Archivi del mese: settembre 2012

Primarie: le regole ci sono. Basta rispettarle.

“Il Segretario nazionale rappresenta il Partito, ne esprime l’indirizzo politico sulla base della piattaforma approvata al momento della sua elezione ed è proposto dal Partito come candidato all’incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri.” “Qualora il partito democratico aderisca a primarie di coalizione per la carica di Presidente del Consiglio dei Ministri è ammessa, tra gli iscritti al PD, la sola candidatura del Segretario Nazionale.” Così recitano gli artt. 3 e 20 dello Statuto del PD, approvato dalla Assemblea Costituente Nazionale del 16 febbraio 2008. Io penso che non vi sia giustificato motivo per derogare oggi a questi principi. Eleggendo a proprio segretario nell’ottobre 2009 Pierluigi Bersani, i democratici ne hanno condiviso il progetto. Esso ha portato alla ricostituzione di un centro sinistra riformatore e di governo, capace di vincere le elezioni amministrative in tutti i principali comuni, di contribuire a porre fine ai governi di centro destra, di avviare il risanamento del Paese. Ora, all’indomani di elezioni che ci vedono nella condizione di poter finalmente attuare la nostra agenda, ben illustrata nella Carta d’Intenti, si vorrebbe derogare a quel principio per consentire anche altre candidature di iscritti al PD a primarie di coalizione. Ciò potrebbe essere motivato solo dal fatto che si voglia adottare una diversa linea politica: ma allora occorre rendere esplicito questo obiettivo e convocare un congresso che lo sancisca. Congresso e primarie di coalizione rispondono a diverse logiche e necessitano di diverse regole. Ora si rischia di fare una gran confusione e di dare al Paese una fondata impressione di  partito incerto sulle prospettive. Siamo al paradosso che le strutture di partito non possano sostenere apertamente e lealmente il proprio segretario in questo delicato passaggio politico ma debbano ridursi ad asettici contenitori di garanzia . Dovremo inventarci dei comitati esterni al partito per fare ciò che invece si dovrebbe fare nel partito: affermare la linea politica proposta dal segretario. Comprendo due possibili obiezioni: che non ci si deve far scudo delle regole per evitare di affrontare questioni politiche e che oggi possa essere troppo tardi per tornare sulle aperture fatte nell’assemblea di luglio. La prima obiezione è singolare venga soprattutto da chi solitamente è gran cultore delle regole, e che magari contribuì pure a scriverle. Il nostro statuto non lo ha scritto Bersani. Il punto è che queste regole corrispondono ad una idea di partito democratico che condivido e che è il presupposto della mia militanza. Senza di quelle stiamo in un’altra casa, con porte aperte per chi viene e per chi va. Quanto alla tardività di questa riflessione, dopo che i motori sono già stati accesi, penso che finchè non ci si è caduti nel burrone si è sempre in tempo per cercare di evitarlo. Riassumendo: chiunque si può candidare alle primarie di coalizione, ma il candidato del PD non può che essere il segretario. Infine penso non si debba derogare neppure alla norma che prevede l’incandidabilità a parlamentare dopo tre mandati: anche in questo caso le ragioni che ci indussero a votarla sono tuttora più che attuali. Chi dovesse così rinunciare alla candidatura saprà certamente servire il partito ed il Paese in altre forme.

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Interventi per la competitività: quale efficacia?

