Archivi tag: sicurezza

Polizia nautica, Gaffuri: “È la Regione che deve occuparsi della sicurezza delle nostre acque”

alto lago“La questione della sicurezza nelle acque dei nostri laghi è da risolvere quanto prima, perché al momento la situazione non è affatto presidiata”, Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, si riferisce alle Polizie nautiche provinciali, quei corpi specialistici nati per il pattugliamento dei laghi e dei fiumi della Lombardia e per la sicurezza delle imbarcazioni e delle persone, che sono stati smantellati insieme alle Province.
“Di fatto, i mezzi sono rimasti in capo alle Province, mentre la competenza è tutta regionale, ma si è creato un vuoto amministrativo e soprattutto in termini di sicurezza”, spiega Gaffuri.
Durante l’ultimo Consiglio regionale le opposizioni hanno presentato una mozione sul tema che, in barba alla maggioranza, è stata approvata.
“Ora, dunque, la Regione non può più far finta di niente – conclude Gaffuri –. Si tratta di un segnale forte che ci ricorda l’importanza della questione, evidentemente molto sentita non solo dalle minoranze”.

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Gera Lario, Gaffuri: “Dalla Regione solo una risposta parziale. A quando il superamento dei passaggi a livello?”

passaggi a livello“Una risposta parziale che minimizza l’accaduto e che non sembra aver colto l’importanza del tema da noi sottolineato: la sicurezza e la necessità di procedere celermente alla sostituzione dei passaggi a livello in Lombardia”, Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, commenta così la risposta che l’assessore regionale ai Trasporti ha comunicato in commissione, dopo essere stato più volte interpellato in merito ai disservizi dei passaggi a livello nel territorio lombardo.
L’interrogazione in questione era stata presentata dopo una serie di segnalazioni pervenute dai pendolari della zona di Gera Lario, dove lo scorso aprile, nei pressi della località di Sant’Agata, al confine della Valtellina, lungo la linea ferroviaria Colico-Chiavenna, non si era abbassata la sbarra del passaggio a livello e il treno era passato lo stesso, fortunatamente senza nessuna conseguenza.
“Non si tratta purtroppo di un caso isolato – spiega il consigliere –. Abbiamo notizie di anomalie e malfunzionamenti che si ripetono in continuazione su tutto il territorio, si tratta di alcune decine di episodi, dai 40 ai 60 ogni anno”.
Gaffuri conclude ribadendo che “il superamento dei passaggi a livello è una questione di fondamentale importanza per la sicurezza di pedoni e autovetture e, in secondo luogo, per la vita e gli orari dei pendolari”.

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Milano-Chiasso, Gaffuri: “Dopo tre mesi solo una risposta formale sulla sicurezza”

757657-treno lomazzo“Va bene la risposta di rito, ma auspichiamo che la Giunta si attivi per davvero affinché certi episodi non si ripetano più”. Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, commenta così la risposta che l’assessore regionale alla Mobilità ha finalmente comunicato in Commissione Trasporti, dopo essere stato più volte interpellato in merito agli incidenti mortali che si sono verificati lungo la linea ferroviaria Milano-Chiasso.
Nello specifico, l’interpellanza in questione era stata presentata da Gaffuri ben tre mesi fa e si riferiva all’orribile incidente avvenuto tra le stazioni di Albate Camerlata e Cucciago lo scorso 11 aprile.
“Con riferimento ai ripetuti incidenti mortali, anche oltre la linea di confine – spiega Gaffuri – si chiedeva esplicitamente all’assessore se fossero state verificate le condizioni di sicurezza del treno coinvolto e se la Regione intendesse aumentare le misure di sicurezza lungo questa linea, per prevenire altre sciagure. La risposta non è stata molto articolata e si è fermata alle procedure formali. Peccato”.

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Furti e sicurezza. Braga: “La gestione associata permette di ottimizzare le risorse”

sicurezza-della-casa«Non è fantascienza chiedere d’impiegare sui territori gli oltre 4000 militari assegnati, nell’ambito dell’operazione “Strade sicure”, ad attività di controllo». Così il deputato della Lega Nord, Nicola
Molteni, per un ‘idea che non ha trovato consensi tra i primi
cittadini dell’Olgiatese. L’onorevole Chiara Braga: «Dalla risposta dei sindaci traspare che la proposta è un’uscita di propaganda che non ha alcuna attrazione, perché si rendono conto che la sicurezza di cui si ha bisogno è quella garantita dai carabinieri, dalla polizia (di Stato e locale) e non dall’esercito». Continua a leggere

