Archivi del mese: febbraio 2012

Assemblea provinciale Pd, Titta Magnoli: a Cremona c’è una classe dirigente inadeguata

Titta Magnoli

Titta Magnoli

Uno studente cinese si alza in un’aula affollatissima di un’Università in una piccola cittadina (da circa cinque milioni di persone) a un’ora di treno da Shanghai e chiede alla delegazione italiana arrivata per promuovere la nostra offerta formativa: “Ma l’Europa è un laboratorio o un museo?”.
In questa domanda, che va oltre il candore, credo sia contenuto tutto il dramma che sta vivendo il nostro continente oggi. E così accade, dentro il tema più ampio e importante dell’Europa, anche per la nostra piccola, infinitesima realtà.
Siamo un museo, bello ma immobile, o un laboratorio, innovativo e vitale? Questa è la vera risposta che nei prossimi anni dovremo dare, senza perdere di vista la crisi nera che stiamo attraversando.
Come usciremo trasformati dalla crisi? In museo o in laboratorio?

Per cercare di rispondere bisogna partire da un’analisi seria e spietata della situazione, senza paura di passare per declinisti o menagramo. E ricordo, nel caso ce lo fossimo dimenticato, che la politica, per suo mestiere, deve innanzitutto essere capace di dare fiducia, soprattutto in un momento come questo.
Senza angustiarci eccessivamente partiamo da un dato quantitativo: la produzione industriale, che non è certo l’unico parametro da guardare, ma che sicuramente dà un’idea immediata di come va la locomotiva, è calata a gennaio dello 0,6 sul mese di dicembre e dell’1,1 rispetto a novembre.
I dati sono del Centro studi di Confindustria e ci fanno comprendere immediatamente la fotografia della situazione. La produzione continua a rallentare, con tutti gli effetti che ciò comporta sul mondo del lavoro, dell’indotto, degli ammortizzatori sociali e di conseguenza della spesa pubblica. A questo si aggiunge l’allarme per il credito: in Italia i prestiti alle imprese, specie piccole, sono in netta frenata e il costo del denaro è in decisa salita. Le famiglie bruciano i risparmi e la crisi, con un effetto che rischia di diventare strutturale, aumenta la diseguaglianza.
I dati della Banca di Italia ci consegnano un quadro di una società che si sta americanizzando (inteso come Statunitensizzando) nel senso deteriore del termine. I ricchi diventano più ricchi e i poveri aumentano di numero e peggiorano di condizione. Continua a leggere

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