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La Provincia si oppone alla Varese – Como – Lecco

Al Consiglio provinciale di mercoledì 27 luglio,passa la mozione presentata dalle opposizioni  in  ordine al completamento dei sistemi tangenziali di Como e Varese.

Con il voto favorevole delle opposizioni e di Autonomia Comasca, con l’astensione del PDL e la mancata partecipazione al voto della Lega Nord, passa la mozione presentata dalle opposizioni sulle grandi opere viabilistiche.

L’approvazione della mozione impegna il Presidente Carioni e la sua Giunta a contrastare la realizzazione della Varese- Como- Lecco secondo le decisioni già espresse dal Consiglio Provinciale stesso e rimaste inascoltate dalla Regione. La delibera, poi, vincola la Provincia a costituire un tavolo inter-istituzionale di coordinamento tra i comuni interessati dall’opera per attivare iniziative di opposizione all’opera.

Rosangela Arrighi, consigliere provinciale PD, commenta: “Grande soddisfazione per l’approvazione della mozione, anche se avrebbe dovuto essere votata da tutto il Consiglio: la battaglia condotta dall’opposizione perché la Provincia tenga fede agli impegni presi è vinta. E’ inconcepibile l’incredibile forzatura assunta dalla Regione Lombardia che persevera, nonostante l’opinione contraria del territorio che dovrebbe rappresentare, nel dar corso all’iter procedurale per la realizzazione della Varese- Com- Lecco. Siamo anche felici – conclude la consigliera – che la Provincia abbia ripreso un po’ di quella dignità istituzionale da lungo tempo smarrita. Ora la Provincia si impegni al massimo per pretendere la realizzazione del secondo lotto della tangenziale di Como, come sta negli impegni assunti da Pedemontana.”

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L’assessore Cattaneo eviti gli insulti gratuiti e tenga fede agli impegni presi

In occasione dell’inaugurazione del nuovo svincolo di Lainate, l’assessore regionale Cattaneo esprime un giudizio sul secondo lotto della tangenziale e apostrofa i comaschi tutti chiamandoli “gnucchi, cocciuti e ottusi” per essersi ostinati a presentare un progetto troppo costoso.

Maria Rita Livio, consigliere provinciale, commenta: “L’assessore Cattaneo pare ce l’abbia con tutti: con i suoi, con il ministro, con l’opposizione, con gli svizzeri… vorrei ricordare all’assessore che lui non è il deus ex machina del mondo intero e non gli spetta il titolo di infallibile. Di certo non può permettersi di offendere tout court un’intera provincia e tutti i suoi cittadini. Mi auguro che il presidente Carinoi, risvegliandosi dal torpore ormai abituale, Faccia valere le ragioni del territorio che è chiamato a rappresentare”

Rosangela Arrighi, consigliere provinciale, dichiara :”Sono dichiarazioni non degne di un rappresentate istituzionale a livello regionale. sommessamente ricordiamo all’assessore che il progetto della Pedemontana – da Orio al Seri al valico del Gaggiolo-comprendeva il primo e il secondo lotto della tangenziale così come  era stato approvato, con tanto di piano finanziario allegato, anche dal CIPE. Anzichè insultare le istituzioni e i cittadini che dovrebbe rappresentare, eviti di buttare via soldi per l’autostrada Varese- Como- Lecco che il consiglio provinciale di Como all’unanimità ha bocciato e tenga fede agli impegni presi. Stiamo ancora incredibilmente in attesa della documentazione che attesti il sorprendente aumento del costo del secondo lotto”.

L’on.Chiara Braga aggiunge: “L’atteggiamento di arroganza mostrato dall’assessore regionale Cattaneo, soprattutto nei confronti dei comaschi, ha superato il segno, diventando fastidioso e insopportabile. Nel merito della questione, rispetto al raddoppio dei costi del secondo lotto della tangenziale attendiamo ancora di capire quali sono le motivazioni, dal momento che il lago di Montorfano, le cui difficoltà tecniche di attraversamento sembrerebbero la causa reale dell’aumento spropositato del costo dell’opera, non è certo spuntato fuori all’improvviso. Se davvero Cattaneo conosce le motivazioni ed è così certo delle sue spiegazioni – conclude la deputata – ribadiamo l’invito, già per altro presentato nell’ambito della Commissione territorio della Provincia, a venire a spiegarcele al più presto, insieme ai progettisti di Pedemontana. Magari le capiranno anche gli gnucchi, cocciuti e ottusi comaschi”.

