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Elezioni, il Partito democratico presenta i risultati ottenuti per Como

tremezzinaGiornata comasca per Alessandro Alfieri, segretario regionale del Pd e capolista al Senato al collegio plurinominale di Como. Dopo aver visitato alcune strutture formative, incontrato i sindacati e le imprese e in procinto di partecipare a un incontro sul tema della sanità regionale a Mariano Comense, il segretario ha affrontato con la stampa alcuni temi elettorali regionali e prettamente comaschi, ripercorrendo con i candidati le tappe del grande lavoro fatto dal Governo e sostenuto dai deputati uscenti Chiara Braga e Mauro Guerra.
“Quella che stiamo vivendo è una campagna strana, perché noi cerchiamo il confronto con le altre forze politiche ma ci viene negato – ha fatto notare Alfieri –. Eppure, soprattutto a livello regionale, le candidature in campo sono sostanzialmente due. Si tratta proprio di scegliere tra due modelli: quello che offre Gori, uomo dalle spalle forti, con le sue liste competitive, con la garanzia di saper guidare una macchina complessa come la Regione per la serietà e la preparazione che ci sta mettendo. Oppure, si opta per il modello Fontana, un nome scelto alle solite cene di Arcore, con buona pace di Salvini. E infatti il candidato del centrodestra è preoccupato, spaurito, fugge da tutti i confronti. Quindi, siamo estremamente fiduciosi che, al di là delle urla e dei proclami, prevalga la concretezza”.
Tra i tanti argomenti ‘caldi’ per il territorio comasco, Alfieri ha voluto affrontare quello dei frontalieri: “Se l’accordo non è ancora stato firmato è perché i rappresentati istituzionali locali del Pd a Roma, per Como gli onorevoli Braga e Guerra, hanno lavorato affinché venisse fermato e fossero affrontate questioni importanti, come i carichi famigliari, la franchigia, la gradualità, i ristorni che vanno sciolte prima che diventi definitivo. Anche in questo caso, ci distingue il modo di trattare le cose: il candidato del Carroccio al mattino dice di stare con i frontalieri, al pomeriggio va a braccetto con la Lega dei ticinesi”.
Per Luca Gaffuri, candidato al plurinominale di Como, “l’aspetto più evidente di questa legislatura è il finanziamento della variante della Tremezzina, ovvero un intervento chiave per la sponda ovest del lago, non risolutivo di tutto, ma che può dare fiato a una situazione complessa e migliorare sensibilmente la qualità della vita per chi vive in quei luoghi, ottenuto grazie al lavoro costante dei nostri due parlamentari uscenti. In questi anni, si è trovato un punto di equilibrio per l’inserimento dell’opera”.
Altri risultati importanti da parte del Governo “la variante alla statale Briantea e gli oltre 20 milioni di euro per l’edilizia scolastica, ovvero finanziamenti importanti, diffusi su tutta la provincia, che hanno connotato le scelte di governo, dopo decenni in cui non si ammodernavano le strutture scolastiche. Invece, in questo caso, si è voluto investire sul futuro dei giovani, portando nel contempo lavoro in un settore in difficoltà nella nostra provincia come l’edilizia”.
Sulla Pedemontana per Gaffuri “Gori è stato fin troppo esplicito: l’opera non è sostenibile e il progetto va rivisto. E il candidato presidente regionale ha detto chiaramente ciò che pensa anche sulla tangenziale, che doveva diventare gratuita a gennaio, ma ancora non lo è”.
E per quanto riguarda i frontalieri e i rapporti con il Canton Ticino, “in questi anni abbiamo ottenuto risultati straordinari che si aspettavano da decenni: intanto un chiarimento sul servizio sanitario che la Lega voleva far pagare, mentre il Governo ha detto definitivamente che era un’assurdità. Poi, la tassazione del secondo pilastro al 5% e la stessa percentuale per le pensioni”.
Tutti temi, compresa la Lia, su cui “la Regione in questi anni non ha saputo rispondere, né respingere al mittente i pesantissimi attacchi ai nostri lavoratori. È necessario che chi governerà a Milano e a Roma, rappresentando questi territori, abbia la schiena dritta e sappia far valere le nostre peculiarità”.
Infine, il candidato ha fatto un accenno a “uno dei cento punti del programma del Pd: l’ammodernamento delle strutture alberghiere grazie al superammortamento. Un elemento importante in un territorio dove il turismo sta crescendo notevolmente”.
Insomma, il Pd chiede, per voce della candidata nel collegio di Cantù Savina Marelli, “un voto per rendere veramente eccellente la nostra Regione. E per permettere al Governo di continuare una stagione di riforme che ha visto tante cose fatte e tante ancora da fare. Vorremmo proseguire lungo un filo conduttore che ci aiuti a portare avanti il grande lavoro fatto finora”.

