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Un inizio di legislatura complicato

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Primo giorno per il nuovo Parlamento

Oggi primo giorno nel nuovo Parlamento per i rappresentanti del PD eletti nel comasco alla Camera dei Deputati, Chiara Braga e Mauro Guerra. Si tratta comunque di un ritorno in quanto vantano già esperienze alle spalle. “E’ un inizio di legislatura con molte incognite – commenta Chiara Braga – e sono ore molto complicate. Ciascuno di noi sta lavorando per provare ad interpretare al meglio questo passaggio e trovare le condizioni per una legislatura che consenta  di fare le cose fondamentali che ci chiede il Paese e, una su tutte, è la risposta alle necessità delle imprese. Dobbiamo avere tutti la consapevolezza che dalle nostre scelte dipende la responsabilità di dare delle risposte concrete”. “Le mie parole e le mie azioni – commenta Mauro Guerra – vanno all’appello lanciato dall’ANCI al Governo in carica e a quello che verrà. Mi riferisco all’assoluta necessità di sbloccare i pagamenti della P.A., ovvero i 9 miliardi che i Comuni hanno in cassa, ma che non possono pagare per via del patto di stabilità. La situazione è drammatica con le imprese che chiudono. La prima cosa di cui mi voglio occupare e mi sto occupando è proprio questa. Ci si confronta su tante cose ma questa urgenza sociale va affrontata subito. Ci sono le condizioni per un decreto legge e tutte le forze politiche devono garantirne l’appoggio perché non si può più continuare oltre”.

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Convocato Parlamento, prima seduta il 15

La Camera e il Senato sono stati convocati per la prima seduta della XVII legislatura venerdì 15, rispettivamente alle 10.30 e alle 11. All’odg figura: la costituzione dell’Ufficio provvisorio di Presidenza, della Giunta delle elezioni provvisoria e la proclamazione degli eletti; l’elezione del Presidente che avrà luogo per scrutinio segreto. La Camera sarà presieduta da Antonio Leone mentre il Senato da Emilio Colombo.

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Primarie per il Parlamento: la rivoluzione del PD

Il segno che l’Italia cambia. Tutto quello che c’è da sapere sulle primarie dei parlamentari Pd: il regolamento ed i modelli per la raccolta delle firme.

Regolamento candidature primarie parlamentari elezioni 2013

modulo sottoscriz firme parlamentari

modulo sottoscriz firme parlamentari (formato A3)

Altre informazioni sul sito:

http://www.primarieparlamentaripd.it/

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Approvata la Legge di Stabilità alla Camera

Con 372 sì, 73 contrari e 16 astenuti, la Camera ha approvato la legge di Stabilità. Il provvedimento, sul quale il Governo ha posto tre fiducie, passa ora per l’approvazione finale al Senato.  

“Noi voteremo a favore della legge di stabilità, una legge che approviamo ad un anno esatto dalla nascita del Governo Monti e a pochi mesi dalla conclusione della legislatura”. Questa la dichiarazione di voto del capogruppo del PD alla Camera, Dario Franceschini.Noi sappiamo che – sottolinea Franceschini nel suo intervento finale – ogni norma, ogni proposta emendativa, ogni virgola di qualsiasi provvedimento è stata proposta dal Governo, nei decreti-legge, e approvata qui e al Senato attraverso una mediazione tra i gruppi; quasi mai siamo arrivati ad uno scontro sui voti, sempre nella ricerca di un miglioramento per il Partito Democratico, sempre cercando di correggere e di migliorare ogni vostra proposta nel senso dell’equità e della giustizia sociale. Lo abbiamo fatto dall’inizio, sul «salva Italia», salvando l’indicizzazione delle pensioni, difendendo l’articolo 18 sul mercato del lavoro, sulla spending review, e così abbiamo fatto su questa legge di stabilità.