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Acque del lago: un obiettivo ancora da mettere a fuoco

Si è svolto oggi a Villa Gallia il convegno promosso dai parlamentari lariani sulla delicata questione della gestione delle acque del lago. Tra gli interventi era previsto il ministro Prestigiacomo e il presidente del Consorzio dell’Adda, che però non si sono presentati.

“L’incontro poteva essere un’occasione per fare il punto rispetto alla regolazione delle acque del nostro lago con tutti gli attori istituzionali competenti – commenta Rosangela Arrighi, consigliere provinciale PD -: in realtà, oltre alla solita passerella di giacchette verdi che sembra si siano rese conto solo oggi di una grave criticità che interessa il nostro territorio, il lavoro è ancora tutto da fare. Ora è fondamentale che la Provincia di Como faccia valere il proprio potere politico e istituzionale sui tavoli regionali, anche il relazione alla ridefinizione delle concessioni per lo sfruttamento delle acque del lago che è ad oggi in rinnovo. Una chiara ripartizione territoriale dei benefici economici è un punto fondamentale, anche se non esclusivo, di una nuova politica di gestione del Lago”.

“L’assenza del ministro Prestigiacomo – rincara l’on. Chiara Braga – non ha permesso di cogliere la posizione e l’impegno del Governo rispetto ad una eventuale modifica della composizione del Consorzio dell’Adda che garantisca la rappresentanza degli interessi territoriali. Oltre a quella del ministro, altre assenze pesanti sono state quelle della provincia di Lecco mentre era invece presente il sindaco di Lecco, Virginio Brivio (PD) e del comune di Como che pure avrebbe avuto interesse a partecipare viste le implicazioni che il progetto delle paratie hanno sul tema della regolazione lacuale. In ogni caso – prosegue la deputata – prendiamo per valido l’impegno strappato al presidente della provincia di Como di istituire un tavolo di confronto permanente inter-istituzionale su questi temi; mi auguro che il territorio possa presto costruire una posizione condivisa che si traduca in azioni concrete a livello sia regionale che parlamentare per dare risposte alle legittime aspettative dei comuni rivieraschi, che tenga conto non solo degli aspetti economici, ma anche di quelli ambientali e di quelli relativi alla valorizzazione e ad un governo integrato di una risorsa fondamentale qual’è l’acqua del nostro lago”.

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Il capolavoro della Provincia: invece di difendere il secondo lotto apre la strada alla Varese-Como-Lecco

La Provincia di Como sulla tangenziale di Como ha confezionato un vero e proprio capolavoro: nell’ultimo Collegio di Vigilanza ha fatto marcia indietro sull’impugnativa dell’Accordo di Programma sulla Pedemontana, rispetto alla realizzazione del 2^lotto della tangenziale di Como, avvallando di fatto la forzatura regionale sulla Varese-Como-Lecco”. Lo dichiara la deputata comasca del Pd, Chiara Braga.

“L’ambiguità dell’atteggiamento del Presidente Carioni – continua la Braga – ci sta portando in un vicolo cieco: invece di pretendere da Pedemontana il rispetto integrale dell’Accordo di Programma che prevede la realizzazione completa del sistema tangenziale di Como, la Provincia di Como si è “accontentata” della fumosa previsione di una soluzione alternativa per il secondo lotto all’interno dello studio di fattibilità dell’autostrada Varese-Como-Lecco, opera su cui il Consiglio Provinciale si è già espresso formalmente e all’unanimità in senso contrario”.

