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Stadio del ghiaccio, bene l’intitolazione a Gosetto e Luraghi, ma si pensi anche al destino dell’impianto

“Sono soddisfatto che il consiglio comunale di Como abbia approvato la mozione di dedicare lo stadio del ghiaccio di Casate a Stefano Gosetto e Alfredo Luraghi – dice Luca Gaffuri, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, commentando favorevolmente il voto –. Sono stati due giocatori che hanno vestito per anni la casacca dell’Hc Como e questo riconoscimento arriva proprio nel 40esimo anniversario della partecipazione della compagine hockeyistica cittadina a un campionato di questa appassionante disciplina sportiva. Tra l’altro, è una proposta che io stesso avevo lanciato la scorsa estate”, fa sapere Gaffuri.

“In questo modo verranno ricordati due giovani che, scomparsi prematuramente, hanno iniziato a pattinare proprio in quello stadio, al centro delle discussioni in questo periodo per le note vicende relative ai rumori emessi e che potrebbero portare alla sua chiusura. Due giovani che hanno perso la vita in circostanze tragiche e ai quali l’affetto del pubblico e degli stessi ex compagni di squadra non è mai venuto meno”, ricorda l’esponente del Pd.

Stefano Gosetto è scomparso nel 1985 in un incidente stradale. Abitava a meno di 50 metri in linea d’aria dallo stadio di Casate e insieme ai cosiddetti ‘ragazzi di via Orazio’ ha scritto le prime pagine dell’hockey Como a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta. Imprese sportive culminate, nella primavera del 1984, con la prima storica promozione della compagine biancoblu in serie A. Alla sua memoria, da oltre vent’anni, un torneo giovanile porta il suo nome e rappresenta il momento conclusivo della stagione hockeyistica comasca. Inoltre, in sua memoria, è stato ritirato il numero 5, il suo numero, dalla squadra.
Alfredo Luraghi, invece, è stato il portiere degli anni Novanta dell’Hc Como che, dopo la parentesi della proprietà della Mediolanum Sport, ha permesso agli azzurri di scrivere nuove entusiasmanti pagine di sport contribuendo alla seconda partecipazione degli azzurri in massima serie. Luraghi è  scomparso per un malore improvviso nel 2008.

“Credo che dedicare lo stadio del ghiaccio a questi due giovani che amavano lo sport e questa struttura, dove hanno trascorso parte della loro vita lasciando ricordi indelebili nella memoria di chi li ha conosciuti – conclude Gaffuri –, sia un gesto di particolare attenzione e di riconoscenza da parte di una città che troppo spesso si dimentica del valore e dell’importanza sociale che ricopre lo sport”.

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Anche la Provincia si interessi delle sorti del Palazzetto

“Le attività che si svolgono da decenni al Palaghiaccio di Casate, sono una realtà di valore e di eccellenza per Como, da preservare e sviluppare in tutte le sue potenzialità da parte di chi ha a cuore il futuro di questo territorio e delle persone che ci vivono. […] Apprezzo il vostro impegno e conto di darvi la mia massima disponibilità a sostegno delle vostre iniziative”. Questa parte della risposta rilasciata dall’on. Chiara Braga all’appello lanciato dalle numerose famiglie, dagli sportivi e dalle loro società, per salvare il Palaghiaccio di Casate, risposta pubblicata interamente in rete, domenica scorsa, dal gruppo Facebook “Salviamo il Palaghiaccio di Casate”.

“Anche alla luce delle informazioni ulteriori emerse in questi giorni – commenta la giovane parlamentare – resto fiduciosa nella capacità delle istituzioni, a partire dal Comune di Como, di individuare una soluzione positiva a questo problema, magari dando prova di essere più capace di quanto non lo sia stato in altre occasioni. Da quanto emerso dalla riunione di ieri della Commissione Sport sul futuro del Palazzetto risulta poi, sempre più chiaro ed evidente che è nelle mani del Comune la possibilità di trovare una soluzione alla vicenda”.

Ieri, l’onorevole Braga ha fatto anche pervenire una nota all’assessore provinciale allo Sport, Patrizio Tambini. “Pur sapendo che la Provincia non ha competenze dirette in merito, – fa’ sapere la Braga – occorre tener conto che il Palazzetto è utilizzato da giovani atleti di tutta la Provincia comasca. Auspico quindi che anche l’amministrzione provinciale possa contribuire, nelle forme che si riterranno opportune, a salvare il Palaghiaccio, concorrendo alla ricerca delle soluzioni utili a quelli che paiono essere “intoppi burocratici” non insormontabili”.

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Stadio del ghiaccio di Casate: ennesimo esempio di disinteresse verso la città

«La situazione in cui versa lo stadio del ghiaccio di Casate, ad un mese dalla potenziale chiusura definitiva, è l’ennesima dimostrazione di scarsa, per non dire nulla, attenzione nei confronti della città e dei giovani da parte dell’Amministrazione, anzi della non-amministrazione visti i fatti, di PDL e Lega Nord».

Non fa mancare la sua voce sul rischio di chiusura dello storico impianto sportivo comasco il capogruppo del PD in Consiglio Regionale, Luca Gaffuri che, dopo l’animato Consiglio Comunale di ieri sera, sottolinea come anche in questo caso è mancata la volontà di fare il bene comune.

«Sarebbe bastata un po’ più di attenzione, per non parlare di una più sensata pianificazione e regolamentazione dell’area visto che lo stadio del ghiaccio è stato costruito tra il 1967 ed il 1968 mentre le abitazioni, i cui proprietari, si sono lamentati del rumore proveniente dall’impianto ed hanno iniziato questa lunga battaglia legale, risalgono alla seconda metà degli anni ’80 e nei primi anni ‘90, per evitare tutto questo. Un po’ più attenzione nel cercare di mantenere in ordine una struttura che tanto ha dato ai giovani invece lasciata a se stessa e che oggi non viene difesa dagli amministratori di Como bensì solo da personaggi di primo piano nel mondo degli sport invernali, come il pattinatore Maurizio Margaglio per non parlare delle centinaia di ex giocatori di hockey, di praticanti di pattinaggio nonché di semplici fruitori per puro divertimento. Ancora una volta…anzi, per l’ennesima volta, l’Amministrazione Comunale di Palazzo Cernezzi sembra guardarsi attonita attorno alla ricerca di un “miracolo”. Ma l’esperienza, soprattutto recente, dovrebbe insegnare che a Como di miracoli non ne sono capitati, eppure quanto ce ne sarebbe bisogno. Inoltre non posso mancare di sottolineare anche l’atteggiamento di arroganza da parte del Sindaco, Stefano Bruni e della sua giunta che hanno ignorato le interrogazioni sull’argomento profuse dalle forze di minoranza nel corso di questi mesi».

Infine Gaffuri non manca di sottolineare un laconico inciso in questa vicenda: «Casate rischia la chiusura e il Consiglio Comunale ha approvato il progetto per il nuovo palazzetto dello Sport: in quest’ultimo scampolo di un vero e proprio sciagurato quinquennio l’Amministrazione PDL-Lega Nord non manca di indossare ad ogni occasione i vestiti di Don Chisciotte. Invece di fare il concreto bene comune pensa ai mulini a vento mentre dell’argomento se ne tornerà a parlare solo tra due settimane non in Consiglio Comunale bensì in Commissione Sport, a soli 15 giorni dalla data del 29 febbraio in cui la struttura potrebbe chiudere».

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