Archivi categoria: Economia e lavoro

Tagli all’Alcatel: l’azienda prende i soldi e scappa? La Regione intervenga.

Alcatel prende i soldi pubblici e scappa? Regione Lombardia faccia maggiori pressioni sui vertici dell’azienda affinché non delocalizzi il comparto della ricerca dalla sede di Vimercate, lasciando senza lavoro circa 300 ricercatori. Il pressing è doveroso, visto il cospicuo pacchetto di risorse pubbliche regionali di cui Alcatel sta beneficiando, va detto in modo legittimo e assolutamente regolare, secondo quanto ci risulta.
Durante un’audizione in Commissione attività produttive, il sottosegretario Alberto Cavalli ha confermato il forte rischio che Alcatel dia seguito, nonostante la trattativa avviata dal ministero dello Sviluppo economico con i vertici dell’azienda anche su pressione degli esponenti brianzoli e dei parlamentari del Pd, alle intenzioni di ridurre notevolmente i posti di lavoro qualificati e di alto livello che contribuiscono a fare dell’azienda una delle eccellenza del comparto tlc a livello europeo e mondiale, con profitti che anche nel 2011 sono stati più che positivi.
La richiesta dei consiglieri del Pd alla Regione si fonda in particolare sul fatto che Alcatel, come ha riferito Cavalli in commissione, riceve un notevole pacchetto di risorse regionali: infatti recentemente l’azienda si è infatti aggiudicata due bandi per il sostegno alle imprese e, per conto di Telecom, sta sviluppando, nell’ambito del progetto regionale, l’infrastrutturazione tecnologica che porterà a regime la banda larga a circa 800 mila lombardi.

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Finlombarda: chiarezza sugli incarichi.

Regione Lombardia si vanta, tra l’altro, di avere meno dipendenti di altre Regioni di dimensione inferiore. I dati però dimenticano i dipendenti in forza alle varie società partecipate, ed ancor più i numerosi contratti di collaborazione.

In particolare, analizzando le collaborazioni a progetto attivate da Finlombarda, la società finanziaria regionale, lievitate in misura significativa negli ultimi anni, abbiamo appreso di un incarico quantomeno discutibile sotto il profilo dell’opportunità.

Esso infatti riguarda l’Ing. Carlo Masseroli, capogruppo del Pdl al Comune di Milano e già assessore nella giunta Moratti. La collaborazione, per complessivi 110.000,00 euro, ė relativa al settore dell’housing sociale.

In aula l’assessore Zambetti ha precisato che l’incarico ė stato affidato previa selezione mediante procedura competitiva. Sarà, ma evidentemente si ė trattato di competizione quantomeno ad handicap, ovviamente per gli altri, privi di adeguati appoggi politici. Rimane soprattutto da capire come mai vi sia stata necessità di ricorrere a competenze esterne.

Approfondiremo nei prossimi giorni le ricerche: nell’opaco sistema regionale si annidano molte possibili sorprese.

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Bond greci: chi paga la svalutazione?

Il prossimo martedì, in occasione della seduta di Consiglio, presenterò una interrogazione all’assessore Colozzi in merito alla vicenda dei bond greci. Il nostro timore è che siano i cittadini lombardi a pagare la svalutazione dei titoli greci.  Di seguito il testo dell’interrogazione.

“Il Comune di Milano ha raggiunto nei giorni scorsi un accordo con le banche sul tema dei derivati, acquisendo al bilancio comunale  complessivi 453 milioni di euro, che eviteranno tra l’altro ai contribuenti milanesi l’aumento dell’addizionale comunale sull’Irpef.
La Regione Puglia ha, a sua volta, rinegoziato con Merril Lynch il contratto relativo al sinking fund connesso al prestito obbligazionario sottoscritto nel 2003 e contenente anche titoli di stato della Grecia.
 CONSIDERATO
Che negli scorsi giorni l’Eurogruppo ha definito l’accordo per evitare il default greco che prevede una svalutazione volontaria per i privati possessori di bond ellenici pari al 53,5%
CHIEDE
Di conoscere se sia in atto anche da parte di Regione Lombardia un’ipotesi di accordo con le banche per evitare di trasferire sui contribuenti lombardi l’onere della suddetta svalutazione.”

