Archivi del mese: luglio 2014

TESSERINO REGIONALE PER FUNGHI

Giornale di Brescia – 01/07/2014

Un tesserino unico per cercar funghi
La Regione Lombardia lo vuole adottare su tutto il territorio per il prossimo anno, ma scatena l’ira dei Comuni ai quali verrebbero a mancare gli introiti dei permessi

(pag. 17)

Ha scatenato polemiche, apprensioni e anche un bel po’ di malumore la decisione di qualche giorno fa del Consiglio
regionale, presa su un emendamento presentato dalla Lega sul cosiddetto decreto 154 «Omnibus», di istituire un
tesserino unico, valido per tutto il territorio lombardo,
per la raccolta dei funghi.
Sulla carta, si tratta del tentativo di rendere omogenea la legislazione e le regole di questa diffusissima pratica, fino a oggi lasciata in mano ai singoli territori, creando nella realtà un po’ di confusione.
Per alcune forze politiche e pergli enti locali che fino a oggi hanno gestito in autonomia la partita, come la Comunità
montana di Valcamonica, è un modo per «espugnare» un ambito che faceva introitare risorse a livello locale poi impiegate per iniziative di educazione e promozione del territorio.
Mentre qualcuno urla già all’introduzione di una nuova «tassa sul porcino», la norma prescrive che i Comuni lombardi possono (non devono, è quindi una facoltà lasciata a ciascun ente) subordinare la raccolta dei funghi sul
proprio territorio al possesso di un apposito patentino, che
avrà validità quinquennale in tutta la Lombardia.
La parola fine sulla vicenda, che sta facendo discutere da
alcuni mesi, non è però ancora stata scritta, visto che le
modalità operative dovranno essere stabilite dalla Giunta
del Pirellone entro la fine dell’anno, previo un uovo
passaggio in Commissione – organismo nel quale si preannuncia un acceso confronto.
Con il patentino i cercatori potranno raccogliere liberamente i funghi in tutta la Lombardia, senza preoccuparsi, come accade oggi, di informasi ogni volta sulle regole delle singole zone, acquisendo di volta in volta un permesso. In Valcamonica, a esempio, da oltre dieci anni esiste un regolamento unico per tutti i 41 Comuni, gestito direttamente dalla Comunità montana, che rende uniformi le regole. Il regolamento prescrive la quantità massima giornaliera raccoglibile (tre chili), le
modalità (utilizzare un cestino, con pulizia del miceto sul
posto, senza smuovere il terreno), i tempi (dall’alba al tramonto) e le zone escluse (le riserve naturali integrali).
Ma, soprattutto, indica la destinazione degli introiti (per
la Comunità, si tratta di parecchie decine di migliaia di euro ogni anno), che vengono utilizzati per l’organizzazione
dei presidi micologici nelle località turistiche e di una
serie di lezioni didattiche a partire dall’autunno, oltre
che per la stampa a la diffusione del regolamento stesso.
Per questa stagione, va chiarito, le cose resteranno esattamente come sono state finora; il tesserino sarà applicato a partire dal prossimo anno.

L’OPINIONE

Tomasi (Pd): «Un’ingiustizia a danno dei territori»

Il più scettico sull’utilità del provvedimento è il consigliere regionale Pd Corrado Tomasi, ex presidente della Comunità montana di Valcamonica, che parla esplicitamente di una «ingiustizia, perché le risorse devono restare sui territori che le producono», paragonando un po’ i funghi al tema dell’acqua. «Sono scandalizzato – dice – che si faccia passare una norma che toglie fondi a chi li realizza, per distribuirli a tutta la Regione».
In particolare, Tomasi punta il dito sulla questione delle sanzioni per chi non rispetta le regole, che sono rimaste invariate rispetto al passato: «In Lombardia si parla di
25-50 euro massimi, in pratica un deterrente insignificante, mentre in altri territori, come il Piemonte
e il Veneto, le cifre salgono in maniera cospicua, fino al arrivare al caso limite della Carinzia, dove le multe vanno dai due ai tremila euro. Se davvero si vuole che le regole vengano rispettate, bisogna agire sulle sanzioni, quelle sì
sarebbero da cambiare, non il resto». Quella del consigliere
regionale camuno non è una guerra ai «turisti rispettosi», ai quali si potrebbe anche «concedere un permesso gratuito», così come succede per i residenti, ma alle «bande del cestino, che partono ogni mattina dalla pianura e rastrellano il territorio montano senza rispettarlo». Al punto che, non senza ironia, Tomasi parla di «vandalismo ecologico». L’idea del tesserino unico, quindi, apre un dibattito interessante, che include le regole da introdurre per fare in modo che la raccolta dei funghi sia passione e non vandalismo.

Pubblicato in Cultura e sport, Economia e lavoro, Idee e politica, Mobilità, Territorio | Lascia un commento