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Elezione del segretario cittadino: ecco Regolamento e modulistica

Qui sotto, il regolamento per l’elezione del Segretario cittadino dell’Unione territoriale di Como, approvato dall’Assemblea provinciale nella seduta dell’8 gennaio 2018, e i relativi moduli.
Nel caso servisse, gli uffici della segreteria provinciale sono a disposizione per ogni chiarimento e per il ritiro della modulistica cartacea. Si invita a stampare il Modulo per la sottoscrizione della candidatura del segretario cittadino su un foglio A3 che possa poi tenere tutte le pagine insieme ed essere piegato a metà.

Regolamento Segretario Cittadino

Modulo candidatura segretario unione territoriale Como

Modulo sottoscrizione candidatura segretario cittadino

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A Como in piazza migliaia di persone per i valori della democrazia

manifestazione antifascista4 manifestazione antifascista3 manifestazione antifascista2 manifestazione antifascistaUn successo senza precedenti: è stata la nostra manifestazione nazionale “E questo è il fiore – Contro ogni fascismo e ogni intolleranza”, che si è tenuta sabato 9 dicembre sul lungolago di Como.
Migliaia di persone, provenienti da tutta la Lombardia e anche da fuori regione, hanno voluto essere con noi, accanto al Monumento alla Resistenza europea, per dire “no” a ogni rigurgito del passato, dopo gli episodi di intolleranza xenofoba che hanno preso il via con l’attacco alla rete Como Senza Frontiere.
C’erano non solo iscritti e simpatizzanti del Partito democratico, organizzatore dell’evento, ma anche associazioni, sindacati, liberi cittadini e le istituzioni, anche se in forma privata, con la Presidente della Camera Boldrini e i Ministri Martina, Orlando, Pinotti, Fedeli…
E’ stato un momento davvero intenso e importante che ci ha fatto capire che non siamo soli e che i valori fondanti del nostro Paese e della nostra Repubblica, nata dalla Resistenza, permangono vivi e radicati in chi crede nella libertà e nella democrazia.
E i primi a crederci sono i tanti giovani che erano presenti e che sono saliti sul palco a portare testimonianze di ieri e di oggi. Quindi, adesso continueremo ad andare avanti insieme e senza timore di qualsiasi intolleranza, che combatteremo fino allo stremo per noi, per i nostri figli e anche per chi non ha ritenuto di scendere in piazza e che forse non si rende conto che le battaglie che conduciamo noi preservano la libertà e l’uguaglianza di tutti.

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Richiedenti asilo, Pd e Svolta Civica: “Comune stipuli una convenzione per impiegare i migranti in lavori volontari e dare loro dignità”

stranieriUn protocollo d’intesa per la realizzazione di attività di volontariato nell’ambito di progetti di inserimento sociale per i migranti nel Comune di Como. Con uno scopo ben preciso: il riconoscimento della dignità di queste persone e un principio di restituzione verso la comunità che li accoglie. È l’impegno che Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd, assieme a Vittorio Nessi, Barbara Minghetti e Maurizio Traglio, consiglieri comunali di Svolta Civica per Como, chiedono a sindaco e Giunta in una mozione congiunta in cui trattano, appunto, il lavoro volontario dei migranti richiedenti asilo.
E per questo ricordano che “sul territorio comunale di Como sono ospitate diverse centinaia di persone richiedenti asilo politico che, in attesa di avere risposta sul riconoscimento del loro status, sono accolte in varie strutture cittadine”, ma anche che in città sono presenti numerose organizzazioni vincitrici di bando che, in stretto contatto con la Prefettura, si occupano di queste persone.
Durante l’iter di valutazione della domanda, “sarebbe auspicabile che i richiedenti asilo fossero coinvolti in attività di volontariato per iniziative di pubblica utilità sul territorio comunale, al fine di riconoscere loro dignità e di permettere di integrarsi restituendo alla collettività parte dell’aiuto che ricevono”, dicono i consiglieri.
Fanetti, Lissi, Guarisco, Nessi, Minghetti e Traglio fanno presente poi che “l’inattività forzata e prolungata espone questi soggetti al rischio di essere coinvolti in pratiche illecite o di sfruttamento del lavoro a fenomeni di radicalizzazione”.
Poiché diversi Comuni hanno già firmato accordi e convenzioni di questo genere e vi sono attività, come la cura del verde pubblico, il mantenimento del decoro urbano, il presidio di aree pubbliche per le quali l’amministrazione comunale è in difficoltà a reperire le risorse necessarie, anche sostenuti dalla normativa nazionale e internazionale, nulla osta, secondo i consiglieri di Pd e Svolta Civica, “ad attivare, di concerto con la Prefettura e le associazioni operanti sul territorio negli specifici settori potenzialmente interessati, un protocollo d’intesa per la realizzazione di attività di volontariato nell’ambito di progetti di inserimento sociale per i migranti”. E a questo fine allegano anche uno schema di convenzione tipo.

