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Bindi: “Il volontariato autentica risorsa del Paese”

“Viviamo una crisi economica senza precedenti, a cui l’Italia è arrivata per l’incapacità del governo Berlusconi. Una crisi, però, non solo italiana ma europea, e proprio per questo si può avvertire nella gente il timore che non sia scontato l’esito finale positivo dei nostri sacrifici. Ciò nonostante l’Italia può farcela: grazie al patrimonio di ricchezza che esiste a livello di volontariato nella società civile; grazie al modello di convivenza sociale che ha saputo costruire dal 1945 ad oggi; grazie ad un livello di servizi pubblici nel settore dell’istruzione, della sicurezza, della salute e della cura alle persone su cui possiamo contare. Certo, su alcuni pilastri c’è ancora da lavorare, come il sostegno alla famiglia. Ma, oltre la porta stretta che stiamo percorrendo, si intravvede una luce. A condizione che tutti facciano la propria parte: l’Europa, che deve affiancare alla politica di rigore sui bilanci quella per la crescita e lo sviluppo; l’Italia, che deve assolutamente alleggerire il Patto di stabilità interno, liberando risorse a livello locale”.

È questa la visione proposta ieri sera dall’On. Rosi Bindi all’incontro promosso dal PD di Como presso la sala della circoscrizione 3 sul tema “Rete del welfare comasco: comune, associazione, famiglie” in vista delle prossime elezioni amministrative. Oltre 200 persone hanno accolto la presidente del Partito Democratico e vice-presidente della Camera, intervenuta sul tema del welfare e dei servizi alla persona.

“La sola vera sussidiarietà è quella che si colloca in un conteso di solidarietà pubblica organizzata, governata e adeguatamente finanziata: solo così è possibile valorizzare tutte le risorse del privato sociale e del terzo settore. Viceversa vi è un uso strumentale del volontariato, che premia solo alcune realtà e ne trascura altre. Del resto, quanto sta accadendo in questi giorni anche in Regione Lombardia dimostra come certe riforme avventurose alla lunga non premiano: perché discriminano tra erogatori di servizi e premiano un meccanismo eccessivamente mercantile, in cui il rapporto pubblico/privato è sbilanciato sul secondo”.

L’on. Bindi è poi intervenuta sul modello di welfare da realizzare, che deve rifiutare risposte standardizzate: “occorre lavorare per un welfare che stabilisca un’uguaglianza nell’esigibilità di un diritto, ma al tempo stesso assicuri il diritto alla personalizzazione della risposta”.

Non sono mancate battute sulla situazione politica nazionale (“In soli 6 mesi ci siamo liberati di Berlusconi e Bossi, E ci sono le condizioni anche per mandare a casa Formigoni e liberarci del centro-destra a Como”), né sul voto di genere (“dico alle donne di votare per le candidate nelle liste, ma questo non vale per il Candidato Sindaco: la scelta, in questo caso, è per un uomo, Mario Lucini”).

Successivamente l’incontro è proseguito con il confronto tra il Candidato Sindaco Mario Lucini e i rappresentanti di numerose associazioni presenti in sala: “Al centro del nostro programma c’è la persona: vogliamo dar vita ad un Comune che sappia riconoscere i diritti di tutti e sia in grado di stabilire relazioni autentiche tra le persone. – ha affermato Lucini – Uscire da questa crisi è possibile, ma occorre farlo tutti insieme”.

E ancora: “Dobbiamo lavorare insieme per abbattere le barriere, non solo fisiche, ma anche culturali e sociali, che il lungo periodo di governo del centro-destra a Como ha creato. Ascoltare la società per comprenderne la rapida evoluzione e il mutare dei bisogni. Costruire insieme risposte efficaci e flessibili, attraverso una co-progettazione dei percorsi. Individuare regole precise per garantire la qualità dei servizi e la loro più ampia accessibilità. Studiare forme di partecipazione per i nuovi cittadini, che sono portatori di risorse culturali e titolari di diritti. Insomma, riscoprire la vera anima di Como: generosa ed accogliente”.

