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Rimpasto nella giunta Formigoni, nessuna novità

“Nulla di nuovo, la svolta promessa non c’è stata. Solo l’inserimento di una donna in giunta, Valentina Aprea, per cercare di dare una risposta, peraltro insufficiente, alla sentenza del Tar che obbligava Formigoni a rimpolpare la presenza femminile. La sostituzione del sottosegretario alla “attrattività” Francesco Magnano con Ombretta Colli non è poi una grande notizia, se non per il fatto che ora abbiamo sia un sottosegretario che un delegato del presidente alle pari opportunità, che è Monica Guarischi.

Quanto al delegato alla trasparenza, il magistrato Giuseppe Grechi, si tratta dell’autocommissariamento della Regione sulla sua principale difficoltà, senza peraltro dotarlo degli strumenti necessari. Rimane il giudizio su un presidente e una giunta ormai in declino, inadatti ad affrontare i problemi veri e profondi della nostra regione”.

È questo il commento del capogruppo del PD in Regione Luca Gaffuri sul rimpasto in giunta regionale presentato ieri dal presidente Formigoni e dal vicepresidente Gibelli.

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In Consiglio Regionale PDL e Lega si rifiutano di commemorare Scalfaro

“È vergognoso che tutta la Lega e la quasi totalità del PDL, compresi il presidente Formigoni e il presidente del Consiglio regionale Boni, si siano rifiutati di tributare il giusto onore al presidente Oscar Luigi Scalfaro. In Aula in questi ultimi anni abbiamo commemorato un po’ tutti, da politici a campioni sportivi e, dopo importanti vittorie, abbiamo ricevuto i presidenti di Inter e Milan. Abbiamo invece dato un triste spettacolo con il rifiuto dei leghisti a celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia e ad assistere in Aula all’esecuzione dell’inno nazionale. Detto questo, non sorprende che il ricordo del Presidente Scalfaro sia occasione di dimostrare quanto sia scaduto il Consiglio regionale in questo quarto mandato di Formigoni, ma certo amareggia molto”.

Lo dichiara il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Luca Gaffuri dopo che Lega e PDL hanno abbandonato l’Aula per non partecipare al minuto di silenzio in ricordo dell’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.

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Consiglio Regionale. È Riparbelli il successore di Ponzoni

“Il sostituto in ufficio di presidenza di Massimo Ponzoni non raccoglie nemmeno la maggioranza dei voti dei consiglieri regionali, fermandosi a 37. È un ulteriore segnale che Pdl e Lega sono sempre meno coesi, anche al loro interno. A Doriano Riparbelli va il nostro augurio di buon lavoro, ma il nuovo consigliere segretario è purtroppo tra i coloro i quali sono stati eletti nel listino bloccato, cioè non scelti dagli elettori ma incoronati dalle correnti di partito. Non un buon biglietto da visita per chi siede nell’organo di garanzia del Consiglio regionale. E non un buon segnale della volontà reale della maggioranza di cambiare la legge elettorale restituendo agli elettori la piena possibilità di scegliere i propri rappresentanti”.

Lo sostiene il capogruppo del PD Luca Gaffuri dopo l’elezione, oggi in consiglio regionale, del successore di Massimo Ponzoni, dimissionario dopo l’arresto, del nuovo consigliere segretario. Damiano Riparbelli ha ottenuto 37 voti su 80 consiglieri.

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Stadio del ghiaccio di Casate: ennesimo esempio di disinteresse verso la città

«La situazione in cui versa lo stadio del ghiaccio di Casate, ad un mese dalla potenziale chiusura definitiva, è l’ennesima dimostrazione di scarsa, per non dire nulla, attenzione nei confronti della città e dei giovani da parte dell’Amministrazione, anzi della non-amministrazione visti i fatti, di PDL e Lega Nord».

Non fa mancare la sua voce sul rischio di chiusura dello storico impianto sportivo comasco il capogruppo del PD in Consiglio Regionale, Luca Gaffuri che, dopo l’animato Consiglio Comunale di ieri sera, sottolinea come anche in questo caso è mancata la volontà di fare il bene comune.

«Sarebbe bastata un po’ più di attenzione, per non parlare di una più sensata pianificazione e regolamentazione dell’area visto che lo stadio del ghiaccio è stato costruito tra il 1967 ed il 1968 mentre le abitazioni, i cui proprietari, si sono lamentati del rumore proveniente dall’impianto ed hanno iniziato questa lunga battaglia legale, risalgono alla seconda metà degli anni ’80 e nei primi anni ‘90, per evitare tutto questo. Un po’ più attenzione nel cercare di mantenere in ordine una struttura che tanto ha dato ai giovani invece lasciata a se stessa e che oggi non viene difesa dagli amministratori di Como bensì solo da personaggi di primo piano nel mondo degli sport invernali, come il pattinatore Maurizio Margaglio per non parlare delle centinaia di ex giocatori di hockey, di praticanti di pattinaggio nonché di semplici fruitori per puro divertimento. Ancora una volta…anzi, per l’ennesima volta, l’Amministrazione Comunale di Palazzo Cernezzi sembra guardarsi attonita attorno alla ricerca di un “miracolo”. Ma l’esperienza, soprattutto recente, dovrebbe insegnare che a Como di miracoli non ne sono capitati, eppure quanto ce ne sarebbe bisogno. Inoltre non posso mancare di sottolineare anche l’atteggiamento di arroganza da parte del Sindaco, Stefano Bruni e della sua giunta che hanno ignorato le interrogazioni sull’argomento profuse dalle forze di minoranza nel corso di questi mesi».

