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Erogazioni per compensazioni ambientali: Como, una Provincia assente

Diciotto milioni di euro congelati nei forzieri di Villa Saporiti. Diciotto milioni che, in parte,  aspettano anche da due anni di essere destinati a interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico, ma anche per il recupero ambientale. Sono soldi erogati per quelle che, in  termine tecnico, si chiamano «compensazioni ambientali». Continua a leggere

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Riforma delle Province: il Consiglio dei Ministri conferma Como capoluogo con Varese e Lecco

«Un risultato ottenuto grazie al prezioso lavoro di squadra svolto in questi mesi». L’On. Chiara Braga e il consigliere regionale Luca Gaffuri intervengono sulla decisione del Consiglio dei Ministri che quest’oggi ha confermato le indiscrezioni circolate nella giornata di ieri sul futuro riassetto amministrativo del territorio lariano nella cosiddetta riforma delle circoscrizioni provinciali. Como torna all’antico nel senso che i territori di Varese e Lecco confluiscono in un’unica realtà amministrativa dove il centro lariano conserva il ruolo di capoluogo. «Una situazione positiva che rende giustizia del prezioso lavoro comune svolto in quest’ultimo periodo – rileva l’On. Chiara Braga -. Proprio ieri il Ministro Patroni Griffi, presente in aula per l’esame del provvedimento anticorruzione, mi ha confermato in un breve colloquio la scelta che oggi è stata divulgata dal Consiglio dei Ministri. Una decisione coerente con le ragioni sostenute dal territorio comasco, di cui il Ministro ha apprezzato la compattezza e la serietà. Credo che l’esame parlamentare non sarà esente da tentativi di inserire nuove deroghe o modifiche a quanto sancito dal Governo ma penso che la soluzione di un accorpamento di Monza nella città metropolitana di Milano sia una soluzione fondata e largamente condivisibile .Sicuramente su questo risultato positivo hanno inciso anche i numerosi contatti istituzionali avuti in queste settimane con gli uffici del Ministro, riportati anche dalla stampa locale, che hanno permesso di recuperare le gravi mancanze di Regione Lombardia». «Credo che al pronunciamento di oggi del Consiglio dei Ministri si debba rendere merito al grande lavoro di tessitura svolto dal Sindaco di Como, Mario Lucini; dal presidente della Camera di Commercio, Paolo de Santis, ed al coordinatore del Tavolo della Competitività, Mauro Frangi – è il pensiero del consigliere regionale, Luca Gaffuri -. Loro, con la collaborazione anche di altri attori, hanno saputo realizzare una proposta più che valida sottoposta al CAL e poi approdata al tavolo del Ministro. Un esempio di come, quando un territorio è unito e lavora in modo coeso, può raggiungere risultati positivi». «Certamente un segnale di discontinuità rispetto a quanto abbiamo conosciuto in questi ultimi anni» chiosa l’On. Braga.

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Sì alla Provincia Pedemontana, sconcertante l’atteggiamento di Carioni

«Dal Tavolo della competitività è emersa un’opinione univoca e condivisa affinché, nel futuro riassetto delle province lombarde, i territori di Como, Varese e Lecco siano riuniti in una sola amministrazione. Per questo ci sentiamo di affermare la nostra assoluto contrarietà all’iniziativa di Leonardo Carioni, che imitando la presa di posizione della Provincia di Varese, intende riaffermare l’assoluta estraneità a fusioni territoriali di sorta della Provincia di Como davanti ad UPL e CAL. Anzi, chiediamo con forza le dimissioni di Leonardo Carioni quale Commissario Straordinario della Provincia di Como in quanto la sua è stata una chiara iniziativa politica presa senza tenere in alcuna considerazione le rappresentanze del territorio. Un fatto molto grave». Così l’On. Chiara Braga ed il capogruppo in Consiglio Regionale, Luca Gaffuri, del PD si sono espressi al termine della riunione del Tavolo della Competitività della Provincia di Como che si è tenuto, come di consueto a Villa del Grumello. I due politici del PD hanno quindi giudicato di grande importanza la posizione espressa oggi dai membri del Tavolo della Competitività sulla questione del riordino delle Province prevista dall’art. 17 della legge sulla spending review votata dal Parlamento lo scorso mese di luglio.

