Archivi del mese: luglio 2011

Coi lavoratori di Bames-Sem

Stamattina i lavoratori della Bames-Sem di Vimercate hanno manifestato davanti a Regione Lombardia.

 L’obiettivo era il richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla situazione di quello che fu uno dei siti produttivi più importanti del milanese e che da qualche anno vive una progressiva desertificazione. L’ultimo colpo l’ha inferto IBM con la decisione di abbandonare la sede storica vimercatese e trasferire i suoi 890 lavoratori a Segrate.

 Viene così  meno uno dei “motori” dell’area.

Nel frattempo i lavoratori del gruppo Bartolini, da anni in cassa integrazione, da mesi non ricevono il sussidio dell’Inps per inspiegabili ritardi da parte dell’Ente di previdenza.

 Centinaia di famiglie stanno vivendo con le 500 euro mensili assicurate dall’anticipazione strappata all’azienda con gli accordi sindacali.

La prima urgenza è quella di far erogare quanto dovuto. Poi però occorre riprendere in mano con decisione il piano per la reindustrializzazione del sito: non siamo in presenza di produzioni “decotte” ma di lavoratori ad alta professionalità in grado di contribuire con competenza allo sviluppo di progetti decisivi per la competitività della nostra regione, ad esempio la banda larga.

Servono imprenditori seri ed istituzioni attente. Il Comune di Vimercate è stato fin qui il solo a non far mancare presenza e disponibilità.  Finalmente, sia pure con ritardo, è stato convocato un tavolo istituzionale allargato a Regione e Provincia per il prossimo 25 luglio.

Il vice-presidente Gibelli era stato in visita all’azienda durante la scorsa campagna elettorale: è venuto il momento di dar corso a quanto allora promesso.

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Muoversi in treno in Lombardia: càpita anche che…

Sabato 15 luglio: devo andare a Varese per la scuola di formazione dei giovani democratici.

Decido di andarci col treno.

Partenza alle ore 7,41 dalla stazione di Carnate. Arrivo (in orario) a  Milano Porta Garibaldi. Da lì parte il treno che mi dovrebbe far arrivare a Varese entro le 9,30, ora prevista per l’inizio dei lavori.

A pochi chilometri dalla città, alla stazione di Gazzada, il treno si ferma. La sosta si prolunga per decine di minuti senza alcuna spiegazione. Solo dopo circa tre quarti d’ora d’attesa veniamo invitati a scendere dal treno. Ci viene detto che la causa sta nel guasto di un altro convoglio, fermo all’ingresso della stazione di Varese in un tratto a binario unico.

Dopo un po’ viene indicata una vicina fermata di un bus di linea che può essere utilizzato per completare il viaggio. Sul treno viaggiano una quarantina di persone che ordinati e sconsolati si allineano alla fermata in attesa dell’autobus. Non c’è protesta ma rassegnazione: “siamo in Italia” è il commento caustico di un giovane immigrato.

Arrivo alla meta attorno alle 11 grazie ad una cortese giovane assessore del comune di Ispra  che mi è venuta in soccorso.

Un guasto può sempre capitare. Non conosco statistiche di frequenza di casi simili e quindi per ora non esprimo giudizi. Quel che è riprovevole è l’incapacità di gestire correttamente il rapporto coi cittadini-utenti. Nessuna informazione, nessun servizio sostitutivo, nessuna scusa. Trenord spende centinaia di migliaia di euro per la comunicazione: qualche spicciolo da destinare a farci sapere quel che succede anziché divulgare dabbenaggini sui fantomatici miglioramenti dei servizi sarebbe meglio speso.

Il Pd ne parlerà in diretta web martedì 19 luglio alle 13.30. Seguici su BlogDem

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Lo sciopero della Lega (dei furbetti)

I Consiglieri della Lega in Regione Lombardia hanno deciso di attuare uno “sciopero” . Non partecipano ai lavori delle commissioni consiliari. Pare che le ragioni siano da ricercare in una offesa rivolta loro non già dall’opposizione ma dai loro alleati del PDL.  Il capogruppo azzurro li avrebbe bollati come “inaffidabili” dopo l’affossamento della legge sui parchi. Non entriamo qui nel merito di questa diatriba. Neppure vogliamo negare a chicchessia il diritto a scioperare. Ma i lavoratori che ricorrono a questa estrema forma per rivendicare i propri diritti, astenendosi dal lavoro, perdono la retribuzione. I consiglieri della Lega no. Firmano la presenza per ottenere la diaria e poi se ne vanno, disertando i loro banchi di lavoro. Altro che Roma ladrona !!!

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Sostegno ai Vigili del Fuoco volontari

Sostegno della Regione ai corsi di formazione obbligatori che i Comandi provinciali dei Vigili del Fuoco organizzano per i propri volontari e convenzioni tra Pirellone e Asl per fare in modo che questi possano effettuare gratuitamente le periodiche e obbligatorie visite mediche e attitudinali anche presso le strutture sanitarie più vicine ai comuni di residenza, e non nell’unico centro di Milano, come avviene oggi.