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Viadotto dei Lavatoi, Fanetti, Lissi, Guarisco: “Ma la Giunta che cosa intende fare per risolvere la situazione?”

viadotto dei lavatoi 2Un’interrogazione rivolta direttamente alla Giunta comunale di Como per chiedere cosa intende fare per la situazione del viadotto dei Lavatoi. La presentano i tre consiglieri comunali comaschi del Pd, riassumendo, nelle premesse, quanto sta accadendo.
Per questo Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco ricordano che “le deficienze strutturali rilevate sul viadotto dei Lavatoi prolungano il permanere dell’interdizione del transito dei mezzi pesanti e le deviazioni del traffico stanno producendo pesanti conseguenze sulla circolazione veicolare in zona. Inoltre, i rallentamenti causati dai manufatti (barriere jersey) collocati per assicurare le limitazioni d’accesso al viadotto, hanno avuto ripercussioni notevoli sulla situazione viabilistica dei quartieri di Camerlata, Muggiò, Lora e Albate, in particolare nelle ore di punta, con il coinvolgimento degli assi stradali delle vie Oltrecolle, Muggiò, Canturina, Napoleona, Tentorio e del Lavoro”.
Non solo: “Le notizie riportate dagli organi d’informazione indicano che l’amministrazione comunale, dopo avere valutato ipotesi differenti per il miglioramento degli accessi dei veicoli leggeri al viadotto quali l’istallazione di appositi portali, è intervenuta all’ingresso da via Oltrecolle con una diversa collocazione delle barriere jersey già presenti – proseguono i tre consiglieri Pd –. Nel frattempo, prosegue il confronto con le categorie degli autotrasportatori e viene fatta la proposta di un senso unico in via Donatori di Sangue. In tutto ciò si colloca l’esasperazione dei residenti”, riassumono i firmatari.
“Nell’interrogazione ribadiamo anche come, in sede di Consiglio comunale, sia stato chiesto alla Giunta di avviare un confronto con la cittadinanza dei quartieri interessati, per la raccolta di segnalazioni di criticità e di eventuali suggerimenti utili alla gestione della situazione”, insistono Fanetti, Lissi e Guarisco.
Per questo, nell’atto chiedono alla Giunta di sapere “in che modo sta monitorando gli effetti dei provvedimenti relativi all’accesso al viadotto dei Lavatoi, anche in riferimento alla situazione sulle direttrici stradali limitrofe e al fine di considerare ulteriori possibili azioni di miglioramento; in relazione all’accesso al viadotto da via del Lavoro e da via Canturina, se intende procedere all’istallazione di portali agli ingressi della struttura, e in caso negativo, quali ragioni ostino a questa soluzione, ovvero a una diversa collocazione delle barriere jersey già presenti, come avvenuto per l’ingresso da via Oltrecolle, e quali tempi sono previsti per la realizzazione delle azioni necessarie; se per il transito su via Donatori di Sangue ritiene di adottare l’istituzione di un senso unico oppure se sta valutando provvedimenti alternativi che evitino il totale indirizzamento dei flussi di traffico dal termine di via Oltrecolle verso via Muggiò, ad esempio tramite impianti semaforici ‘intelligenti’; quali richieste e indicazioni sono emerse dal confronto avviato con le organizzazioni trasportistiche; se e quando intende organizzare un’assemblea tematica per offrire informazioni alla cittadinanza dei quartieri direttamente interessati dalle ricadute delle deviazioni del traffico in atto e in previsione e per raccogliere segnalazioni e proposte; come intende garantire la sicurezza sugli assi stradali interessati da maggiori flussi di veicoli pesanti a seguito delle modifiche viabilistiche già poste in essere, come nel caso di via Sportivi Comaschi”.