“Abbiamo detto che non andava bene, che andava cambiata e che andava migliorata. Certo, ci sono cose da cambiare al Senato, cito soltanto la non autosufficienza, i malati di SLA, ma è soprattutto il Patto di stabilità interno che va cambiato. Vogliamo dirlo: noi stiamo, senza esitazione, a fianco dei sindaci italiani. Abbiamo migliorato il testo in moltissimi punti e, come avevamo detto, senza toccare i saldi di bilancio. Abbiamo evitato l’aumento dell’IVA su i beni di prima necessità, che avrebbe colpito la povera gente. Abbiamo evitato il taglio dell’IRPEF anche sui redditi alti e altissimi. Abbiamo abolito la franchigia di 250 euro sulle spese deducibili, comprese quelle sanitarie, e il tetto di 3 mila euro, compresi i mutui. Abbiamo reintrodotto l’esenzione IRPEF sulle pensioni di guerra, c’è da fare adesso quella sulla reversibilità. Abbiamo incrementato le detrazioni per i figli a carico da 150 a 500 euro in più. Abbiamo ridotto l’IRAP attraverso le deduzioni e effettuato molti interventi sociali: rifinanziato il fondo per le politiche sociali di 300 milioni di euro; aumentato il fondo per la non autosufficienza, compresi i malati di SLA; stanziati 50 milioni di euro per le borse di studio; salvaguardati altri 10 mila esodati, e proseguiremo; abrogato l’aumento delle ventiquattr’ore ai docenti della scuola, un’altra botta sbagliata al modo della scuola che avrebbe portato a meno qualità dell’insegnamento e a trasformare 50 mila precari in altrettanti disoccupati. Abbiamo rifinanziato la cooperazione internazionale, riaperto il turnover delle Forze armate e delle forze dell’ordine, aumentato il fondo di produttività, evitato l’aumento dell’IVA alle cooperative sociali e il taglio ai patronati sindacali. E poi, all’ultimo momento, abbiamo stanziato i primi – solo i primi – 300 milioni di euro per le calamità naturali, compresa la Toscana. Altro che assalto alla diligenza, io penso che la Camera, tutta la Camera, debba essere orgogliosa del lavoro che è stato fatto sulla legge di stabilità”.

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La riforma del mercato del lavoro è legge

La riforma del mercato del lavoro è legge. Dopo il consenso già ottenuto in Senato, la Camera ha approvato la riforma con 393 sì, 74 no e 46 astenuti.  L’aula di Montecitorio ha votato la quarta e ultima fiducia chiesta dall’esecutivo. Il premier Monti aveva raccomandato di approvare la riforma prima del vertice Europeo fissato per oggi 28 giugno e domani, per dimostrare ai partner internazionali che l’Italia è in grado di attuare riforme strutturali, condizione necessaria per chiedere agli altri Paesi europei, soprattutto alla Germania, più impegno per crescita e sviluppo. Soddisfatto Monti: “Ho apprezzato lo sforzo rilevante che il Parlamento ha fatto per approvare definitivamente la riforma di oggi – ha detto – proprio per presentare l’Italia in modo migliore in questo e importante e difficile vertice europeo a Bruxelles”. 

In allegato le schede su cosa cambia la nuova legge di riforma del Lavoro elaborate da Corriere e Repubblica

560_Riforma Lavoro Cosa cambia – Corriere e Repubblica – schede

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Destinazione delle risorse tagliate ai partiti alle popolazioni terremotate

Le notizie riportate da certa stampa in questi giorni trasmettono un messaggio del tutto infondato in merito, alla mancata promessa da parte dei Partiti di trasferire i loro contributi pubblici, per la precisione 91 milioni di euro di rimborsi elettorali, alle vittime del terremoto.

Come potete leggere qui sotto, all’art. 16 della legge sul finanziamento dei partiti, approvata dalla Camera e attualmente in attesa di essere definitivamente licenziata al Senato, è già prevista la destinazione delle risorse tagliate ai partiti politici alle popolazioni colpite dal terremoto, come peraltro proposto dal PD. Quindi è impossibile che i 91 milioni di euro restino ai Partiti, i quali non dispongono già da ora di quelle somme (la cadenza del 1 luglio non ha alcun senso). I risparmi verranno versate al bilancio dello Stato e così riassegnate al fine di destinarle alle amministrazioni pubbliche dei territori terremotati.

