Lucio Magri ci ha lasciati. I giornali sono oggi pieni di commenti riguardanti la sua scelta di darsi una morte assistita. Credo che di fronte a queste scelte così personali sia preferibile un rispettoso silenzio. Voglio però ricordare l’uomo col quale ho condiviso gli anni cruciali della mia formazione politica, il fondatore del Manifesto e poi dello Pdup, la voce critica della sinistra italiana. Troppo facile oggi ironizzare sulle analisi, sui progetti, sui sogni di un gruppo che sembrerebbe essere stato sconfitto dalla storia. In realtà quell’esperienza ha concorso anch’essa a pieno titolo alla formazione di una nuova sinistra non dogmatica, attenta alle dinamiche sociali prima ancora che alla politica autoreferente, impegnata a leggere senza pregiudizi le trasformazioni in atto. Grazie Lucio, buon riposo.
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