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Malattie rare, Braga e Guerra: “Sono 134 i nuovi codici di esenzione. On line la nuova guida”

ticket-sanitario“Da qualche giorno è disponibile sul sito www.osservatoriomalattierare.it la guida, aggiornata e ampliata, alle nuove malattie rare esenti, realizzata da Osservatorio Malattie Rare in collaborazione con Orphanet-Italia. La guida si propone come uno strumento di orientamento destinato ai pazienti, alle Ats e, più in generale, a quanti operano nel mondo sanitario, per facilitare l’accesso all’esenzione dalla quota di ticket sanitario e offrire alcune indicazioni per l’ottenimento di altri benefici, di natura economica e non, ai quali i malati rari possono accedere in base alla normativa vigente”. Lo dichiarano i deputati comaschi Chiara Braga e Mauro Guerra che precisano, altresì, come “questo aggiornamento e ampliamento della lista delle malattie rare esentate, atteso da tempo, segue l’entrata in vigore, avvenuta lo scorso 15 settembre, dopo 15 anni di attesa, dei nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea) definiti dal decreto del Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni lo scorso 12 gennaio 2017. I nuovi Lea hanno infatti aggiornato l’elenco delle malattie rare introducendo 134 nuovi codici di esenzione riferiti a un totale di 201 malattie, riorganizzato la nomenclatura e stabilito la logica dei gruppi di malattie”.
Il provvedimento recentemente in vigore, continuano i deputati comaschi, “riallinea l’Italia con quanto già avviene in alcuni altri Paesi europei e, soprattutto, permette al Sistema sanitario nazionale italiano di compiere un grande passo in avanti rispetto al passato nei confronti dei pazienti affetti dalle tipologie rare aggiornate in elenco. Malattie rare che purtroppo affliggono anche il territorio comasco. Sulla base dei dati rilasciati dalle ex Asl riferiti al 2015 si stima, infatti, che circa lo 0,39% della popolazione, circa duemila comaschi, sia colpito da queste forme rare di patologie”.
Secondo la rete Orphanet Italia nel nostro Paese i malati rari sono 2 milioni e il 70% sono bambini in età pediatrica. In base ai dati coordinati dal registro nazionale malattie rare dell’Istituto superiore di sanità, in Italia si stimano 20 casi di malattie rare ogni 10.000 abitanti e ogni anno sono circa 19.000 i nuovi casi segnalati dalle oltre 200 strutture sanitarie diffuse in tutta la penisola.
“Questo  non significa che ogni malattia rara avrà l’esenzione, ma rispetto al passato indubbiamente si sono compiuti progressi fondamentali – concludono Braga e Guerra –. La speranza è comunque che la ricerca, anche in questo delicato campo, non si arreda e soprattutto non trascuri le malattie rare evitando il più possibile che diventino ‘malattie orfane’”.

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Vaccini, Gaffuri: “Strada scelta da Regione macchinosa e burocratica e grava su genitori e scuole”

vaccini“La strada scelta da Regione Lombardia per applicare il decreto vaccini è macchinosa e burocratica, con un carico di lavoro che grava tutto su genitori e scuole”, è il commento di Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, dopo aver letto le dichiarazioni dell’assessore Gallera e il piano predisposto da Regione Lombardia per ottemperare al decreto vaccini.
“Ci chiediamo come una Regione che si racconta eccellente in campo sanitario, non voglia investire per fornire direttamente ai cittadini le certificazioni necessarie, così come fanno altre Regioni – continua Gaffuri –. Nelle sue dichiarazioni l’assessore sembra ammettere che non ci sia sicurezza dei dati già in possesso delle strutture. E d’altronde, come è emerso dalle audizioni di mesi fa in Commissione, la Lombardia non è dotata di una anagrafe vaccinale omogenea”.
Per il consigliere Pd “anche il percorso di segnalazione delle inadempienze rischia di impantanarsi nelle diverse competenze di Asst e Ats. Su questo fronte, ad esempio, la Liguria sarà da subito in grado di fissare un appuntamento vaccinale ai genitori interessati. E cito una Regione che pure ha fatto ricorso contro il decreto, ma si è comunque impegnata per rendere più semplice la sua applicazione”.

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Sanità, Gaffuri: “Tempi d’attesa fino a 25 volte più brevi se si prenota una visita intra moenia”