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Il Pd comasco a Imola per ascoltare il segretario Renzi

Pd: Renzi, se torno, torno con i voti degli italianiIl Pd comasco vuole essere presente nella giornata di chiusura della Festa nazionale il 24 settembre 2017, a Imola, dove è previsto l’intervento conclusivo del segretario nazionale Matteo Renzi, alle 17. Nell’occasione, nella mattinata, visiteremo la città di Faenza, a pochi chilometri da Imola.
Per chi vuole partecipare, basta comunicare l’adesione agli uffici della Segreteria provinciale entro lunedì 18 settembre 2017, telefonando al numero 031/260311, oppure inviando una email a segreteria@partitodemocratico.co.it al fine di poter confermare e organizzare al meglio il dettaglio della giornata.
Il costo del pullman e della visita guidata è di 20 euro.

Dettaglio della Giornata
ore 6,30 partenza in pullman da Como, piazzale della piscina di Muggiò;
ore 6,45 passaggio del pullman da Cantù, parcheggio cimitero;
ore 7,00 passaggio del pullman da Mariano Comense, Porta Spinola;
ore 10,30 arrivo a Faenza: visita al centro città e ad un laboratorio artigianale di ceramica artistica;
ore 13,00 arrivo a Imola alla Festa nazionale;
ore 13,30 pranzo libero e visita agli stand della Festa;
ore 17,00 discorso del Segretario nazionale Matteo Renzi al termine del quale è previsto il rientro a Como.

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Villa Olmo, Fanetti: “Il progetto Cariplo un’ottima eredità della Giunta Lucini. Altro che il contrario”

Villa Olmo“Villa Olmo è aperta e visitabile: centinaia di persone l’hanno, infatti, visitata in questi mesi estivi e non è vero che è inagibile. Non solo: le mostre finora sono sempre state fatte al piano terra, che è completamente agibile, appunto. Se Gaddi vuole fare una mostra può farla domani. Le foto riportate dai mass media riguardano quasi esclusivamente il secondo piano della villa, che, come si è sempre saputo, non è compreso nel progetto Cariplo: alcune sale sono in condizioni discrete, come ad esempio quelle dell’ex Centro Volta, altre versano in stato di abbandono dagli anni Sessanta”, Stefano Fanetti, capogruppo del Pd in Consiglio comunale, confuta punto per punto la polemica innescata dall’ex assessore Gaddi sulla fruizione e il futuro di Villa Olmo.
“Abbiamo sempre detto che il progetto Cariplo vuole dare il via a un rilancio complessivo della villa, ma non è certo sufficiente per restaurare tutto, anche perché 7 milioni di euro non bastano e nemmeno bastano 3 anni di lavori – continua Fanetti –. Per completare il totale restauro della villa ci vorranno più mandati amministrativi e nuove fonti di finanziamento, in parte già ipotizzate. Ma questo non impedisce, né rende vani gli interventi previsti sulla stessa villa nel progetto finanziato da Cariplo”.
E a proposito del giardino, il Gruppo del Pd fa presente che “è interessato da un intervento di riqualificazione anche perché si inserisce in un percorso di visita di ville e giardini del lago e contribuisce a portare visitatori alla villa. Il turismo culturale dei giardini sta vivendo un boom senza precedenti in Italia: 8 milioni di visitatori nel 2016”.
Uno degli obbiettivi del progetto Cariplo è la riapertura del primo piano al pubblico, anche per aumentare la disponibilità di sale per mostre, conferenze, eventi ecc. Il progetto, quindi, prevede e finanzia l’abbattimento delle barriere architettoniche (ascensori per il primo piano); il rifacimento dell’impianto di riscaldamento (piano terra e primo piano); il ripristino dei pavimenti, legato al rifacimento del riscaldamento; la realizzazione dell’impianto antincendio e opere necessarie per l’evacuazione (primo piano); il restauro della facciata principale, ovvero la più degradata.
Al termine di questi lavori buona parte del primo piano sarà utilizzabile, ma alcune sale richiedono interventi più importanti, non previsti dal progetto, fa presente Fanetti, e sottolinea che “Gaddi lo sa bene perché vi ha accumulato materiale delle sue mostre e ha contribuito al loro degrado. Per queste sale abbiamo sempre pensato di coinvolgere sponsor privati, come fatto con Bulgari per la Sala del Duca, al termine delle opere strutturali. Perché Gaddi non ha mai fatto nulla per queste sale quando per 15 anni ne ha avuto la possibilità?”.
Infine, un chiarimento sui rapporti con la Soprintendenza: “Non ci risultano comunicazioni recenti della Soprintendenza, la quale non ha bocciato nessun progetto, ma ha chiesto di elaborare un progetto unitario, che tenga insieme tutti quelli finora proposti per la villa. È per questo che i tecnici hanno lavorato e dovranno ancora lavorare per approfondire un masterplan complessivo che permetta di inquadrare i singoli progetti esecutivi (ascensori, impianti ecc.) in un quadro generale, che dia una visione d’insieme delle azioni sulla villa. Ciò non rappresenta peraltro un impedimento per i lavori previsti al primo piano e non ne pregiudica l’efficacia e la funzionalità, anche perché non è affatto vero che il tetto è un colabrodo”, aggiunge il Pd comasco.
Per il capogruppo in Consiglio comunale, “l’eredità della Giunta Lucini per villa Olmo è un’idea forte, un progetto di rilancio, con 5 milioni di euro ottenuti dalla Cariplo e una serie di cantieri di riqualificazione avviati. Come la Ticosa e le paratie? Non ci pare. Magari avessimo trovato noi certe eredità”.

