Archivi tag: ristorni

Ristorni, Guerra e Braga: “Comunicate dal Mef le somme dell’anno 2015 ai Comuni italiani di confine”

frontalieri freccia“In questi giorni il Ministero dell’Economia e delle finanze ha comunicato finalmente per tempo agli enti locali interessati l’ammontare dei ristorni, ovvero di quelle somme dovute dalla Svizzera a beneficio dei Comuni italiani di confine a titolo di compensazione finanziaria per l’imposizione operata dalla Confederazione elvetica sulle remunerazioni dei lavoratori frontalieri, relativamente all’anno 2015”. Lo annunciano i deputati comaschi Mauro Guerra, sindaco della Tremezzina, e Chiara Braga, da tempo impegnati in un dialogo interlocutorio con il Mef sul tema dei ristorni e, in generale, delle problematiche dei frontalieri.
“Numerose sono state le richieste ricevute in questi mesi da parte dei sindaci comaschi, con i quali ho peraltro condiviso e sottoscritto, in qualità di primo cittadino, un appello indirizzato al Ministero al riguardo, per intervenire affinché l’informativa delle somme dovute in favore dei Comuni di confine beneficiari venisse tempestivamente comunicata alle rispettive amministrazioni – spiega Guerra –. Istanza che, insieme alla collega Braga, ci siamo impegnati a portare alla giusta attenzione del Mef”.
I due deputati comaschi spiegano anche che “la tardiva comunicazione degli importi dei ristorni a disposizione di ciascun Comune (ricordiamo che la notizia di accreditamento dei ristorni per l’anno 2014 venne inviata a dicembre del 2016) crea infatti rilevanti problemi alla programmazione amministrativa dei Comuni di confine, che si vedono quindi impossibilitati a utilizzare queste somme, talvolta anche consistenti, preziose per i nostri territori, nel bilancio in corso, con l’ulteriore conseguenza di indicarle come avanzo e quindi congelarle fino all’approvazione del bilancio consuntivo ad aprile dell’anno successivo. Grazie al lavoro condiviso e all’opera di ascolto del Ministero, quest’anno siamo riusciti a evitare questo rischio”, concludono Guerra e Braga.

Pubblicato in Economia e lavoro, Notizie dal Parlamento, Territorio | Taggato , , , , , | Lascia un commento

Formigoni intervenga con Roma e Berna per sbloccare i ristorni

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità una mozione in cui si chiede il blocco dei ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri e di avviare una forma di cooperazione con la Svizzera in materia fiscale.

La mozione urgente, bipartisan, impegna il presidente Formigoni “ad attivarsi nei confronti del Presidente del Consiglio dei Ministri affinché addivenga, in un quadro europeo e in tempi rapidi, alla conclusione della trattativa con il Consiglio federale elvetico in merito alla cooperazione in materia fiscale e al conseguente sblocco dei ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri a favore dei Comuni interessati delle province di Como, Varese, e Sondrio”.

Inoltre, aggiunge Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd, “abbiamo chiesto a Formigoni di provvedere, nelle more di questa trattativa internazionale, ad anticipare, in tempi brevi, alle amministrazioni comunali gli importi dei ristorni monetari bloccati dall’autorità elvetica”.

La mozione aggiunge l’impegno a “intervenire nella competente sede giudiziaria per ottenere il rispetto da parte dell’autorità elvetica dell’accordo internazionale sottoscritto da Roma e Berna nel 1974 in questa materia e a chiedere il risarcimento o l’indennità pecuniaria a titolo di riparazione per il danno subito a causa della violazione della Convenzione di Vienna sul diritto dei Trattati, commessa dal Consiglio di Stato del Canton Ticino entro il termine utile del giugno 2012”.

Pubblicato in Economia e lavoro, Idee e politica | Taggato , , , , , , | Lascia un commento

Ristorni: Formigoni solleciti il Governo Monti

“Formigoni in Consiglio regionale quanto prima per aggiornare l’assemblea sui contatti con il Governo Monti sul tema dei ristorni. E nel giro di un paio di settimane via libera al tavolo con il Canton Ticino che svincolerà in un colpo solo 28 milioni di euro in tasse che vanno tornate ai Comuni di confine della Lombardia dove vivono gran parte dei frontalieri con la Svizzera. Un impegno che ha sollecitato Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd, oggi, giovedì 16 febbraio 2012, durante l’incontro a Lugano tra l’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale della Lombardia e l’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio della Repubblica e Canton Ticino. Si doveva parlare solo dell’importante nodo dei trasporti, ma Gaffuri ha colto l’occasione della presenza di Marco Borradori, consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento del territorio, che ha sempre seguito la partita, e posto il tema sul piatto.