misuratore pressione medico visitaDieci giorni per fare una visita contro otto mesi, nella stessa struttura e con lo stesso medico: è la differenza che può passare tra una visita in regime di libera professione, pagando la prestazione per intero, e quella con il servizio sanitario nazionale, pagando il ticket. A rilevarlo è il Comitato dei Controlli di Regione Lombardia che nella relazione relativa al primo semestre del 2017 bacchetta l’amministrazione regionale sulle liste d’attesa in sanità.
Secondo le rilevazioni del Comitato, i tempi di attesa per le prestazioni in ‘intra moenia’ sono almeno dieci volte inferiori rispetto a quelli normali, ma in alcuni casi la differenza è addirittura di 25 volte. Troppo, secondo il Comitato, che chiede alla Regione di effettuare “un monitoraggio trimestrale sull’andamento delle liste d’attesa per prestazioni istituzionali ed in Alpi (libera professione) nonché delle azioni di intervento obbligatorio al fine dell’equilibrio dei tempi”. A tal fine l’organismo propone di inserire nei regolamenti aziendali anche la possibilità della sospensione delle prestazioni in libera professione, e di introdurre una valutazione dei direttori generali anche in base alle azioni in materia di libera professione e l’andamento delle liste d’attesa.
“Le liste d’attesa in sanità sono un problema molto serio a cui la Regione, in questi anni, non ha saputo porre rimedio, visto anche il fallimento dell’operazione ‘ambulatori aperti’ – commenta Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd –. Ora la Regione deve sgomberare il campo dal dubbio che la libera professione negli ospedali, anziché costituire un’opportunità in più per i cittadini, sia una causa dell’allungamento dei tempi di attesa. Purtroppo le considerazioni del Comitato non sembrano avere molto successo presso la Giunta Maroni, perché anche altre sollecitazioni non hanno avuto riscontro, come quella di unire le agende degli ospedali privati convenzionati a quelle delle strutture pubbliche per ridurre i tempi di attesa e per facilitare le prenotazioni da parte dei cittadini”.

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Vaccini, Braga e Guerra: “Ecco perché abbiamo approvato il nuovo decreto”

vaccino-influenzaIn questi mesi, sul tema dei vaccini, c’è stato un forte interesse dell’opinione pubblica. Purtroppo sono state diffuse anche molte notizie false, prive di qualunque fondamento scientifico, che hanno descritto i vaccini come pericolosi per la salute. “È bene, invece, ricordare a tutti che la vaccinazione è considerata una delle più rilevanti scoperte mediche fatte dall’uomo e tra i fattori che hanno permesso di raddoppiare negli ultimi cento anni l’aspettativa di vita nelle nazioni più ricche – tengono a sottolineare Chiara Braga e Mauro Guerra, deputati comaschi del Pd –. L’Oms stima che ogni minuto vengono salvate cinque vite, pari a 7.200 vite al giorno, grazie proprio alla somministrazione dei vaccini”.
Come parlamentari Braga e Guerra assicurano di essersi fatti “carico di esaminare con cura e con la dovuta attenzione le questioni legate al tema delle vaccinazioni, giungendo a compiere delle scelte e quindi ad approvare la legge di conversione del cosiddetto ‘decreto Vaccini’, affidandoci al rigore della scienza, recependo le indicazioni di tutta la comunità scientifica, nazionale e internazionale”.
Con questa legge, grazie alla quale vengono resi obbligatori e gratuiti 10 vaccini, mentre prima erano 4, “abbiamo voluto proteggere per prima cosa la salute pubblica, dei nostri figli e di tutta la collettività. Perché al contrario di un normale farmaco che tutela la salute del singolo, i vaccini oltre al singolo tutelano anche l’intera comunità e rappresentano una prevenzione di sanità pubblica”, concludono i due parlamentari.
Per saperne di più, il Dossier sul decreto Vaccini (Dl 73/2017) elaborato dall’Ufficio Documentazioni e studi dei Deputati Pd al link del Gruppo, dove si possno trovare gli interventi in Aula e i comunicati stampa più rilevanti riguardanti la materia.

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Sanità, Gaffuri (Pd): “Non riduciamo, ma investiamo sulle chirurgie degli ospedali di San Fermo e Menaggio

ospedale sant'anna comoSulla chiusura delle Unità complesse di Chirurgia dei presidi ospedalieri di San Fermo della Battaglia e di Menaggio, come previsto dalla direttiva sulle determinazioni delle linee guida regionali per l’adozione dei piani di organizzazione aziendale strategici, Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, ha appena depositato un’interrogazione.
Nell’atto chiede all’assessore regionale alla Sanità se non ritenga opportuno operare una deroga, favorendo, invece, interventi e investimenti che possano piuttosto promuovere la competitività e la capacità attrattiva verso le due strutture sanitarie pubbliche del territorio comasco.
“È sbagliato ridurre le chirurgie: così si va a compromettere la competitività e la capacità attrattiva degli ospedali e a impattare sulle liste d’attesa per gli interventi, creando disagi per l’utenza e incidendo negativamente sulla professionalità dei medici chirurghi”, commenta Gaffuri.

