Valorizzare la montagna: il video della mia diretta web

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La Valle Camonica deve essere autonoma

Tomasi: «La Valle deve essere autonoma» (pag. 33)

L’autonomia e l’Area Vasta.
Oscillasuquestobinomioil futuro(
di benessere) dellaValcamonica.
I prossimimesisaranno
«irripetibili» per ottenere
ciò che, secondo il consigliere
regionale – ex sindaco diTemù
edexpresidente dellaComunità
montana – Corrado Tomasi,
è necessario alla Valle per continuare
a sopravvivere.
Per questo oggi pomeriggio
gliamministratoricamunisiincontrerannoalCentrocongressi
di Boario per discuterne e
stendere un documento con la
proposta da presentare al governatore
Roberto Maroni – in
Valle il 15 aprile – e al presidente
della Provincia Pier Luigi
Mottinelli. Ai due chiederanno
di farsi carico di portare al Governolaproposta
diconcedere
l’Area vasta di Vallecamonica.
«Pretendiamo che, nei criteri
che il Governo definirà entro
fine anno – spiega Tomasi – ci
sia la possibilità di ottenere
questo ente per la sola Valle,
non di andare con Sondrio o
conBrescia.Inquestomodosaremmo
una Provincia interamente
di montagna, degna di
otteneretutti i privilegiconcessi
da Milano. Tutta la Valle deve
attivarsi e i suoi cittadini devono
sentire propria la cosa».
Su questo tema ci sarebbe la
convergenzadipiùforze politiche:
nonsolo ilPd,cuiappartiene
Tomasi e che la settimana
scorsa ha costituito il comitato
«Per i tre sì», ma anche la Lega
camuna, che nelle scorse settimaneavevadichiaratoufficialmente
di volere l’autonomia
per la Valle, senza aggregarsi
ad altri territori.

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Valle Camonica sia un’Area Vasta

pd camuno lancia il progetto «Area vasta» (pag. 5)

Cantone camuno valtellinese? Bocciato. Città montana dal Sebino al Tonale? Irrealizzabile. Per il Partito democratico di valle Camonica l’unica strada da percorrere con forza e convinzione nel quadro del riordino delle autonomie locali che discenderà dal referendum confermativo della riforma costituzionale varata dal governo Renzi è quella dell’area vasta di valle Camonica. Cioè quell’istituzione che oggi trova il suo parente più prossimo nella provincia.

Per raggiungere questo risultato, il Pd camuno invita il territorio a una mobilitazione popolare e collettiva che possa sfociare o in un referendum consultivo oppure in delibere consiliari favorevoli di tutti e 41 i municipi della valle. Mario Bezzi, portavoce del Pd camuno, ha illustrato ieri la strategia: «Siamo favorevoli alla riforma costituzionale che prevede la trasformazione del Senato; siamo favorevoli alla richiesta di maggiore autonomia da parte della Regione Lombardia; vogliamo che anche la valle Camonica abbia un proprio ente di riferimento che affronti i suoi problemi: le infrastrutture, il lavoro, l’agricoltura, il turismo». Il Pd camuno spera nel sostegno della Lega Nord: del resto era stato l’onorevole Davide Caparini qualche anno fa a depositare in parlamento un disegno di legge per l’istituzione della provincia di valle Camonica.

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Valle Camonica Area Vasta

Il Pd: la valle sia un’Area vasta (pag. 24)

