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Parchi, Gaffuri: “Finalmente la Brughiera briantea diventerà Parco regionale come chiede da 20 anni”

parco brughiera brianteaIl consigliere regionale Luca Gaffuri si è detto soddisfatto dell’approvazione, da parte della Giunta regionale, con delibera del 17 ottobre scorso (Dgr 7216), dell’avvio dell’iter del progetto di legge per l’ampliamento dei confini del Parco regionale delle Groane e per l’accorpamento del Plis della Brughiera Briantea. Si tratta di una storia lunga e articolata che ha visto diverse interruzioni e che è cominciata nel lontano 1997 su sollecitazione di alcuni Comuni e del Plis stesso.
Se la prima proposta di legge di iniziativa consiliare per l’istituzione del Parco della Brughiera è infatti del 2000, la seconda di cui Gaffuri è stato firmatario (il pdl 152/2006) non è mai arrivata in discussione, ma un ordine del giorno del 2009 approvato dal Consiglio regionale riportava di attualità la questione nell’VIII Consiliatura. Infine nel 2013, l’assessore regionale all’Ambiente esplicitava le difficoltà a sostenere l’istituzione di un nuovo parco regionale, ma manifestava contemporaneamente la disponibilità a favorire l’accorpamento delle aree oggetto della proposta ad un parco regionale già esistente.
“Proposto da anni dal Pd, seguito con ardore dal Comitato promotore e da alcuni Comuni del territorio comasco e monzese, il territorio della Brughiera Briantea aspetta da 20 anni questo momento – afferma Gaffuri –. Un primo passo è stato fatto, siamo certi che questa nuova decisione potrà garantire maggiori tutele e valorizzare al meglio le aree interessate, come del resto i 13 Comuni adiacenti chiedono da anni. Ora è importante che l’ampliamento arrivi a termine entro fine della legislatura”.

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Parchi, Braga: “Con la riforma, le aree protette diventano laboratori per un modello di sviluppo sostenibile”

parco“Dopo un iter lungo e minuzioso in Commissione Ambiente a Montecitorio, l’Aula della Camera ha approvato poco fa in seconda lettura la riforma della aree protette nazionali, che così ritorna al Senato. Questa norma permette ora di costruire un’ architettura organica di gestione e valorizzazione dei parchi nazionali. I parchi diventano laboratori di biodiversità, poli di rilancio dell’economia territoriale e baluardi per le politiche di adattamento al cambiamento climatico. La  semplificazione  gestionale renderà poi più snelli i meccanismi e le procedure di gestione e trasparenza dei parchi, qualificando anche la figura del direttore, che da oggi avrà competenze tecniche specifiche. Un ringraziamento sincero per il grande lavoro svolto va al relatore del provvedimento Enrico Borghi e ai colleghi di tutto il gruppo del Partito democratico”. Così l’on. Chiara Braga commenta l’approvazione alla Camera dei Deputati della riforma delle aree protette che ora ritorna al Senato per l’approvazione definitiva.

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Designazione “commissari” parchi regionali

La Regione continua a mettere le mani sui parchi, nonostante quanto previsto dalla recente norma sui parchi proprio a garanzia dei territori. Sono stati appena designati dalla Giunta i membri dei Consigli di Gestione dei Parchi regionali e delle Riserve Naturali. Su 22 designazioni, nessuna di quelle effettuate è espressione delle proposte che arrivavano dagli amministratori locali, dai cittadini, dalle associazioni, né dai consiglieri dell’opposizione. Pdl e Lega si sono spartiti rispettivamente 13 e 9 nomi da insediare nei Consigli di Gestione. “Come recita la legge regionale 12 del 2011 il Consiglio di Gestione di un parco dovrebbe essere eletto tra amministratori, esperti, o personalità di rilievo del territorio degli enti locali interessati dal parco – spiega il capogruppo del Pd Luca Gaffuri – . Quanto è invece accaduto con queste nomine è l’ennesima riprova che la recente conquista di legge è stata disattesa e che la Regione continua a scegliere i consiglieri sulla base di una spartizione delle poltrone che non viene impedita nemmeno dalla nuova norma proposta e fatta approvare dal Pd proprio a garanzia dei territori e dei loro effettivi bisogni”.

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Parchi: grazie al Pd migliorata la legge

E’ stata approvata ieri, giovedì 28 luglio 2011, in Consiglio regionale (44 sì, 5 no, 20 astenuti), la legge sulla governance dei parchi lombardi, con l’astensione del Gruppo del Partito democratico. Una scelta di voto, lungamente ponderata, che è stata così spiegata dal capogruppo Luca Gaffuri: “Ci siamo trovati a discutere della materia parchi in seguito alla decisione del Governo nazionale, attraverso il decreto Milleproroghe, di modificare la governance degli enti gestori, motivandola con un risparmio di costi. Noi non abbiamo condiviso l’intervento del governo che ha costretto a questa operazione. – ha detto il capogruppo –. In più, la Giunta regionale ha cercato di inserire articoli aggiuntivi che tendevano a regolamentare altri aspetti della vita dei parchi”.