E se Borradori ha ammesso di essere stato più ottimista qualche mese fa (il tavolo stava per essere istituito e “un minuto dopo”, parola del ministro ticinese, i soldi sarebbero stati svincolati, ma è cambiato il governo italiano), ha anche assicurato che non appena il presidente Monti ne avrà il tempo, il Canton Ticino è pronto al confronto. Complice, possibilmente, la Regione Lombardia che ha già fatto dei passi in questo senso.

Il presidente del Consiglio Boni, che guidava la delegazione lombarda, tirato per la giacchetta da Gaffuri e sollecitato da Borradori, ha preso l’impegno di chiamare in Aula il governatore Formigoni per capire a che punto è l’iter.

“Appoggiamo in toto la richiesta di Boni a Formigoni, naturalmente – commenta Gaffuri –. E chiediamo che, tempo qualche settimana, la situazione sia definitivamente sbloccata. I nostri Comuni sono in fase di bilancio e devono sapere se mettere o meno nelle poste il denaro che dovrebbe arrivare dalla Svizzera. Con il quale – aggiunge il capogruppo Pd – arriverebbe anche una boccata d’ossigeno per le casse comunali e dunque per i servizi ai cittadini”.

Pubblicato in Economia e lavoro, Idee e politica | Taggato , , , , | Lascia un commento

Risolviamo il problema dei ristorni dei frontalieri

“Un accordo dell’Italia con la Svizzera in materia fiscale, sull’esempio di quelli sottoscritti da Germania e Gran Bretagna, potrebbe aiutare a risolvere alcune delle numerose questioni ancora aperte tra il nostro Paese e la Confederazione Elvetica. In particolare penso al blocco di metà delle quote di ristorno che le autorità ticinesi hanno effettuato il 30 giugno scorso. Oltre 28 milioni di franchi svizzeri che, oggi più che mai, rappresentano un’autentica scialuppa di salvataggio per i conti pubblici di numerosi piccoli comuni di confine”. Così Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, commenta il passaggio dedicato quest’oggi dal Premier, Mario Monti, ai rapporti tra Svizzera e Italia nel corso della consueta conferenza stampa di fine anno del capo dell’esecutivo. Nel suo discorso Monti ha affermato che l’accorso sarebbe un’ipotesi in corso di analisi da parte del governo. “L’intesa con la Svizzera in materia di lotta all’evasione fiscale è un argomento che merita un serio approfondimento ed una nuova, nonché attenta, valutazione da parte del governo italiano – conclude Gaffuri -. Il Partito Democratico ha preso a cuore questo argomento a tutti i livelli in particolare con Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni Economiche del Gruppo del Pd alla Camera, che ha annunciato come i nostri deputati presenteranno una nuova interpellanza sull’argomento all’esecutivo subito dopo la conclusione della pausa per le festività”.

Pubblicato in Economia e lavoro, Idee e politica | Taggato , , , , | Lascia un commento

Frontalieri: nella revisione degli accordi italo-svizzeri non si decidano ristorni inferiori al 38,8%

«Confido che, dati i buoni rapporti storicamente consolidati tra Italia e Svizzera in sede di revisione degli accordi sui lavoratori frontalieri non venga presa in considerazione una quota di ristorno inferiore a quella attuale, pari al 38,8%, in quanto questo potrebbe avere effetti drammatici per le finanze di numerosi comuni di confine». Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale torna sulla revisione degli accordi relativi alla compensazione finanziaria da parte delle autorità Elvetiche a favore dei Comuni italiani di confine per le tasse pagate alla fonte sui compensi dei lavoratori frontalieri dopo la dichiarazione del Partito Popolare Democratico ticinese che, rivendicando la paternità della proposta fatta propria dal Gran Consiglio Ticinese di rinegoziare tale trattato auspica da un lato che le trattative siano avviate in tempi brevi e poi che si arrivi quanto prima ad abbassare e adeguare l’aliquota fissata al 38,8%. «La situazione è ben nota – ribadisce Gaffuri -: i comuni di confine, molto spesso piccoli centri, non hanno la possibilità di assicurarsi altre entrate visto che i propri cittadini lavorano all’estero. Confidiamo che il Governo elvetico, nel momento in cui si effettuerà la revisione di questi accordi non arrivi dunque a prendere in considerazione quote di ristorno inferiori a quella attuale accogliendo gli appelli lanciati in tal senso dai sindaci di tutto il comprensorio di confine negli ultimi mesi».

