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VENTO: un sano e verde sviluppo

Si è svolta ieri mattina, alla presenza delle commissioni Ambiente e Trasporti della Camera, la presentazione del progetto VENTO, in bicicletta da VENezia  a TOrino lungo il fiume Po passando per EXPO, nell’ambito dell’audizione, promossa dalla deputata comasca Chiara Braga, del prof. Paolo Pileri e dell’arch. Alessandro Giacomel del Politecnico di Milano. “Il Dipartimento di Architettura e Pianificazione del Politecnico di Milano – spiega la giovane parlamentare – ha messo a punto questo progetto di ciclovia di circa 679 km che corre lungo il fiume Po, in parte sugli argini, in parte lungo ciclabili esistenti e in parte su tracciati ancora da attrezzare, che vuole collegare Venezia a Torino attraversando altri 121 comuni, ricchi di beni artistici e architettonici e salendo fino a Milano EXPO, accanto ai navigli”.  

È il progetto della prima infrastruttura per il cicloturismo in Italia che andrebbe a costituire la dorsale est-ovest della direttrice ciclabile europea Barcellona Kiev che l’Europa chiede di realizzare, Eurovelo 8, ben collegata con le presenti e future ciclabili nord-sud che ne amplierebbero le possibilità. 

VENTO, continua la Braga – non è solo una ciclovia, ma una vera e propria opportunità di sviluppo economico e occupazionale a impatto zero. Se il costo di realizzazione è di circa 80 milioni di euro, il valore economico che VENTO è in grado di produrre, sottoforma di introiti per tutte le attività che incontra lungo il suo percorso (dove già oggi sono insediate 14.000 aziende agricole, 300 attività ricettive e oltre 2000 attività commerciali), è di 80-100 milioni di euro all’anno. Il costo relativamente contenuto di VENTO è consentito dal fatto che per il 15% sfrutta tratti già esistenti, per il 42% si propone di utilizzare  argini di fatto esistenti ma oggi inutilizzabili a causa di regolamenti desueti, per i quali sono sufficienti pochi interventi di sistemazione (circa 1 milione di euro), per il 22% è da realizzare con in interventi ‘leggeri’ (18 milioni di euro) e il restante 21%  richiede interventi importanti (come l’attraversamento dei fiumi) per altri 61 milioni”.  

“Per la sua realizzazione occorre però che le istituzioni regionali e nazionali facciano propria l’idea e intervengano per realizzare VENTO con nuove modalità capaci di garantire unicità di realizzazione e gestione, in modo da contenere i costi e minimizzare tempi e appesantimenti burocratici”. Ad oggi oltre 2.300 cittadini hanno risposto alla campagna di sostegno per VENTO. Numerose associazioni nazionali hanno dato già il loro sostegno all’idea. Il progetto è stato accolto dall’Autorità di Bacino del fiume Po, dai comuni di Venezia, Milano, Torino, Crema”.

“VENTO è anche una sfida culturale perché la bicicletta non è un vezzo di pochi ma un mezzo di trasporto come gli altri, anzi migliore grazie al suo impatto zero, aperto a tutti e capace di generare economie per tutti coloro che hanno attività su quei territori pronte a essere utili a nuovi cicloturisti.La realizzazione di una ciclovia lungo il principale fiume italiano può essere una importante occasione di sviluppo non solo della pianura padana, ma dell’intero Paese, in grado di generare processi virtuosi anche in altri territori”.  

Per questo i parlamentari presenti all’audizione, appartenenti alle diverse forze politiche, cogliendo appieno le opportunità connesse al progetto VENTO, sono d’accordo nel sostenere un compatto impegno delle istituzioni e della politica per dare al Paese un progetto green capace di generare economie e lavoro attraverso il suo bene comune più grande, il paesaggio. In questo senso, attraverso specifiche iniziative parlamentari, solleciteranno il Governo ad assumere un ruolo di promozione del progetto, attraverso il suo recepimento negli strumenti di programmazione infrastrutturale.

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Berna finanzia il quadruplicamento ferroviario Como-Seregno?

Da anni ripeto che è indispensabile arrivare al quadruplicamento ferroviario tra Chiasso e Seregno altrimenti i Tir invaderanno l’autostrada e la viabilità ordinaria portando al collasso il già fragilissimo equilibrio del nostro compromesso tessuto viabilistico. Si tratta però di un intervento che è stato accantonato. Apprezzo la lungimiranza della Confederazione Elvetica che mette a disposizione risorse finanziarie per l’Italia e chiederò senz’altro, in sede di Commissione all’assessore alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo come intende intervenire, visto che Regione Lombardia si è sempre nascosta dietro al fatto che il Cipe non aveva finanziato il quadruplicamento dei binari.