Sono queste le richieste contenute nella nostra mozione presentata ieri in Consiglio regionale e approvata all’unanimità dall’aula. In Lombardia i Vigili del Fuoco volontari sono circa 1600, dislocati in 56 distaccamenti e affiancano l’attività dei 2700 Vigili del Fuoco permanenti dislocati nei 39 distaccamenti effettivi.

Oltre ai pochi fondi disponibili per i corsi di formazione, a cui la mozione chiede di porre rimedio, l’altro problema per i volontari è che in Lombardia in seguito a una convenzione siglata tra il Dipartimento nazionale dei Vigili del Fuoco e la direzione Sanità dell’Ente Rete Ferroviaria Italiana Gruppo Ferrovie dello Stato, l’unica struttura in cui tutti i volontari possono sottoporsi gratuitamente alle visite mediche periodiche è a Milano, con grande disagio per chi abita in altri comuni e con perdite di intere giornate di lavoro. Crediamo che chi presta volontariamente il proprio tempo per un compito per altro difficile e pericoloso debba essere messo nella migliore condizione per farlo, soprattutto per quel che riguarda gli adempimenti a cui deve obbligatoriamente sottoporsi.

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Sostenere i circoli cooperativi

La legge Regionale 21 del 2003, “Norme per la cooperazione in Lombardia” si è rivelata in questi anni un positivo strumento di sostegno ad un settore di grande importanza dal punto di vista economico e sociale, come sancito dall’art. 45 della Costituzione Italiana.

Grazie a questa legge infatti sono stati erogati nei sette anni trascorsi circa 3,8 milioni di euro di contributi pubblici che hanno attivato investimenti per oltre 28 milioni. Con queste somme i circoli hanno così provveduto a rinnovare ed ammodernare gli immobili e le attrezzature in uso.

Poiché nel bilancio regionale per l’anno 2011 non è stato previsto alcun stanziamento a questo titolo abbiamo chiesto  all’assessore competente se non ritiene necessario prevedere nella prossima manovra di assestamento di confermare quanto stanziato per l’anno 2010 (euro 500.000,00).

La risposta del Vice Presidente Gibelli è stata elusiva. Egli infatti ha ricordato che al mondo cooperativo è destinato un altro fondo rotativo, mediante il quale possono essere finanziati a tasso molto agevolato gli investimenti. Si tratta però di misure diverse, destinate a soddisfare bisogni differenti. La nostra richiesta mirava soprattutto a mantenere la dotazione per piccole spese, che a loro volta danno lavoro a piccoli operatori locali.

Visto l’esito della interrogazione ora ci impegneremo durante la discussione dell’assestamento di bilancio proponendo uno specifico emendamento.

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Il Federalismo fiscale? E’ finito con la manovra

Il Partito Democratico ha dedicato al federalismo fiscale un bel seminario nazionale, a Firenze, il 1 luglio.

L’incontro è innanzitutto servito a fare il punto sullo stato di attuazione della legge delega, approvata nel maggio 2009 col contributo determinante del nostro partito.

Il lavoro dei nostri parlamentari permise allora di migliorare radicalmente il testo iniziale e consegnare un quadro di riferimento per un federalismo al tempo stesso efficiente e solidale. Purtroppo il destinatario della delega era un governo che si è poi rivelato incapace di tradurre quei principi in articolati coerenti.

A due anni di distanza il risultato è di sette decreti delegati approvati più un ottavo (su premi e sanzioni per Regioni, Province, Comuni) ancora in discussione. A loro volta questi decreti prevedono decine di altri provvedimenti attuativi. Nel frattempo il parlamento ha concesso una proroga di 6 mesi per il completamento della delega, che ora scade il 21 novembre 2011.

Un cantiere ancora aperto quindi, con pochi pezzi ben costruiti ma in cui prevale ancora una gran confusione ed incertezza, oltre ad evidenti mostri come quello del federalismo municipale.

Come gestire ora questi dei mesi ulteriori di lavoro? E’ possibile correggere le storture più evidenti ed evitare che questa necessaria riforma si trasformi nell’ennesima occasione perduta per migliorare il Paese?

Il PD ha avanzato una serie di proposte concrete, disponibili sul sito del partito e sulle quali siamo pronti alla discussione con chiunque sia interessato.

Ma ora su questo percorso è stato scaricato un macigno che lo rende assolutamente impraticabile: la “manovra” del Governo che, ancora una volta, fa pagare il contributo maggiore agli enti locali. Poco meno di dieci miliardi di euro che si aggiungono ai tagli dello scorso anno e costringono gli amministratori al dilemma tra tagliare i servizi o aumentare le tasse.

Senza la rimozione di questo macigno è inutile pensare di poter andare avanti nella riforma: fare il federalismo col ministro delle Finanze più centralista che si conosca è come affidare i donatori di sangue a Dracula.

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