Archivi del mese: giugno 2011

In Brianza la Lega perde i sindaci, svende le ville ed aumenta le tasse

Settimana nera per la Lega di Monza e Brianza: dopo i recenti insuccessi elettorali alle amministrative culminati con le sconfitte dei propri candidati nei ballottaggi di Arcore e Desio, ha perso un altro comune: Cesano Maderno. La sindaca leghista Marina Romanò è stata sfiduciata dal proprio consiglio ed in città è in arrivo il commissario prefettizio che amministrerà fino a nuove elezioni.

E’ stata anche la settimana dello show del sindaco leghista di Monza che ha consegnato a Bossi, in quel di Pontida, le chiavi della Villa Reale per potervi portare quattro ministeri. Anche questa boutade è però durata poco, come i fuochi di San Giovanni, patrono cittadino. Spentisi i quali rimane la realtà della terza città della Lombardia incapace di darsi un piano di governo del territorio e che arriva stanca e paralizzata alla scadenza elettorale del prossimo anno.

A proposito: l’anno prossimo si voterà anche a Lesmo. Dove amministra un altro  leghista: il sindaco – deputato (a proposito di doppi incarichi!) Desiderati. Che per far quadrare il bilancio del suo comune nel 2011 ha aumentato l’addizionale sull’Irpef. Confermando la tesi che da tempo sosteniamo: con questo federalismo municipale così mal congegnato per i cittadini si prospettano solo più tasse e meno servizi.

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Sportello Unico per le attività produttive: occorre aiutare i Comuni, non commissariarli.

Le semplificazioni nel nostro Paese, si sa, sono molto complicate. E lunghe. Lo Sportello Unico per le attività Produttive (SUAP) è stato istituito formalmente nel 1998. Di fatto, però, siamo ancora lontani da una sua vera attuazione. Con un decreto del settembre scorso era stata fissata la data del 29 marzo 2011 per la realizzazione della famosa “impresa in un giorno”, da attuarsi con la trasmissione telematica della SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) agli sportelli accreditati dei comuni. Anche questa scadenza è stata prorogata al prossimo 30 settembre.

Ora, con un emendamento al Decreto Sviluppo in fase di approvazione in Parlamento, si prevede che nel caso di comuni che non abbiano attivato il servizio né lo abbiano delegato alla Camera di Commercio venga nominato un commissario ad acta che fornisca alla CCIAA gli elementi necessari all’intervento sostitutivo.

E’ certamente opportuno premere perché l’obiettivo dell’avvio degli sportelli venga raggiunto al più presto. Manca però una seria analisi del perché si stenti ad attivare una semplificazione che, a parole, tutti sembrano volere. Anche in Lombardia mancano ancora all’appello circa un terzo dei comuni, ma anche laddove si è partiti si segnalano molti problemi. Le responsabilità non possono essere scaricate tutte come al solito sulle spalle dei comuni. Servono  chiarezza di regole, funzionalità degli strumenti, coordinamento tra tutti gli enti che dovrebbero collaborare. Per questo occorre una decisa attività di coordinamento e di supporto, organizzativo ed economico, da parte della Regione.

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Referendum Acqua: rivedere subito la legge lombarda!

L’esito del referendum sull’acqua impone di rivedere urgentemente la legge regionale lombarda, che ricalca la normativa nazionale bocciata dagli italiani, e che in questi mesi ha determinato sul territorio, compreso quello brianzolo, l’avvio di procedure per l’ingresso dei privati nella gestione delle risorse idriche e la marginalizzazione degli enti locali.

È necessario un intervento immediato nell’attesa di nuove norme che ristabiliscano quanto sancito dalla consultazione referendaria, e cioè che l’acqua è un bene che deve rimanere pubblico e che centrale deve essere il ruolo dei comuni. A dicembre avevamo chiesto al centrodestra in Regione di attendere l’esito del referendum prima dell’approvazione della legge ma non siamo stati ascoltati: ora ascoltino subito i cittadini.

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Federalismo: per i comuni brianzoli meno risorse nel 2011. Smentito chi diceva che sarebbero arrivati più soldi.

Con  la prima applicazione del federalismo municipale i comuni di Monza e Brianza perdono risorse, e si tratta di tagli, ancorché di ridotta entità, che si aggiungono a quelli più pesanti degli ultimi anni, compresi quelli introdotti dalla pesante manovra dell’anno scorso che stanno mettendo in grave difficoltà gli enti locali che hanno meno risorse per i servizi ai cittadini. Per gli 11 principali comuni brianzoli si tratta complessivamente di 200 mila euro in meno solo per il 2011.

Dai dati diffusi settimana scorsa dal Ministero dell’Interno relativi all’attribuzione delle risorse finanziarie per il 2011 abbiamo estrapolato quelli sui comuni brianzoli, da cui è emerso che in tutti i comuni sopra i 5 mila abitanti si registrano diminuzioni di fondi, in particolare a Monza, Seregno, Lissone, Desio, Cesano Maderno, Limbiate, Brugherio, Vimercate, Muggiò, Nova Milanese, Meda. Per i comuni sotto i 5 mila abitanti nel 2011 saranno attribuite le stesse risorse assegnate nel 2010, al netto però dei tagli della manovra dell’anno scorso.

Nel panorama nazionale le risorse incrementano solo in un centinaio di comuni.

Non si tratta più di trasferimenti ma di una prima applicazione del federalismo municipale che sarà in vigore dal 2014, secondo l’impostazione attuale data dal governo. Le risorse così attribuite giungono da una quota di compartecipazione all’Iva, da una sulla fiscalità immobiliare e da una parte del fondo di riequilibrio. Ma il risultato purtroppo non cambia: il segno è sempre meno, e anche se non si tratta di cifre elevate viene smentito chi diceva che con questo federalismo sarebbero arrivate più risorse ai comuni.

Così com’è il federalismo rimane solo una riforma di facciata, perché nella sostanza a farne le spese sono le casse dei comuni e i cittadini, che si vedono ridotti i servizi. Forse nei prossimi giorni verrà approvata la legge che proroga di sei mesi l’adozione dei decreti attuativi. Il Partito Democratico chiede che si approfitti di questo periodo di tempo per correggere una riforma necessaria ma che nell’attuale impostazione rischia di fare solo danni.

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