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Nidi gratis, Gaffuri: “Strutture non possono fare da banca. Pagamenti siano più rapidi”

asilo-nido“Troppe strutture che lavorano con il sistema regionale si trovano, per inadempienze di Regione Lombardia, a fare ‘da banca’, aspettando di essere rimborsate e spesso andando in sofferenza”, così Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, ha detto, intervenendo in Aula, nell’ambito dell’interrogazione sulla misura ‘Nidi gratis 2017-2018’, presentata dai democratici per sapere quali siano le motivazioni per le quali i Comuni non hanno ancora potuto rendicontare la spesa a carico della misura in questione, ritardando così a loro volta l’erogazione dei fondi alle proprie strutture convenzionate.
L’incertezza e i ritardi della fase istruttoria stanno mettendo a rischio l’operatività delle strutture. L’assessore ha ricostruito le fasi di attuazione della delibera che ha introdotto la misura nel luglio del 2017, assicurando una sua sistematizzazione e un incremento di risorse in funzione del numero di aderenti crescenti.
“Abbiamo chiesto nello specifico quando avverranno i trasferimenti ai Comuni – aggiunge Gaffuri –. La mia impressione è che il sistema sia stato ingolfato in questi mesi e a farne le spese sono state purtroppo le strutture che ogni mese erogano il servizio avendo a proprio carico costi di personale, derrate e servizi vari”.

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Tangenziali Como e Varese, Gaffuri: “Si continuerà a pagare. Maroni ci prende in giro”

tangenziale como ritagliata“Maroni aveva promesso che dal 1 gennaio le tangenziali di Como e Varese sarebbero state gratuite, invece, l’assessore regionale alle Finanze Garavaglia ci ha detto che la società che sta per nascere, la ormai famosa Lombardia Mobilità, avrà come compito solo quello della manutenzione dei tratti di strada che le saranno conferiti. E Maroni non l’ha smentito. Quindi, abbiamo la conferma che non ci sono i finanziamenti per abbattere il pagamento del pedaggio”, lo annuncia Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, proponente degli emendamenti sul pedaggio in tangenziale nelle more del bilancio regionale appena approvato. Sulla questione sono intervenuti sia l’assessore Garavaglia, sia direttamente il presidente Maroni con un lungo intervento, in risposta al consigliere Gaffuri, in cui ha confermato che per ora si continuerà a pagare.
“Noi, con i nostri emendamenti, uno per Como e uno per Varese, avevamo chiesto che circa 2 milioni del bilancio regionale servissero a ripristinare già dal 1 gennaio, come aveva promesso Maroni, la gratuità della strada come avveniva all’inizio. Ma l’assessore ci ha risposto, appunto, che non era possibile modificare le condizioni economiche dell’opera e gli emendamenti sono stati bocciati”, spiega Gaffuri.
“Maroni chiarisca come stanno le cose e soprattutto ci dica se questa società serve solo per la manutenzione, perché allora sta prendendo in giro comaschi e varesini”, conclude il consigliere Pd.

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Como-Molteno-Lecco, Gaffuri: “Una linea con grandi potenzialità limitata dai continui disservizi”

757657-treno lomazzoIn Commissione Trasporti del consiglio regionale l’assessore si è presentato per rispondere a diverse interrogazioni sulla situazione di grande criticità di alcune direttrici lombarde. In particolare, in merito alla linea Como-Molteno-Lecco, il consigliere del Pd Luca Gaffuri aveva segnalato un peggioramento consistente della qualità del servizio a partire dal 12 giugno scorso, in concomitanza con il cambio di orario: nonostante la sostituzione di buona parte del materiale rotabile, questa linea ha raggiunto nei mesi estivi il record dei disservizi, soprattutto ritardi e continue soppressioni (tra l’11 e il 28 giugno ci sono state ben 26 soppressioni).
“I dati sono sotto gli occhi di tutti e parlano chiaro – commenta Gaffuri -: questa linea avrebbe molte potenzialità, ma i continui disservizi non favoriscono certamente la vita dei pendolari. Spero che con una maggiore attenzione da parte di Regione Lombardia, grazie all’introduzione di nuovi mezzi e anche grazie all’apertura dell’Arcisate-Stabio che consentirà una nuova pedemontana ferroviaria, si possa tornare a puntare su questa linea in termini di investimento”.

