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Como, Savina Marelli: “Cediamo le quote per valorizzare e consolidare ACSM”

savina-marelliCedere il controllo dell’Acsm ad A2A: una scelta sofferta e delicata per il Comune di Como. Ne parla l’assessore alle società partecipate, Savina Marelli, che in questa intervista risponde alle domande, con dubbi e critiche, sull’operazione. Continua a leggere

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Referendum su immigrati e frontalieri: le reazioni

Gli On. Mauro Guerra, Chiara Braga e Savina Marelli, Segretaria Provinciale del PD di Como, intervengono sul risultato del referendum xenofobo in Svizzera. Continua a leggere

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Scuole a Mariano: l’ex assessore e l’incapacità di accettare il dialogo

«Risposte sconcertanti e inaccettabili: l’ex assessore Giovanni Alberti sulle scuole ha  confermato l’atteggiamento di sempre e cioè l’incapacità di accettare punti di vista diversi  dai suoi». Non fa sconti Savina Marelli, capogruppo Pd: la polemica apertasi tra i  rappresentanti del consiglio di istituto IV Novembre e l’ex esponente dell’amministrazione Turati su alcuni problemi organizzativi messi in luce nel plesso delle medie di via dei Vivai Continua a leggere

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Al via i “Corsi di Formazione per Amministratori”

Corso amministratoriDopo l’esperienza di qualche anno fa la Federazione Provinciale del Partito Democratico di Como promuove un nuovo corso di formazione rivolto agli amministratori locali. Un ciclo di incontri per approfondire le tematiche concrete dell’amministrare, aperto a tutti: a chi vuole conoscere come funziona la complessa macchina comunale in vista di un futuro impegno nella propria comunità come amministratore locale; a chi è già amministratore e vuole approfondire alcune tematiche. Continua a leggere

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Elezioni regionali: da Como cinque candidati per Ambrosoli e per cambiare Regione Lombardia

Una serie di candidature frutto di una vasta consultazione territoriale e con le quali si è cercato di rappresentare tutta la provincia di Como, assicurando la presenza dei giovani senza tralasciare le competenze maturate sul campo. E’ questo il “fil-rouge” che caratterizza i candidati proposti dalla Federazione Provinciale di Como del Partito Democratico in vista delle prossime elezioni regionali in programma il 24 e 25 febbraio. La segretaria provinciale Savina Marelli, il capogruppo uscente del PD in Consiglio Regionale Luca Gaffuri, la già primo cittadino di Lomazzo Rosangela Arrighi, l’attuale vicesindaco di Uggiate Trevano Mirko Baruffini e Christian Di Fiore, primo coordinatore dei Giovani Democratici, sono i cinque nomi che i cittadini potranno indicare votando PD alle prossime consultazioni per il Pirellone. «Si apre quest’oggi il percorso che ci condurrà alle prossime elezioni regionali – ha sottolineato Savina Marelli -. Una sfida decisiva per la Lombardia che può rappresentare un vero e proprio momento di svolta per il nostro territorio. Il Partito Democratico è responsabile di questo ed insieme al candidato Umberto Ambrosoli si appresta a vivere questa competizione storica. I candidati scelti per la consultazione rappresentano sicuramente una lista forte, che assicurerà coinvolgimento in un momento in cui si sente il bisogno di recuperare un rapporto di fiducia tra il mondo della politica e quello della società civile da cui proveniamo tutti e cinque noi candidati che abbiamo fatto dell’impegno politico un’importante piacevole passatempo e non una professione». «Auspico che con le prossime elezioni regionali la nostra Regione possa recuperare fiducia e credito presso i cittadini lombardi, gente laboriosa e molto attenta a ciò che concerne il proprio territorio» ha ribadito Rosangela Arrighi. Christian Di Fiore e Mirko Baruffini rappresentano i due volti giovani delle candidature proposte dal PD di Como: «La sfida in Lombardia non è affatto scontata – ha sottolineato Di Fiore -. Il PD potrà farcela solo se riuscirà ad essere interprete della voglia di cambiamento “reale” della politica peraltro ben palpabile nella popolazione». «Sono convinto che queste elezioni rappresentano una duplice sfida – gli ha fatto eco Mirko Baruffini -: l’obiettivo è creare una prossima Lombardia, ovvero che guardi al futuro ma che sia anche più vicina ai cittadini». Ultimo a prendere la parola è stato il consigliere, e capogruppo in Consiglio Regionale uscente, Luca Gaffuri: «Como e il suo territorio sono pronte alle elezioni regionali. La nostra è una lista forte con candidati che assicurano interesse in tutto il territorio provinciale. Anche nell’ultima legislatura alle tante promesse per il comasco sono seguiti fatti quasi nulli. Como deve poter contare su certezze per il domani. Certezze per i suoi cittadini, per le sue infrastrutture, per la sua viabilità e per le ferite ancora aperte la più vistosa delle quali è la questione del lungolago». 

