Archivi del mese: novembre 2016

Crisi Compel Linkra: approvata mozione per apertura di un tavolo al Mise

E’ stata approvata all’unanimità, oggi in Aula, la mozione urgente sulla crisi occupazionale Compel-Linkra, già annunciata lo scorso martedì dal Pd, dopo che una delegazione dell’azienda aveva tenuto un presidio sotto Palazzo Pirelli al quale aveva fatto seguito un incontro con l’assessore allo Sviluppo economico e alcuni consiglieri regionali.
Le aziende del gruppo Compel con stabilimenti a Agrate Brianza e Cornate d’Adda, affrontano da tempo una crisi profonda legata all’ICT e al mondo Alcatel e hanno già fatto ricorso negli ultimi anni agli ammortizzatori sociali, la cui scadenza è prevista per marzo 2017, quando per centinaia di lavoratori si profilerebbe lo spettro concreto della disoccupazione.
Nel 2016 sia Linkra che Compel, hanno ottenuto dalla Regione importi importanti relativi ai contratti di solidarietà a favore sia delle imprese che dei lavoratori (435 per Linkra; 47 per Compel). Da quanto appreso durante l’ultima audizione in Commissione Attività produttive, il 17 novembre, sembrerebbe concreta l’ipotesi di alcuni ipotetici acquirenti interessati ad un parte delle linee di produzione.
Nella mozione si impegna la Giunta regionale ad aprire un apposito tavolo presso il Ministero dello Sviluppo economico e a mettere in campo tutti gli strumenti a disposizione di Regione per cercare di invertire questa situazione di crisi produttiva a partire dagli incentivi a mantenere la produzione in loco; ma soprattutto si chiede di salvaguardare l’intero perimetro occupazionale e di effettuare una puntuale ricognizione, attraverso Arifl (l’Agenzia regionale di formazione e lavoro), di tutti gli ammortizzatori utilizzati e di quelli potenzialmente ancora a disposizione.

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Ricerca e innovazione

La Lombardia, finora unica regione in Italia, si è quindi dotata di una propria legge a sostegno della ricerca e dell’innovazione. Più che sotto il profilo finanziario, le cui dimensioni sono inevitabilmente inferiori al fabbisogno, è interessante dal punto di vista della razionalizzazione e del coordinamento delle misure. Una particolare attenzione va alla costituzione del Foro Regionale della ricerca, luogo di promozione tra l’altro di pubbliche discussioni sulle ricadute sociali delle innovazioni. Non possiamo nasconderci che il progresso distrugge o dequalifica molti posti di lavoro: accanto ai “perdenti” della globalizzazione vi sono, altrettanto se non più numerosi, quelli della tecnologia. Non basta pensare che essa produca d’altro canto nuove occupazioni: il differenziale rimane pur sempre negativo. Ciò non significa fermare la ricerca, semmai porsi il problema di come fare perchè i suoi effetti positivi non vadano a favore solo di pochi.

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