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Coprifuoco richiedenti asilo, Fanetti, Lissi, Guarisco: “Sicurezza non significa segregazione”

rifugiati immigrazione richiedenti asilo mare“Sulla necessità di garantire la sicurezza per i cittadini di Como non abbiamo alcun dubbio. Ma rifuggiamo ogni proposta che odora di segregazione e di ritorno al passato”. Sono trancianti Stefano Fanetti, capogruppo del Pd in Consiglio comunale, e i due consiglieri democratici Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, dopo aver letto i contenuti della mozione proposta dal gruppo consiliare Rapinese sindaco.
“Proporre una sorta di coprifuoco che scatterebbe alle 20, cioè almeno due, tre ore prima dell’attuale orario di chiusura delle porte dei centri di accoglienza, non è soltanto un’idea poco originale e già rigettata da un Prefetto – aggiungono Fanetti, Lissi e Guarisco riferendosi al caso Domodossola –, ma anche giuridicamente discutibile e che introduce una forma di discriminazione. L’equazione richiedenti asilo uguale insicurezza è strumentale e non offre un approccio serio per gestire la questione dell’accoglienza”.
Insomma, per il Pd la sicurezza è “assolutamente necessaria, ma non è certo questa la strada: occorre piuttosto concordare interventi specifici con il Governo”.
E ciò che stupisce di più i consiglieri democratici è che “la proposta viene da un gruppo consiliare guidato dalla stessa persona che, esattamente un anno fa, proponeva addirittura, sempre con una mozione, di istituire un albo dei cittadini comaschi benemeriti che avessero avuto la volontà di accogliere in casa propria i migranti che stavano vicino alla stazione di San Giovanni. La solidarietà e il senso per l’altro sono intrinseche al proprio modo di pensare: non cambiano a seconda delle situazioni a meri scopi politici e propagandistici”, concludono i tre esponenti Pd.

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Assemblea provinciale Pd: queste le decisioni

