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Valentini difende gli aumenti regionali, ma vuole che si condannino gli adeguamenti comunali

“Ci fa sorridere il capogruppo del Pdl in Regione Lombardia Valentini che parla di Pd di lotta e di governo, non solo perché questo è un termine coniato da noi da anni e rivolto all’atteggiamento ambiguo della Lega, ma perché semmai è Valentini stesso che in questo caso dà il classico colpo al cerchio e contemporaneamente alla botte: se da un lato, infatti, difende gli aumenti tariffari smisurati e continui dell’assessore regionale Cattaneo, dall’altro vuole che noi condanniamo un necessario adeguamento, ormai già effettuato da tutte le altre province lombarde e rinviato come una patata bollente dal sindaco Moratti, dell’omologo comunale Maran”. E’ il commento alla polemica innescata dal capogruppo Pdl in Regione, di Luca Gaffuri, capogruppo regionale Pd, e Stefano Tosi, consigliere regionale che presidia il tema trasporto pubblico locale.

“Altro che il Pd o la Giunta Pisapia: è stato il governo di centrodestra a rompere il patto con i pendolari lombardi, tagliando le risorse per il trasporto pubblico locale e costringendo gli enti locali ad aumentare le tariffe – incalza Tosi –. La Regione, dal canto suo, ha abdicato al proprio ruolo politico verso un governo che ha sostenuto. Nel contempo non vi sono stati miglioramenti qualitativi nel sistema di trasporto regionale”.

E nessun silenzio da parte del Pd, anzi, tutt’altro: Gaffuri e Tosi ricordano che proprio oggi, durante la diretta on line su www.blogdem.it in cui si parlava di trasporto pubblico locale (il video è tuttora visibile), il capogruppo ha risposto chiaramente sul tema aumenti tariffari in Atm a un utente che aveva postato la domanda: “Dopo i tagli del Governo nazionale e il rinvio, da gennaio, della decisione da parte della Moratti, un adeguamento è necessario – aveva detto Gaffuri –. Piuttosto bisogna cercare di incidere il meno possibile e andare nella direzione di favorire gli abbonamenti per aumentare la fidelizzazione dell’utente e utilizzare al massimo il trasporto pubblico locale”.

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Allarme ristorni: chiare le responsabilità della Lega Nord

Nei prossimi giorni, i comuni frontalieri delle Province di Como e Varese saranno tappezzati dai manifesti del Partito Democratico, una campagna pubblicitaria con lo scopo di denunciare le responsabilità politiche, imputabili alla Lega Nord e alla Lega dei Ticinesi, della situazione in cui versano i frontalieri italiani e della probabile decurtazione dei ristorni verso i comuni di frontiera

Stefano Tosi, consigliere regionale PD, dichiara: «Come Partito Democratico stiamo lavorando in maniera molto convinta sul tema dei rapporti transfrontalieri e sull’evoluzione dei rapporti tra i due stati confinanti, che in quest’ultimo periodo sono molto tesi e la partita politica da giocare estremamente delicata. Come ben denuncia il nostro manifesto le principali responsabilità politiche di questa situazione sono da imputare alla Lega Nord e alla Lega dei Ticinesi che hanno fatto un pericoloso gioco delle parti, mettendo in seria difficoltà la possibilità di rapporti transazionali distesi e costruttivi, anche se il governo italiano ha commesso dei gravi errori in passato come estendere lo scudo fiscale ai frontalieri. Ora chiediamo a tutte le forze di governo di esprimere una posizione unitaria: giocare da liberi battitori causa solo danni e mina la credibilità dello Stato Italiano. Chiediamo inoltre che il governo istituisca un fondo di garanzia a tutela dei comuni che rischiano vi vedere pesantemente decurtate le proprie entrate»

L’on. Chiara Braga prosegue: «Le iniziative di cui come PD ci siamo fatti promotori alla Camera e nelle istituzioni locali hanno ben chiaro questo aspetto: è prioritario trovare una posizione unitaria e trasversale a tutte le forze politiche. Almeno negli amministratori locali esiste ben forte la consapevolezza della necessità di essere compatti. Ancora una volta la Lega Nord gioca un ruolo ambiguo così come dimostrano le dichiarazioni di Reguzzoni alla Camera che chiedevano la cancellazione della Svizzera dalla black list nel giro di 72 ore come precondizione alle trattative per il mantenimento dei ristorni. Occorre più equilibrio nelle dichiarazioni e non abbandonarsi a “sparate” gratuite che complicano solo le cose»

Roberto Cattaneo, coordinatore del Circolo Interprovinciale Frontalieri, aggiunge:  La posizione assunta da Berna rispetto ai ristorni nei confronti dei comuni frontalieri è illegale perché viola una serie di trattati ratificati dalla Svizzera, tra cui Shengen. Ma Lega Nord e governo italiano hanno delle responsabilità gravissime primo fra tutti il rifiuto pervicace di . accettare l’invito di Berna a sedersi al tavolo delle trattative in materia dell’abolizione della doppia imposizione. Questo rifiuto è la vera causa di quello che sta accadendo ora: chiediamo al Governo italiano di colmare questo ritardo e rendersi disponibili ad un confronto. Tuttavia le trattative non posso essere condotte sotto ricatto»

Luca Gaffuri, capogruppo Pd in Consiglio Regionale, conclude: La questione è complicata, sul piano politico crediamo che ci siano delle responsabilità imputabili alle Lega Nord che ha lisciato troppo il pelo alla Lega dei ticinesi nonostante questa abbia a lungo attaccato i nostri frontalieri. La nostra campagna vuole far comprendere di chi sono le responsabilità. Su un altro piano, i comuni di frontiera si stanno mobilitando e stanno nascendo una serie di iniziative come quelle che si sono realizzate ieri a Malnate e a Porlezza. Ora come non mai è cruciale adottare una posizione condivisa e comune e avere tutti in squadra. Il 25 luglio prossimo sarà convocata a Varese un’assemblea a cui saranno invitati non solo tutti gli amministratori dei comuni interessati, ma anche i parlamentari e i consiglieri regionali con lo scopo di elaborare un documento condiviso. Parlamentari e consiglieri, dal canto loro, incontreranno i partiti ticinesi per contestualizzare meglio il problema. Siamo alla vigilia del federalismo fiscale: se non si trova una soluzione i comuni di frontiera rischiano di non chiudere i prossimi bilanci».

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