La Valcamonica continua a fare storia a sé politicamente parlando. E così succede che scenari che altrove si associano al federalismo di matrice leghista vengano invece disegnati (o forse sarebbe meglio dire anche disegnati) da forze insospettabili. Quindi capita che il 90% degli iscritti territoriali al Pd avalli, nell’assemblea di Breno, la proposta di creazione di un’Area vasta fatta dal portavoce Mario Bezzi. Conseguentemente, a breve sarà costituito un comitato dei «3 Sì», chiamato a promuovere la partecipazione a due iniziative referendarie certe e a una possibile, magari da proporre attraverso altre modalità. Sul referendum costituzionale sul Titolo V che «disegna» le autonomie locali (comuni, province e regioni), per il portavoce non esistono dubbi, e anche relativamente a quello regionale voluto da Roberto Maroni, con il quale si intende assegnare maggiore autonomia, l’indicazione di Bezzi è per il sì, «considerando che anche il nostro rappresentante in consiglio Corrado Tomasi aveva espresso voto favorevole», al contrario del suo partito. Ma il tema che sta più a cuore al portavoce del Pd è legato a un’altra autonomia, quella della Valcamonica, per la quale il Partito democratico camuno chiede la costituzione di un’Area vasta: «Si tratta di un percorso di autonomia e di semplificazione, per il quale chiederemo collaborazione alla Lega e ai partiti che fossero interessati, intendendo che i nostri due enti comprensoriali, Bim e Comunità montana, in comunanza con la Provincia, siano identificati in questa nuova realtà» spiega Bezzi. «L’iter è condiviso con il Pd bresciano e la nostra proposta non vuol essere di secessione ma di condivisione, perchè in ogni caso continueremo a gravitare sulla città. Sentiamo necessaria una istituzione che metta al centro l’acqua, il turismo, l’agricoltura, i comprensori sciistici, le scuole e i trasporti, perchè a tante mancate risposte si deve il mancato sviluppo della nostra terra». Che fare per questo scopo? «Non posso ora prevedere se chiederemo di indire un referendum o di far adottare apposite delibere ai nostri comuni; quello che è necessario – risponde Bezzi – è costituire un comitato del sì che in tempi ragionevoli riesca a mobilitare la valle». L.RAN.

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Maggiori risorse per lo sviluppo dei territori montani

MOZIONE
Oggetto: Risorse per lo sviluppo dei territorio montano.
Il Consiglio Regionale della Lombardia
Premesso che la situazione della montagna lombarda rivela un territorio ricco di risorse ed opportunità, ma fragile e dal delicato equilibrio, di cui grande priorità a5sume il mantenimento di adeguati livelli di servizi alla popolazione: la domanda e l’offerta di servizi così come la dotazione di infrastrutture, sono infatti strettamente correlate al mantenimento di un adeguato livello di qualità della vita e alla riduzione del grado di isolamento sofferto soprattutto dalle aree più disagiate;
Ricordato che:
• la montagna appare nel contesto normaUvo nazionale sin dalla Costituzione che all’art. 44 recita
“Alfine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali (…) la legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane”;
• le leggi in materia di montagna a partire dal secondo dopoguerra fino ad oggi hanno delineato un importante percorso sia di conoscenza che di crescita, sviluppo e salvaguardia del territorio montano;
Regione Lombardia dal punto di vista norrnativo è intervenuta in tal senso con una serie dl norme, tra le quali:
la L.R. 15 ottobre 2007, n. 25 “Interventi regionali in favore della popolazione dei territori montani”, che all’art. 1, comma 1, prevede:
“La Regione riconosce nei territori montoni una risorsa prioritoria di interesse regionale, si impegna a tutelarne gli aspetti paesaggistici ed i valori identitari, morfologici, culturali ed etici nonché a promuovere lo sviluppo socio-economico delle comunità locali, nel rispetto della complessità degli equilibri ambientali e territoriali”;
e che aII’art. 4 istituisce il “Fondo regionale per la montagna” per il finanziamento di progetti di sviluppo del territorio montano;
- la recente L.R. 8 luglio 2015, n. 19 “Riforma del sistema delle autonomie della Regione e disposizioni per il riconoscimento della specWcità dei territori rnontani in attuazione della legge 7 aprile 20r4, ti. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni)” che ha riportato l’attenzione sulla specificità del territorio montano riconoscendo forme particolari di autonomia alla Provincia di Sondrio, che consentono la destinazione ai territori di importi equivalenti agli introiti dei canoni relativi alle derivazioni di acque pubbliche, e l’introduzione di indici premiali applicabili nella concessione di sovvenzioni, contributi e ausili finanziari alle persone fisiche, ai titolari di attività economiche e alle associazioni, per il restante territorio montano lombardo;
Considerato che:

