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Sanità, Gaffuri (Pd): “Non riduciamo, ma investiamo sulle chirurgie degli ospedali di San Fermo e Menaggio

ospedale sant'anna comoSulla chiusura delle Unità complesse di Chirurgia dei presidi ospedalieri di San Fermo della Battaglia e di Menaggio, come previsto dalla direttiva sulle determinazioni delle linee guida regionali per l’adozione dei piani di organizzazione aziendale strategici, Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, ha appena depositato un’interrogazione.
Nell’atto chiede all’assessore regionale alla Sanità se non ritenga opportuno operare una deroga, favorendo, invece, interventi e investimenti che possano piuttosto promuovere la competitività e la capacità attrattiva verso le due strutture sanitarie pubbliche del territorio comasco.
“È sbagliato ridurre le chirurgie: così si va a compromettere la competitività e la capacità attrattiva degli ospedali e a impattare sulle liste d’attesa per gli interventi, creando disagi per l’utenza e incidendo negativamente sulla professionalità dei medici chirurghi”, commenta Gaffuri.

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Facciamo rinascere la sanità a Como e in Lombardia

“Facciamo rinascere la Sanità in Lombardia e nella provincia di Como” è stato il tema che ha caratterizzato martedì 5 febbraio la campagna elettorale nel comasco. Alessandra Kustermann, Direttrice del Pronto Soccorso Ostetrico Ginecologico della Clinica Mangiagalli e già candidata alle primarie del Patto Civico (dove ha ottenuto 30.000 voti) insieme ad Annalisa Silvestro, Presidente nazionale infermieri, con altri relatori e i candidati PD per la Regione e il Parlamento hanno tenuto due incontri, ad Olgiate Comasco ed a Como. Nel video gli interventi di Kustermann e Silvestro ad Olgiate.

LE PROPOSTE DEL PD CON AMBROSOLI PER LA SANITA’ LOMBARDA

La Sanità in Lombardia è di qualità, ma non è stata creata da Formigoni
Il tema della Sanità è fondamentale per la Regione Lombardia. Non solo assorbe quasi l’ottanta per cento delle risorse economiche regionali, ma è il “cuore” dei servizi ai cittadini. La sanità nella nostra regione è di qualità, ma questa non è stata creata dalle scelte di Formigoni e della sua giunta. Il merito va all’impegno, alla competenza e alla vera e propria passione di tanti operatori sanitari per il proprio lavoro.

Il nostro lavoro è stato risolvere problemi mirati
L’attività del Gruppo Consigliare del PD è stata quindi orientata non tanto a modificare radicalmente un quadro sostanzialmente positivo, ma mettere mano, con decisione e coraggio, ad alcune gravi storture che sono state introdotte in questi anni. Centrale è stata la volontà di sollecitare una vera e propria ottimizzazione del sistema, richiedendo di privilegiare il concetto di efficienza.

Dirigenze sanitarie: più spazio al merito e alla professionalità
In un panorama di rinnovamento intelligente del sistema sanitario lombardo, abbiamo più volte ribadito come l’ASL costituisce la realtà strategica dell’azione territoriale. In particolare abbiamo detto con forza come sia necessario favorire la nascita di centri meglio organizzati, che si avvalgono di team di lavoro (medici, infermieri, specialisti in psichiatria e neuropsichiatria infantile) per i servizi di consulenza ai cittadini e gestione delle cronicità.
Inoltre abbiamo sostenuto che va riformato anche il sistema delle nomine dei manager della sanità, che deve ispirarsi a criteri di merito e non di appartenenza politica.

Rapporto fra pubblico e privato: superare il concetto di “mercato”
La crisi di grandi gruppi privati della sanità lombarda, proprio alla fine di 17 anni di governo di centrodestra, ha evidenziato l’esagerato “sostegno” allo sviluppo del privato nel settore sociosanitario. Si sono generate situazioni diffuse di scambio fra politica e affari, che ha mortificato la vera imprenditorialtà nel settore. Come Gruppo Consigliare del PD abbiamo combattuto con tutte le nostre forze questo stato di cose, ancora prima che si palesasse in tutta la sua drammaticità. Abbiamo chiesto una revisione globale del sistema finalizzato ad un modello più efficiente e meno dispendioso.