Guarda il video della conferenza stampa di presentazione dei candidati del PD Como al Consiglio Regionale:

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La Mariano Comense Servizi probabilmente dovrà essere sciolta

“Inutile continuare a creare false aspettative: la Mariano Comense Servizi molto probabilmente dovrà essere sciolta e la maggioranza continua a ignorare il problema”. A lanciare l’allarme è Savina Marelli, capogruppo di minoranza del PD: nell’ultimo consiglio comunale ha presentato un emendamento al bilancio per chiedere di avviare le procedure per lo scioglimento della partecipata, questione che non ha mancato di suscitare apprensione tra i dipendenti che hanno assistito alla discussione in aula. “La maggioranza continua a ribadire di non voler chiudere MCS ma credo che invece farebbe meglio a prendere il toro per le corna prima che il bubbone le scoppi in faccia. Capisco che sia complicato perché comunque ci sono delle persone che lavorano in MCS, ma considerato che la normativa va nella direzione di sciogliere, vendere o riorganizzare entro la fine del 2013 questo tipo di società partecipate da capitale pubblico, credo sarebbe opportuno e corretto affrontare la realtà senza continuare a dare false aspettative. Siamo sempre stati contrari alla costituzione di MCS perché a parte essere un doppione delle funzioni che potrebbe svolgere il Comune, è stata pensata per eludere i vincoli del patto di stabilità in tema di assunzioni e di spese per il personale. Peccato che la maggioranza non sia riuscita a centrare nè l’uno, nè l’altro obiettivo. Lo dimostra il fatto che la spesa corrente del Comune dal 2004 a oggi è cresciuta di 2 milioni e mezzo”.

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Mariano Comense: Ex Astor, errori e sprechi

Nel programma elettorale di Pedrana, c’era la trasformazione di Villa Sormani in un polo tecnologico dove far confluire le eccellenze delle imprenditorialità della Brianza: si sarebbe potuto mettere a disposizione un’unica vetrina per rapportarsi con il mercato globale, mentre il Partito Democratico ha sempre spinto per costruire una biblioteca. «Questo avrebbe dovuto essere il volano di rilancio e di aggregazione per il centro della città – attacca la capogruppo Savina Marelli - e non portare nuova volumetria privata in un contesto già saturo. Al cuore di Mariano serve una programmazione di rilancio urbanistico, viabilistico e commerciale, visione che la maggioranza non ha mai avuto». Anche perché secondola Marelli «Turati ha commesso troppi errori per colpa della mancata analisi dei bisogni in origine, travolto dalla frenesia del fare e del distinguersi rispetto a chi aveva amministrato prima di lui». Con risultati dubbi: «Quando si procede in questo modo, poi è inevitabile che lievitino i costi e che ci siano degli sprechi: quando si parla di soldi pubblici, però, non si può procedere a tastoni perché si creano dei danni».

 (dal quotidianoLa Provincia- 9 ottobre 2012)

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Manifesti fascisti nel comasco: episodio preoccupante che il PD Como condanna con fermezza

