Archivi del mese: febbraio 2016

La Pedemontana

PedemontanaTre province (Varese, Como, Monza Brianza), decine di comuni, due problemi unificanti: l’inadempienza della società Pedemontana rispetto agli impegni assunti con l’accordo di programma per le opere compensative e l’eccessivo costo del pedaggio che scoraggia l’uso dei tratti già in esercizio e riversa traffico sulla viabilità ordinaria. Il PD regionale sta raccogliendo in un dossier queste criticità e le presenterà al ministro Delrio che si è reso disponibile ad un incontro a breve. Dal Governo deve arrivare un forte richiamo a Maroni, principale responsabile dell’opera, affinchè chiarisca come intende procedere, con quali risorse e con quali tempi. Il pericolo è che nel frattempo si continuino a drenare gli unici soldi disponibili da Serravalle, indebolendo di molto questa società da cui le province di Milano e Monza ricavavano buona parte del necessario alla manutenzione della propria rete viaria.

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Diario della crisi: la Star

Star AgrateIl neo-capitalismo, si sa, ormai non ha più bisogno di base produttiva per crescere: brand, finanza e comunicazione hanno messo all’angolo gli operai. Così non stupisce che la Star sia tornata da qualche tempo a pubblicizzare i suoi prodotti sui media nazionali e contemporaneamente annunci un piano che prevede un pesante ridimensionamento dei suoi organici. La notizia della settimana è di imminenti licenziamenti nel sito di Agrate, già ridotto ad una sorta di deserto industriale. Gli spagnoli di Gallina Blanca, subentrati nella proprietà alla famiglia Fossati, hanno imparato in fretta ad utilizzare le risorse pubbliche italiane (abbondante cassa integrazione) ed a rinnegare gli impegni presi. Il PD si sta muovendo sia a livello nazionale che regionale affinché le nostre istituzioni si adoperino per farli rispettare.

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Il ministro Boschi al gruppo regionale

Seminario_290116L’inutilità del referendum maroniano è stata nuovamente sancita lo scorso venerdì in occasione dell’incontro organizzato dal nostro gruppo consiliare al Pirellone col ministro Boschi. Con lei abbiamo ragionato sulle ricadute della riforma costituzionale sulle autonomie. Ha ribadito due cose importanti: che il percorso del regionalismo differenziato esce semplificato dal nuovo quadro costituzionale, e che è intenzione del Governo attivarlo non appena una Regione ne faccia motivata richiesta. A Maroni basterebbero quindi pochi spiccioli per una raccomandata R.R. da inviare subito a Palazzo Chigi, destinando altrimenti i 30 milioni del referendum.

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