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Parchi, Gaffuri: “Finalmente la Brughiera briantea diventerà Parco regionale come chiede da 20 anni”

parco brughiera brianteaIl consigliere regionale Luca Gaffuri si è detto soddisfatto dell’approvazione, da parte della Giunta regionale, con delibera del 17 ottobre scorso (Dgr 7216), dell’avvio dell’iter del progetto di legge per l’ampliamento dei confini del Parco regionale delle Groane e per l’accorpamento del Plis della Brughiera Briantea. Si tratta di una storia lunga e articolata che ha visto diverse interruzioni e che è cominciata nel lontano 1997 su sollecitazione di alcuni Comuni e del Plis stesso.
Se la prima proposta di legge di iniziativa consiliare per l’istituzione del Parco della Brughiera è infatti del 2000, la seconda di cui Gaffuri è stato firmatario (il pdl 152/2006) non è mai arrivata in discussione, ma un ordine del giorno del 2009 approvato dal Consiglio regionale riportava di attualità la questione nell’VIII Consiliatura. Infine nel 2013, l’assessore regionale all’Ambiente esplicitava le difficoltà a sostenere l’istituzione di un nuovo parco regionale, ma manifestava contemporaneamente la disponibilità a favorire l’accorpamento delle aree oggetto della proposta ad un parco regionale già esistente.
“Proposto da anni dal Pd, seguito con ardore dal Comitato promotore e da alcuni Comuni del territorio comasco e monzese, il territorio della Brughiera Briantea aspetta da 20 anni questo momento – afferma Gaffuri –. Un primo passo è stato fatto, siamo certi che questa nuova decisione potrà garantire maggiori tutele e valorizzare al meglio le aree interessate, come del resto i 13 Comuni adiacenti chiedono da anni. Ora è importante che l’ampliamento arrivi a termine entro fine della legislatura”.

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Tangenziale, Gaffuri: “Nessun segnale di vita. Vedremo il primo gennaio”

tangenziale como ritagliata“Nessun segnale di vita” è il virgolettato con cui Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, commenta sul giornale La Provincia di Como di martedì 17 ottobre gli impegni presi con i comaschi a proposito della tangenziale. Il consigliere dice di non aver registrato passi in avanti sull’argomento tangenziale di Como e sull’abolizione del pedaggio prevista dal 1 gennaio prossimo.
“No, non ci sono aggiornamenti. Questo però è un obiettivo fondamentale per Como e tutta la provincia. Da anni lo stiamo perseguendo, dimostrando che la scelta di portare a pagamento il primo lotto della tangenziale non va bene. Dobbiamo eliminare il pedaggio, rendere gratis la strada – dice ancora Gaffuri –. I numeri degli utenti che a oggi utilizzano il tratto autostradale sono ancora irrisori, il peso dell’opera è stato sorretto dal pubblico, i  benefici per cittadini e territorio tardano a vedersi”.
Gaffuri conclude dicendo che “ci aspettiamo che Roberto Maroni sia di parola e che dal primo gennaio del 2018 la tangenziale sia effettivamente gratuita così come ha promesso a più riprese. Per ora, in questi mesi, ancora non abbiamo visto una foglia muoversi. Immagino non sia affatto facile, ma ci contiamo perché per il nostro territorio è una questione troppo importante”.