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Servizio pubblico autobus ASF, si faccia chiarezza

autobus-como“L’incidente che ha coinvolto la ragazzina caduta dal bus a Pellio Intelvi nei giorni scorsi è un fatto grave che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche. Ancor più grave è che ad oggi non è stata fatta ancora chiarezza sulle cause ma al contrario sono state fornite versioni diametralmente opposte. Continua a leggere

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Cantù: i controlli non devono essere ridotti ad un blitz

La sicurezza? Tema sul quale confrontarsi e da affrontare facendo prevenzione più che repressione. Non da cavalcare politicamente. Il capogruppo del Partito democratico Antonio Pagani riconosce che «è giusto essere presenti sul territorio, e va riconosciuto al Comune di aver riportato la polizia locale per le strade con il recente progetto di prossimità», inoltre «ci sono leggi e codici comportamentali che tutti, anche gli esercenti, devono rispettare». Ma la retata di venerdì notte «non a tutti ha fatto una buona impressione». E l’idea, promossa proprio dalla Lega, di creare una commissione consiliare sul tema, appare sensata: «E’ importante riportare a livello amministrativo anche le impressioni e le richieste della città, confrontarci. Presidiare la piazza non può essere l’unica soluzione, e sappiamo bene che anche se diminuiscono i crimini tra le gente aumenta la percezione di insicurezza». Importante tornare a confrontarsi: «Parliamo meno di repressione e più di prevenzione, di educazione. La  sicurezza non è un tema che possa essere affrontato con superficialità».

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Petizione popolare 3 giuste cause

Pubblichiamo nuovamente le informazioni sulla petizione popolare “una firma per tre giuste cause” riportano anche la petizione in formato pdf, in modo da poterla scaricare così da raccogliere altre firme.

“I sottoscritti cittadini elettori chiedono ai parlamentari della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica di assumere i provvedimenti necessari perché anche in Italia sia introdotto il reato di tortura. La tortura, così come il genocidio, è considerata crimine contro l’umanità dal diritto internazionale. La proibizione della tortura e di altre forme di trattamento o punizione crudele, inumana o degradante costituisce oggetto di molteplici Convenzioni internazionali ratificate anche dal nostro Paese. Esiste, quindi, un obbligo giuridico internazionale ad oggi inadempiuto dall’Italia, ossia l’introduzione del reato di tortura nel codice penale, più volte sollecitato sia dal Comitato sui diritti umani istituito dal Patto sui diritti civili e politici, sia dal Comitato istituito dalla Convenzione europea per la prevenzione della tortura. L’esplicita previsione del reato di tortura costituisce anche un forte messaggio in chiave preventiva. Significa chiarire con nettezza quali siano i limiti dell’esercizio dei pubblici poteri rispetto alle esigenze investigative o di polizia. L’introduzione del reato di tortura costituisce, quindi, un adeguamento della normativa interna a quella  sovranazionale, colma le lacune del diritto interno e costituisce un’ulteriore norma a garanzia dei diritti umani di tutti i cittadini. Chiediamo, inoltre, la modifica del codice penale in materia di recidiva. L’attuale condizione delle carceri italiane contraddice radicalmente l’intento delineato dalla nostra Costituzione e non è più tollerabile. Vi è stata da vari anni una politica della sicurezza incentrata sull’elaborazione di nuovi reati, utili a rispondere a vere o presunte emergenze, sull’innalzamento delle pene per reati di non particolare allarme sociale e sulla contrazione della possibilità di utilizzo delle misure alternative al carcere. Il caso emblematico è rappresentato dalla legge 5 dicembre 2005, n. 251 (cosiddetta legge “ex Cirielli”), che ha, tra l’altro, introdotto limiti alla concessione delle misure alternative alla detenzione ai recidivi reiterati, categoria che ricomprende in sé anche reati per fatti di scarso allarme sociale e spesso distanti decenni nel tempo. Questa legge ha contribuito così a determinare quel drammatico sovraffollamento penitenziario che rende le nostre strutture ormai prossime al collasso. La condizione carceraria in Italia rimane uno dei problemi più acuti all’interno del settore della giustizia e sono necessarie misure che incidano stabilmente sull’assetto complessivo dell’ordinamento penitenziario a cominciare, appunto, dall’abrogazione della legge ex Cirielli. Chiediamo, infine, di abrogare il reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato italiano. L’immigrazione è la sfida del futuro, il terreno specifico sul quale si misurerà la nostra capacità di confrontarci con le complesse dinamiche della contemporaneità. La politica dell’immigrazione, specificatamente quella messa in atto dai governi di centrodestra, appare  profondamente inadeguata e totalmente sbagliata. L’immigrazione può e deve essere governata avendo presenti, da un lato, il presente e il futuro della società italiana e, dall’altro, i diritti inalienabili della persona sanciti dalla Costituzione e dalle Convenzioni internazionali. Il Governo Berlusconi ha invece introdotto nel nostro ordinamento nel 2009, con la legge n. 94, il “reato di clandestinità” che comporta, a carico dei pubblici ufficiali e degli incaricati di pubblico servizio, l’obbligo di denunciare la persona definita come “clandestina”, ovvero il migrante colpevole di non possedere o di avere perduto (suo malgrado e anche temporaneamente) il proprio permesso di soggiorno. Il reato di clandestinità è palesemente incostituzionale, perché punisce la persona in conseguenza non di un comportamento contrario alle norme, cioè non in ragione di quello che fa, ma per il fatto di trovarsi in una condizione personale di difetto di permesso di soggiorno, ovvero per quello che egli è, e non per ciò che fa, in totale e aperta violazione dell’articolo 3 della Costituzione. Chiedendo, quindi, l’abrogazione dell’articolo 10-bis del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, legge censurata anche dall’Unione europea, si porranno le basi per una nuova visione della politica nazionale sull’immigrazione”.

