L’inganno referendario

Maroni e Zaia hanno deciso: referendum in Lombardia e Veneto il prossimo 22 ottobre. Non è detto che si faccia, per ora basta l’annuncio. Abbiamo più volte denunciato l’inutilità di una consultazione costosa ed evitabile. Basterebbe avviare da subito la trattativa col Governo, che si è reso disponile, per applicare ciò che la Costituzione già prevede. Ma ai leghisti questo non interessa: il loro fine non è attuare la norma esistente, ma far credere che si tratti di ben altro. I lombardi devono però sapere che questo quesito non farà della loro una Regione a Statuto speciale, nè ridurrà il cosiddetto residuo fiscale, cioè la differenza tra le tasse raccolte in Lombardia e quanto viene restituito in servizi. Si potrà ottenere qualche ulteriore competenza, ma nulla a che vedere con la prospettiva di trattenere qui il 75% della ricchezza prodotta, come promesso in campagna elettorale da Maroni. Siamo felici che ora si accontenti di molto meno, ma è giusto che gli elettori lo sappiano.

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