logo_pdL’Assemblea provinciale del Pd di Como si è riunita lo scorso 20 luglio con all’ordine del giorno l’analisi del voto delle elezioni amministrative dell’11/25 giugno 2017. Si è dapprima ricordata la figura di Gianfranco Garganigo, storico esponente sindacale – già Segretario della Camera del lavoro di Como – e delle forze politiche del centrosinistra comasco, di recente scomparso.
Dopo un’introduzione del Segretario provinciale, Angelo Orsenigo, il dibattito si è sviluppato in modo ampio con l’intervento di 19 presenti. Si è innanzitutto ringraziato tutti coloro, candidati ed organizzazioni del partito, che si sono impegnati e spesi nella campagna elettorale perché il Pd e, complessivamente, le forze del centrosinistra potessero avere un buon risultato e si è augurato agli eletti un proficuo lavoro all’interno dei rispettivi Consigli comunali.
Si è altresì constato che l’esito elettorale, ad eccezione del Comune di Appiano Gentile dove una coalizione civica di centrosinistra ha vinto subentrando ad una maggioranza di centrodestra, è stato pesantemente negativo, soprattutto se si guarda al risultato dei tre Comuni maggiori della provincia in cui si è andati al voto: Como, Cantù ed Erba.
Al di là dell’importante valore aggiunto rappresentato dal candidato sindaco di Como Maurizio Traglio, si è evidenziata la debolezza complessiva della proposta politico-amministrativa messa in campo dal Pd nelle diverse realtà e la difficoltà delle nostre organizzazioni di partito nel raccordarsi con le realtà sociali del territorio, sintomo di una perdita di radicamento e di capacità di leggere le dinamiche socio-economiche delle nostre comunità in atto da diverso tempo.
Tutto questo, unitamente ad un clima politico generale sicuramente poco positivo per il Pd ed il centrosinistra e che tra l’altro, in questo periodo, è stato ulteriormente e negativamente influenzato dalla critica situazione generata dal fenomeno migratorio in atto, ha determinato nel suo complesso il risultato negativo conseguito.
Da tutti è stata evidenziata la necessità di avviare al più presto una approfondita analisi e riflessione sullo stato del partito, sulla sua organizzazione e radicamento nella realtà comasca e sulla sua capacità di saper proporre risposte credibili e condivise rispetto ai principali e nuovi problemi che pesano sulle comunità dei nostri territori.
Da tutto ciò è emersa l’unanime valutazione che, approfittando della campagna congressuale che da settembre vedrà impegnato in tutta Italia il partito nel rinnovo degli organismi dirigenti di circolo, provinciali e regionali, sia opportuno aprire una fase di riflessione ed analisi e di confronto in tutto il partito comasco, facendo precedere alla fase congressuale vera e propria un momento congiunto di approfondimento aperto a diverse realtà anche esterne al partito stesso.
Da ultimo l’Assemblea, approvando all’unanimità la proposta del Segretario provinciale Orsenigo, ha demandato agli organismi dirigenti della federazione il compito di organizzare tale momento di riflessione e di confermare la fase congressuale 2017 dei circoli e della federazione nelle date già definite dalla Direzione nazionale e comunicate con una nota del 5 luglio scorso dal Vicesegretario nazionale e dal Responsabile nazionale dell’Organizzazione. Di tale decisione verrà tempestivamente informata la Segreteria regionale.
L’Assemblea verrà riunita entro la prima settimana di settembre per dar corso agli adempimenti congressuali.

Angelo Orsenigo                                             Mario Clerici
Segretario Provinciale                               Presidente Assemblea Provinciale

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Ballottaggio di domenica 25 giugno, noi del Pd vogliamo guardare avanti: il nostro sindaco è Maurizio Traglio

traglioDomenica 25 giugno 2017, dalle 7 alle 23, si voterà ancora, questa volta al ballottaggio che deciderà definitivamente chi diventa il nuovo sindaco di Como. Noi sosteniamo Maurizio Traglio e la sua idea di una Como che sVolta. Perché cambiare Como significa ascoltare la gente e dare ai comaschi la possibilità di partecipare e condividere le scelte fondamentali per la nostra città.
Ci piace ricordare che, come Partito democratico, a differenza degli altri schieramenti, abbiamo iniziato questo percorso condividendo con i cittadini anche la decisione sul nostro candidato sindaco con le primarie di marzo. E vogliamo anche far presente che in questi anni di amministrazione abbiamo iniziato a cambiare la città di Como e ora serve con coraggio accelerare il cambiamento.
Ovviamente, questo passaggio non può essere fatto da chi finge di essere la novità, ma rappresenta solo ed esclusivamente il triste passato della giunta di centrodestra. E nemmeno da chi, in questi anni, si è opposto, dicendo tutto e il contrario di tutto, alle scelte che ora vengono apprezzate dai comaschi, come la riqualificazione delle piazze del centro, la sistemazione dell’area ex Trevitex o la posa del monumento di Libeskind, senza, al contrario, proporre soluzioni ai problemi dei cittadini.
Per concretizzare questo cambiamento noi ci presentiamo con un gruppo forte, aperto e coeso attorno al nostro candidato sindaco Maurizio Traglio, uomo dell’innovazione nelle imprese e nell’economia, che può garantire una svolta vera per Como, nel rispetto del meglio di quello che abbiamo saputo fare in questi anni.
Domenica non ci sono vie di mezzo: si decide per lui o per gli altri, cioè il passato e tutto ciò che sappiamo. Noi non abbiamo dubbi: tra chi vuole fermarsi o peggio tornare indietro, vogliamo andare avanti. Maurizio Traglio e la sua squadra saranno la nostra guida.

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