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Vaccini, Gaffuri: “Strada scelta da Regione macchinosa e burocratica e grava su genitori e scuole”

vaccini“La strada scelta da Regione Lombardia per applicare il decreto vaccini è macchinosa e burocratica, con un carico di lavoro che grava tutto su genitori e scuole”, è il commento di Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, dopo aver letto le dichiarazioni dell’assessore Gallera e il piano predisposto da Regione Lombardia per ottemperare al decreto vaccini.
“Ci chiediamo come una Regione che si racconta eccellente in campo sanitario, non voglia investire per fornire direttamente ai cittadini le certificazioni necessarie, così come fanno altre Regioni – continua Gaffuri –. Nelle sue dichiarazioni l’assessore sembra ammettere che non ci sia sicurezza dei dati già in possesso delle strutture. E d’altronde, come è emerso dalle audizioni di mesi fa in Commissione, la Lombardia non è dotata di una anagrafe vaccinale omogenea”.
Per il consigliere Pd “anche il percorso di segnalazione delle inadempienze rischia di impantanarsi nelle diverse competenze di Asst e Ats. Su questo fronte, ad esempio, la Liguria sarà da subito in grado di fissare un appuntamento vaccinale ai genitori interessati. E cito una Regione che pure ha fatto ricorso contro il decreto, ma si è comunque impegnata per rendere più semplice la sua applicazione”.

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Vaccini, Braga e Guerra: “Ecco perché abbiamo approvato il nuovo decreto”

vaccino-influenzaIn questi mesi, sul tema dei vaccini, c’è stato un forte interesse dell’opinione pubblica. Purtroppo sono state diffuse anche molte notizie false, prive di qualunque fondamento scientifico, che hanno descritto i vaccini come pericolosi per la salute. “È bene, invece, ricordare a tutti che la vaccinazione è considerata una delle più rilevanti scoperte mediche fatte dall’uomo e tra i fattori che hanno permesso di raddoppiare negli ultimi cento anni l’aspettativa di vita nelle nazioni più ricche – tengono a sottolineare Chiara Braga e Mauro Guerra, deputati comaschi del Pd –. L’Oms stima che ogni minuto vengono salvate cinque vite, pari a 7.200 vite al giorno, grazie proprio alla somministrazione dei vaccini”.
Come parlamentari Braga e Guerra assicurano di essersi fatti “carico di esaminare con cura e con la dovuta attenzione le questioni legate al tema delle vaccinazioni, giungendo a compiere delle scelte e quindi ad approvare la legge di conversione del cosiddetto ‘decreto Vaccini’, affidandoci al rigore della scienza, recependo le indicazioni di tutta la comunità scientifica, nazionale e internazionale”.
Con questa legge, grazie alla quale vengono resi obbligatori e gratuiti 10 vaccini, mentre prima erano 4, “abbiamo voluto proteggere per prima cosa la salute pubblica, dei nostri figli e di tutta la collettività. Perché al contrario di un normale farmaco che tutela la salute del singolo, i vaccini oltre al singolo tutelano anche l’intera comunità e rappresentano una prevenzione di sanità pubblica”, concludono i due parlamentari.
Per saperne di più, il Dossier sul decreto Vaccini (Dl 73/2017) elaborato dall’Ufficio Documentazioni e studi dei Deputati Pd al link del Gruppo, dove si possno trovare gli interventi in Aula e i comunicati stampa più rilevanti riguardanti la materia.

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Vaccini: l’ASL non aveva messo i fondi a bilancio

“Sono soddisfatto del fatto che il Dottor Bollina abbia rilasciato risposte puntuali su alcune questioni in ambito sanitario che hanno animato il dibattito comasco nel corso degli ultimi mesi”. Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, ha partecipato questo pomeriggio alla seduta della Commissione Sanità di Regione Lombardia nella quale, su richiesta dello stesso consigliere regionale comasco, è stato ascoltato il direttore generale dell’ASL di Como, Roberto Bollina. La questione vaccinazioni, le lunghe code fuori dagli sportelli ASL per ottenere l’esenzione dei ticket, il punto sulle commissioni d’invalidità e l’attivazione dei CREG (cioè Cronic Related Group, il progetto lombardo che prevede l’assistenza domiciliare delle patologie croniche sul territorio) sono stati gli argomenti affrontati nel corso dell’audizione.

“Sulle vaccinazioni anti-influenzali rimango perplesso sul fatto che il Dottor Bollina abbia sottolineato come quest’anno, ma anche in passato, tra le voci del bilancio preventivo dell’ASL lariana non figurasse la voce relativa alla spesa per questa campagna, storicamente di 700mila euro – ha puntualizzato Gaffuri che, ad una precisa domanda sulla differente identità di vedute tra Regione Lombardia ed ASL di Como riguarda proprio alla campagna di vaccinazione antinfluenzale, ha visto Bollina rispondere come le parole dell’Assessore Luciano Bresciani, di fatto, non erano del tutto puntuali in quanto non aveva la completa conoscenza di come era stato organizzato il servizio. «Secondo me tra ASL di Como e Assessorato Regionale alla sanità manca comunicazione in quanto non possono essere imputate solo ad un fraintendimento le dichiarazioni rilasciate dall’Assessore Bresciani riguardo proprio alla campagna vaccinale” ha sottolineato Gaffuri.

Le lunghe code di cittadini che hanno affollato l’ASL di Como a settembre per la richiesta, o la  conferma, dell’esenzione dai ticket secondo Luca Gaffuri rischiano di riproporsi dal prossimo 1° gennaio anche se Bollina ha sottolineato come l’ASL lariana abbia cercato di venire incontro ad un pubblico di 70.000 persone (quella di Como è una delle province lombarde più anziane) aprendo tutti gli sportelli disponibili.

Sulla riforma delle commissioni d’invalidità è stato ribadito come la materia è ormai quasi del tutto di competenza dell’INPS. Per l’ASL lariana le decisioni in questo ambito hanno riguardato per lo più l’applicazione di una riorganizzazione interna dove le commissioni sono ora composte dai medici della stessa Azienda Sanitaria che ha permesso di abbassare i tempi di attesa della visita da 90 a 40 giorni. “I ritardi o la sospensione nell’erogazione dei benefici economici è stata imputata all’INPS che ora si occupa quasi totalmente di questa materia – ha sottolineato Gaffuri -. In ogni caso auspico che, sia sul fronte dei disabili, sia sull’assistenza agli anziani che chiedono informazioni o debbano inoltrare la pratica per richiedere l’esenzione dei ticket, l’ASL metta in campo una migliore organizzazione rispetto a quanto si è visto a settembre. La proposta di delegare i familiari per eseguire queste incombenze, in quanto avrebbero meno problemi a sostenere ore di attesa ad uno sportello, non mi sembra una buona risposta”.

Sulla sperimentazione dei CREG, ovvero la gestione dei pazienti cronici a domicilio che vede il comasco come uno dei territori “pilota” su questo progetto, l’ASL di Como, riuscendo a far lavorare insieme un centinaio di medici del territorio ha assegnato questo servizio a cinque entità che ora sono attese da una verifica concreta sul campo.

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