- dall’analisi effettuata dal Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione nel giugno 2012 è possibile rilevare come i Comuni montani lombardi nella classificazione per aree dl svantaggio rientrano per l’80% nelle categorie di svantaggio medio (43%) ed elevato (37%) e la rilevanza In termini di popolazione ed enti locali Interessati è significativa non solo nella Provincia di Sondrio (che registra il coinvolgimento di 76 Comuni ed una popolazione di 147.843 abitanti) ma anche nelle restanti province montante come Brescia (82 Comuni — Popolazione 194.528 abitanti), Bergamo (115 Comuni —205.545 abitanti), oltre a Como (78 Comuni — Popolazione 85.024) e alle Province di Lecco, Varese e Pavia;
• il Fondo regionale per la montagna, finalizzato a promuovere un complesso di interventi speciali che spaziano in vari campi, dalla viabilità alla mitigazione del rischio idrogeologico, agli interventi volti alla valorizzazione della cultura e delle tradizioni locali, rappresenta una importante fonte di finanziamento e uno strumento consolidato a supporto delle realtà locali;
Vista la DGR 2538 del 17.10.2014 “Presa d’atto della comunicazione del Presidente Maroni di concerto con l’Assessore Garavaglia e il Sottosegretario Parolo avente oggetto:
‘Effetti delle misure di contenimento delta spesa regionale sui programmi integrati di sviluppo locale per la montagna (PISL Montagna)” che in relazione alle risorse del Fondo regionale per la montagna precisa quanto segue:
“[…J le risorse regionali del capitolo relativo al Fondo regionale per la montagna di cui alla LI?. 25/2007 basate su mutuo appaiono certe solo per l’esercizio finanziario 2015, e non anche per le annualità successive (…J”
E conclude sottolineando che:
“Considerato che il territorio montano occupa oltre il 40% dell’intera superficie regionale, si dovranno assumere tutte le iniziative necessarie affinchè vengano individuati gli idonei mezzi di mantenimento del Fondo regionale per la montagna, di cui all’orticolo 4 della L. I?. 25/2007, alfine di poter garantire la prosecuzione degli interventi di finanziamento dei progetti di sviluppo del territorio montano”;
Preso atto infine che:
- l’italia è, nel settore idroelettrico, tra le prime nazioni europee per produzione e per potenza installata ed a livello nazionale è la Lombardia a detenere tale primato;
- i grandi impianti ad uso idroelettrico in Lombardia (73 in totale) sono situati in prevalenza nei territorio montano;
Ritenuto quindi importante concepire i canoni per le grandi derivazioni ad uso idroelettrico come leve per lo sviluppo locale del territorio montano;
Impegna la Giunta Regionale
- A dedicare priorità e urgenza all’individuazione dei mezzi idonei al mantenimento del Fondo regionale per la montagna a partire dal 2016;
A destinare agli enti locali delle province montane lombarde ed alle loro aggregazioni, un importo equivalente al 100% degli introiti dei canoni relativi alle concessioni di grandi derivazioni ad uso idroelettrico site nel territorio montano lombardo;
- Ad assumere, in collaborazione con gli enti e le istituzioni locali, tutte le iniziative necessarie affinchè vengano attivate le procedure per accedere ad ulteriori risorse comunitarie a favore della montagna;

- A monitorare periodicamente sugli sviluppi integrando la relazione di cui all’art. 9 (Clausola valutativa) della L.R. 25/2007 con quanto previsto dal presente ordine del giorno.

Milano, 25 novembre 2015

DOCUMENTO PERVENUTO
ALLE ORE . ….4
DEL
SERVIZIO SEGRETERIA
DELLASSM8IIEA CONSILIARE

 

Jacopo Scandella
Corrado Tomasi
Marco Carra
Agostino Alloni
Giuseppe Villani

Mario Barboni
Laura Barzaghi
GCtE UÀ


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Parco dello Stelvio

COMUNICATO STAMPA

 

Parco dello Stelvio
TOMASI (PD): “OK ALLA LEGGE, MA SE NON FUNZIONA, FRA UN ANNO SI CAMBIA. E IL DIRETTORE RESTI A BORMIO”

 

A larga maggioranza, Gruppo regionale del Pd compreso, il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato la legge di recepimento dell’intesa sull’attribuzione di funzioni statali e dei relativi oneri finanziari al Parco nazionale dello Stelvio, in ottemperanza a una legge nazionale del 2013.

 

“D’ora in poi non possiamo più parlare di ‘parco nazionale’, definizione che rimarrà solo come indicativa e simbolica, in quanto la rappresentanza legale sarà suddivisa in tre. In realtà novità vere non ce ne sono perché di fatto sembrerebbe che con questo voto si divida il parco, ma è già così da sempre: Alto Adige, Trentino e Lombardia hanno sempre investito in modo diverso. Quelli che ci hanno messo più risorse sono stati gli altoatesini, seguiti dai trentini e poi da noi lombardi – spiega Corrado Tomasi, consigliere regionale del Pd –. Ed è questo il vero punto e il vero banco di prova: capire se Regione Lombardia ha intenzione di investire qualcosa di più e lo vedremo già dal prossimo bilancio, in approvazione tra qualche giorno, se la Giunta Maroni metterà risorse anche per lo Stelvio, oltre che sul resto dei capitoli”.

