Archivi del mese: novembre 2013

Contratti di solidarietà: in Aula il 18 con un testo condiviso o si chiude la strada della collaborazione

È scontro in commissione attività produttive della Regione tra il Pd e il centrodestra, con i democratici determinati a sfidare la giunta Maroni sul tema dei contratti di solidarietà. Il fatto scatenante è la presentazione da parte dell’assessorato al lavoro di un progetto di legge che stravolge completamente il testo che le opposizioni hanno portato in commissione e che è stato elaborato dal gruppo di lavoro partecipato da tutte le forze politiche, già calendarizzato in Consiglio regionale per il 18 dicembre. Ieri la doccia fredda: l’assessorato guidato da Valentina Aprea ha inviato al gruppo di lavoro un testo alternativo, che parla genericamente di solidarietà tra i lavoratori e non cita mai lo strumento dei contratti di solidarietà, vanificando così non solo il lavoro fatto, ma anche il clima di collaborazione che sul testo si stava trovando. Peraltro, senza l’approvazione in commissione la prossima settimana, sarebbe tecnicamente impossibile mantenere discuterne in Aula nella data prevista.
“Il nostro tema è sostenere il lavoro – dichiarano i consiglieri regionali Onorio Rosati ed Enrico Brambilla – e stiamo cercando di dare una risposta alle decine di aziende che abbiamo ascoltato in commissione e che hanno detto che con gli incentivi da noi previsti per i contratti di solidarietà potrebbero evitare scelte drastiche salvaguardando professionalità importanti e posti di lavoro. C’era una condivisione e c’era l’impegno a portare il testo in aula il 18. Il centrodestra deve chiarire se vuole discutere della nostra proposta, ovviamente con le mediazioni che potrebbero uscire da un lavoro comune, o se lo vuole boicottare. La mossa dell’assessore Aprea sembra andare in questo senso e se fosse così per noi si chiuderebbe la strada ad ogni altro gruppo di lavoro.”
La commissione, su richiesta dell’opposizione, ha deciso di convocare l’assessore Aprea martedì, durante la pausa della seduta di Consiglio.

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Vendere ST Micron è un errore grave

micronIl piano di dismissioni annunciato dal Governo Letta è da analizzare con grande cautela. Rinvio al bell’articolo di Mucchetti sull’Unità di venerdì 22 ed a quello ancor più ‘pepato’ di Giulio Sapelli sul Messaggero di sabato 23. Mi soffermo quindi solo sul caso ST di cui ho già scritto, paventando quanto ora reso ufficiale: l’intenzione del governo di vendere la partecipazione, oggi paritaria con quella francese. Già la cessione di un ramo aziendale all’americana Micron sta favorendo la migrazione dei brevetti e della ricerca negli USA, con perdita di posti di lavoro. Il socio francese, dal canto suo, esercita bene il proprio ruolo a difesa degli impianti nazionali. Da noi la politica industriale la si invoca solo nei convegni.

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