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Riforma delle Province: il Consiglio dei Ministri conferma Como capoluogo con Varese e Lecco

«Un risultato ottenuto grazie al prezioso lavoro di squadra svolto in questi mesi». L’On. Chiara Braga e il consigliere regionale Luca Gaffuri intervengono sulla decisione del Consiglio dei Ministri che quest’oggi ha confermato le indiscrezioni circolate nella giornata di ieri sul futuro riassetto amministrativo del territorio lariano nella cosiddetta riforma delle circoscrizioni provinciali. Como torna all’antico nel senso che i territori di Varese e Lecco confluiscono in un’unica realtà amministrativa dove il centro lariano conserva il ruolo di capoluogo. «Una situazione positiva che rende giustizia del prezioso lavoro comune svolto in quest’ultimo periodo – rileva l’On. Chiara Braga -. Proprio ieri il Ministro Patroni Griffi, presente in aula per l’esame del provvedimento anticorruzione, mi ha confermato in un breve colloquio la scelta che oggi è stata divulgata dal Consiglio dei Ministri. Una decisione coerente con le ragioni sostenute dal territorio comasco, di cui il Ministro ha apprezzato la compattezza e la serietà. Credo che l’esame parlamentare non sarà esente da tentativi di inserire nuove deroghe o modifiche a quanto sancito dal Governo ma penso che la soluzione di un accorpamento di Monza nella città metropolitana di Milano sia una soluzione fondata e largamente condivisibile .Sicuramente su questo risultato positivo hanno inciso anche i numerosi contatti istituzionali avuti in queste settimane con gli uffici del Ministro, riportati anche dalla stampa locale, che hanno permesso di recuperare le gravi mancanze di Regione Lombardia». «Credo che al pronunciamento di oggi del Consiglio dei Ministri si debba rendere merito al grande lavoro di tessitura svolto dal Sindaco di Como, Mario Lucini; dal presidente della Camera di Commercio, Paolo de Santis, ed al coordinatore del Tavolo della Competitività, Mauro Frangi – è il pensiero del consigliere regionale, Luca Gaffuri -. Loro, con la collaborazione anche di altri attori, hanno saputo realizzare una proposta più che valida sottoposta al CAL e poi approdata al tavolo del Ministro. Un esempio di come, quando un territorio è unito e lavora in modo coeso, può raggiungere risultati positivi». «Certamente un segnale di discontinuità rispetto a quanto abbiamo conosciuto in questi ultimi anni» chiosa l’On. Braga.

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All’attenzione del Ministro Patroni Griffi le ragioni dell’accorpamento di Como, Varese e Lecco

“Continueremo a fare il possibile per sostenere le ragioni del territorio nella scelta che il Governo compirà tra pochi giorni riguardo alla riorganizzazione delle Province”. Lo dichiara la parlamentare comasca del Partito Democratico Chiara Braga al termine dell’incontro del Tavolo comasco della competitività di questa mattina. “Certamente – osserva la Braga – il documento molto discutibile trasmesso dalla nuova Giunta della Regione Lombardia al Ministro Patroni Griffi pochi giorni fa, non ha aiutato a dare forza alla posizione ragionevole espressa invece dal CAL. E immagino che, nonostante le molte rassicurazioni della sua parte politica, il Presidente Formigoni sia in queste ore distratto da ben altre vicende perché possa spendere le proprie energie a favore della causa comasca”. “Nonostante questo sappiamo, da contatti avuti in questi giorni, che è intenzione del Ministro tenere conto delle indicazioni espresse dal Consiglio delle Autonomie Locali e attraverso i canali parlamentari ho già personalmente fatto pervenire all’attenzione del Ministero l’importante e compatto pronunciamento del Tavolo comasco di questa mattina. Un atto inusuale, se vogliamo, che cerca però di sopperire alla grave mancanza di Regione Lombardia”. “Credo sia importante – prosegue la deputata democratica – aver sottolineato nuovamente le ragioni della nostra scelta a sostegno dell’ipotesi di accorpamento con Varese e Lecco; ci sono ragioni storiche, territoriali ed ambientali, ma anche opportunità di maggiore efficacia dell’azione amministrativa e di ottimizzazione delle finalità di contenimento della spesa, perseguite con questa scelta dal Governo. Sono certa che il Ministero ne terrà conto e che queste debbano essere sostenute anche nel confronto con i territori di Lecco e Varese rispetto all’individuazione del capoluogo”. “Il mio personale impegno – conclude la Braga – naturalmente non verrà meno nei prossimi giorni proseguendo tenacemente l’interlocuzione con il Governo”.

