Archivi del mese: ottobre 2011

Bond Lombardia: il deprezzamento dei titoli greci può costare caro alla Regione

Le ultime notizie sull’andamento dei titoli greci, entrati in pieno nella crisi del debito sovrano, destano allarme sul Bond Lombardia, il prestito trentennale per un miliardo di dollari che la Regione nel 2002 chiese alle banche di collocare sul mercato. Una nuova tegola, dopo la certificazione da parte della procura di Milano dell’esistenza di costi occulti – secondo l’esperto nominato dalla magistratura milanese pari a 90 milioni di euro, molto più dei 40/45 milioni che il board di esperti nominati dal Consiglio regionale indicò lo scorso anno nella sua relazione – che le banche avrebbero caricato indebitamente sulla Regione. E per questo la Lombardia ha promosso un’azione legale verso le banche stesse.

In questi giorni la stampa europea e italiana ci informa che nelle istituzioni europee si starebbe trattando per una riduzione del 60% del rimborso dei titoli greci. Proprio in titoli greci è investita una quota del fondo di accantonamento (sinking fund) che la Regione ha aperto presso le banche per mettere da parte il capitale che nel 2032, trent’anni dopo l’emissione del bond, dovrà restituire. Al momento si tratterebbe di 115 milioni di euro che, se le notizie fossero confermate, non varrebbero più del 40%.

Il nostro Gruppo, che per anni ha denunciato la poca trasparenza e la rischiosità del bond e che ha visto nel tempo riconoscere l’esistenza di costi occulti e, ora, della probabile perdita economica, chiede all’assessore al bilancio Romano Colozzi di riferire urgentemente in commissione.

Proprio questa settimana la Giunta regionale ha deliberato di intraprendere l’azione di autotutela. I nostri allarmi sono stati a lungo inascoltati e purtroppo ora, in un periodo già difficile, la Lombardia rischia di perdere risorse preziose. L’assessore Colozzi deve riferire in commissione bilancio su quali sono i rischi per i soldi dei lombardi e quali scelte fare ora: se tenere i titoli fino alla scadenza naturale rinviando la scelta o porre fine anticipatamente a questa avventura di cui da tempo, inascoltati, avevamo evidenziato le storture.

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La Comoda Menzogna

Una buona lettura sulle ragioni della crisi globale nella quale siamo attanagliati ormai da tre anni è il libro di Giovanni La Torre, edito da Dedalo, titolato “La comoda menzogna”.

La menzogna che offre una spiegazione “comoda” della crisi è quella che ne individua la causa solo nell’avidità dei banchieri e negli errori della regolazione finanziaria.

Non che questi fattori non esistano o che non abbiano contribuito in misura rilevante all’aggravamento di una situazione che ha però altre ragioni di fondo.

In primis la crescente disuguaglianza che si è affermata nelle moderne società avanzate, determinando una debolezza della domanda che, a sua volta, limita gli impieghi produttivi. Il surplus è quindi indirizzato più ad alimentare la bolla speculativa che non gli investimenti.

La diseguaglianza si traduce così in inefficienza.

Questa è quindi prevalentemente una crisi da sovrapproduzione, o da sottoconsumo, da attribuire ad una errata distribuzione dei redditi.

Se vi sono famiglie che nella quarta settimana del mese non sono in grado di comprare vuol dire anche che vi sono imprese che nella quarta settimana non vendono.

Forse è il caso di partire da questa semplice considerazione per trovare le ricette adeguate al nostro malessere.

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Un Patto di stabilità poco virtuoso

Col voto favorevole anche del gruppo PD la commissione bilancio ha dato il via libera alla proposta di applicazione del patto di stabilità per l’anno 2011 a livello regionale.

Già nel 2009 Regione Lombardia aveva fatto una prima sperimentazione del patto a livello “verticale”, mettendo cioè a disposizione degli enti locali lombardi un po’ della propria capacità di spesa. Quest’anno si aggiunge anche il tentativo di attivare un patto “orizzontale”, facendo cioè da regia tra gli enti che abbiano eccedenze e le vogliano mettere a disposizione di altri, creandosi così un bonus per gli anni futuri.

L’idea è da condividere e risponde a sollecitazioni che il nostro gruppo già aveva fatto lo scorso anno, stigmatizzando la mancata copertura per il 2010.

Rimangono però alcune riserve, anzitutto sull’esiguità della somma messa a disposizione. I 70 milioni da dividere tra tutte le provincie ed i comuni soggetti al patto rischiano infatti di risultare ben poca cosa. Altre regioni con bilanci minori del nostro hanno osato di più. Per ora registriamo solo l’impegno dell’assessore Colozzi a verificare la possibilità di rimpinguare la dotazione.

Assai esigua è poi la quantità che viene riservata ai cosiddetti comuni virtuosi: solo il 5% della somma messa a disposizione verrà suddivisa in base a criteri di virtuosità. Il resto sarà proporzionato ai residui in conto capitale. Una scelta obbligata, che mette a nudo però le contraddizioni di chi ha usato questo tema come una foglia di fico dietro la quale cercare di nascondere la verità. Le risorse sono tagliate drasticamente per tutti nonostante l’avvio del federalismo fiscale ed anche chi ha sempre bene amministrato non ce la fa proprio più. Per questo insistiamo sul fatto che Regione Lombardia deve avanzare una propria proposta di revisione dei vincoli di bilancio basata su criteri più funzionali di quelli attuali.

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