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Riforme e referendum costituzionale, le ragioni del sì. Domani, venerdì, a Como il Ministro Maurizio Martina

Incontro Maurizio Martina - defLa campagna per il Sì al referendum costituzionale compie i suoi primi passi anche nel territorio comasco. Venerdì 20 maggio sarà in città Maurizio Martina, Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. A partire dalle ore 21.00 l’esponente del Governo Renzi, insieme ai parlamentari comaschi, On. Chiara Braga e Mauro Guerra; al Consigliere regionale, Luca Gaffuri; ed al Segretario Provinciale del PD, Angelo Orsenigo, incontrerà gli iscritti ed i simpatizzanti della Federazione Provinciale del Partito Democratico di Como per confrontarsi su un tema fondamentale per il futuro del nostro Paese.

Si tratterà di un primo significativo momento in questo periodo contrassegnato dalla costituzione formale dei Comitati a sostegno della riforma costituzionale sulla quale saranno chiamati a pronunciarsi i cittadini nel prossimo mese di ottobre.

Appuntamento venerdì 20 maggio 2016, ore 21:00, l’Hotel Continental, viale Innocenzo XI, 15 – Como.

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Caso Ponzoni: ora nuova legge elettorale e poi subito al voto

“Il centrodestra ha un grave problema di credibilità che rischia ogni giorno di coinvolgere sempre di più tutta l’istituzione regionale. È un tema politico di assoluto rilievo che non può essere minimizzato e di cui si dovrebbe prendere atto con senso di responsabilità: lo diciamo al presidente Formigoni e a PDL e Lega. Bisogna urgentemente rinnovare l’istituzione regionale tornando a fare esprimere i cittadini. Non ha più senso tirare a campare: occorre approvare in poche settimane una nuova legge elettorale senza più listini bloccati e andare al voto nel più breve tempo possibile”. Lo sostengono il segretario regionale lombardo del PD Maurizio Martina e il capogruppo in Consiglio regionale della Lombardia Luca Gaffuri dopo le notizie relative al mandato d’arresto per l’ex assessore regionale, oggi consigliere segretario dell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale, Massimo Ponzoni.
Il PD, con Sel e il Partito Pensionati, chiese nell’estate 2010 con una mozione a Ponzoni di dimettersi dall’ufficio di presidenza del Consiglio regionale. Pdl e Lega bocciarono la mozione a voto palese il 14 settembre 2010.

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Penati si dimette

“Filippo Penati ha assunto decisioni di grande responsabilità sia verso il Partito democratico che nei confronti del Consiglio regionale della Lombardia. La sua scelta di autosospendersi dagli incarichi di partito (e dunque dalle direzioni nazionale, regionale e provinciale) è un atto impegnativo. Così come dimostra un alto senso delle istituzioni la decisione di dimettersi dall’Ufficio di presidenza del Consiglio lombardo. Nel sottolineare l’importanza di questi ulteriori passi non scontati, vogliamo ribadirgli l’auspicio che tutto possa chiarirsi positivamente e nel più breve tempo possibile”.

È quanto dichiarano il segretario regionale del Pd Maurizio Martina e il capogruppo in Regione Lombardia Luca Gaffuri.

La lettera di dimissioni di Penati

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Parchi: cede la maggioranza in Consiglio Regionale

Il Consiglio regionale della Lombardia vota contro il commissario regionale negli enti gestori dei parchi, grazie a un emendamento del Gruppo del Pd, e la maggioranza Lega-Pdl, la stessa che ha permesso di cassare l’ipotesi centralista di un controllore imposto dall’alto, chiede di rinviare il progetto di legge in Commissione. Un successo per il Partito democratico che ha a lungo battagliato, a partire proprio dalla Commissione ambiente, in favore di una legge sui parchi che sia di vera riforma, a quasi trent’anni dalla prima, e di un provvedimento sulla governance (previsto nel milleproroghe) che sia il più possibile delegato ai territori e alle loro comunità.

Un primo segnale di cedimento della maggioranza si è avuto al voto sull’emendamento sulla forma giuridica degli enti gestori dei parchi, sempre proposto dal Pd, che è stato bocciato con pochi voti di scarto.

“Al secondo voto segreto la maggioranza si è sciolta come neve al sole”, sentenziano Luca Gaffuri, capogruppo, e Maurizio Martina, segretario regionale del Pd. Ai numeri, 39 favorevoli e 35 contrari che, fatti i calcoli e considerati i 28 presenti della minoranza, significa 11 consiglieri di maggioranza non d’accordo sul fatto che il presidente convochi la comunità del parco per l’elezione dei componenti il consiglio di gestione “previa acquisizione del nominativo del componente designato dalla Regione”. Quello cioè che dal Pd è sempre stato definito una sorta di commissario e controllore del potere regionale.

“In questo modo la stessa maggioranza ha affossato il centralismo del Governo Formigoni che, dopo la sanità, voleva allungare le mani anche sull’ambiente e sulle nostre aree protette”, incalzano Gaffuri e Martina.

E infatti Pdl e Lega “si sono sentiti in evidente imbarazzo, se non hanno potuto fare altro che chiedere il ritiro del progetto di legge, dopo settimane di discussione, per ripartire da capo in Commissione”, chiosano i due esponenti del Pd.

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