 

Il motivo per cui il Pd ha votato a favore sta invece “nell’impegno da parte del sottosegretario Parolo, che ha la delega alle politiche per la montagna, a poter rivedere la legge, che si inserisce all’interno di un sistema molto articolato di gestione dello Stelvio. Quindi, la Giunta assicura che farà questa sorta di test: si prova la nuova gestione per un anno e poi, nell’eventualità si può rivedere”.

 

Tomasi ha anche chiesto che il vertice del parco e tutta la sua struttura si tenga in Lombardia, anzi, per la precisione “a Bormio, in Valtellina, cioè il territorio su cui insiste la stragrande maggioranza dell’area dello Stelvio”.

 

 

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Difesa della sanità camuna

Comunicato Stampa

TOMASI (PD): SBAGLIATO CANCELLARE L’ASL DELLA VALLE CAMONICA, NOSTRO MODELLO DEVE ESSERE QUELLO SVIZZERO

“In Regione ci sono due gruppi politici che fanno del federalismo la loro bandiera ma non sono sempre coerenti e non lo sono in questa riforma sanitaria, con la creazione dell’ATS unica della montagna. Il nostro modello dovrebbe essere quello svizzero, dove un grande cantone come quello di Zurigo, con un milione e quattrocentomila abitanti ha un sistema sanitario, il cantone di Appenzello che ne ha 15.700 ne ha un altro. Per noi deve contare la popolazione, e la Valle Camonica ha centomila abitanti, ma anche la dimensione territoriale e la specificità locale: da noi non c’è libertà di scelta perché esiste solo il pubblico”. Lo ha dichiarato il consigliere regionale del Pd Corrado Tomasi intervenendo questa sera in Consiglio regionale in discussione generale sulla riforma della sanità.

“L’Asl della Valle Camonica – ha spiegato – è l’unica tra le quindici Asl lombarde che gestisce sia ospedali che servizi sociosanitari: se è questa l’impostazione della nuova riforma, non ha senso cancellare l’autonomia della valle e annegarla in una ATS che va dal Trentino al Piemonte”.

Al termine dell’intervento Tomasi ha rivolto un appello a Maroni e al sottosegretario Parolo: “conosco la loro sensibilità a cui faccio appello. Per la Lombardia lasciare l’autonomia alla valle Camonica è poca cosa, ma per noi è molto importante. Mi appello anche agli altri due consiglieri della Valle, perché rompano gli indugi e contribuiscano fattivamente alla difesa dell’autonomia della sanità camuna”.

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Raccolta funghi in Lombardia

TOMASI (PD): “CONSIGLIO UNANIME: SI PAGA SOLO ALLE COMUNITA’ MONTANE”È stato approvato all’unanimità oggi, martedì 19 maggio 2015, in Consiglio regionale, il progetto di legge sulle nuove regole per la raccolta dei funghi in Lombardia.

Soddisfatto Corrado Tomasi, consigliere regionale del Pd, che spiega: “È stato adottato il modello Val Camonica: se prima potevano essere anche i singoli Comuni a occuparsi di tutto, ora sono le Comunità montane a coordinare gli enti locali, decidere quindi insieme un regolamento, occuparsi della raccolta dei soldi per i tesserini”. Se in generale la raccolta funghi in Lombardia è ora considerata gratuita, in deroga una sorta di contributo a raccogliere verrà pagato alle Comunità montane. “E in questo il Consiglio regionale ha fatto fare retromarcia alla Giunta che voleva la totale gratuità della raccolta su tutto il territorio regionale”, aggiunge Tomasi.

 

Una soluzione giudicata non possibile in quanto “alcune zone sono maggiormente soggette al prelievo e non possono non avere un ritorno di qualche genere – aggiunge Tomasi –. Così, invece, da un lato si riconoscono gli usi civici, come il fungatico, un valore per il territorio che intende valorizzarsi, dall’altro è molto importante che gli introiti fatti con i permessi di raccolta vadano destinati alla manutenzione e ai miglioramenti ambientali dello stesso territorio”.