Il Senato potrebbe convertire il provvedimento in legge dello Stato già nei prossimi giorni (anche se l’ultima scadenza utile è fissata per fine luglio), con il favore di tutto il Partito Democratico, i cui esponenti in Senato si sono anche impegnati a chiedere al Governo di rendere disponibili al più presto, con un provvedimento di urgenza, i risparmi dei rimborsi elettorali dei partiti ai territori colpiti dal terremoto, così come si legge anche nell’ordine del giorno della Commissione I del Senato riportato in legato.

Da ultimo poi, proprio in questi giorni la Camera è impegnata nella discussione e nella rapida approvazione del decreto per la ricostruzione dei territori terremoti in Emilia, Lombardia e Veneto, proprio perché siamo consapevoli della necessità di dare, in tempi brevi a questi territori, risposte e risorse adeguate. Ogni polemica, tanto più se costruita sul nulla, non concorre certo a fare un lavoro serio e utile per queste popolazioni, già duramente colpite.

559_Art.16 e Odg Senato giugno2012

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Aula della Camera dei Deputati: ddl riforma del lavoro

E’ iniziata questa mattina in aula alla Camera la discussione generale sul ddl relativo alla riforma del lavoro già approvata nelle scorse settimane dal Senato. Nel tardo pomeriggio di oggi, è previsto il voto su eventuali pregiudiziali di costituzionalità, se verranno presentate. Mentre domani il Governo porrà le quattro questioni di fiducia, una per ogni articolo del testo, cui corrisponderanno le quattro “chiame” dei deputati. Il voto finale sul provvedimento è dunque previsto per mercoledì 27 giugno, a partire dalle ore 17 in poi, con dichiarazioni e voto in diretta tv. Viene così accolto l’appello lanciato nei giorni scorsi dal premier Monti di poter arrivare alla vigilia del Consiglio europeo fissato per i prossimi 28 e 29 giugno, con la riforma del lavoro approvata. Un’ulteriore dimostrazione ai partner internazionali che l’Italia prosegue il cammino del rigore delle riforme, condizione necessaria per chiedere agli altri paesi europei più impegno per crescita e sviluppo.

Ddl – Riforma del Lavoro Fornero

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Presentata alla Camera una risoluzione sulla qualità, efficienza energetica e sicurezza antisismica

Rafforzare le politiche ambientali e favorire l’edilizia di qualità ed energicamente efficiente, attraverso iniziative dirette alla riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare, anche dando stabilità al credito d’imposta del 55 per cento previsto per il miglioramento energetico degli edifici; dare sostegno alla green economy, importante settore della nostra economia, assumendo anche iniziative volte a estendere le agevolazioni fiscali già previste per gli interventi energetici anche a quelli di consolidamento antisismico del patrimonio edilizio esistente. Questi sono, in sintesi, gli impegni contenuti nella risoluzione recentemente presentata in Commissione alla Camera dal Gruppo del Partito Democratico a prima firma del responsabile della Green Economy del Pd, on. Ermete Realacci, e sottoscritta dalla deputata comasca Chiara Braga.

Nello specifico, il sistema di agevolazione fiscale del 55 per cento – si legge nel documento presentato – oltre ad avere garantito importanti risparmi nelle emissioni di Co2, rappresenta una delle più importanti misure anticicliche che sono state attivate negli ultimi anni. Sono i dati a dimostrarlo. Secondo un’indagine dl Cresme-Enea infatti, il volume complessivo di interventi a fine 2011 è stato pari a un milione e quattrocentomila per un totale di 17 miliardi di euro di investimento. Mentre sono stati oltre 50 mila i posti di lavoro che sono stati attivati nei settori coinvolti, soprattutto piccole e medie imprese nell’edilizia e nell’indotto.