La legge votata ieri è profondamente diversa rispetto alla proposta iniziale della Giunta e i miglioramenti sono stati possibili solo grazie al ritorno della stessa in commissione dopo l’approvazione in aula, tre settimane fa, di un emendamento del Pd che cancellava la nomina obbligatoria di un rappresentante della Giunta nel consiglio di gestione di ciascun parco.

Nella discussione di oggi il Pd è riuscito a ottenere l’eliminazione della possibilità di cambiare i confini dei parchi e di concedere con più facilità deroghe per la costruzione di opere di pubblica utilità. In Aula si è anche ottenuto che il rappresentante della Regione, nominato nei consigli di gestione, sia scelto obbligatoriamente tra rappresentanti del territorio del parco.

Di particolare rilievo anche l’approvazione di due ordini del giorno proposti dal Pd che impegnano la Giunta a istituire due nuovi parchi, quello regionale del Basso Lambro e quello Interregionale del Po, e a mantenere invariate nei prossimi anni le risorse finanziarie a sostegno dei bilanci dei parchi regionali.

Oltre a questi risultati, determinante, nella scelta del Pd di astenersi, è stata anche l’approvazione di una risoluzione che impegna la Giunta regionale a presentare entro sei mesi una proposta di legge di riordino complessivo della legge sui parchi che è datata 1983 e ha subito ben 15 modifiche nel corso degli anni.

“Nei lavori della commissioni e soprattutto del consiglio – ha continuato il capogruppo Gaffuri – si è riusciti a intervenire su aspetti fondamentali. La legge ne è uscita, dunque, modificata in senso positivo grazie a un prezioso lavoro dei gruppi di minoranza e alla capacità di ascolto dell’assessore. L’approvazione della legge, anche grazie all’astensione del Pd, permette inoltre di evitare il commissariamento dei parchi dopo l’entrata in vigore di quanto disposto dal Milleproroghe evitando di far precipitare i parchi stessi in una situazione di incertezza”.

Ha concluso Gaffuri: “Ci auguriamo ora, dopo la disponibilità dimostrata dal Pd, che la maggioranza mantenga l’impegno, di arrivare a una ridefinizione e a una rilettura completa della realtà dei parchi lombardi entro i prossimi sei mesi per dare a questi enti, che rivestono tanta importanza per la Lombardia, ulteriori garanzie e impulso per il futuro”.

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Parchi: cede la maggioranza in Consiglio Regionale

Il Consiglio regionale della Lombardia vota contro il commissario regionale negli enti gestori dei parchi, grazie a un emendamento del Gruppo del Pd, e la maggioranza Lega-Pdl, la stessa che ha permesso di cassare l’ipotesi centralista di un controllore imposto dall’alto, chiede di rinviare il progetto di legge in Commissione. Un successo per il Partito democratico che ha a lungo battagliato, a partire proprio dalla Commissione ambiente, in favore di una legge sui parchi che sia di vera riforma, a quasi trent’anni dalla prima, e di un provvedimento sulla governance (previsto nel milleproroghe) che sia il più possibile delegato ai territori e alle loro comunità.

Un primo segnale di cedimento della maggioranza si è avuto al voto sull’emendamento sulla forma giuridica degli enti gestori dei parchi, sempre proposto dal Pd, che è stato bocciato con pochi voti di scarto.

“Al secondo voto segreto la maggioranza si è sciolta come neve al sole”, sentenziano Luca Gaffuri, capogruppo, e Maurizio Martina, segretario regionale del Pd. Ai numeri, 39 favorevoli e 35 contrari che, fatti i calcoli e considerati i 28 presenti della minoranza, significa 11 consiglieri di maggioranza non d’accordo sul fatto che il presidente convochi la comunità del parco per l’elezione dei componenti il consiglio di gestione “previa acquisizione del nominativo del componente designato dalla Regione”. Quello cioè che dal Pd è sempre stato definito una sorta di commissario e controllore del potere regionale.

“In questo modo la stessa maggioranza ha affossato il centralismo del Governo Formigoni che, dopo la sanità, voleva allungare le mani anche sull’ambiente e sulle nostre aree protette”, incalzano Gaffuri e Martina.

E infatti Pdl e Lega “si sono sentiti in evidente imbarazzo, se non hanno potuto fare altro che chiedere il ritiro del progetto di legge, dopo settimane di discussione, per ripartire da capo in Commissione”, chiosano i due esponenti del Pd.

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