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Fiume Mera, Gaffuri: “Per i detriti la Regione si attivi al più presto”

Frana“Lo strato di fango e di altri materiali che galleggiano sulla superficie del fiume Mera può rappresentare un pericolo ambientale, sia per la qualità e l’inquinamento delle acque e lo stato delle sponde, sia per la fauna lacustre, in particolare ittica”. È molto preoccupato Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, che interviene sulla situazione del fiume Mera invaso dai detriti in seguito alla vasta frana del mese di agosto, verificatasi nella parte grigionese della Val Bregaglia: una coltre di detriti e limo che, scesa a valle, minaccia di riversarsi anche nel Lario. 
Gli allarmi, da parte di chi svolge la sua attività sul fiume, sono stati già lanciati e per Gaffuri “è opportuno che Regione Lombardia faccia celermente il punto insieme alle province di Como e Sondrio, coinvolgendo anche il Canton Grigioni, per quanto riguarda le conseguenze sul nostro territorio del disastro che è avvenuto più a monte, al di là del confine con la Svizzera”.
In particolare, aggiunge il consigliere, “è importante attivarsi, come peraltro hanno già iniziato a fare i privati a Novate Mezzola e altrove, per la pulizia e lo smaltimento dei detriti presenti, anche per evitare che il problema si estenda al lago di Como. Inoltre, visto che la situazione del Pizzo Cengalo in Val Bregaglia non è stabilizzata e quando c’è maltempo si registrano ancora scariche di materiale verso valle, occorrerà individuare soluzioni per intercettare i detriti e prevenire che essi si accumulino peggiorando una situazione già adesso delicata”.

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Vaccini, Gaffuri: “Strada scelta da Regione macchinosa e burocratica e grava su genitori e scuole”

vaccini“La strada scelta da Regione Lombardia per applicare il decreto vaccini è macchinosa e burocratica, con un carico di lavoro che grava tutto su genitori e scuole”, è il commento di Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, dopo aver letto le dichiarazioni dell’assessore Gallera e il piano predisposto da Regione Lombardia per ottemperare al decreto vaccini.
“Ci chiediamo come una Regione che si racconta eccellente in campo sanitario, non voglia investire per fornire direttamente ai cittadini le certificazioni necessarie, così come fanno altre Regioni – continua Gaffuri –. Nelle sue dichiarazioni l’assessore sembra ammettere che non ci sia sicurezza dei dati già in possesso delle strutture. E d’altronde, come è emerso dalle audizioni di mesi fa in Commissione, la Lombardia non è dotata di una anagrafe vaccinale omogenea”.
Per il consigliere Pd “anche il percorso di segnalazione delle inadempienze rischia di impantanarsi nelle diverse competenze di Asst e Ats. Su questo fronte, ad esempio, la Liguria sarà da subito in grado di fissare un appuntamento vaccinale ai genitori interessati. E cito una Regione che pure ha fatto ricorso contro il decreto, ma si è comunque impegnata per rendere più semplice la sua applicazione”.

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Iva, Gaffuri: “Grazie a un nostro ordine del giorno, sostegno alle cooperative sociali”

sociale“È ora che la Giunta getti la maschera e dica davvero se vuole farsi carico dei problemi delle cooperative sociali colpite dall’aumento dell’Iva dal 4 al 5%”, lo dice Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, che, con i colleghi, ha visto approvare, nel recente bilancio, un ordine del giorno che, almeno in linea di principio, va incontro alle esigenze delle cooperative sociali che tanta utilità pubblica ricoprono in Lombardia. Un risultato che lascia Gaffuri “parzialmente soddisfatto perché vorrei ora vedere degli atti concreti subito”.
L’atto di indirizzo chiede che l’aggravio di costi che, con la Legge di Stabilità 2016, si è venuto a creare per le cooperative sociali, rispetto ad altri soggetti erogatori, sia in qualche modo compensato, individuando nell’ambito degli stanziamenti di bilancio 2017/2019 nuove risorse e verificando la possibilità di ridefinire il corrispettivo contrattuale per la gestione dei servizi sociosanitari accreditati al netto dell’Iva.
“Le cooperative sociali contribuiscono in modo determinante al buon funzionamento dei servizi sociosanitari di questa Regione, perché in grado di garantire presenza e prestazioni – ricorda Gaffuri –. In particolare, nel settore del welfare sono un milione le persone assistite dalla cooperazione sociale e oltre il 50% dei servizi alla disabilità. Per questo non possiamo permetterci di buttare via questo capitale, ma dobbiamo in ogni modo sostenerlo”.
L’ordine del giorno approvato rimanda però alle conclusioni del gruppo di lavoro insediato in seno alla Commissione Bilancio, di cui Gaffuri fa parte. La questione è dunque rimandata a dopo la pausa estiva “con l’auspicio che i tecnici della Giunta dimostrino una maggiore flessibilità rispetto a quanto è avvenuto finora”, sottolinea il consigliere.