«Bisogna saper cogliere in positivo la sfida del cambiamento, partendo dal presupposto che questo riordino deve puntare ad una maggiore efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa del livello provinciale – rileva l’On. Braga -. I requisiti minimi fissati dal Governo (2500 kmq e 350.000 abitanti) sono il quadro entro cui ragionare su ipotesi di accorpamento, così come la norma che prevede che il nuovo capoluogo, salvo diverse intese, sia il Comune capoluogo di Provincia esistente con maggior numero di abitanti. Per questo la proposta emersa dal Tavolo, che prevede l’accorpamento unitario del territorio pedemontano e prealpino, rappresentato dalle attuali province di Como, Lecco e Varese, con l’eventuale inclusione di Sondrio, è quella su cui puntare anche per garantire il mantenimento strategico del capoluogo nella città di Como e per rafforzare la rappresentanza territoriale ed il peso politico ed istituzionale dell’area pedemontana, rispetto al quadro regionale ed al rapporto con la città metropolitana di Milano che si andrà a costituire. Con Monza sussistono molti elementi di affinità e condivisione, ma non si può ignorare il rischio che un accorpamento con Monza rischierebbe di sottrarre a Como il ruolo di comune capoluogo e di individuare in Monza un capoluogo assolutamente non baricentrico rispetto alla macro-area pedemontana».

«Lascia sconcertati la posizione del Commissario provinciale Carioni, che per tramite del vice-commissario dott.ssa Pagano, ha reso noto al Tavolo di aver trasmesso l’altro giorno all’UPL un documento che rivendica il diritto all’autonomia ed al mantenimento della Provincia di Como. Al di là delle discutibili motivazioni di merito, è improprio che Carioni nel suo ruolo di Commissario Straordinario esprima una posizione che contraddice di fatto la legge vigente, senza aver ricercato alcun confronto e condivisione con gli attori del territorio, ma esclusivamente per ragioni di opportunità politica. Una posizione del genere rischia non solo di indebolire la proposta emersa chiaramente dal Tavolo della Competitività, ma anche di consegnare ad altri livelli le decisioni che riguarderanno in maniera così rilevante il nostro territorio. L’inadeguatezza del ruolo svolto da Carioni – conclude l’On. Braga – è ancora una volta evidente e dovrebbe essere immediatamente risolta con le sue dimissioni».

Dello stesso tono il pensiero di Luca Gaffuri che, condividendo quanto sottolineato dall’On. Braga, rileva come: «Carioni non può più occupare il ruolo di Commissario Straordinario. La sua iniziativa è infatti di natura politica oltre che presa ad imitazione di un analoga proposta avanzata dalla Provincia di Varese. L’accorpamento tra i territori delle attuali province di Varese, Como e Lecco, da estendere eventualmente a Sondrio se le discussioni sull’opportunità di mantenere in vita le province montane non dovessero sortire risultati positivi, è la strada preferibile da perseguire».

«Credo che sulla questione del riordino delle Province, in questo momento sia particolarmente significativo cogliere il senso di sfida lanciato dalla Spending review – rileva la segretaria provinciale del PD di Como, Savina Marelli -, pur nella consapevolezza di alcune criticità che emergono da quanto proposto dal Governo. L’occasione è in fatti quella di modernizzare le amministrazioni pubbliche e cioè dar vita a realtà che siano più rispondenti alle necessità dei territori e dei loro cittadini, che snelliscano l’eccessiva burocrazia e perseguano un effettivo risparmio economico. Per il PD tutto questo rappresenta una grande opportunità che non intendiamo sottovalutare né ignorare. In effetti ci aspetteremmo che anche gli altri partiti politici raccogliessero tale sfida e si unissero per perseguire l’obiettivo di creare un nuovo tessuto locale più moderno e vicino alla gente».