Infine Gaffuri non manca di sottolineare un laconico inciso in questa vicenda: «Casate rischia la chiusura e il Consiglio Comunale ha approvato il progetto per il nuovo palazzetto dello Sport: in quest’ultimo scampolo di un vero e proprio sciagurato quinquennio l’Amministrazione PDL-Lega Nord non manca di indossare ad ogni occasione i vestiti di Don Chisciotte. Invece di fare il concreto bene comune pensa ai mulini a vento mentre dell’argomento se ne tornerà a parlare solo tra due settimane non in Consiglio Comunale bensì in Commissione Sport, a soli 15 giorni dalla data del 29 febbraio in cui la struttura potrebbe chiudere».

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Caso Ponzoni: ora nuova legge elettorale e poi subito al voto

“Il centrodestra ha un grave problema di credibilità che rischia ogni giorno di coinvolgere sempre di più tutta l’istituzione regionale. È un tema politico di assoluto rilievo che non può essere minimizzato e di cui si dovrebbe prendere atto con senso di responsabilità: lo diciamo al presidente Formigoni e a PDL e Lega. Bisogna urgentemente rinnovare l’istituzione regionale tornando a fare esprimere i cittadini. Non ha più senso tirare a campare: occorre approvare in poche settimane una nuova legge elettorale senza più listini bloccati e andare al voto nel più breve tempo possibile”. Lo sostengono il segretario regionale lombardo del PD Maurizio Martina e il capogruppo in Consiglio regionale della Lombardia Luca Gaffuri dopo le notizie relative al mandato d’arresto per l’ex assessore regionale, oggi consigliere segretario dell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale, Massimo Ponzoni.
Il PD, con Sel e il Partito Pensionati, chiese nell’estate 2010 con una mozione a Ponzoni di dimettersi dall’ufficio di presidenza del Consiglio regionale. Pdl e Lega bocciarono la mozione a voto palese il 14 settembre 2010.

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Inchiesta rifiuti: Formigoni non viene in aula, ma parla con i giornalisti

Riunione dei capigruppo ieri npomeriggio, in Consiglio regionale, al Pirellone, da cui è emersa una netta spaccatura tra maggioranza e minoranza sulla necessità che dei fatti di questi giorni e dell’inchiesta sui rifiuti che ha portato ad arresti eccellenti, si discuta in Aula, alla presenza del presidente Formigoni.

“Abbiamo chiesto chiaramente e per l’ennesima volta in due giorni che il presidente di una Regione che qualche problema certamente lo ha, venga in Consiglio regionale, che è la massima assise della Lombardia, a riferire sui fatti che riguardano un ex membro della sua Giunta, nonché vicepresidente del consiglio stesso e appartenente al suo stesso partito, il Pdl – dicono Luca Gaffuri, capogruppo Pd, Stefano Zamponi, capogruppo Idv, Gianmarco Quadrini, capogruppo Udc, e Chiara Cremonesi, capogruppo di Sel –. Ma Lega e Pdl non ne hanno voluto sapere. La maggioranza non intende discutere nel luogo deputato di ciò che sta accadendo”, sintetizzano le opposizioni.

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Nicoli Cristiani: il PDL dimentica che è uno dei suoi

Luca Gaffuri, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, risponde ai colleghi Valentini e Zuffada sulla questione Nicoli Cristiani:

“Il capogruppo del Pdl Valentini ci chiede cosa c’entra Formigoni con Nicoli Cristiani, che non è più membro della Giunta. Ora, al di là del fatto che non abbiamo nulla di personale contro Nicoli Cristiani, anzi, gli auguriamo di chiarire subito la sua posizione e abbiamo piena fiducia nel lavoro della Magistratura, vorremmo ricordare al Pdl che il loro vicepresidente è stato assessore all’Ambiente ed energia nella legislatura iniziata nel 1995, ha proseguito con il medesimo mandato nella legislatura del 2000 e dal 2005, anche se non fino alla fine, è stato assessore al Commercio e mercati.