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Sì alla Provincia Pedemontana, sconcertante l’atteggiamento di Carioni

«Dal Tavolo della competitività è emersa un’opinione univoca e condivisa affinché, nel futuro riassetto delle province lombarde, i territori di Como, Varese e Lecco siano riuniti in una sola amministrazione. Per questo ci sentiamo di affermare la nostra assoluto contrarietà all’iniziativa di Leonardo Carioni, che imitando la presa di posizione della Provincia di Varese, intende riaffermare l’assoluta estraneità a fusioni territoriali di sorta della Provincia di Como davanti ad UPL e CAL. Anzi, chiediamo con forza le dimissioni di Leonardo Carioni quale Commissario Straordinario della Provincia di Como in quanto la sua è stata una chiara iniziativa politica presa senza tenere in alcuna considerazione le rappresentanze del territorio. Un fatto molto grave». Così l’On. Chiara Braga ed il capogruppo in Consiglio Regionale, Luca Gaffuri, del PD si sono espressi al termine della riunione del Tavolo della Competitività della Provincia di Como che si è tenuto, come di consueto a Villa del Grumello. I due politici del PD hanno quindi giudicato di grande importanza la posizione espressa oggi dai membri del Tavolo della Competitività sulla questione del riordino delle Province prevista dall’art. 17 della legge sulla spending review votata dal Parlamento lo scorso mese di luglio.

«Bisogna saper cogliere in positivo la sfida del cambiamento, partendo dal presupposto che questo riordino deve puntare ad una maggiore efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa del livello provinciale – rileva l’On. Braga -. I requisiti minimi fissati dal Governo (2500 kmq e 350.000 abitanti) sono il quadro entro cui ragionare su ipotesi di accorpamento, così come la norma che prevede che il nuovo capoluogo, salvo diverse intese, sia il Comune capoluogo di Provincia esistente con maggior numero di abitanti. Per questo la proposta emersa dal Tavolo, che prevede l’accorpamento unitario del territorio pedemontano e prealpino, rappresentato dalle attuali province di Como, Lecco e Varese, con l’eventuale inclusione di Sondrio, è quella su cui puntare anche per garantire il mantenimento strategico del capoluogo nella città di Como e per rafforzare la rappresentanza territoriale ed il peso politico ed istituzionale dell’area pedemontana, rispetto al quadro regionale ed al rapporto con la città metropolitana di Milano che si andrà a costituire. Con Monza sussistono molti elementi di affinità e condivisione, ma non si può ignorare il rischio che un accorpamento con Monza rischierebbe di sottrarre a Como il ruolo di comune capoluogo e di individuare in Monza un capoluogo assolutamente non baricentrico rispetto alla macro-area pedemontana».

«Lascia sconcertati la posizione del Commissario provinciale Carioni, che per tramite del vice-commissario dott.ssa Pagano, ha reso noto al Tavolo di aver trasmesso l’altro giorno all’UPL un documento che rivendica il diritto all’autonomia ed al mantenimento della Provincia di Como. Al di là delle discutibili motivazioni di merito, è improprio che Carioni nel suo ruolo di Commissario Straordinario esprima una posizione che contraddice di fatto la legge vigente, senza aver ricercato alcun confronto e condivisione con gli attori del territorio, ma esclusivamente per ragioni di opportunità politica. Una posizione del genere rischia non solo di indebolire la proposta emersa chiaramente dal Tavolo della Competitività, ma anche di consegnare ad altri livelli le decisioni che riguarderanno in maniera così rilevante il nostro territorio. L’inadeguatezza del ruolo svolto da Carioni – conclude l’On. Braga – è ancora una volta evidente e dovrebbe essere immediatamente risolta con le sue dimissioni».

Dello stesso tono il pensiero di Luca Gaffuri che, condividendo quanto sottolineato dall’On. Braga, rileva come: «Carioni non può più occupare il ruolo di Commissario Straordinario. La sua iniziativa è infatti di natura politica oltre che presa ad imitazione di un analoga proposta avanzata dalla Provincia di Varese. L’accorpamento tra i territori delle attuali province di Varese, Como e Lecco, da estendere eventualmente a Sondrio se le discussioni sull’opportunità di mantenere in vita le province montane non dovessero sortire risultati positivi, è la strada preferibile da perseguire».

«Credo che sulla questione del riordino delle Province, in questo momento sia particolarmente significativo cogliere il senso di sfida lanciato dalla Spending review – rileva la segretaria provinciale del PD di Como, Savina Marelli -, pur nella consapevolezza di alcune criticità che emergono da quanto proposto dal Governo. L’occasione è in fatti quella di modernizzare le amministrazioni pubbliche e cioè dar vita a realtà che siano più rispondenti alle necessità dei territori e dei loro cittadini, che snelliscano l’eccessiva burocrazia e perseguano un effettivo risparmio economico. Per il PD tutto questo rappresenta una grande opportunità che non intendiamo sottovalutare né ignorare. In effetti ci aspetteremmo che anche gli altri partiti politici raccogliessero tale sfida e si unissero per perseguire l’obiettivo di creare un nuovo tessuto locale più moderno e vicino alla gente».

Ecco il testo sottoscritto da tutti i partecipanti alla riunione di quest’oggi del Tavolo della Competitività sulla riforma della provincia di Como:

Tavolo_competitivita_documento_sottoscritto_10_09_2012

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