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Centro Prelievi Tavernerio, Gaffuri: “Maroni pensi alla sanità lombarda invece di inaugurare presidi già inaugurati”

sanitaIl Centro Prelievi di Tavernerio, situato dal 2007 all’interno del Poliambulatorio A.Rossini in Piazza Don Benzoni, non cambia né nome né mission, continua a restare un centro di analisi (per prelievi di sangue e pap test) e intanto viene spacciato sui mass media e nelle inaugurazioni ufficiali come “primo presidio sanitario territoriale”, o Presst. Da quando è scaduta la convenzione con Synlab San Nicolò infatti, il Centro Prelievi ha firmato la convenzione con il Sant’Anna di Como (partita il primo febbraio) e da allora è stata una campagna marketing continua, per trasformare il Centro Prelievi di Tavernerio in un Poliambulatorio a tutti gli effetti. Solo nel nome, naturalmente. Il 14 marzo le autorità regionali e locali sono state invitate a re-inaugurare il Poliambulatorio già inaugurato nel 2007. “Invitiamo Maroni a non andare a inaugurazioni farlocche in vista della prossima campagna elettorale, quanto piuttosto ad occuparsi di sanità lombarda, dato che, mai come ora, ce ne sarebbe bisogno” attacca il consigliere Pd Luca Gaffuri.

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Frontalieri, Gaffuri: “Grazie al Partito democratico non pagheranno i contributi sanitari”

frontalieri freccia“Malgrado Maroni, i frontalieri non saranno tenuti a pagare il contributo al servizio sanitario nazionale. Il partito democratico ha mantenuto l’impegno e domani la Regione Lombardia riceverà la circolare che attesta che niente è dovuto. Adesso Maroni si adoperi affinché vengano immediatamente rimborsati i frontalieri che hanno già versato”. Lo dichiara il consiglierete regionale del Pd Luca Gaffuri in merito alla circolare ministeriale, che verrà inviata domani alla Regione Lombardia, secondo la quale i frontalieri italiani occupati in Svizzera non saranno più costretti a pagare i contributi sanitari così come previsto, invece, dall’interpretazione amministrativa compiuta da alcune Asl della Regione Lombardia.   

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Sanità per frontalieri. Gaffuri: “Regione Lombardia non vuole la moratoria”

frontalieri freccia“Regione Lombardia teme il danno erariale e non ha il coraggio di prendere la decisione di bloccare con una moratoria le richieste di denaro ai lavoratori frontalieri per la sanità pubblica italiana”, è duro Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd e segretario della Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica, sulla posizione che la Giunta Maroni intende tenere in merito alla vicenda del pagamento del servizio sanitario regionale da parte dei frontalieri, appunto. Un atteggiamento sbagliato, per il Pd, dopo che questo pomeriggio si è tenuta la seduta congiunta con la Commissione Sanità e politiche sociali per discutere del tema alla presenza di Walter Bergamaschi, direttore generale della Sanità di Regione Lombardia. Continua a leggere

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Sanità per frontalieri, Gaffuri: “Ecco i numeri di chi ha pagato”

Pfrontalieri frecciaagamento del servizio sanitario nazionale da parte dei frontalieri: “Adesso sappiamo anche quanti sono stati coloro che hanno già dovuto pagare e quanto hanno sborsato – annunciano Luca Gaffuri e Alessandro Alfieri, consiglieri regionali del Pd –: nel 2015, all’Asl della provincia di Sondrio hanno pagato in 5 per un totale di 6.170,79 euro; nel 2016, alla data del 24 febbraio, in quella che è diventata, nel frattempo, dopo la riforma sanitaria, l’Ats della Montagna, hanno pagato altri 5 iscritti per un totale di 4.924.94 euro”. Per quanto riguarda, invece, l’Ats Insubria, alla data del 26 febbraio, “i frontalieri che avevano pagato ‘per il rinnovo dell’assistenza sanitaria’, così viene definitiva, sono stati 25, per un totale di 58.817,73 euro – aggiungono i consiglieri Pd –. E ancora oggi abbiamo notizie di qualche altra richiesta di pagamento che ci fa sospettare che il numero stia salendo e la cifra lieviterà ben oltre le 70mila euro già non dovute. Questo è il punto, secondo noi: nessuno avrebbe dovuto sborsare per avere un servizio di cui ha diritto, come ha chiarito il Governo in Aula alla Camera”. Continua a leggere

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Sanità. Gaffuri: “Oggi in aula 3 interrogazioni a risposta immediata per far chiarezza su costi, appalti e controlli”

sanitaQuest’oggi in Consiglio regionale il Pd presenterà 3 interrogazioni a risposta immediata per sapere se corrisponde al vero che sin dal 2013 il governatore Maroni ha affidato al consigliere regionale Fabio Rizzi la promozione di accordi di cooperazione sanitaria internazionale per conto di Regione Lombardia; quante sono state e quanto sono costate al servizio sanitario lombardo le prestazioni odontoiatriche erogate tramite dei service ad hoc o cooptando studi privati o associati nell’ambito del progetto dell’odontoiatria sociale; se sono già state recepite tutte le indicazioni del Comitato regionale per la trasparenza degli appalti e la sicurezza nei cantieri per garantire maggiore correttezza nell’assegnazione delle gare sanitarie, prima di procedere alla costituzione di un ennesimo organismo di controllo denominato ARAC. Continua a leggere

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