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Alcatel licenzia la ricerca

La multinazionale Alcatel-Lucent ha presentato il Piano 2012 che prevede un taglio di 490 posti di lavoro in Italia. La gran parte di questi riguardano la Ricerca e lo Sviluppo e si concentrano nella sede di Vimercate. I lavoratori si sono immediatamente mobilitati a difesa non solo del proprio posto di lavoro ma della tecnologia italiana e delle competenze che possono aiutare il nostro paese a crescere. Chiedono a Regione Lombardia di intervenire immediatamente e mantenere gli impegni presi dallo stesso Formigoni pochi mesi fa proprio nello stabilimento di Vimercate, quando annunciò che Alcatel e Regione Lombardia avrebbero lavorato insieme in vista di Expo 2015. Il comunicato di allora diceva: “Da una parte s’investe in ricerca per lo sviluppo di reti di nuova generazione e dall’altra si trova il modo di farle davvero”. Parole che oggi suonano beffarde di fronte ad una realtà ben diversa.

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Tempi di pagamento: la Regione ha poco di cui vantarsi

Regione Lombardia si vanta di essere virtuosa rispetto al resto della Pubblica Amministrazione, anche nei tempi di pagamento dei propri fornitori.  A pag. 9 della Relazione alla manovra di bilancio per l’anno 2012 si dice che è stato consolidato il target dei 60 giorni per il pagamento delle fatture ricevute dalla Regione e dalle Aziende Sanitarie.
Ora l’assessore Colozzi, in risposta a quanto da me sollevato in occasione dell’ultimo Consiglio Regionale, ha fatto diffondere una tabella che lo smentisce. Emerge infatti che i tempi medi di aziende ospedaliere ed Asl lombarde sono di 89 giorni.
Trattandosi di medie vuol dire che molti fornitori hanno tempi di attesa ben più lunghi. Per non parlare poi della catena delle subforniture.
Siamo quindi molto più vicini a quanto da me affermato in aula sulla base di dati ufficiosi che non a quanto auspicato da una giunta molto abile a vendere una virtuosità che non possiede.

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La beffa federalista del bollo auto

Il federalismo fiscale confuso e frettoloso prodotto dalla Lega con lo scorso governo rischia di far ulteriormente male al bilancio di Regione Lombardia. Non solo perche’ ha ridotto le risorse a disposizione per i servizi sociali ed il trasporto pubblico locale ed ha posto un tetto ancor piu’ rigido al patto di stabilita’. C’è infatti anche il timore di dover registrare una forte riduzione di una delle principali entrate tributarie, quella legata al bollo auto. Infatti le vicine Province autonome di Trento e Bolzano, utilizzando una possibilita’ offerta dal decreto applicano tariffe inferiori a quelle praticate in Lombardia, al punto che molte aziende proprietarie di grandi flotte auto stanno trasferendo in quelle province le immatricolazioni. A fronte di un gettito totale previsto di circa 980milioni di euro della tassa il mancato introito paventato è di oltre 100 milioni.

Nel corso del mio intervento in aula sul bilancio ho chiesto all’assessore Colozzi conferma dell’esistenza di questo problema, offrendo la disponibilità del PD a sostenere la richiesta di revisione della normativa.

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Presidio dei lavoratori Bames Sem: si convochi al più presto un incontro con le parti

Questa mattina ero presente al presidio davanti al Pirellone organizzato da alcune decine di lavoratori della Bames Sem di Vimercate, azienda da tempo in crisi, ai cui lavoratori (400 su circa 600 dipendenti) stanno per scadere gli ammortizzatori sociali.

Non c’è più tempo da perdere. Serve un impegno forte di Regione Lombardia e del governo per il rilancio industriale del vimercatese. Non è più possibile proseguire in questo modo, con centinaia di lavoratori e le loro famiglie in ansia per la totale assenza di prospettive occupazionali. Formigoni si impegni per dare immediato seguito alla nostra richiesta, già votata dal Consiglio regionale, per chiedere che il governo decreti lo stato di crisi per il vimercatese. Allo stesso tempo è necessario riunire al più presto gli imprenditori che operano su quel territorio per promuovere, anche utilizzando gli strumenti predisposti dalla Regione, una reindustrializzazione che tarda a partire e che deve puntare necessariamente su innovazione e produzioni ad alto valore aggiunto, in grado di competere sui mercati internazionali e di contrastare le delocalizzazioni produttive

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Piccole imprese in Brianza

Venerdi 4 novembre si è tenuta a Monza la conferenza provinciale per la piccola e la micro impresa.

La qualificata presenza di tutte le più importanti organizzazioni di rappresentanza del settore attive nel territorio (Confcommercio, Confartigianato, CNA, Confindustria, PMI Brianza) ha confermato la rinnovata attenzione di questo mondo verso le proposte del nostro partito.