“Arrivati a questo punto la posizione emersa ieri in Commissione Territorio è importante, ma non basta. Pretendere dalla Regione chiarezza su tracciato e tempi del secondo lotto della tangenziale di Como, prima di aprire formalmente uno scontro istituzionale per vie legali con la Regione, è giusto, ma mi domando
cosa ci possiamo ancora aspettare da una Giunta e una maggioranza politica Lega e PDL, identica a quella che governa in Regione e nel Paese, che ha dimostrato in tutti questi anni di non saper in alcun
modo far valere sui tavoli istituzionali le ragioni del nostro territorio”.

“Nell’interesse della nostra provincia – conclude la parlamentare comasca – sarebbe bene che Carioni si facesse subito da parte; ci eviterebbe nuovi imbarazzanti scivoloni ed in attesa di nuove elezioni un Commissario farebbe certamente meglio, portando a casa qualche risultato concreto per le infrastrutture della nostra Provincia”.

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A che gioco gioca Carioni?

“Le notizie apparse sulla stampa nei giorni scorsi, relative allo svolgimento dell’ultima seduta del Collegio di Vigilanza, impongono un immediato chiarimento rispetto al comportamento della Provincia di Como, rappresentata ai massimi livelli da Presidente ed Assessore, su temi fondamentali per il nostro territorio: secondo lotto Tangenziale di Como e Autostrada Varese – Como – Lecco. La rovinosa marcia indietro sull’attivazione della procedura prevista dall’articolo 19 dell’Accordo di Programma sulla Pedemontana, rispetto alla quale Carioni aveva ricevuto un mandato chiaro da Commissione, Consiglio e persino dalla sua Giunta Provinciale, ha dell’incredibile. E le precisazioni a posteriori dell’Assessore alla Grande Viabilità, pure presente alla seduta del Collegio di Vigilanza, non bastano certo liquidare la questione. Per questo ho chiesto formalmente al Presidente della Commissione Territorio di invitare il Presidente Carioni e l’assessore Mina a partecipare alla prossima seduta della Commissione, già convocata per lunedì 18 luglio prossimo, per spiegarci come sono andate le cose e le motivazioni di questo inaccettabile dietro-front”. Queste in sintesi le richieste  dell’on. Chiara Braga, componente della Commissione Territorio in Provincia sulla vicenda del secondo lotto della tangenziale di Como.

“Ricordo – continua la deputata Pd – che come gruppi di opposizione abbiamo già presentato una mozione, che verrà discussa nel prossimo Consiglio Provinciale, in merito alla forzatura regionale di finanziare uno studio di fattibilità sull’ipotesi autostradale Varese – Como – Lecco, opera su cui le Amministrazioni locali e la stessa Provincia hanno manifestato la loro contrarietà”.

“Ancora una volta gli amministratori della Provincia di Como hanno dimostrato tutta la loro debolezza istituzionale, venendo meno ad impegni formalmente assunti su un tema strategico per la nostra provincia, qual è quello infrastrutturale. Mi domando a cosa servono tutti gli appelli al “lavoro di squadra” e all’“unitarietà di intenti” se poi, chi ha la responsabilità di portare avanti decisioni assunte addirittura    all’unanimità non ne è all’altezza, come dimostra quest’ultimo episodio”.

“Attendiamo ancora di avere copia dell’ultimo verbale della seduta del Collegio di Vigilanza, - conclude la Braga - nel quale, ci risulta, si discuteva anche dello svincolo della Pedemontana a Turate, tema certamente caro al Presidente Carioni. Evidentemente più del 2° lotto della Tangenziale di Como.”

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Crisi in Provincia: le parole di Carioni sono sconcertanti

Il commento di Chiara Braga all’intervista a Leonardo Carioni apparsa ieri sul quotidiano La Provincia.

“L’intervista di oggi alla Provincia di Carioni è a dir poco sconcertante. Anche se siamo ormai abituati ad assistere a sceneggiate simili in Consiglio Provinciale, non saprei come altro definire le parole di un Presidente della Provincia che si trincera dietro silenzi, “non saprei” e ”preferisco non rispondere”, dimostrando un disprezzo totale per il ruolo istituzionale che è chiamato a ricoprire”. Così il commento della parlamentare democratica comasca Chiara Braga in merito all’intervista pubblicata oggi dal presidente della Provincia di Como, Roberto Carioni.