 Ticket sanitari: maggiori esenzioni e più gradualità

La Lombardia pur essendo una regione «virtuosa», applica già dal 2003 il ticket su farmaci e diagnostica più pesante d’Italia oltre ad avere un livello di spesa sanitaria a completo carico del cittadino molto alto. Il sistema di compartecipazione alla spesa introdotto da Formigoni non è improntato sulla equità. Abbiamo chiesto l’innalzamento della fascia di esenzione per le famiglie con un reddito sotto i 30mila euro. Il tema è talmente importante da collocarsi ai primi posti anche dell’agenda di chi governerà in futuro la Regione. E’ infatti urgente passare ad un modello che consenta ai lombardi di contribuire alla spesa sanitaria proporzionalmente al proprio reddito in modo più preciso ed equilibrato.

VIDEO IN ELABORAZIONE

 Un esempio importante della nostra visione sui progetti mirati: le cure odontoiatriche

Le cure odontoiatriche sono una componente di rilievo in un sistema sanitario pubblico moderno, eppure attualmente circa il 90% della spesa odontoiatrica va a strutture private. I “denti” sono fra le voci di spesa più rilevanti per le famiglie. Questo crea anche una forte diseguaglianza nell’accesso alle cure: con la crisi, infatti, sono sempre di più i cittadini che vanno dal dentista solo in casi di emergenza. Abbiamo più volte affermato e sollecitato che il problema va affrontato in modo preventivo e che le cure dentali sono fra gli aspetti fondamentali del benessere della popolazione, anche a livello di prevenzione. Per questo abbiamo pensato ad uno specifico fondo integrativo regionale a gestione pubblico/privato che faciliti l’accesso regolare e di qualità alle cure odontoiatriche di tutta la popolazione lombarda.

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Meno finanziamenti e nuove norme per gli ospedali appartenenti ad Enti religiosi

“Un provvedimento che è stato adottato senza la dovuta attenzione: gli ospedali facenti capo ad ordini religiosi, in provincia di Como il Valduce nel capoluogo ed il Fatebenefratelli di Erba, benché privati, sono totalmente equiparati a quelli pubblici, soprattutto dal punto di vista dei servizi”. Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, interviene sul testo della delibera del 6 agosto scorso con la quale Regione Lombardia ha ridotto i finanziamenti destinati agli “ospedali classificati”, ovvero alle strutture che fanno capo ad ordini religiosi e hanno statuto di fondazioni no profit, ma sono equiparate ai presidi pubblici. I finanziamenti per questo capitolo (complessivamente nel territorio regionale si tratta di sei strutture per 1.500 posti letti, sono stati dimezzati rispetto al 2010 passando da 17 a 9 milioni di euro. In un primo tempo i fondi destinati agli ospedali religiosi per il 2012 ammontavano a 14 milioni di euro, come si legge nella delibera del 6 dicembre 2011. La spending review ha però imposto una diminuzione ulteriore dei finanziamenti, abbassando l’importo a 9 milioni complessivi. “Per questi nosocomi la delibera adottata dalla Giunta Regionale elenca anche i nuovi criteri che doranno rispettare per poter ottenere i finanziamenti. Si parla di ridurre i tempi di attesa, di integrare i reparti di ricovero e gli ambulatori, di adottare la cartella elettronica per i pazienti. Norme, queste – conclude Gaffuri-, che anticipano i provvedimenti che saranno adottati nel prossimo autunno per aumentare i controlli sui finanziamenti alle strutture private così da evitare nuovi scandali dopo i casi ben noti relativi al San Raffaele ed alla fondazione Maugeri”

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