Ci pare appena il caso di ricordare, poi, che Nicoli Cristiani e Formigoni militano nello stesso partito, il Pdl, appunto. E che comunque è necessario che il presidente della Lombardia venga a riferire dopo l’ennesimo caso – nelle ultime settimane c’è stato anche il San Raffaele – in cui la Regione viene coinvolta. Inoltre, facciamo presente che in quanto a Filippo Penati, chiamato in causa dal centrodestra, non solo lui stesso ha fatto subito i passi necessari per rendere chiara la sua posizione all’interno del Consiglio, ma noi, come Gruppo del Pd, non ci siamo sottratti al confronto sulla questione Sesto, affrontata nella prima seduta utile, come richiesto dalla Lega”.

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Auto blu: la Giunta Formigoni tiene ben stretti i propri privilegi

“Mentre il Consiglio regionale discute su come tagliare i costi della politica, la giunta Formigoni tiene ben stretti i propri privilegi”. Così il capogruppo del PD in Regione Lombardia Luca Gaffuri commenta la bocciatura da parte di Lega e Pdl, ieri in Consiglio regionale, di una mozione dell’IDV che chiedeva di estendere anche a presidente e assessori il taglio del rimborso sostitutivo dell’auto di servizio. La proposta era quella di assumere la stessa decisione assunta dall’ufficio di presidenza del Consiglio regionale la scorsa settimana, dopo che i componenti del PD, Carlo Spreafico e Sara Valmaggi, avevano annunciato la decisione di rinunciare all’auto blu e al relativo rimborso sostitutivo.

“In questo clima, con la crisi in corso, il rimborso per il mancato utilizzo dell’auto blu è incomprensibile – attacca Gaffuri -. Siamo di fronte a una stagione di tagli pesanti e la politica deve saper essere esemplare. Non c’erano motivi di bocciare la mozione, come invece hanno fatto Pdl e Lega, soprattutto dopo il nostro emendamento, che vincolava qualsiasi scelta all’ottenimento di un effettivo risparmio per le casse pubbliche. Sorprende che si sia dovuta attendere la discussione sulle auto blu della Giunta per vedere tanti assessori contemporaneamente presenti in Aula”.

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Autismo: la Regione si impegni

In Lombardia si stimano circa 150mila persone affette da una sindrome di spettro autistico che abbisognano di diagnosi precoce e di presa in carico. E’ un problema che le istituzioni devono affrontare congiuntamente. Per fare il punto della situazione e una ricognizione sugli ultimi strumenti legislativi il gruppo consiliare del Pd ha organizzato un convegno sull’autismo cui hanno partecipato numerose le associazioni e le famiglie, che chiedono alla Regione un Piano operativo di intervento volto anche al perseguimento di una legislazione regionale specifica e coerente con la Carta dei diritti delle persone con autismo e secondo le linee guida nazionali appena divulgate.

“Come ci hanno chiesto tutte le persone intervenute in più di 300 serve consapevolezza e presa in carico da parte delle istituzioni, non interventi spot o singole azioni. Oltre alla necessità di una maggiore integrazione tra interventi sociali e sanitari. La sindrome dell’autismo ha bisogno di percorsi omogenei e unitari e dell’individuazione di modelli organizzativi che facciano riferimento a precisi protocolli diagnostici – ha detto Luca Gaffuri caporgruppo regionale Pd – Per questo il nostro prossimo impegno come opposizione sarà quello di riproporre il tema in sede di bilancio, alla fine dell’anno, affinché la voce autismo abbia un capitolo dedicato e un’autonomia finanziaria non soltanto sperimentale”.

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Con iLega e PdL la Regione rischia di non pagare nemmeno le spese obbligatorie

“Siamo giunti al punto di vedere la Regione Lombardia lamentarsi di non poter nemmeno affrontare le spese obbligatorie. Lega e PDL ci facciano il piacere di non parlare più di federalismo, che è ormai morto e sepolto”.

Così il capogruppo del Pd in Regione Luca Gaffuri commenta le dichiarazioni in merito ai tagli ai trasferimenti al bilancio regionale lombardo e alla stretta sul patto di stabilità dopo le manovre nazionali 2010 e 2011, effettuate ieri in conferenza stampa dal presidente Formigoni, dal vicepresidente Gibelli e soprattutto dall’assessore al bilancio Romano Colozzi. Si tratta di una contrazione dei trasferimenti di 1,5 miliardi nel 2012 rispetto al 2010, della riduzione del tetto alle spese posto dal patto di stabilità interno, che porta la capacità di spesa da 4,5 miliardi di euro a 3,4 (-1,1 mld), e infine della riduzione della spesa per investimenti da 450 a 330 milioni di euro.

“Ricordiamo tutti – aggiunge Gaffuri – quando la Lega di lotta sosteneva di volere che i soldi dei lombardi rimanessero in Lombardia. Ora, con la Lega al governo del Paese e della Regione, saranno i cittadini lombardi a dover pagare di tasca propria i mancati trasferimenti, o per l’aumento delle tariffe o perché, come per il taglio della spesa sociale, dovranno sobbarcarsi l’onere dei servizi che la Regione e i comuni non saranno più in grado di erogare. Dove sono finiti i proclami di un tempo?”.

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