Archivi del mese: agosto 2013

Diario della crisi: i dati lombardi

Nel primo trimestre 2013, secondo ISTAT, il tasso di disoccupazione in Lombardia era al 8,7%, contro il 7,9% del trimestre precedente, e più alto di quasi un punto rispetto allo stesso trimestre del 2012. Nel complesso i disoccupati ammontano a circa 407.000 unità, 40.000 in più rispetto al primo trimestre dell’anno precedente.
Presso l’Agenzia Regionale dal 1 gennaio al 18 luglio sono state aperte 479 vertenze ai fini della concessione della CIGS. Di queste 308 sono state originate da crisi congiunturali o settoriali, 15 hanno riguardato processi di ristrutturazione e riorganizzazione, e ben 156 unità produttive ormai avviate verso la chiusura (fallimenti, procedure liquidatorie, cessazioni, ecc.).

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Aler Milano: il “buco” era già noto. Bastava leggere le carte

Il Presidente Maroni  ha chiesto la parola l’altro giorno durante la seduta di consiglio regionale per una comunicazione urgente, al di fuori dell’ordine del giorno.
La comunicazione ha riguardato lo stato di quasi dissesto finanziario dell’Aler di Milano, con debiti di oltre 80 milioni, tali da mettere in discussione la capacità di soddisfare i creditori e perfino gli stipendi dei dipendenti.
Tale quadro emergerebbe dalla relazione inviata dal Commissario straordinario fresco di nomina, l’ex prefetto Lombardi. Tra le cause del “buco” le due più rilevanti sarebbero la morosità degli inquilini ed il peso fiscale dell’IMU, moltiplicato rispetto a quello dell’ICI.
Maroni  ha voluto così avvalorare la scelta  di non procedere al rinnovo dei consigli di amministrazione scaduti delle Aler ma di nominare commissari straordinari, in attesa di una nuova legge di riforma.
La stampa ha dato ampio risalto a questa comunicazione, come a dire che il prefetto-commissario ha scoperto in poche settimane ciò che prima era nascosto.
Le cose non stanno così: basta leggere i bilanci e le relazioni di amministratori e sindaci. Tutto era già abbondantemente noto, cifra per cifra.
Maroni ha semplicemente, e furbescamente, ancora una volta giocato d’attacco con una comunicazione efficace, per figurare come il salvatore e moralizzatore.
Dimenticando però di sottolineare che alla guida dell’Aler milanese da anni figurano uomini espressione del centro-destra. Inoltre la sua proposta di riforma, per concentrare tutte le Aler lombarde in un’unica agenzia, suona oggi come il tentativo di far pagare alle province sane il debito milanese.

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