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Iva, Gaffuri: “Grazie a un nostro ordine del giorno, sostegno alle cooperative sociali”

sociale“È ora che la Giunta getti la maschera e dica davvero se vuole farsi carico dei problemi delle cooperative sociali colpite dall’aumento dell’Iva dal 4 al 5%”, lo dice Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, che, con i colleghi, ha visto approvare, nel recente bilancio, un ordine del giorno che, almeno in linea di principio, va incontro alle esigenze delle cooperative sociali che tanta utilità pubblica ricoprono in Lombardia. Un risultato che lascia Gaffuri “parzialmente soddisfatto perché vorrei ora vedere degli atti concreti subito”.
L’atto di indirizzo chiede che l’aggravio di costi che, con la Legge di Stabilità 2016, si è venuto a creare per le cooperative sociali, rispetto ad altri soggetti erogatori, sia in qualche modo compensato, individuando nell’ambito degli stanziamenti di bilancio 2017/2019 nuove risorse e verificando la possibilità di ridefinire il corrispettivo contrattuale per la gestione dei servizi sociosanitari accreditati al netto dell’Iva.
“Le cooperative sociali contribuiscono in modo determinante al buon funzionamento dei servizi sociosanitari di questa Regione, perché in grado di garantire presenza e prestazioni – ricorda Gaffuri –. In particolare, nel settore del welfare sono un milione le persone assistite dalla cooperazione sociale e oltre il 50% dei servizi alla disabilità. Per questo non possiamo permetterci di buttare via questo capitale, ma dobbiamo in ogni modo sostenerlo”.
L’ordine del giorno approvato rimanda però alle conclusioni del gruppo di lavoro insediato in seno alla Commissione Bilancio, di cui Gaffuri fa parte. La questione è dunque rimandata a dopo la pausa estiva “con l’auspicio che i tecnici della Giunta dimostrino una maggiore flessibilità rispetto a quanto è avvenuto finora”, sottolinea il consigliere.

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Cultura e sociale: giovedì 8 giugno, Traglio incontra il Ministro Franceschini e l’assessore Maiorino

franceschiniGiovedì 8 giugno 2017, per Como e il nostro candidato sindaco Maurizio Traglio sarà una giornata speciale. Alle 17.30, nella sala Bianca del Teatro Sociale, Traglio incontrerà Dario Franceschini, Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo. Intervengono l’on. Chiara Braga e il segretario regionale del Pd Alessandro Alfieri.
Alle 19, al Just Art Cafe di piazza Roma, si tiene, invece, un incontro pubblico sul tema “Il sociale e l’integrazione: la sVolta“. Maurizio Traglio interviene assieme a Pierfrancesco Maiorino, assessore alle Politiche sociali, salute e diritti del Comune di Milano. Introduce il segretario provinciale del Pd Angelo Orsenigo.

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Autismo, il welfare che vorrei: maggiore attenzione alle famiglie

Assicurare ad ogni persona affetta da patologia autistica cure adeguate ed alle famiglie sostegno da parte delle Amministrazioni Pubbliche, Comune innanzitutto, ma non solo quando si parla di bambini bensì anche nel periodo dell’adolescenza e della vita adulta. E’ questa una delle riflessioni più significative emerse nel corso del convegno “Autismo – il welfare che vorrei” che si è svolto sabato 27 ottobre presso la sala Conferenze della sede territoriale di Como di Regione Lombardia. Un appuntamento, organizzato dal gruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale insieme alle associazioni dei familiari delle persone affette da questa patologia, che ha visto la partecipazione di numerosi esponenti istituzionali del Comune di Como e di Regione Lombardia, nonché di genitori che quotidianamente devono affrontare l’autismo nella loro vita,  esponenti della realtà sanitaria, associativa e della scuola comasca, quest’ultima rappresentata dal Dirigente Scolastico Provinciale, Claudio Merletti, nonché da numerosi Presidi. Prendendo spunto da alcune testimonianze che hanno descritto come la patologia influisca sulla vita non solo degli affetti ma anche delle famiglie in età infantile ed adolescenziale, il convegno ha cercato di abbozzare delle risposte a vari livelli. Innanzitutto soluzioni alle famiglie che si trovano troppe volte lasciate sole ed incapaci di affrontare nel modo più opportuno i comportamenti dei bambini affetti da autismo. Una maggiore vicinanza che deve anche tradursi in più occasioni di socializzazione e aggregazione. Dalla discussione è  emerso come sia fondamentale arrivare il prima possibile ad una diagnosi precoce dell’autismo. I genitori, infatti, rischiano di accorgersi che il loro bambino ne è affetto soltanto intorno al terzo anno di vita e la susseguente risposta degli attori sanitari, siano questi pubblici o privati, non è celere ma arriva a diluirsi addirittura in un arco di ulteriori tre anni. Un periodo, quindi, troppo lungo che rischia di creare ulteriori problemi nel recupero del bambino. E’ risultato come sia necessaria una maggiore conoscenza dell’argomento da parte dei pediatri di base (ed a Como si è svolto recentemente un apposito corso) e in caso di difficoltà diventi più semplice avvalersi di centri specializzati che forniscano una diagnosi accurata in tempi brevi. Infine è fondamentale che il percorso di vicinanza ai familiari di persone affette da questa patologia non si esaurisca concluso il ciclo della scuola dell’obbligo (come comunque devono essere assicurate più occasioni di integrazione e aggregazione perché il rischio è quello che i bambini affetti siano un corpo “estraneo” alla classe) ma prosegua anche successivamente, ovvero durante il periodo dell’adolescenza, quando la persona si avvicina ad entrare nel mondo del lavoro ed anche durante la vita adulta. Tutti, famiglie in testa, chiedono un intervento puntuale che innanzitutto restituisca alle persone affette da autismo la dignità che spesso, nei fatti, gli viene negata. «Come Partito Democratico ci siamo impegnati in questa legislatura, ormai giunta alla sua conclusione, a dare giusta rilevanza ad un argomento come l’autismo– ha sottolineato Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale -. Abbiamo fatto approvare Ordini del Giorno, Mozioni nonché modifiche al Piano Socio Sanitario Regionale. Prossimamente speriamo di essere chiamati a governare questa Regione e dare così attuazione a questi che sono stati i nostri obiettivi in questi anni ed a fare in modo che le famiglie non si sentano più sole». «Crediamo davvero che la sensibilità verso questa forma di patologia sia stata troppo spesso messa ai margini del discorso sociale e quindi vogliamo invece che venga approfondita perché sono in costante aumento i casi riscontrati in Lombardia e nel resto del nostro Paese» ha sottolineato il consigliere regionale, Mario Barboni presente anche lui ai lavori del convegno.

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