Archivi del mese: gennaio 2015

Orgoglio camuno

Giornale di Brescia – 12/01/2015

Temù – Tomasi porta in valle 1 milione per il verde

(pag. 18)

Orgoglio montano. E, soprattutto, camuno. Il consigliere regionale di Temù, Corrado Tomasi, ha portato a casa un bel dono per le zone montane della Lombardia (non solo per la Valle), riuscendo a strappare in extremis e a farsi approvare un emendamento che “regala” un milione di euro all’agricoltura di montagna per la manutenzione dei territori e per interventi a favore delle piccole aziende
agricole. L’ex presidente della Comunità montana, nonostante
i numeri non fossero dalla sua parte, ha chiesto di mettere ai voti la sua proposta e con i soli “sì” del Pd, più una manciata di centrodestra (compresi Fabio Fanetti e Donatella Martinazzoli), ha conseguito il risultato. «Non avrei mai mollato – dice Tomasi – e grazie alle insistenze ora abbiamo almeno un milione di euro sul 2015 per i territori montani. Fino a quest’anno le risorse ammontavano a 10 milioni, mi auguro che la Giunta rimpingui il capitolo».

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La Valcamonica sogna la provincia di montagna

Corriere della sera – 11/01/2015

La Valcamonica sogna la «provincia» di montagna
Maroni vuol dividere la regione in aree omogenee. Tomasi: noi insieme a Sondrio

(Pag. 6)

La fibrillazione arriva da nord, terre alte. Sull’ipotesi della Provincia Alpina lombarda si scommette da tempo ma l’attualità della proposta si fa avanti con riordino delle province: in Parlamento si lavora alla loro cancellazione dalla Costituzione e così il governatore Roberto Maroni pensa a un riordino della Lombardia con la creazione di aree omogenee, una dedicata alla montagna. Vallecamonica, Valtellina e Orobie ci credono da anni e a far gola a una rinascita della montagna è da sempre il modello Trentino, regione autonoma con grandi opportunità e risorse. Ma se prima appariva un miraggio, adesso sembra aprirsi qualche spiraglio. «Ho già in programma un convegno all’Aprica a fine gennaio — spiega Corrado Tomasi, consigliere camuno del Pd in Regione — in cui parleremo di questo argomento e del futuro dell’assetto istituzionale degli enti». Alla guida del Gruppo Civico di Valle Camonica (con 30 sindaci su 42), Tomasi è il paladino più accanito di questa battaglia: le aree montane lombarde insieme in un’unica entità istituzionale, facente capo a Sondrio. Per la Valle Camonica, una svolta quasi epocale: «Ho intenzione di farmi portavoce di quest’istanza — prosegue Tomasi — e presentare in Regione un documento programmatico. La Valle Camonica è troppo penalizzata istituzionalmente: abbiamo una Provincia di pianura, così come lo è la Regione, dove le politiche montane risultano troppo deboli. Rispetto a un’idea di area vasta alpina che riunisca i territori montani, Sondrio sarebbe per noi la realtà istituzionale più adatta: stesse esigenze, stesse necessità». Addio Brescia, troppo di pianura per i Camuni. Alla base del malessere, gli amministratori locali rivendicano la condizione periferica dei territori montani e una scarsa rappresentanza politica, nonostante la recente nomina del camuno Mottinelli alla guida del Broletto. «Prendiamo la questione delle risorse idriche: se i sovraccanoni rimanessero all’interno del nostro territorio, avremmo la possibilità di gestire fondi ad oggi impensabili». Il sogno di un’autonomia amministrativa non guarda agli schieramenti politici: «Potrebbe essere davvero la soluzione ai problemi della montagna — commenta Donatella Martinazzoli, consigliere camuno della Lega Nord al Pirellone — perché purtroppo quelli di Brescia e della Bassa sono molti diversi dai nostri. Credo che questa primavera ci potranno essere le condizioni per affrontare più concretamente quest’ipotesi. Ad oggi mancano certezze sul destino delle Province, passaggio cruciale per poter valutare la fattibilità del progetto». Ma l’effervescenza montana, così come è stata definita, pare ormai inarrestabile: «Un’area vasta alpina? Certo che ci crediamo — sottolinea Sandro Farisoglio, sindaco di Breno — perché risponderebbe alle esigenze del territorio e dei cittadini. Ma dovremo considerarla alla luce di una revisione più dettagliata degli enti, che ancora manca. Di sicuro, ci scontriamo con le scelte della Provincia di Brescia poco attente alle nostre esigenze». Una politica dunque a misura di territorio e a favore di aree omogenee. Ma per qualcuno solo a determinate condizioni: «Se Sondrio gioca la partita della provincia autonoma a statuto speciale, ci sto — spiega Francesco Manella, sindaco di Capo di Ponte – ma solo in questo caso. Avremmo davvero un valore aggiunto. Altrimenti non vedo la differenza».

Eletta Flocchini

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