“A distanza di solo pochi giorni dalle dichiarazioni sullo stato di salute della maggioranza di Lega e Pdl in Consiglio Provinciale – prosegue la deputata comasca – lascia senza parole il rimpallo di responsabilità e gli attacchi alle altre forze di maggioranza, in particolare al Pdl locale e all’assessore regionale Cattaneo sul destino delle infrastrutture della nostra Provincia. E’ questa l’unità e la compattezza con cui pensano di finire il mandato? Al contrario, è l’ennesima dimostrazione che quello che interessa a Carioni e alla sua residua maggioranza è semplicemente restare bene attaccati alle loro poltrone (alcune, per lo stesso Carioni, molto remunerative) e poco importa se, come lui stesso dichiara, le sconsiderate decisioni assunte negli ultimi giorni si traducono in una totale paralisi dell’attività amministrativa della Provincia, anche in materie importanti come quella del turismo e degli enti locali”.

“Abbiamo capito da tempo – conclude la consigliera provinciale del Pd – che Carioni non è che una “pedina” manovrata dai partiti centralisti che, come lui stesso dichiara “gli hanno ordinato il rimpasto”,  ma quel che ci preoccupa è il continuo degrado di un’istituzione provinciale che dovrebbe avere a cuore solo gli interessi dei comaschi. Il fallimento di questa Amministrazione è ormai evidente; è ora di aprire una fase nuova, mettendo al centro le aspettative ed il futuro del territorio comasco”.

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Varese – Como – Lecco: la Provincia si opponga alle forzature di Regione Lombardia

Nella prossima seduta del Consiglio Provinciale si discuterà la mozione presentata dai gruppi di opposizione sul tracciato autostradale Varese -Como – Lecco, che impegna la Provincia ad opporsi alle incredibili forzature assunte da Regione Lombardia.

La Regione ha infatti approvato una convenzione con Infrastrutture Lombarde SPA per dare il via allo studio di fattibilità della nuova autostrada, primo passo verso la realizzazione dell’opera. La decisione assunta dalla Giunta regionale ha, di fatto, ignorato le prese di posizione formalmente assunte dalla stessa Provincia di Como e da numerose Amministrazioni locali, e le forti criticità avanzate anche da associazioni e gruppi di cittadini che si sono mobilitati per la salvaguardia del territorio.

“Rispettiamo le esigenze espresse dalle forze economiche del territorio, che pongono con forza il tema della viabilità e dei collegamenti infrastrutturali, ma le risposte possono e devono essere altre.” dichiara l’on. Chiara Braga “Su quest’opera la Provincia, all’unanimità, ha espresso il proprio dissenso con una delibera di Consiglio Provinciale dello scorso luglio e ha annunciato di voler stralciare il tracciato dal proprio PTCP, chiedendo contestualmente la modifica al Piano Territoriale Regionale. Con questa mozione chiediamo che la Provincia dimostri coerenza e svolga il suo ruolo, a supporto delle Amministrazioni locali. Su temi così rilevanti il territorio ha bisogno di una maggioranza che sia  in grado di governare, non costretta a subire le inaccettabili forzature regionali che vengono peraltro dalla stessa compagine politica di centrodestra. È questa la realizzazione del tanto sbandierato “padroni a casa nostra”?”.

La mozione invita la Provincia a costituire un tavolo inter-istituzionale di coordinamento tra i Comuni interessati, i rappresentanti dei Comitati e delle Associazioni a difesa del territorio al fine di attivare iniziative di opposizione all’incredibile forzatura assunta dalla Regione Lombardia che persevera, nonostante l’opposizione del territorio che dovrebbe rappresentare, nel dar corso all’iter procedurale per la realizzazione dell’autostrada Varese-Como-Lecco.

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