Un episodio preoccupante da condannare con fermezza. E’ univoca la posizione del PD di Como di fronte ai gravi episodi che hanno caratterizzato nella giornata di ieri non solo le sedi di alcune associazioni democratiche e sindacali, dal sindacato CGIL all’ARCI, a Como e Lomazzo ma anche il Monumento alla Resistenza Europea ai giardini a lago del capoluogo lariano. Testimonianza, quest’ultima, molto significativa simbolo del sacrificio e della lotta per la libertà contro ogni forma di autoritarismo. In questi luoghi, nella notte tra lunedì e martedì, mani ignote hanno appeso manifesti inneggiati al regime fascista. «L’attacco alle sedi sindacali e di associazioni democratiche, lo sfregio al monumento della resistenza europea con messaggi inneggianti alla folle ideologia fascista non possono essere derubricati come semplici atti di vandalismo, ma nascondono la volontà di esasperare un clima di tensione e contrapposizione sociale in un momento già molto difficile per il nostro Paese – sottolinea l’On. Chiara Braga -. Sono convinta che la società comasca ha dentro di sé, per il suo passato e presente democratico, gli anticorpi per reagire e combattere questi inquietanti tendenze. Ma questo non può avvenire se non attraverso una ferma posizione di condanna e di impegno nel riaffermare quotidianamente i valori della convivenza civile e della democrazia». 

«Quanto verificatosi a Como e a Lomazzo è un segnale da non sottovalutare per una società democratica – rileva Savina Marelli, Segretaria Provinciale del PD -. Senza dubbio modi, toni, linguaggi che rievocano un passato prevaricatore della libertà, sono molto pericolosi perché manifestazioni concrete di una tendenza che mira ad annullare l’avversario rinunciando a quel dialogo e a quel confronto tra soggetti con idee diverse che caratterizza una società libera. Ecco perché mi sento di condannare quanto accaduto negli ultimi giorni».

«Quanto verificatosi a Como nella notte tra lunedì e martedì rappresenta l’ultimo di una serie di provocazioni da parte di movimenti o attivisti anonimi riconducibili all’estrema destra che hanno caratterizzato il nostro territorio anche nella scorsa primavera – evidenzia Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale -. Di certo bisogna tenere alta la guardia perché il ripetersi di questi episodi non va certo sottovalutato. Occorre una ferma condanna da parte di tutte le forze politiche».

«Non si può che condannare con grande fermezza il gesto compiuto da persone che dietro l’anonimato hanno offeso non solo molte realtà associative impegnate sul territorio, ma soprattutto  un luogo dal grande significato simbolico quale è il Monumento alla Resistenza Europea: la memoria di chi ha dato la vita per la libertà non può essere sfregiata da un atto vile – ribadisce con fermezza Stefano Legnani, Segretario cittadino del PD e capogruppo del Partito Democratico a Palazzo Cernezzi -. Di fronte a rigurgiti  di matrice fascista più forte deve essere la vigilanza e la condanna unanime da parte di tutti: cittadini, associazioni e istituzioni”.

L’On. Chiara Braga ha predisposto il testo di un’interrogazione al Ministero degli Interni per sapere quali iniziative si intendono assumere per fronteggiare il ripetersi di episodi di tale gravità.

Interrogazione Manifesti fascisti Como 13092012

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Sì alla Provincia Pedemontana, sconcertante l’atteggiamento di Carioni

«Dal Tavolo della competitività è emersa un’opinione univoca e condivisa affinché, nel futuro riassetto delle province lombarde, i territori di Como, Varese e Lecco siano riuniti in una sola amministrazione. Per questo ci sentiamo di affermare la nostra assoluto contrarietà all’iniziativa di Leonardo Carioni, che imitando la presa di posizione della Provincia di Varese, intende riaffermare l’assoluta estraneità a fusioni territoriali di sorta della Provincia di Como davanti ad UPL e CAL. Anzi, chiediamo con forza le dimissioni di Leonardo Carioni quale Commissario Straordinario della Provincia di Como in quanto la sua è stata una chiara iniziativa politica presa senza tenere in alcuna considerazione le rappresentanze del territorio. Un fatto molto grave». Così l’On. Chiara Braga ed il capogruppo in Consiglio Regionale, Luca Gaffuri, del PD si sono espressi al termine della riunione del Tavolo della Competitività della Provincia di Como che si è tenuto, come di consueto a Villa del Grumello. I due politici del PD hanno quindi giudicato di grande importanza la posizione espressa oggi dai membri del Tavolo della Competitività sulla questione del riordino delle Province prevista dall’art. 17 della legge sulla spending review votata dal Parlamento lo scorso mese di luglio.