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Una vergogna strumentalizzare i bambini per fare bassa politica

“Sospettavamo già che le primarie del PDL sono state soprattutto un’occasione per mettere in scena regolamenti di conti interni e ratificare logiche di partito– commenta Raffaele Grieco, cosigliere PD nella Circoscrizione 5 – tuttavia non avevamo idea che si fosse scesi tanto in basso. In Consiglio Comunale di lunedì sera ha rivelato il tentativo di strumentalizzare un’associazione di volontariato che si occupa di bambini dislessici, invitando i genitori a votare per Laura Bordoli”.

“Nella mail spedita alle famiglie – prosegue Grieco – si legge che l’associazione è in grado di aiutare i bambini solo grazie alle ottime relazioni con gli enti istituzionali, in particolare con il comune di Como, e per questo era opportuno votare la Bordoli. Crediamo che le Primarie siano un strumento prezioso per la democrazia e un’occasione di partecipazione dei cittadini; crediamo inoltre che Como e il suo territorio si meritino qualcosa di meglio di questo squallido mercatino di voti fatto sulla pelle dei bambini”.

Oggi, alle 12 avrebbe dovuto esserci il Consiglio di Circoscrizione, presieduto proprio da Mario Pitassi, il marito di Verena Bassani, presidentessa  dell’associazione “VeLa dislessia”. Tuttavia la seduta è stata annullata per mancanza del numero legale. Presenti solo due consiglieri di opposizione e uno di maggioranza, mentre il presidente Pitassi aveva già comunicato di non poter presenziare a causa di impegni lavorativi. ”Il Consiglio di Circoscrizione - conclude Grieco – avrebbe potuto essere un’occasione, oltre che per esprimere il parere importante sulla costruzione del famoso hotel in via Manzoni,  per discutere della faccenda che ci oltraggia tutti e che ci fa dire, vergogna!”

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Associazioni, l’80% rischia di rimanere escluso dagli albi regionali

Con Decreto n. 5212 del 9.6.2011 Regione Lombardia ha approvato la “Scheda unica informatizzata per il mantenimento requisiti di iscrizione nei registri regionali e provinciali da parte delle associazioni senza scopo di lucro, associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato, associazioni di solidarietà familiare e centri aiuto alla vita”.

La scheda unica informatizzata entra in vigore da quest’anno e dovrà essere compilata unicamente online. La scadenza dell’adempimento è stata unificata per tutti i soggetti iscritti ai registri al 30 giugno di ogni anno. Solo per quest’anno, considerata la nuova procedura e i tempi necessari per il percorso di formazione e accompagnamento alle Associazioni, la Giunta regionale ha offerto la possibilità di presentare la documentazione, nel testo ufficiale si legge “adempiere al debito informativo”, entro il 30 settembre 2011.
A pochi giorni dal termine perentorio fissato dalla Giunta, solo poche associazioni (in alcune zone della Lombardia si parla del 20%) sono state in grado di presentare i documenti richiesti. Risulta dunque evidente la difficoltà con cui le diverse associazioni stanno adempiendo all’obbligo.

“Per evitare che gli elenchi degli albi regionali che si riferiscono al volontariato, alle associazioni di promozione sociale, ai Centri Aiuto alla Vita e all’associazionismo familiare subiscano un drastico ridimensionamento, pare opportuno che la Regione conceda una proroga sui termini di presentazione della documentazione on-line” dichiara Fabio Pizzul, consigliere regionale del PD.

“Il gruppo del PD ha presentato un’interpellanza urgente per chiedere che la Giunta conceda ulteriore tempo alle associazioni che evidentemente sono in difficoltà con la nuova procedura e con i tempi da essa previsti” gli fa eco il capogruppo del gruppo PD in Consiglio Regionale Luca Gaffuri.

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