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Coordiniamo gli orari tra navigazione e trasporto ferroviario

Data la ripresa dei lavori sulla SS 36 per la messa in sicurezza della galleria Monte Piazzo e la chiusura dello scalo di Cadenabbia, credo che l’occasione sia quanto mai propizia per arrivare ad una riorganizzazione completa degli orari dei traghetti che permetta di sfruttare al massimo le coincidenze con i treni a Varenna per assicurare i collegamenti per gli studenti ed i lavoratori della sponda occidentale del Lario con Lecco e Milano”. Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, interviene sulle difficoltà di collegamento con il capoluogo lombardo per pendolari e studenti alla vigilia della ripresa delle attività lavorative e di studio dopo la pausa per le festività natalizie e di fine anno. “La viabilità dell’alto Lario è già messa a dura prova dallo scorso mese di novembre in seguito all’avvio dei lavori di ANAS finalizzati alla messa in sicurezza della galleria Monte Piazzo. Ora è stato chiuso lo scalo di Cadenabbia mentre tra poco entreranno in vigore i tagli alle corse decisi dalla Navigazione laghi in seguito ai minori stanziamenti decisi dal Governo – prosegue Gaffuri -. Proprio per questo, e data la situazione che coinvolge appunto il comparto della Navigazione, l’occasione mi sembra propizia per valorizzare le possibilità di interscambio e rendere maggiormente compatibile l’utilizzo di battelli ed aliscafi per studenti e lavoratori che poi possono utilizzare la linea ferroviaria per raggiungere Milano

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Lavori sulla statale Regina: gravi disagi al traffico

Con la ripresa del cantiere per la messa in sicurezza della galleria Monte Piazzo lungo la SS 36, al termine del periodo legato alle festività natalizie e di fine anno, nei fine settimana il rischio è di arrivare ad una paralisi del traffico sulla Statale Regina”. Così Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, interviene sottolineando i rischi per la viabilità del Lario che sarà messa a dura prova dalla continuazione dei lavori di ANAS finalizzati alla messa in sicurezza di uno dei tunnel della superstrada sulla sponda orientale del lago. “L’istituzione del traffico su una sola corsia per la chiusura, a rotazione, delle carreggiate nord e sud della superstrada, complice anche la stagione sciistica, rischia di essere deleteria per l’alto lago. In caso di lunghe colonne sulla SS 36 il rischio è che un fiume di auto si riversi sulla statale Regina provocando il blocco della circolazione, facendo improvvisamente fare a tutto il territorio un balzo indietro di 30 anni!”. “Il tutto si traduce – conclude Gaffuri – in nuove difficoltà per gli abitanti dei paesi rivieraschi che saranno messi a dura prova tra qualche giorno dalla diminuzione nel numero di corse per il trasporto passeggeri effettuato dalla Navigazione laghi

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Alptransit: e la Lombardia rimane al palo

“Le dichiarazioni rilasciate dall’assessore regionale ai Trasporti Raffaele Cattaneo sul potenziamento della linea ferroviaria di Alptransit a nord del Monte Ceneri, che pongono in secondo piano il quadruplicamento della linea tra Como e Seregno, problematico per la mancanza di fondi, mi hanno lasciato molto perplesso. Infatti, ricordando un passaggio di evangelica memoria, mi sembra che l’assessore voglia far risaltare la pagliuzza nell’occhio dei politici ticinesi piuttosto che accorgersi della trave nel suo”.

Così Luca Gaffuri, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, commenta l’intervento di Cattaneo, che nella giornata di ieri si è incontrato, all’Infocentro di Pollegio, in Svizzera, con il Consigliere di Stato ticinese Marco Borradori, per fare il punto sul cantiere Alptransit, dove si sta realizzando il nuovo tunnel ferroviario sotto le Alpi che assicurerà collegamenti migliori e più veloci tra l’Italia e il nord Europa.

“Quello che è emerso dall’incontro è che fino a Lugano tutto procede per il meglio e secondo il cronoprogramma – rileva Gaffuri –. I problemi riguardano il progetto a sud della città ticinese e soprattutto la parte ricadente in territorio italiano, dove l’attuale linea non è in grado di sostenere il futuro aumento di transito. Purtroppo il quadruplicamento tra Como e Seregno non verrà realizzato in breve tempo, ma ribadire che questo intervento non è necessario al momento e può essere superato con il potenziamento, a livello tecnologico, delle infrastrutture già esistenti, è quantomeno discutibile. Persino Assoedilizia ha voluto sottolineare, sul piano delle prospettive di sviluppo per la Lombardia, che il ritardo nella realizzazione del quadruplicamento rischia di trasformarsi in un grave gap competitivo”.

