mondiale nel settore degli isolanti termici, hanno iniziato a nutrire sospetti sulle intenzioni future dell’azienda, dopo che alcuni macchinari erano stati smontati e preparati per la spedizione all’estero. Destinazione Polonia, dove è già attivo uno degli oltre 30 siti produttivi sparsi per il mondo. Nessuna informazione è stata data a chi in questi anni con la propria capacità e con il proprio sacrificio ha contribuito al successo di una società dai bilanci floridi. Chiamata in IV commissione per fugare dubbi, la proprietà ha finito viceversa per avvalorarli, sfidando l’intelligenza dei presenti col sostenere la necessità di abbandonare l’attuale sede, in affitto, per via del tetto malconcio. Come se tra Roncello e la Polonia non vi siano altri capannoni disponibili. La mia esplicita richiesta di confermare la volontà di continuare a produrre in Brianza è rimasta senza risposta. L’imbarazzo anche del rappresentante di Assolombarda è stato assai eloquente.

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Crisi Compel Linkra: approvata mozione per apertura di un tavolo al Mise

E’ stata approvata all’unanimità, oggi in Aula, la mozione urgente sulla crisi occupazionale Compel-Linkra, già annunciata lo scorso martedì dal Pd, dopo che una delegazione dell’azienda aveva tenuto un presidio sotto Palazzo Pirelli al quale aveva fatto seguito un incontro con l’assessore allo Sviluppo economico e alcuni consiglieri regionali.
Le aziende del gruppo Compel con stabilimenti a Agrate Brianza e Cornate d’Adda, affrontano da tempo una crisi profonda legata all’ICT e al mondo Alcatel e hanno già fatto ricorso negli ultimi anni agli ammortizzatori sociali, la cui scadenza è prevista per marzo 2017, quando per centinaia di lavoratori si profilerebbe lo spettro concreto della disoccupazione.
Nel 2016 sia Linkra che Compel, hanno ottenuto dalla Regione importi importanti relativi ai contratti di solidarietà a favore sia delle imprese che dei lavoratori (435 per Linkra; 47 per Compel). Da quanto appreso durante l’ultima audizione in Commissione Attività produttive, il 17 novembre, sembrerebbe concreta l’ipotesi di alcuni ipotetici acquirenti interessati ad un parte delle linee di produzione.
Nella mozione si impegna la Giunta regionale ad aprire un apposito tavolo presso il Ministero dello Sviluppo economico e a mettere in campo tutti gli strumenti a disposizione di Regione per cercare di invertire questa situazione di crisi produttiva a partire dagli incentivi a mantenere la produzione in loco; ma soprattutto si chiede di salvaguardare l’intero perimetro occupazionale e di effettuare una puntuale ricognizione, attraverso Arifl (l’Agenzia regionale di formazione e lavoro), di tutti gli ammortizzatori utilizzati e di quelli potenzialmente ancora a disposizione.

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Ricerca e innovazione

La Lombardia, finora unica regione in Italia, si è quindi dotata di una propria legge a sostegno della ricerca e dell’innovazione. Più che sotto il profilo finanziario, le cui dimensioni sono inevitabilmente inferiori al fabbisogno, è interessante dal punto di vista della razionalizzazione e del coordinamento delle misure. Una particolare attenzione va alla costituzione del Foro Regionale della ricerca, luogo di promozione tra l’altro di pubbliche discussioni sulle ricadute sociali delle innovazioni. Non possiamo nasconderci che il progresso distrugge o dequalifica molti posti di lavoro: accanto ai “perdenti” della globalizzazione vi sono, altrettanto se non più numerosi, quelli della tecnologia. Non basta pensare che essa produca d’altro canto nuove occupazioni: il differenziale rimane pur sempre negativo. Ciò non significa fermare la ricerca, semmai porsi il problema di come fare perchè i suoi effetti positivi non vadano a favore solo di pochi.

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Diario della crisi: il gruppo Compel-Linkra

Appare complicata la situazione del gruppo Compel-Linkra, con circa 500 dipendenti nelle sedi di Cornate D’Adda ed Agrate Brianza. Il settore è quello delle telecomunicazioni, e la crisi si è acutizzata col venir meno delle commesse di Alcatel-Lucent. In assenza dei rappresentanti aziendali in Commissione Attività produttive non si è potuto avere un quadro chiaro delle possibili prospettive. Siamo certamente di fronte all’ennesimo capitolo della medesima storia: quella dell’ex Silicon Valley della Brianza, progressivamente spogliata ed abbandonata dalle multinazionali. A tal proposito: nel gennaio del 2015 la Giunta regionale approvò una delibera per il rilancio del settore ICT nell’area del vimercatese. Il prossimo lunedì verrà approvato uno schema di accordo per la competitività con Alcatel-Lucent. Qualcosa non mi quadra, ma aspetto di conoscere la delibera per esprimermi.