Pubblicato in Economia e lavoro, Notizie dalla Provincia | Taggato , , , , | Lascia un commento

Frontalieri: Regione Lombardia approva un ordine del giorno con le rivendicazioni dei 340 sindaci dei Comuni di frontiera

Un ordine del giorno che fa suoi i propositi manifestati dai 340 sindaci dei comuni italiani di frontiera, che si sono riuniti lunedì scorso a Varese, affinché non venga rimessa in discussione l’attuale percentuale dei ristorni delle tasse pagate dai lavoratori frontalieri e perché Roma possa ripristinare i buoni rapporti con Berna, firmato anche dai consiglieri del PD, Luca Gaffuri e Alessandro Alfieri, è stato approvato dal Consiglio Regionale. «L’obiettivo è chiaro – rileva Luca Gaffuri -: con l’approvazione del nostro ordine del giorno anche Regione Lombardia chiede al Governo di impegnarsi a rimuovere tutti gli ostacoli che in questo momento limitano il confronto positivo con la Svizzera ed allo stesso tempo, nelle ormai prossime trattative per la revisione dell’accordo relativo all’imposizione dei lavoratori frontalieri ed alla compensazione a favore dei Comuni italiani di confine, risalente al 1974, di mantenere l’attuale soglia del 38,8% quale percentuale minima di ristorno delle imposte. Questo perché il tempo è passato ma i problemi che i Comuni di frontiera devono affrontare sono sempre gli stessi con l’aggravante di una crescita esponenziale dei loro costi, situazione in questo periodo acuita dagli effetti della crisi economica. Auspichiamo, quindi, che il governo italiano dimostri sì una maggiore cordialità con la Svizzera ma anche una disponibilità a sedersi in maniera propositiva al tavolo delle trattative per il rinnovo di tali accordi».

Pubblicato in Economia e lavoro, Territorio | Taggato , , , , | Lascia un commento

In Ticino il blocco dei ristorni finisce in Tribunale

Il quotidiano on-line “Ticinonline.ch” questa mattina riporta la notizia secondo la quale il Tribunale cantonale dovrà occuparsi della decisione presa dal Consiglio di Stato di congelare la metà dei ristorni sulle imposte alla fonte dei frontalieri italiani, e capire se ci sia stato un reato di abuso d’autorità. Un reato emerso negli scorsi giorni dalle dichiarazioni dell’avvocato e professore universitario, Paolo Bernasconi, che in un’intervista aveva fatto notare che la decisione del Governo ticinese prefigurerebbe il reato di abuso d’autorità, punibile dal Codice penale svizzero. Alla Procura federale di Lugano è giunta una segnalazione da un privato cittadino, e gli inquirenti della Confederazione hanno chiesto al Ministero pubblico di occuparsi della questione.La decisione di congelare il 50% dei ristorni, ricordiamo, era stata persa per tre voti contro due: favorevoli i due ministri leghisti Marco Borradori e Norman Gobbi, nonché il popolare-democratico Paolo Beltraminelli, rientrato dalle vacanze appositamente per votare sul tema. Contrari invece Laura Sadis (Plr) e Manuele Bertoli (Ps).

Pubblicato in Economia e lavoro | Taggato , | Lascia un commento

IL blocco dei ristorni: un grave errore.

La campagna xenofoba che soffia ormai da troppo tempo si è concretizzata in un atto grave e con conseguenze imprevedibili: il blocco temporaneo del ristorno del 50% delle trattenute fiscali operato sui salari dei frontalieri che viene retrocesso ai Comuni delle fascia di confine italiana entro i 20 km.

