Archivi del mese: novembre 2014

Traforo del Mortirolo – Viabilità camuna

BresciaOggi – 16/11/2014

L´idea. Presentato dai Senatori Volpi e Crosio un disegno di legge con le misure per la realizzazione dell´opera
Riecco il traforo del Mortirolo. La Lega rispolvera il progetto
Otto chilometri di tunnel per collegare Valle Camonica e Valtellina Costo stimato oltre 400 milioni, ipotesi di sgravi fiscali per le imprese

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Pareva effettivamente strano che dopo essere stato il cavallo di battaglia (vincente per alcuni) di politici locali e nazionali all´improvviso e senza clamore cadesse nel dimenticatoio.
L´ultimo, o meglio il penultimo in ordine di tempo (vedremo poi il perché) a (ri)proporlo qualche anno fa fu l´allora assessore provinciale ai Trasporti, Corrado Ghiradelli, il quale organizzò a Edolo una giornata di studi per parlare della «Circolare delle Orobie»: una tratta ferroviaria che avrebbe dovuto abbracciare le province di Bergamo, Brescia, Sondrio e Lecco.
IN SOSTANZA si trattò di un incontro di alto profilo, l´ennesimo sulla vicenda, al quale aderirono eruditi studiosi di economia e viabilità, esperti e tecnici, amministratori delle province di Brescia e Sondrio, funzionari della regione Lombardia e perfino gli svizzeri del celebre «trenino rosso» che si arrampica fin sul Bernina, forse fra tutti i più interessati e pronti alla realizzazione dell´opera. Parliamo del traforo del Mortirolo, manufatto che rientrava tra i principali interventi di un ambizioso progetto di più di 60 anni fa, che nelle intenzioni degli allora propositori, grazie a un collegamento viario all´avanguardia, avrebbe dovuto collegare la pianura bresciana con la ricca zona industriale della bassa Baviera.
ALLO SCOPO fu costituita una società per raccogliere i capitali da destinare alla costruzione di un´autostrada (alternativa al Brennero all´epoca forse appena impostata) che, dopo aver percorso Sebino e Vallecamonica, da Edolo sfociasse in Valtellina tramite un tunnel di circa 8 chilometri, e da qui con un altri due fori nelle viscere della montagna, il primo sotto il monte Braulio a Bormio, il secondo al valico di Resia, arrivasse fino in Germania.
Inutile dire che l´idea restò un sogno. Anche se nel 1992 fu a un passo dalla sua concretizzazione quando i quotidiani pubblicarono il bando dei lavori per il preforo (una sorta di sondaggio geologico) della galleria. Non se ne fece nulla perché di lì a poco scoppiò la bufera di Tangentopoli, che fra gli altri convolse anche il ministro Pedini, uno dei sostenitori più accaniti della necessità di collegare con un tunnel Valcamonica e Valtellina.
Trascorsero gli anni e a ogni annuncio di campagna elettorale prontamente il politico di turno rispolverò il progetto.
Detto dell´iniziativa dell´assessore Ghiradelli, è di questi giorni la notizia che due senatori della Lega Nord, il bresciano Raffaele Volpi e il valtellinese Jonny Crosio, hanno presentato in aula un disegno di legge che contiene le misure urgenti per la realizzazione dell´agognato traforo. «Il progetto è già pronto e inserito nei piani territoriali provinciali e regionali – sostengono i due politici -, il costo individuato – circa 400 milioni di euro – come pure gli sgravi fiscali per le imprese che lo realizzeranno. Entro sei mesi dall´entrata in vigore della legge la Regione potrà costruirlo attraverso la finanza di progetto».
Plaude all´iniziativa dei due senatori leghisti il vice presidente di Confcommercio Paolo Uggè, il quale in una nota stampa sottolinea come la proposta «apra nuove prospettive per lo sviluppo delle due vallate alpine confinanti e soprattutto contribuirebbe a togliere la Valtellina dall´atavico isolamento».
DA PARTE SUA il consigliere regionale camuno Corrado Tomasi mette le mani avanti:«Se veramente questa fosse la volta buona, dobbiamo parlare di un collegamento ferroviario e non viario ». Insomma: ci risiamo. Eppure a dar retta al presidente del Consiglio Matteo Renzi in vista non ci sarebbero elezioni. Probabilmente anche stavolta, come in passato, il progetto pare destinato nuovamente a ricoprirsi di uno spesso strato di polvere.

Corrado Tomasi aggiunge: La viabilità camuna come è strutturata oggi, non può supportare traffico aggiuntivo, perchè da Berzo Demo a Edolo c’è ancora la vecchia statale SS 42, che andrebbe sostituita con una strada nuova, vedasi quella che arriva fino a Berzo Demo. Da Breno verso il fondo Valle servirebbe un raddoppio della strada esistente così come era stato concepito nel primo progetto di quarant’anni fa…in questo modo la Valtellina utilizzerebbe la media Valle Camonica per l’accesso al Nord-Est.

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Il Consorzio Forestale taglia gli alberi a bordo strade

Giornale di Brescia – 14/11/2014

Il Consorzio taglia gli alberi a bordo strada

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L’obiettivo è semplice: prevenire i disagi che si sono verificati lo scorso anno sulla Statale 42 in alta Valle, quando, a causa della mancata manutenzione del bosco e delle intense nevicate, decine di alberi sono caduti, più volte durante la stagione, sulla carreggiata.
Il problema ha creato non pochi disagi l’inverno passato, quando gli «schianti» sono avvenuti anche durante le festività, con la presenza dei turisti e con un traffico intenso. Per questo il Consorzio forestale dell’alta Valle, proprio in questi giorni, sta effettuando i tagli delle piante ai margini della strada e provvedendo alla messa in sicurezza dei versanti. Tale necessità si concentra in tutta lazona compresa tra Edolo e il Tonale, ma i lavori in queste ore sono portati avanti in particolare nel tratto tra Ponte di Legno e il Tonale, con l’abbattimento e la potatura degli arbusti entro una fascia di venti metri. Opere che devono essere concluse prima dell’arrivo della neve.

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