Particolare attenzione è stata data al patrimonio edilizio italiano, un patrimonio edilizio di qualità scadente e lontano dagli standard antisismici indispensabili per le caratteristiche geofisiche del nostro Paese. E le ultime e violente scosse sismiche dell’Emilia Romagna, e prima ancora dell’Abruzzo, che hanno causato morti e feriti, oltre al crollo di case e la perdita di interi patrimoni artistici, culturali e industriali, sono purtroppo tristemente lì a ricordarcelo. Con l’avvio immediato di un piano straordinario di consolidamento e miglioramento sismico degli edifici pubblici e privati, si potrebbe mettere in sicurezza gran parte della popolazione e rilanciare un’economia legata all’edilizia della qualità, attivando il sistema delle piccole e medie imprese con benefici rilevanti anche sul terreno occupazionale.

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Approvato alla Camera il progetto di legge di riequilibrio di genere.

Con 372 voti favorevoli, 21 contrari e 48 astenuti, la Camera dei Deputati ha approvato ieri, martedì 8 maggio, il testo unificato dei progetti di legge che promuovono il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali e nei consigli regionali nonché nelle commissioni di concorso nelle pubbliche amministrazioni.

Il provvedimento licenziato dall’Aula di Montecitorio, segue il percorso iniziato lo scorso 8 marzo 2012 con l’approvazione, a larga maggioranza, in Senato di una mozione unitaria sulle politiche di genere, e introduce misure volte a favorire la parità effettiva di donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive e ai pubblici uffici delle autonomie territoriali. Secondo il testo approvato, ora all’esame del Senato, gli statuti degli enti locali dovranno definire entro sei mesi dal varo finale del testo, norme per promuovere la pari opportunità tra i sessi nelle giunte e negli organi collegiali degli enti, aziende e istituzioni sotto il loro controllo.

La novità più importante è l’introduzione della doppia preferenza di genere ovvero la possibilità per gli elettori di esprimere due preferenze della stessa lista, una maschile e una femminile, per i candidati a consigliere comunale. Viene inoltre stabilito che l’atto di nomina delle giunte comunali e provinciali garantisca la presenza di entrambi i sessi.

“L’approvazione del progetto di legge unificato – commenta la deputata del PD, Chiara Braga - segna un passaggio importante per il nostro Paese che sconta una forte sottorappresentanza e marginalità del genere femminile nell’ambito della rappresentanza politica attiva e all’interno della pubblica amministrazione, a scapito della qualità stessa dell’attività amministrativa”.

“Non si  introducono – spiega la parlamentare comasca – quote rosa, che pure possono avere un senso in un quadro bloccato come quello italiano, ma di misure utili a creare le condizioni affinché si promuova l’accesso delle donne alle cariche elettive, agli organi esecutivi e agli uffici pubblici”.

“Il voto alla Camera – conclude la Braga – ha messo in luce come, comunque, permangono in alcuni partiti politici (Lega Nord e Pdl) delle forti resistenze a queste misure che, al contrario, dovrebbero trovare un posto rilevante anche nella discussione sulla riforma elettorale che si sta svolgendo in questi giorni e che mi auguro venga varata al più presto”.

Soddisfazione anche per Andrèe Cesareo , coordinatrice provinciale delle Donne PD, e candidata consigliere nella lista democratica per Lucini Sindaco.  “Finalmente – commenta – è arrivato il sì della Camera alla proposta di legge sul riequilibrio delle rappresentanze di genere. Una tappa fondamentale nel cammino per il riconoscimento delle politiche di genere che aumenterà le possibilità di ingresso delle donne nelle istituzioni”.

“Un risultato – aggiunge la giovane coordinatrice provinciale – che va a colmare un indubbio deficit democratico e di rappresentatività femminile che emerge anche dall’analisi dei dati attuali. A Como, ad esempio, nonostante le recenti elezioni amministrative abbiano consegnato il primato delle preferenze a due donne, le difficoltà femminili a ottenere la parità nella composizione delle liste e soprattutto, a risultare elette, vengono anche qui confermate”.

“Già nel 2009, – conclude Cesareo – la Regione Campania ha introdotto una legge regionale che ha introdotto il meccanismo della doppia preferenza facoltativa, e che ha dato ottimi risultati. Le donne elette nel consiglio regionale campano sono infatti passate da 6 a 14, raggiungendo la percentuale del 22%. “Siamo davvero sulla strada giusta, ora aspettiamo solamente la decisione definitiva del Senato”.

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