La Petizione popolare nazionale è promossa dal Partito Democratico, via sant’Andrea delle Fratte, 16 – fax 0669532330 forum.giustizia@partitodemocratico.it
Forum Giustizia - Forum Immigrazione - Forum Sicurezza

Link per la pubblicazione della petizione popolare “una firma per tre giuste cause”:

https://mail.partitodemocratico.co.it/exchweb/bin/redir.asp?URL=http://www.partitodemocratico.it/doc/243633/petizione-popolare-per-lintroduzione-anche-in-italia-del-reato-di-tortura.htm

Testo della petizione:

petizione tortura_petizione partecipaz immigrati

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Vigili del fuoco volontari

Sostegno della Regione ai corsi di formazione obbligatori che i Comandi provinciali dei Vigili del Fuoco organizzano per i propri volontari, e convenzioni tra Pirellone e Asl per fare in modo che questi possano effettuare gratuitamente le periodiche e obbligatorie visite mediche e attitudinali anche presso le strutture sanitarie più vicine ai comuni di residenza, e non nell’unico centro di Milano, come avviene oggi.

Sono queste le richieste contenute in una mozione presentata in Consiglio regionale  dal Gruppo regionale del Pd e approvata all’unanimità dall’Aula. In Lombardia i Vigili del Fuoco volontari sono circa 1600, dislocati in 56 distaccamenti, e affiancano l’attività dei 2700 Vigili del Fuoco permanenti  dislocati nei 39 distaccamenti effettivi.

“Oltre ai pochi fondi disponibili per i corsi di formazione, a cui la mozione chiede di porre rimedio – spiega Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd –, l’altro problema per i volontari è che in Lombardia, in seguito a una convenzione siglata tra il Dipartimento nazionale dei Vigili del Fuoco e la direzione Sanità dell’Ente Rete ferroviaria italiana-Gruppo Ferrovie dello Stato, l’unica struttura in cui tutti i volontari possono sottoporsi gratuitamente alle visite mediche periodiche è a Milano, con grande disagio per chi abita in altri comuni e con perdite di intere giornate di lavoro. Crediamo che chi presta volontariamente il proprio tempo per un compito per altro difficile e pericoloso – conclude l’esponente del Pd -, debba essere messo nella migliore condizione per farlo, soprattutto per quel che riguarda gli adempimenti a cui deve obbligatoriamente sottoporsi”.

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Infortuni sul lavoro: Il caso di Poste Italiane: il Governo intervenga per tutelare i portalettere

“Nella giornata di ieri il sottosegretario al Lavoro, l’on. Bellotti, ha risposto in commissione lavoro alla mia interrogazione n. 5-04468, relativa alla tutela dei portalettere dipendenti di Poste Italiane, vittime di infortuni sul lavoro. L’interrogazione è stata presentata anche in relazione al drammatico incidente stradale che nel marzo 2008 ha   visto la   morte, a Limido Comasco, del giovane portalettere comasco, Filippo Scavo”.