E aggiunge Gaffuri: “Mi sembra inaccettabile che l’assessore abbia consigliato alle autorità elvetiche di procedere con nuovi lavori all’interno della Galleria del Monte Ceneri per evitare situazioni di congestionamento, perché, anche se per caso queste opere fossero tradotte in realtà, il cosiddetto effetto ‘collo di bottiglia’ si verificherebbe comunque e in territorio italiano, ovvero nel tratto appunto tra Como e Seregno. E’ proprio vero che Cattaneo preferisce guardare la pagliuzza nell’occhio altrui piuttosto che occuparsi della trave nel suo”.

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Varese-Como-Lecco: anche il Circolo 40 si oppone alla Regione

Il Circolo 40 del Partito Democratico si unisce ai cori sdegnati di quanti protestano contro la decisione della Regione Lombardia di proseguire con gli studi di fattibilità per la realizzazione dell’Autostrada Varese- Como- Lecco.

Federico Broggi, Segretario del circolo 40, dichiara : «Dobbiamo constatare che nonostante le promesse fatte in campagne elettorale da Pozzi, Rinaldin e Bianchi, Lega e Pdl hanno approvato una delibera regionale che traccia una road-map che porterà alla realizzazione dell’autostrada Co-Va-Lc, nei confronti della quale sia il nostro Circolo sia il Capogruppo del PD in Regione Lombardia, Luca Gaffuri, hanno espresso già da tempo parere contrario. Nella DGR 1824 si sancisce la sottoscrizione di una convenzione con Infrastrutture Lombarde che porterà ad una spesa di 400 mila euro solo per far partire la progettazione.

Ed infine ci chiediamo una cosa: la Provincia di Como ed il suo Presidente, Carioni, Lega Nord, cosa diranno alla Regione? Chineranno il capo o saranno coerenti con le affermazioni dello scorso anno, confermando il loro no all’autostrada? Lunedì le minoranze in Consiglio Provinciale presenteranno una mozione proprio su questo argomento, sentiremo cosa risponderà Carioni».

Per discutere della questione e per esporre le posizioni del Circolo, nella mattinata di sabato 2 luglio si terrà una conferenza stampa nella Sala Polivalente di Binago.

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Varese-Como-Lecco: non è un gioco per equilibristi

«Se la Lega Nord davvero non vuole la Varese-Como-Lecco perché il consigliere Dario Bianchi, nella sua lettera inviata a tutti gli amministratori comaschi, pone come sola condizione alla sua realizzazione il fatto che tutti i Comuni interessati debbano essere d’accordo quando, di fatto, non lo sono?»

E’ quanto si chiede il capogruppo del PD in Consiglio Regionale Luca Gaffuri all’indomani della presa di posizione manifestatata a vario titolo da esponenti della Lega Nord che intimerebbero al governo regionale di tenere in considerazione le volontà dei Comuni comaschi, ovvero un diniego completo alla realizzazione dell’autostrada Varese-Como-Lecco, già peraltro manifestata all’indomani della decisione della Giunta regionale nel procedere all’affidamento della predisposizione dello studio di fattibilità ad Infrastrutture Lombarde da parte del PD. Eppure in seno alla stessa Lega Nord emergono delle posizioni contraddittorie come quella del consigliere regionale Dario Bianchi: «I cittadini e gli enti locali non vogliono l’autostrada Varese-Como-Lecco, che comporterebbe un pesante pedaggio in termini ambientali da un territorio, quello lariano, già sfruttato senza alcun criterio in passato e che non può permettersi ulteriori nuovi scempi – rileva Gaffuri -. Eppure Bianchi sostiene che dopo un attento lavoro di confronto “si potrà affrontare un’adeguata previsione di un sistema autostradale” facendo riferimento alla Varese-Como-Lecco ma con la sola condizione che i Sindaci dei Comuni interessati ai tracciati siano d’accordo sulle soluzioni progettuali rappresentate”. Quindi io mi chiedo – conclude Gaffuri -: a livello regionale, qual è la posizione della Lega Nord? Se i Comuni hanno già espresso la loro contrarietà, e questo è lampante, perché chiedere condivisione? Bianchi non potrebbe semplicemente farsi portavoce di queste istanze negative alla Varese-Como-Lecco nei confronti della sua maggioranza? E poi, comunque, la Lega Nord siede in Giunta ed i suoi assessori hanno approvato la delibera di affidamento dello studio di fattibilità ad Infrastrutture Lombarde. Viste le dichiarazioni degli ultimi giorni ed i precedenti comportamenti mi sembra, dunque, che sia diventato un partito di equilibristi».

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