Ecco il testo sottoscritto da tutti i partecipanti alla riunione di quest’oggi del Tavolo della Competitività sulla riforma della provincia di Como:

Tavolo_competitivita_documento_sottoscritto_10_09_2012

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Navigazione e uffici legali, il consiglio provinciale approva le proposte del PD

Il Consiglio provinciale di lunedì 30 gennaio, ha approvato all’unanimità le due mozioni presentate dal Partito Democratico che riguardavo, rispettivamente, il trasporto pubblico sul lago e il riordino degli uffici giudiziari sul territorio.

Mauro Guerra, capogruppo Pd in Consiglio, dichiara: “Queste due mozioni seguenti riguardano non solo le materie specifiche su cui vertono, ma anche il ruolo della provincia. Quando le province verranno abolite verranno  meno tutta una serie di funzioni amministrative dirette. Sarebbe bene, per il tempo che ancora ci è dato, preoccuparsi del disegno del nostro territorio. Non possiamo permettere che su alcune questioni rilevanti come la giustizia e il trasporto pubblico manchi la voce di un livello territoriale come quello della Provincia”

Sulla questione del riordino degli uffici giudiziari Guerra spiega: “Lo schema di decreto approvato dal Consiglio dei Ministri vincola l’esistenza del giudice di pace alla soddisfazione di alcuni indici (carico di lavoro/numerosità della popolazione), stando a questo decreto dovrebbero essere soppressi i 3 giudici di pace di Cantù, Erba e Menaggio. Gli enti locali potrebbero però mantenere gli uffici se fossero disposti a sobbarcarsi le spese. Questa possibilità ci richiama ad un ruolo di regia: come vogliamo che siano disposti i giudici di pace prima e gli altri uffici legali poi? Non possiamo lasciare i comuni a far fronte al problema, la Provincia dovrebbe valutare, insieme ai comuni, questa questione e procedere ad un’analisi seria e ragionata delle funzioni che dovrebbero ospitare i nostri territori”. La mozione approvata impegna quindi il Presidente e la Giunta ad assumere tutte le iniziative necessarie perché la Provincia, in raccordo con i Comuni, intervenga per contribuire a definire un assetto degli uffici giudiziari razionale e rispondente ai bisogni dell’intero territorio comasco, dei cittadini e delle imprese e a relazionare entro 30 giorni al Consiglio sulla situazione, le prospettive, le iniziative intraprese.

Sulla Navigazione Laghi, la mozione accolta ieri all’unanimità impegna la Giunta ad attivarsi in ogni sede verso il Governo, il Parlamento, la Regione Lombardia, la Provincia di Lecco, la Navigazione Laghi,  al fine di adottare tutte le iniziative necessarie per scongiurare tagli di corse e servizi che penalizzino il sistema del trasporto pubblico locale via lago, i lavoratori e gli studenti che lo utilizzano quotidianamente e la sua funzione turistica. “Inoltre – conclude il capogruppo – vorremmo che fosse predisposto e condiviso, con tutti gli enti interessati e competenti, un Piano di rilancio del trasporto pubblico sul lago, al fine di costruire una offerta potenziata che lo renda in grado di competere sempre più come alternativa al trasporto su gomma, con i vantaggi che ne derivano in termini di minori costi ambientali, di diminuzione del traffico sulla statale 340 Regina e sulla Provinciale Lariana, di migliore mobilità per i cittadini e le attività economiche”.

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Cambiamenti politici e il futuro del lago di Como, preoccupazioni a livello regionale

Quale attenzione verrà riservata al lago di Como nel nuovo Consorzio per i laghi prealpini che, posto sotto il controllo del Ministero dell’Ambiente, subentrerà alle prerogative del Consorzio dell’Adda? A chi spetteranno i canoni che Regione Lombardia, in base ai dettami della Legge numero 22 del 28 dicembre scorso, dal 2013 verserà ai territori di Como e Lecco, visto che le Province, a  cui dovrebbero essere destinati, non opereranno più?