Questo l’annuncio della deputata democratica Chiara Braga che commenta: “Mi dichiaro insoddisfatta della risposta resa dal Governo; seppur tecnicamente molto dettagliata, al contempo è burocratica e non esauriente. Non viene a mio avviso, affrontata la questione della mancata assunzione di responsabilità da parte di Poste Italiane in ordine al mancato rispetto delle norme in materia di sicurezza per le attività svolte dai portalettere su motocicli e automezzi della società stessa”.

“Inoltre, – prosegue l’onorevole comasca – come ho già ribadito nell’atto di sindacato ispettivo, la tutela dell’INAIL per i lavoratori a tempo determinato di Poste italiane risulta essere ancora oggi del tutto inadeguata, soprattutto per quanto concerne gli incidenti avvenuti durante l’orario di lavoro che vengono considerati alla stregua di qualsiasi altro incidente stradale”.

“Mi auguro – conclude la Braga – che il Governo intervenga con urgenza su questo versante affinché, da un lato siano assicurate ai lavoratori in questione e alle loro famiglie – da tempo in attesa di adeguate risposte – le tutele loro spettanti di diritto e, dall’altro, vengano predisposte misure idonee a scongiurare il verificarsi di incidenti mortali in un conteso lavorativo di simile pericolosità”.

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Infortuni sul lavoro dei portalettere. Prima udienza in Tribunale a Como per la tragedia di Roberto Scavo

Si è tenuta stamane la prima udienza civile presso il Tribunale di Como di Roberto Scavo, un giovane portalettere di 21 anni assunto a tempo determinato da Poste Italiane, che ha perso la vita nel 2008 in un incidente stradale con il ciclomotore mentre prestava regolare servizio di consegna della posta.

Fuori dal Tribunale oggi, insieme ad altri gruppi organizzati, anche un piccolo presidio di Giovani Democratici e di rappresentanti del Pd comasco.

“Come Giovani Democratici – dichiara Guido Rovi, responsabile del Lavoro per i GD di Como – riteniamo fondamentale schierarci a favore delle vittime di una società che sta mettendo sempre più in secondo piano i lavoratori, anche quando ci si trova di fronte a tragedie come quella per cui siamo stati presenti oggi davanti al Tribunale. La nostra manifestazione di solidarietà alla famiglia – continua il giovane comasco – è totale e cogliamo l’occasione per ricordare come la politica del Governo spesso a maglie troppo larghe, lasci coni d’ombra dove la sicurezza viene a mancare. Si è parlato molto di sicurezza in questi anni, puntando il dito contro gli immigrati, dimenticando però che la priorità è invece quella di una sicurezza sul e del lavoro”.

“Gli infortuni sul lavoro dei portalettere – commenta la parlamentare comasca Chiara Braga che al riguardo ha recentemente presentato un’interrogazione in Commissione Lavoro pubblico e privato di cui si attende tuttora risposta – continuano ad essere ancora oggi un fenomeno di assoluta gravità. Basti pensare che, secondo stime sindacali, nel periodo gennaio–settembre 2010 nella sola regione Lombardia si sono verificati 1.200 infortuni di portalettere di cui circa 800, ovvero il 65%, avvenuti con l’uso del motomezzo, e che l’incidenza di questa tipologia di infortuni sul totale dei 5.600 portalettere lombardi risulta essere pari al 20%”.

“Se consideriamo l’elevato numero di infortuni e di contratti a tempo determinato per questo particolare settore lavorativo – prosegue la Braga – è chiaro che occorre intervenire per fornire adeguate tutele a tutti quei dipendenti di Poste Italiane che svolgono il proprio mestiere soprattutto su motocicli e automezzi, compresi i lavoratori con contratto determinato”.

“Ad oggi invece la tutela dell’Inail per i portalettere a tempo determinato risulta al quanto inadeguata. Molto spesso infatti gli incidenti stradali anche mortali che coinvolgono i postini provvisti di moto nell’esercizio dell’attività lavorativa vengono ingiustamente classificati come normali incidenti stradali e non come infortuni sul lavoro”.

“Purtroppo, – conclude la parlamentare comasca – anche nella provincia di Como si sono verificati casi di incidenti mortali di questo genere, l’ultimo dei quali, avvenuto nel 2008 e sottoposto proprio oggi all’esame del Tribunale, ha visto perdere la vita del giovane comasco Roberto Scavo”.

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