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Treni, Gaffuri: “La Regione approva l’aumento di biglietti e abbonamenti, ma solo dopo le elezioni”

757657-treno lomazzoRegione Lombardia ha deciso l’aumento di biglietti e abbonamenti ferroviari che scatteranno però l’anno prossimo, dopo le elezioni regionali. L’aumento, contenuto in una delibera di Giunta, determina, dopo due anni di stop, la ridefinizione con un rialzo complessivo dello 0,93% per l’anno 2017, che viene però posticipato al 2018, quando verrà sommato alla quota prevista per l’anno in corso. Da notare che l’aumento 2017, che è calcolato ogni anno ad aprile e si basa sull’indice di inflazione, sarebbe stato dell’1,73%. È sceso a 0,93% perché tiene conto degli anni 2015 e 2016 in cui, a rigor di calcolo, la Regione avrebbe dovuto applicare delle riduzioni, che invece non ha applicato. L’anno prossimo, quindi, l’aumento sarà ragionevolmente almeno il doppio o anche il triplo di quello consueto.
“Maroni e l’assessore ai Trasporti Sorte con i pendolari fanno i furbetti –commenta Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd –. Annunciano in pompa magna investimenti miliardari sui treni fra 10 anni, ma nascondono la delibera con cui aumentano le tariffe dei pendolari lombardi, guarda un po’, subito dopo le elezioni regionali. Ma chi pensano di prendere in giro?”.

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Sanità, Gaffuri: “Tempi d’attesa fino a 25 volte più brevi se si prenota una visita intra moenia”

misuratore pressione medico visitaDieci giorni per fare una visita contro otto mesi, nella stessa struttura e con lo stesso medico: è la differenza che può passare tra una visita in regime di libera professione, pagando la prestazione per intero, e quella con il servizio sanitario nazionale, pagando il ticket. A rilevarlo è il Comitato dei Controlli di Regione Lombardia che nella relazione relativa al primo semestre del 2017 bacchetta l’amministrazione regionale sulle liste d’attesa in sanità.
Secondo le rilevazioni del Comitato, i tempi di attesa per le prestazioni in ‘intra moenia’ sono almeno dieci volte inferiori rispetto a quelli normali, ma in alcuni casi la differenza è addirittura di 25 volte. Troppo, secondo il Comitato, che chiede alla Regione di effettuare “un monitoraggio trimestrale sull’andamento delle liste d’attesa per prestazioni istituzionali ed in Alpi (libera professione) nonché delle azioni di intervento obbligatorio al fine dell’equilibrio dei tempi”. A tal fine l’organismo propone di inserire nei regolamenti aziendali anche la possibilità della sospensione delle prestazioni in libera professione, e di introdurre una valutazione dei direttori generali anche in base alle azioni in materia di libera professione e l’andamento delle liste d’attesa.
“Le liste d’attesa in sanità sono un problema molto serio a cui la Regione, in questi anni, non ha saputo porre rimedio, visto anche il fallimento dell’operazione ‘ambulatori aperti’ – commenta Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd –. Ora la Regione deve sgomberare il campo dal dubbio che la libera professione negli ospedali, anziché costituire un’opportunità in più per i cittadini, sia una causa dell’allungamento dei tempi di attesa. Purtroppo le considerazioni del Comitato non sembrano avere molto successo presso la Giunta Maroni, perché anche altre sollecitazioni non hanno avuto riscontro, come quella di unire le agende degli ospedali privati convenzionati a quelle delle strutture pubbliche per ridurre i tempi di attesa e per facilitare le prenotazioni da parte dei cittadini”.

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