I veri numeri della sanità lombarda

La Lombardia è la Regione italiana più generosa con la sanità privata, che pesa per il 43,8% nel bilancio sanitario regionale. Questo dato lo si evince dalle tabelle del Ministero della Salute contenute nella “Relazione sullo stato sanitario del Paese (2009 – 2010)”, tabelle che usano come indicatore la spesa per “assistenza sanitaria erogata da enti privati, accreditati e convenzionati”. Un dato molto più significativo di quello utilizzato, peraltro in modo impreciso da Formigoni, che invece considera come indicatore il numero di posti letto del privato accreditato.

>>>> I veri numeri della sanità lombarda: le tabelle con i dati

Formigoni continua a dire che la Lombardia è al settimo posto nella classifica italiana della sanità privata ma usa dati fuorvianti, ossia il rapporto tra posti letti pubblici e posti letto privati. Il peso del privato nella nostra regione è invece chiaramente il più alto in Italia. Il vero indicatore da utilizzare al fine di scattare una fotografia ben più efficace sulla sanità lombarda è il peso dei costi sul servizio sanitario regionale del privato accreditato. L’assistenza erogata da enti privati convenzionati e accreditati  rappresenta il 43,8% dei costi totali della sanità lombarda che ammontano a 17 miliardi di euro. Il resto, ovvero il 56,2%, è il peso dell’assistenza erogata a gestione diretta, cioè dagli ospedali e dagli IRCCS pubblici. In questa classifica la Lombardia sale invece al primo posto.

La Lombardia è la regione italiana che paga di più la sanità privata che accredita. Non si trova al settimo posto nella classifica delle regioni italiane che acquistano prestazioni, posti letto e ricerche dal privato: la sola classifica nella quale Regione Lombardia si troverebbe al settimo posto (come sostenuto da Formigoni) è una classifica che utilizza come unico indicatore quello dei posti letto in alcune cliniche private, senza peraltro tener conto dei posti letto degli IRCCS di diritto privato, dei Policlinici privati, degli Istituti qualificati presidio e degli Ospedali classificati (ossia gli istituti religiosi). Aggiungendo anche questi posti letto il CERGAS Bocconi, rielaborando i dati ministeriali, in modo da descrivere più compiutamente l’incidenza dei posti letto offerti da soggetti privati, fa salire la Lombardia di tre posti, inserendola al quarto posto nella classifica italiana del rapporto tra letti pubblici e letti privati. Le regioni che risultano avere una quota di privato più consistente sono dunque: Lazio, Calabria, Campania, Lombardia e Puglia. (Fonte Elaborazione Cergas Bocconi su dati 2009)

All’ interno di quel 43,8%  sono compresi il pagamento dei DRG (funzioni tariffate), il pagamento delle funzioni non tariffate ossia risorse redistribuite in maniera discrezionale a pagamento dell’eccellenza, come le cardiochirurgie pediatriche, l’attività di ricerca degli IRCCS e la didattica universitaria, i centri regionali per l’epilessia, i centri per il trapianto d’organi, le riabilitazioni complesse, i parti in epidurale ecc… (che per il privato accreditato sono circa 200 milioni di euro l’anno) e i progetti speciali destinati al privato no profit per cui nel triennio 2008-2010 Regione Lombardia ha previsto di impegnare 176 milioni di euro.

Questo non significa che debba essere messo in discussione il mix tra privato e pubblico che ha prodotto anche delle eccellenze, bensì che, oggi più che mai, occorra garantire molta più trasparenza sulle modalità di assegnazione e sulla rendicontazione di una tale mole di risorse pubbliche. La trasparenza può essere ottenuta solo attraverso un sistema di controlli più efficaci. Parliamo di una fetta cospicua del bilancio lombardo e casi come quelli del San Raffaele e della Maugeri non devono più accadere.

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