Nella Commissione Attività produttive è stata discussa la relazione sugli interventi fatti dalla Regione nell’anno 2011 a sostegno della competitività delle imprese e per il territorio della Lombardia. In sintesi sono state impegnate risorse per € 1.451.624.847, di cui però 500 milioni relativi all’anticipazione sulla PAC (politica agricola comune). I fondi propri di Regione Lombardia ammontano a 389 milioni, 360 milioni derivano da trasferimenti nazionali, 655 da risorse comunitarie ed i restanti 45 da fonti aggiuntive (Camere di commercio ed altri). Questo complesso di denaro è stato distribuito su 243 azioni, rivolte sia alle imprese che alle persone fisiche, enti locali, università etc. La maggior parte delle risorse è stata distribuita sotto forma di contributi, in conto capitale o in conto interessi, oltre a strumenti come la promozione e l’informazione nonché i finanziamenti agevolati. Le risorse stanziate oltre ad essere in costante diminuzione negli anni coprono una quota piuttosto limitata del bilancio regionale. Abbiamo inoltre stigmatizzato la scarsa tempestività di una relazione fornita dopo che il conto consuntivo del 2011 e l’assestamento 2012 sono stati approvati. Ma la principale carenza, che ha portato il gruppo PD in commissione ad esprimere un voto contrario, è l’assenza di qualsiasi valutazione di efficacia delle azioni intraprese. Come sta avvenendo a livello nazionale sul tema degli incentivi alle imprese è infatti necessario chiedersi quanto i contributi erogati inducano incrementi reali di competitività e di occupazione. Per questo è necessario dotarsi di strumenti valutativi delle politiche adottate che non si limitino a rendicontare i soldi spesi ma indichino anche i risultati ottenuti. A distanza di anni dalla legge istitutiva di questi strumenti ( legge 1 del 2007) nulla di ciò è stato fatto.

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Agricoltura (anche) in Brianza

Fino alla prossima domenica è possibile visitare la tradizionale “Sagra della Patata” ad Oreno, frazione di Vimercate. Per chi non conosce il posto è una buona occasione: a due passi da Monza e poco più da Milano si può scoprire un grazioso borgo medioevale che conserva un impianto e scorci davvero interessanti. In pieno centro c’è una bellissima Casa del Popolo che ospita il circolo Pd e dove si possono gustare buoni piatti tradizionali e no. Attorno alla patata sta riprendendo l’attenzione alla produzione agricola, in campi che fortunatamente sono stati salvati dallo scellerato consumo di suolo degli anni passati. Si sta addirittura cercando di ripristinare una produzione vinicola che fino alla prima metà dell’Ottocento era diffusa con buoni risultati. Purtroppo anche in questo caso la burocrazia da superare è gravosa, e forti sono le resistenze anche all’interno del mondo agricolo. E’ un tentativo da sostenere: a tutela dell’ambiente e di qualche possibilità di lavoro.

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Grandi uomini

Sono stato anch’io, con decine di migliaia di cittadini, credenti e non, a rendere omaggio alla salma del Cardinal Martini in Duomo.
Ebbi la fortuna di conoscerlo nel periodo del mio mandato da Sindaco in occasione di due sue visite pastorali alla città di Vimercate, nonché all’Arcivescovado accompagnando l’allora parroco di Vimercate, Don Ponzini, nel giorno della nomina a Monsignore.
Da lui ho ascoltato parole di sostegno all’impegno civile, alla responsabilità di chi si prende cura della cosa pubblica.
L’incontro più profondo lo ebbi però una mattina a Gerusalemme. Lo andammo a trovare, un piccolo gruppo, all’Istituto Biblico. Con lui discutemmo di diverse cose, ed in particolare dei problemi di quella città affascinante e divisa.
Alla nostra curiosità di conoscere il suo punto di vista sul conflitto israelo-palestinese ci disse di non poter far altro che “intercedere”. Significava letteralmente “muoversi in mezzo” cercando di comprendere laicamente le ragioni di ognuno. Non un pilatesco chiamarsi fuori, ma un impegnativo stare dentro le contraddizioni degli uomini.
Due giorni fa ho partecipato ad un altra cerimonia funebre. Un funerale laico, per un uomo semplice: Augusto Galbussera. Un compagno che ha sempre lavorato nell’ombra, dando tanto al partito, al movimento cooperativo locale, ai suoi cari.
Una persona che incontravi sempre con piacere per il suo sorriso, l’ottimismo, la spinta e l’incoraggiamento all’impegno.
Ho voluto accomunarlo nel ricordo del Cardinale perchè credo vi siano diversi modi di essere grandi uomini, nella fama come nell’oscurità, a servizio della comunitá.

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