Infatti se si doveva rivedere la politica del Ministro Tremonti, come ha chiesto l’odg recentemente adottato dal Parlamento italiano, con questa azione ora le si dà ragione e la si valorizza, perché…

I frontalieri italiani rappresentano una ricchezza per il PIL ticinese e non possono essere considerati, grazie a questa decisione offensiva, dei sottrattori di reddito.

Ci si domanda come valuterebbe la situazione, a parti invertite, la classe dirigente ticinese, che consideriamo ben capace di amministrare Comuni e Cantone.
Infatti i Comuni italiani coinvolti devono sostenere gli oneri infrastrutturali e sociali della popolazione indotta dal frontalierato con un ristorno di circa frs 1000 annui per lavoratore, che vengono pure congelati al 50%.
Si ricava tale cifra dividendo i 50 milioni erogati per i circa 50.000 frontalieri che giornalmente varcano la frontiera per lavoro.

Il PD ritiene che sul piano politico questo atto sia un autogol che rischia di fare degenerare la situazione provocando un clima di ritorsioni che danneggerebbero entrambe le parti, con pesanti ricadute sui lavoratori.

Il PD, memore dei buoni rapporti storicamente consolidati tra Italia e Svizzera, chiede di procedere ad un ripensamento sulla misura presa, con l’apertura di un tavolo negoziale e con l’istituzione di una commissione paritetica che riveda gli accordi italo-svizzeri ormai considerati in parte datati

Pubblicato in Economia e lavoro | Taggato , , , , | Lascia un commento

Ristorni dei frontalieri: intervenga anche la Regione

Il Governo ticinese era chiamato a scegliere se congelare o meno parzialmente il riversamento dei ristorni per i frontalieri al fine di fare pressione su Roma e in particolare sul ministro dell’economia italiano Giulio Tremonti. Alla fine ha prevalso la linea del congelamento parziale, del 50%, della quota destinata ai comuni di frontiera. La metà dei ristorni sarà quindi conservata in un conto corrente della Banca di Stato svizzera in attesa dell’apertura di un tavolo con il Governo italiano. La decisione è frutto di un accordo tra i due ministri leghisti, Marco Borradori e Norman Gobbi e l’esponente del PPD Paolo Beltraminelli, che hanno battuto il socialista Manuele Bertoli e la liberal-radicale Laura Sadis, favorevoli alla via del dialogo chiesta da Berna.

La decisione di Bellinzona di bloccare la metà dei ristorni ha pesanti ripercussioni per le casse di molti comuni delle province di Como, di Varese e del Verbano Cusio Ossola: verrebbero a mancare circa 20 milioni di euro, vitali per assicurare alle piccole realtà locali i servizi essenziali, quali trasporti pubblici e politiche sociali.

Molto preoccupato il Partito Democratico lombardo, che chiama in causa il Governo e la Regione.
“Il governo ticinese – dichiarano il capogruppo del PD in Regione Luca Gaffuri e il vicesegretario regionale Alessandro Alfieri – si è assunto la grave responsabilità di agire in contrasto con un accordo internazionale siglato tra Italia e Confederazione Elvetica nel 1974. Se si è arrivati a questo punto è perché il Governo ha a lungo sottovalutato il problema, e addirittura la Lega ha a più riprese dimostrato vicinanza e comunanza di valori con la Lega ticinese, principale responsabile della decisione di bloccare la metà dei ristorni. Il Governo italiano si deve ora muovere riattivando i canali diplomatici con Berna per chiedere il rispetto degli accordi e il ristabilimento di relazioni serene tra i due Paesi. È essenziale che sia garantita l’intera quota di ristorni ai comuni frontalieri, senza la quale le amministrazioni non possono chiudere i bilanci e garantire servizi essenziali ai loro cittadini. Parallelamente la Regione Lombardia, sulla scorta dei rapporti di amicizia e di collaborazione istituzionale deve mettere in campo tutte le azioni utili affinché si ricreino le condizioni positive idonee alla piena attuazione degli accordi in essere”. Il PD annuncia che già martedì in Consiglio regionale interrogherà la Giunta regionale sulla questione dei ristorni e dei rapporti italosvizzeri.

Pubblicato in Economia e lavoro | Taggato , , , , | Lascia un commento