Sottosegretari e delegati del presidente: una peculiarità che costa 2 milioni di euro l’anno

All’inizio era Francesco Magnano sottosegretario della presidenza della Regione Lombardia con delega “all’attrattività e promozione del territorio”. Che cosa effettivamente facesse il “geometra di Arcore”, tecnico di fiducia della famiglia Berlusconi, non si è mai effettivamente saputo. Ora Magnano non c’è più, sostituito dalla ex “signora Provincia” Ombretta Colli l’8 febbraio 2012, ma i sottosegretari di Formigoni sono ben quattro, e costano alle casse regionali circa un milione e mezzo l’anno.

Ecco i nomi: Paolo Alli (Attuazione del Programma ed Expo 2015), Ombretta Colli (pari opportunità, moda e design), Massimo Zanello (Cinema), Alberto Cavalli (Università e ricerca). Il loro compenso è equiparato a quello di un presidente di commissione e hanno diritto a una segreteria composta da un responsabile e tre addetti, per una spesa complessiva annua di circa 184.000 euro. Da qui, appunto, il costo complessivo annuo di 1,5 milioni di euro. La figura del sottosegretario del Presidente esiste solo in Regione Calabria, che ne ha due, e in Regione Emilia Romagna, che ne ha uno.

Formigoni ha nominato anche alcuni delegati del presidente, che tecnicamente sono consulenti e hanno diritto a un compenso massimo pari all’indennità dei consiglieri regionali (tra 100 e 120mila euro). Al momento in carica sarebbero in tre: Monica Guarischi (Pari Opportunità fino al febbraio 2012, da allora Politiche dei tempi e tutela dei consumatori), Giuseppe Grechi (trasparenza) e Gian Carlo Abelli (Rapporti con il Parlamento). Angelo Giammario (relazioni con l’area metropolitana di Milano) si è dimesso dopo aver ricevuto un avviso di garanzia per corruzione il 14 marzo 2012. Marco Lionello Pagnoncelli (Enti Locali) e Roberto Baitieri (Promozione, sviluppo e innovazione delle aree montane) si sono dimessi a fine dicembre 2011, Fabio Saldini (Moda, design, Tutela dei consumatori) è stato sostituito da Grechi l’8 febbraio 2012.

All’inizio della legislatura, dunque i delegati erano di fatto sei, anche se la legge ne consente un massimo di cinque. La dotazione di risorse e di personale non è definita ufficialmente, ma è noto che almeno Magnano avesse un ufficio all’interno di Palazzo Lombardia, così come Abelli, che costituisce comunque un costo per l’amministrazione regionale a prescindere dal fatto che lui, essendo parlamentare, non percepisce alcun compenso per questo suo ruolo lombardo. Ecco il report della loro attività.

Una piccola notazione: Magnano e Pagnoncelli erano il primo e il secondo dei non eletti nel famoso listino di Formigoni. Ne facevano parte anche Luciano Bresciani, Giulio De Capitani e Monica Rizzi, nominati poi assessori.  Il costo dei sottosegretari e dei delegati ammonta quindi a quasi due milioni di euro l’anno.

Il Consiglio regionale, votando un ordine del giorno presentato dal Partito democratico, il 6 dicembre 2011 ha chiesto a Formigoni di rinunciare agli uni e agli altri. È rimasto inascoltato.

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