Sono queste le preoccupazioni che animano Luca Gaffuri e Carlo Spreafico, rispettivamente capogruppo PD e consigliere segretario del Consiglio regionale, dopo l’audizione di ieri mattina in Commissione Agricoltura, parchi e risorse idriche dell’Assessore regionale Marcello Raimondi che ha relazionato in merito alle novità legate alla regolazione del livello delle acque del Lario.

“Auspico – dichiara Gaffuri – che nel nuovo Consorzio dei laghi prealpini siano ben rappresentate le esigenze del territorio lambito dalle acque del Lario ma soprattutto a chi spetterà ricevere e gestire le risorse: a Regione Lombardia? Ai singoli Comuni?” Rispetto ai contenuti della Legge Regionale 21/2011, infatti, che destina i proventi dei canoni idrici alle province, le disposizioni del Decreto Monti relegano questi enti a semplici organismi di coordinamento delegando alle regioni le funzioni ora svolte dagli enti di Villa Saporiti e di Villa Locatelli.

Altri dubbi sono sollevati da Carlo Spreafico sulla regolazione delle acque del Lario effettuate tramite la diga di Olginate: “Se non vi saranno risposte convincenti per il territorio, che di fatto oggi è ai margini del processo decisionale, chiederemo che Regione Lombardia proponga al Parlamento di rivedere l’attuale legge che regola il sistema di governo delle acque del Lario perché, diversamente, non si potrà mai programmare una seria politica di investimenti turistici e infrastrutturali,mentre sui comuni e i privati continua a gravare il costo delle manutenzioni del fronte lago”.

Allo stesso tempo Luca Gaffuri auspica che si arrivi anche una chiarificazione definitiva tra Regione Lombardia e città di Como sul fatto che il lungolago cittadino non può essere trattato alla stregua di una barriera per favorire l’accumulo d’acqua con la realizzazione delle paratie: “Spero che Regione Lombardia possa instaurare un nuovo e positivo dialogo con la futura amministrazione comunale di Como al fine di intervenire sugli errori finora commessi su questo cantiere che, se da un lato voleva preservare il capoluogo lariano dalle piene del lago, dall’altro aveva come scopo quello di massimizzare gli accumuli d’acqua nel bacino nei periodi propizi al fine di farla utilizzare quando necessario. Spero che con la nuova amministrazione cittadina si arrivi al più presto alla riapertura del lungolago e che l’idea delle paratie resti solo come monito dell’incapacità di PDL e Lega Nord”.

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Anche la Provincia si interessi delle sorti del Palazzetto

“Le attività che si svolgono da decenni al Palaghiaccio di Casate, sono una realtà di valore e di eccellenza per Como, da preservare e sviluppare in tutte le sue potenzialità da parte di chi ha a cuore il futuro di questo territorio e delle persone che ci vivono. […] Apprezzo il vostro impegno e conto di darvi la mia massima disponibilità a sostegno delle vostre iniziative”. Questa parte della risposta rilasciata dall’on. Chiara Braga all’appello lanciato dalle numerose famiglie, dagli sportivi e dalle loro società, per salvare il Palaghiaccio di Casate, risposta pubblicata interamente in rete, domenica scorsa, dal gruppo Facebook “Salviamo il Palaghiaccio di Casate”.

“Anche alla luce delle informazioni ulteriori emerse in questi giorni – commenta la giovane parlamentare – resto fiduciosa nella capacità delle istituzioni, a partire dal Comune di Como, di individuare una soluzione positiva a questo problema, magari dando prova di essere più capace di quanto non lo sia stato in altre occasioni. Da quanto emerso dalla riunione di ieri della Commissione Sport sul futuro del Palazzetto risulta poi, sempre più chiaro ed evidente che è nelle mani del Comune la possibilità di trovare una soluzione alla vicenda”.

Ieri, l’onorevole Braga ha fatto anche pervenire una nota all’assessore provinciale allo Sport, Patrizio Tambini. “Pur sapendo che la Provincia non ha competenze dirette in merito, – fa’ sapere la Braga – occorre tener conto che il Palazzetto è utilizzato da giovani atleti di tutta la Provincia comasca. Auspico quindi che anche l’amministrzione provinciale possa contribuire, nelle forme che si riterranno opportune, a salvare il Palaghiaccio, concorrendo alla ricerca delle soluzioni utili a quelli che paiono essere “intoppi burocratici” non insormontabili”.