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Diario della crisi: la Star

Star AgrateIl neo-capitalismo, si sa, ormai non ha più bisogno di base produttiva per crescere: brand, finanza e comunicazione hanno messo all’angolo gli operai. Così non stupisce che la Star sia tornata da qualche tempo a pubblicizzare i suoi prodotti sui media nazionali e contemporaneamente annunci un piano che prevede un pesante ridimensionamento dei suoi organici. La notizia della settimana è di imminenti licenziamenti nel sito di Agrate, già ridotto ad una sorta di deserto industriale. Gli spagnoli di Gallina Blanca, subentrati nella proprietà alla famiglia Fossati, hanno imparato in fretta ad utilizzare le risorse pubbliche italiane (abbondante cassa integrazione) ed a rinnegare gli impegni presi. Il PD si sta muovendo sia a livello nazionale che regionale affinché le nostre istituzioni si adoperino per farli rispettare.

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Reddito di autonomia: le prime 5 misure

La giunta ha approvato le prime misure per dare attuazione al reddito di autonomia. Vanno nella direzione giusta ma sono ancora parziali, frammentarie e con scarse risorse. Prendiamo ad esempio il bonus bebè.  Ai nuovi nati a partire dal 9 ottobre e fino al 31 dicembre da genitori residenti da almeno 5 anni in Lombardia e con ISEE inferiore a 30.000,00€ verranno  riconosciuti 800€ (secondogeniti) o 1000€ (dal terzo figlio). Sono stanziati 3 milioni, insufficienti a coprire il fabbisogno e per di più soldi prelevati dal capitolo del trasferimento ai comuni per le politiche familiari.Quanto all’assegno di autonomia per anziani e disabili la stima regionale di soggetti interessati è rispettivamente di 520 e 470 persone: numeri molto modesti. Qui si partirà dal 1 dicembre. L’abolizione del superticket per redditi fino a 18.000€ risponde almeno in parte alle richieste del PD, in attesa di elevarne i limiti a 30.000 dal 2016 come concordato in sede di riforma sanitaria. Il bonus affitti riprende una misura già presente in passato, mentre la novità più positiva pare essere il PIL, progetto di inserimento lavorativo per disoccupati di lungo corso. Prima di dare un giudizio definitivo su questo sarà comunque bene leggerne in dettaglio le modalità.

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Reddito di cittadinanza: da Maroni ancora troppa confusione su progetto e risorse

A noi il tema interessa molto, ma Maroni, dopo un mese, è venuto in Aula a raccontarci la wikipedia del reddito di cittadinanza: ha elencato molte proposte diverse senza dirci quale sia quella che intende attuare in Lombardia. Ha anche detto che ci sono risorse messe a disposizione dalla vituperata Europa, il che fa pensare che la Lega non voglia più uscire dall’euro, mentre non è affatto chiaro quali siano i 250 milioni presi dal bilancio regionale. Da quali voci? Su cosa taglierà? Finora c’è solo grande confusione, come sempre.
Quel che è certo è che una misura come questa per la Lombardia ha un costo stimato di 1,5 miliardi, molto di più di quanto annunciato oggi da Maroni. Discutiamone, ma stando con i piedi per terra, senza illudere i lombardi.

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La formazione professionale

formazione_professionale_giovaniÈ una delle competenze regionali più importanti, finora delegata alle Province. In Lombardia impegna risorse per quasi 200 mln di euro (parte dello Stato, parte propri), ed assicura una formazione a circa 50.000 ragazzi ogni anno, attraverso 104 centri accreditati. La qualità è mediamente buona, anche se andrebbero migliorati i controlli e riorientata l’offerta (sono ormai troppe le scuole nei settori benessere e ristorazione). I tagli di spesa pubblica stanno per colpire anche qui, e rischiano soprattutto di penalizzare gli istituti pubblici, che maggiormente si fanno carico dei ragazzi più problematici. Il PD regionale ha avviato un lavoro su questo tema: siamo per riformare e migliorare l’attuale sistema, ma senza distruggere il buono che c’è. La direzione deve essere quella di intrecciare sempre di più le attività formative con le politiche per il lavoro.

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