 

Milano, 19 maggio 2015

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IMU impianti di risalita

COMUNICATO STAMPA

 

Imu impianti sciistici
BARBONI E TOMASI (PD): “SETTORE IN GRAVE CRISI: SERVE INDAGINE CONOSCITIVA DELLA REGIONE, GUARDANDO AL TRENTINO”

 

Ha votato a favore anche il Gruppo regionale del Pd alla mozione sull’applicazione dell’Imu agli impianti di risalita delle stazioni sciistiche lombarde. Il documento, passato oggi, martedì 21 aprile 2015, all’esame dell’Aula, esprime preoccupazione per la ricaduta economica che la tassa ha sugli esercenti e invita il Governo a prevedere uno sgravio dell’imposizione fiscale, riconoscendo gli impianti di risalita come mezzi di trasporto.

 

“Il punto è che il settore è gravemente in crisi e non è più in grado di competere con il resto delle stazioni sciistiche dell’Italia del nord – ha detto nel suo intervento Corrado Tomasi, consigliere regionale del Pd –. Tutti gli anni le nostre stazioni perdono una percentuale di presenze. E questo perché una caratteristica che deve avere una struttura del genere, altrimenti non si può considerare all’altezza, è di investire costantemente nel settore. L’impossibilità di farlo ha reso i gestori lombardi meno competitivi. A ciò si aggiunga che i cambiamenti climatici hanno richiesto impianti di innevamento sempre più efficienti e anche questo ha un costo”.

Secondo Tomasi, dunque, “mantenendo il trend, nel giro di una decina d’anni, si arriverà a una chiusura di gran parte degli impianti, visto che ora non solo non riescono a fare investimenti, ma nemmeno a coprire la gestione ordinaria. Si potranno contare sulle dita di una mano quelli che si salveranno”.

 

Più nel merito dell’applicazione dell’Imu è entrato il collega Mario Barboni: “Siamo favorevoli alla mozione proprio per la situazione in cui versano gli impianti di risalita lombardi, ma non siamo d’accordo con chi dice che è una tassa fatta per punire il nord: semplicemente è al nord che ci sono il maggior numero di impianti di risalita, per questioni climatiche, come è ovvio. E oltre tutto ricordiamo alla maggioranza che questa tassa è stata applicata dal Ministro Tremonti durante il Governo Berlusconi”.

 

Ma al di là delle polemiche sull’Imu, i due consiglieri Pd hanno chiesto a Regione Lombardia un impegno ben preciso: “La Giunta e l’assessore competente devono, in tempi brevi, avviare un’indagine conoscitiva dei bilanci delle società di gestione e fare un quadro chiaro della situazione di questi impianti per poi intervenire sulla falsariga di quello che è stato fatto in Trentino, rimettendo letteralmente in pista un settore altrimenti destinato a collassare”.

 

Milano 21 aprile 2015

 

 

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Parco dello Stelvio

COMUNICATO STAMPA

 

Parco dello Stelvio
TOMASI (PD): “DISCUTIAMO DEL PARCO IN COMMISSIONE AGRICOLTURA”

 

Il Gruppo regionale del Pd chiede di ascoltare in VIII Commissione Agricoltura, competente anche per i parchi, Legambiente Lombardia in merito all’intesa concernente l’attribuzione di funzioni statali riferite al Parco nazionale dello Stelvio e al regolamento di funzionamento dell’ente di gestione.

In una lettera inviata a tutti i commissari, infatti, Legambiente, sollecitando un’audizione, fa presente che sono imminenti radicali cambiamenti nella governance oltre che nella natura giuridica del Parco dello Stelvio, al punto che non appare per nulla scontato il suo mantenimento nel novero dei parchi nazionali, mentre è certo un forte sbilanciamento di ruoli, competenze e oneri sulle Province autonome e su Regione Lombardia.

 

Ma l’urgenza di parlare del tema, per Corrado Tomasi, consigliere regionale del Pd, sta nel fatto che “lo scorso anno il Consiglio regionale aveva votato all’unanimità una mozione, presentata anche da me, che invitava la Giunta a condividere quanto sarebbe accaduto rispetto al futuro assetto del parco. E soprattutto sottolineava l’importanza di sentire, prima di ogni decisione, gli enti locali e le associazioni ambientaliste. Niente di tutto ciò è mai avvenuto – incalza Tomasi – e ora ci troviamo in una situazione in cui nessuno ha potuto dare un proprio parere o discutere sul futuro assetto del parco”.

 

Sia per la richiesta di Legambiente, che per l’esigenza di chiarire quanto sta avvenendo, Tomasi e il Pd ritengono dunque importante portare quanto prima il tema all’ordine del giorno della Commissione.

 

Milano, 24 febbraio 2015

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