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Tangenziale di Como, incontro in Regione con l’assessore Cattaneo

«Questa volta l’Assessore regionale alla viabilità, Raffaele Cattaneo, ha compreso che le decisioni sulle infrastrutture viabilistiche del comasco vanno condivise con l’amministrazione provinciale ed i comuni interessati». Così Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio regionale, si è espresso al termine dell’incontro, avvenuto questa mattina a Palazzo Lombardia, voluto direttamente dall’Assessore Cattaneo per parlare del secondo lotto della tangenziale di Como. Durante la mattinata sono state presentate le due proposte attualmente al vaglio: una a firma dell’amministrazione provinciale concernente lo svincolo in località Acquanera, l’ingresso della strada in galleria ed l’ interconnessione sulla Strada provinciale 342 tra Montorfano ed Orsenigo, l’altra predisposta da Infrastrutture Lombarde riguardante gli svincoli contenuti in località Bernate Rosales e Navedano, l’ingresso in galleria prima di Senna Comasco e l’interconnessione sulla Strada provinciale 342 tra Montorfano ed Orsenigo, che prevedono differenze tecniche nella realizzazione dei tunnel dal lotto attualmente in costruzione tra Grandate e la località Acquanera. «Ritengo si sia trattato di un incontro positivo – rileva Gaffuri – Soprattutto sono soddisfatto degli studi effettuati con la speranza che, questa volta, la progettazione preliminare corrisponda a quella definitiva dal punto di vista economico. In questi giorni analizzeremo nel dettaglio i progetti che ci sono stati presentati anche se ritengo che la soluzione prospettata dall’amministrazione provinciale sia quella caratterizzata da minor impatto sull’ambiente. Come auspicavamo, ora i Comuni avranno la possibilità di valutare le soluzioni presentate».

All’incontro ha presenziato anche la parlamentare comasca del PD, Chiara Braga: «Questo incontro in Regione Lombardia credo sia stato molto utile: ci ha consentito di conoscere quali sono le varie ipotesi attualmente allo studio per il completamento della tangenziale di Como. Ora tocca alla Provincia  di Como avviare un confronto trasparente con i comuni, ed i vari soggetti del territorio coinvolti, al fine di individuare quale sia la soluzione migliore per realizzare nel modo più rapido questo importante collegamento viabilistico. Bisogna comunque ribadire che, attualmente, il problema principale resta quello del reperimento delle risorse necessarie nonché la garanzia che, in ogni caso, vengano rispettati i contenuti dell’accordo di programma relativo al sistema viabilistico Pedemontano che prevedono la realizzazione complessiva della tangenziale di Como».

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Su Brienno tutti si impegnano, ma la Provincia perde sempre occasioni

“Peccato che la Provincia di Como perda sempre l’occasione di essere presente ai tavoli interistituzionali, per rimpalli di competenze e responsabilità che danno il senso dell’immobilismo in cui è stretta ormai da mesi la Giunta Provinciale”.

Questo il commento della democratica, on. Chiara Braga, componente della Commissione Territorio della Provincia lariana, in merito alla polemica scaturita dall’assenza ingiustificata dei rappresentanti dell’amministrazione provinciale di Como alla riunione della commissione Ambiente della Regione, convocata mercoledì in mattinata per fare il punto sugli interventi di ripristino e tutela delle strutture e del territorio di Brienno dopo la frana del 7 luglio scorso.

“Su Brienno – precisa la deputata comasca – l’impegno da parte di tutti i livelli amministrativi dovrebbe essere quello di concorrere a trovare le risorse necessarie e stanziarle nei tempi brevi e utili richiesti dall’Amministrazione comunale per i lavori di ripristino e messa in sicurezza del territorio”.

“Mi auguro che l’accordo di programma tra Provincia e Comune, di cui l’assessore Cinquesanti ha semplicemente dato notizia in Consiglio Provinciale, venga presto concretizzato”.