Un appassionato intervento di un imprenditore è stato in questo senso illuminante: “siamo stati traditi dall’attuale governo, ora stà a voi dimostrarci che ci possiamo fidare”.

E’ quindi necessario un cambiamento di rotta che dia voce a chi, pur costituendo una delle principali parti nella produzione di ricchezza nel nostro paese, è stato sinora tenuto ai margini nelle scelte di politica economica.

Troppo spesso ancora si guarda al piccolo imprenditore con fastidio, evidenziandone solo i limiti anziché valorizzandone le potenzialità.

L’approvazione, intervenuta proprio nella giornata di venerdì, da parte della Camera e con il fattivo contributo del PD dello Statuto delle Imprese può essere la premessa per una svolta.

Il documento nazionale del PD sulle piccole imprese contiene molti spunti interessanti, che sono stati colti positivamente da tutti gli intervenuti.

Tra le tante questioni, in particolare l’interesse è stato puntato sui tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni e sull’energia, sia come costo da calmierare che come possibilità di sviluppo di nuova impresa.

L’impegno nostro è ora di continuare a sviluppare questo lavoro, aperti al contributo di idee di chi voglia farlo.

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Bond Lombardia: il deprezzamento dei titoli greci può costare caro alla Regione

Le ultime notizie sull’andamento dei titoli greci, entrati in pieno nella crisi del debito sovrano, destano allarme sul Bond Lombardia, il prestito trentennale per un miliardo di dollari che la Regione nel 2002 chiese alle banche di collocare sul mercato. Una nuova tegola, dopo la certificazione da parte della procura di Milano dell’esistenza di costi occulti – secondo l’esperto nominato dalla magistratura milanese pari a 90 milioni di euro, molto più dei 40/45 milioni che il board di esperti nominati dal Consiglio regionale indicò lo scorso anno nella sua relazione – che le banche avrebbero caricato indebitamente sulla Regione. E per questo la Lombardia ha promosso un’azione legale verso le banche stesse.

In questi giorni la stampa europea e italiana ci informa che nelle istituzioni europee si starebbe trattando per una riduzione del 60% del rimborso dei titoli greci. Proprio in titoli greci è investita una quota del fondo di accantonamento (sinking fund) che la Regione ha aperto presso le banche per mettere da parte il capitale che nel 2032, trent’anni dopo l’emissione del bond, dovrà restituire. Al momento si tratterebbe di 115 milioni di euro che, se le notizie fossero confermate, non varrebbero più del 40%.

Il nostro Gruppo, che per anni ha denunciato la poca trasparenza e la rischiosità del bond e che ha visto nel tempo riconoscere l’esistenza di costi occulti e, ora, della probabile perdita economica, chiede all’assessore al bilancio Romano Colozzi di riferire urgentemente in commissione.

Proprio questa settimana la Giunta regionale ha deliberato di intraprendere l’azione di autotutela. I nostri allarmi sono stati a lungo inascoltati e purtroppo ora, in un periodo già difficile, la Lombardia rischia di perdere risorse preziose. L’assessore Colozzi deve riferire in commissione bilancio su quali sono i rischi per i soldi dei lombardi e quali scelte fare ora: se tenere i titoli fino alla scadenza naturale rinviando la scelta o porre fine anticipatamente a questa avventura di cui da tempo, inascoltati, avevamo evidenziato le storture.

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La Comoda Menzogna

Una buona lettura sulle ragioni della crisi globale nella quale siamo attanagliati ormai da tre anni è il libro di Giovanni La Torre, edito da Dedalo, titolato “La comoda menzogna”.

La menzogna che offre una spiegazione “comoda” della crisi è quella che ne individua la causa solo nell’avidità dei banchieri e negli errori della regolazione finanziaria.

Non che questi fattori non esistano o che non abbiano contribuito in misura rilevante all’aggravamento di una situazione che ha però altre ragioni di fondo.

In primis la crescente disuguaglianza che si è affermata nelle moderne società avanzate, determinando una debolezza della domanda che, a sua volta, limita gli impieghi produttivi. Il surplus è quindi indirizzato più ad alimentare la bolla speculativa che non gli investimenti.

La diseguaglianza si traduce così in inefficienza.

Questa è quindi prevalentemente una crisi da sovrapproduzione, o da sottoconsumo, da attribuire ad una errata distribuzione dei redditi.

Se vi sono famiglie che nella quarta settimana del mese non sono in grado di comprare vuol dire anche che vi sono imprese che nella quarta settimana non vendono.

Forse è il caso di partire da questa semplice considerazione per trovare le ricette adeguate al nostro malessere.

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