“Rispetto poi, – conclude la Braga – all’inserimento degli interventi di 5 milioni di euro nell’Accordo di Programma tra Regione e Ministero, la mia risoluzione a riguardo è ancora in discussione in Commissione Ambiente della Camera. Con il nuovo Ministro Clini mi auguro che ci possano essere presto rassicurazioni rispetto al mantenimento di un impegno finora non attuato dal precedente Governo”.

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PGT: nel comasco siamo molto in ritardo

«Si tratta di uno strumento molto importante. Peccato che nel comasco si viaggi “al rallentatore” più che nel resto del territorio regionale. Occorre che al più presto le Amministrazioni Comunali, nell’ambito del governo del territorio, effettuino le scelte più ponderate in materia di pianificazione urbanistica, in sintonia con il principio di sussidiarietà». Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, interviene sulla situazione di stallo e difficoltà che sta caratterizzando l’approvazione e l’adozione dei PGT, i Piani di Governo del Territorio, da parte dei Comuni della provincia di Como. «I dati sono impietosi – sottolinea Gaffuri -. Su un totale di 160 Comuni nel comasco soltanto 91 di questi (il 57%) hanno avviato la fase di predisposizione del PGT. 16 sono invece i centri dove il PGT è stato adottato e stiamo parlando del 10% del totale dei paesi lariani. 53, infine, sono le Amministrazioni che hanno approvato definitivamente il PGT, ovvero il 33%. Si tratta di dati tra i più bassi tra tutti quelli relativi alle diverse province lombarde dove su 651 Comuni ha approvato il PGT, il 53%, e il 14% (218 comuni), lo ha adottato. Inoltre in alcune delle realtà principali del territorio, ovvero Como, Cantù e Mariamo Comense, la predisposizione dei PGT prosegue ancora più a rilento a causa delle grosse spaccature interne nelle maggioranze di PDL e Lega Nord».

«Si potrebbe dire che fortunatamente la Regione ha introdotto un’ultima proroga che fissa al 31 dicembre 2012 il termine ultimo ai fini dell’approvazione del PGT – conclude Gaffuri -. Non saprei cosa pensare, infatti, dovessi confrontare questi dati con le prime indicazioni in materia fissate da Regione Lombardia che prevedevano come entro il prossimo 30 novembre tutte le procedure dovevano essere concluse».

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Variante della Tremezzina. Disatteso l’impegno del Governo

“Dall’esame dell’Allegato Infrastrutture alla nota di aggiornamento al DEF, prendiamo atto che l’impegno assunto ad aprile dal Governo di considerare il possibile inserimento della Variante della Tremezzina tra le opere della Legge Obiettivo è stato, fin qui, totalmente disatteso, anche perché da parte di Regione Lombardia non c’e stato nessun concreto passo in avanti nell’aggiornamento dell’Intesa Generale Quadro, che sappiamo essere condizione essenziale per l’inserimento dell’opera nell’Allegato Infrastrutture”. Lo ha dichiarato  l’on. Chiara Braga del Partito Democratico dopo la discussione di  quest’oggi in Commissione Ambiente.

“Per questo, ribadire nuovamente oggi, – aggiunge la deputata comasca – in sede di aggiornamento al DEF, questa condizione appare del tutto ininfluente; Governo e Regione hanno dimostrato purtroppo, ancora una volta, di essere indifferenti alle istanze del nostro territorio”.

“Non si può poi trascurare il fatto che l’intero comparto delle infrastrutture ha subito un pesante taglio di risorse a seguito dell’ultima manovra economica, e sul quale si sta consumando in questi giorni l’ennesima lite tra Ministri”.

“Resta il fatto – conclude la Braga – che un’attenzione maggiore da parte di Governo e Regione sulla variante della Tremezzina, su cui c’è da tempo una convergenza totale del territorio, dovrebbe continuare ad essere uno dei primi obiettivi da perseguire, sia riguardo all’accelerazione delle procedure che al reperimento dei finanziamenti mancanti”.

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