«Bisogna saper cogliere in positivo la sfida del cambiamento, partendo dal presupposto che questo riordino deve puntare ad una maggiore efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa del livello provinciale – rileva l’On. Braga -. I requisiti minimi fissati dal Governo (2500 kmq e 350.000 abitanti) sono il quadro entro cui ragionare su ipotesi di accorpamento, così come la norma che prevede che il nuovo capoluogo, salvo diverse intese, sia il Comune capoluogo di Provincia esistente con maggior numero di abitanti. Per questo la proposta emersa dal Tavolo, che prevede l’accorpamento unitario del territorio pedemontano e prealpino, rappresentato dalle attuali province di Como, Lecco e Varese, con l’eventuale inclusione di Sondrio, è quella su cui puntare anche per garantire il mantenimento strategico del capoluogo nella città di Como e per rafforzare la rappresentanza territoriale ed il peso politico ed istituzionale dell’area pedemontana, rispetto al quadro regionale ed al rapporto con la città metropolitana di Milano che si andrà a costituire. Con Monza sussistono molti elementi di affinità e condivisione, ma non si può ignorare il rischio che un accorpamento con Monza rischierebbe di sottrarre a Como il ruolo di comune capoluogo e di individuare in Monza un capoluogo assolutamente non baricentrico rispetto alla macro-area pedemontana».

«Lascia sconcertati la posizione del Commissario provinciale Carioni, che per tramite del vice-commissario dott.ssa Pagano, ha reso noto al Tavolo di aver trasmesso l’altro giorno all’UPL un documento che rivendica il diritto all’autonomia ed al mantenimento della Provincia di Como. Al di là delle discutibili motivazioni di merito, è improprio che Carioni nel suo ruolo di Commissario Straordinario esprima una posizione che contraddice di fatto la legge vigente, senza aver ricercato alcun confronto e condivisione con gli attori del territorio, ma esclusivamente per ragioni di opportunità politica. Una posizione del genere rischia non solo di indebolire la proposta emersa chiaramente dal Tavolo della Competitività, ma anche di consegnare ad altri livelli le decisioni che riguarderanno in maniera così rilevante il nostro territorio. L’inadeguatezza del ruolo svolto da Carioni – conclude l’On. Braga – è ancora una volta evidente e dovrebbe essere immediatamente risolta con le sue dimissioni».

Dello stesso tono il pensiero di Luca Gaffuri che, condividendo quanto sottolineato dall’On. Braga, rileva come: «Carioni non può più occupare il ruolo di Commissario Straordinario. La sua iniziativa è infatti di natura politica oltre che presa ad imitazione di un analoga proposta avanzata dalla Provincia di Varese. L’accorpamento tra i territori delle attuali province di Varese, Como e Lecco, da estendere eventualmente a Sondrio se le discussioni sull’opportunità di mantenere in vita le province montane non dovessero sortire risultati positivi, è la strada preferibile da perseguire».

«Credo che sulla questione del riordino delle Province, in questo momento sia particolarmente significativo cogliere il senso di sfida lanciato dalla Spending review – rileva la segretaria provinciale del PD di Como, Savina Marelli -, pur nella consapevolezza di alcune criticità che emergono da quanto proposto dal Governo. L’occasione è in fatti quella di modernizzare le amministrazioni pubbliche e cioè dar vita a realtà che siano più rispondenti alle necessità dei territori e dei loro cittadini, che snelliscano l’eccessiva burocrazia e perseguano un effettivo risparmio economico. Per il PD tutto questo rappresenta una grande opportunità che non intendiamo sottovalutare né ignorare. In effetti ci aspetteremmo che anche gli altri partiti politici raccogliessero tale sfida e si unissero per perseguire l’obiettivo di creare un nuovo tessuto locale più moderno e vicino alla gente».

Ecco il testo sottoscritto da tutti i partecipanti alla riunione di quest’oggi del Tavolo della Competitività sulla riforma della provincia di Como:

Tavolo_competitivita_documento_sottoscritto_10_09_2012

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Riforma delle Province: non solo risparmio ma maggiore efficienza

«Anche a Como non possiamo sottrarci alla sfida della semplificazione degli assetti istituzionali in Lombardia, valutando positivamente il permanere quale livello intermedio tra Regione e Comuni soprattutto i più piccoli». Savina Marelli, Segretaria Provinciale del Partito Democratico, interviene sul dibattito della riforma dell’assetto territoriale dello Stato che vede coinvolte innanzitutto le amministrazioni provinciali: «Occorre aver presente l’obiettivo della riforma, che non è tanto o comunque non solo la riduzione dei costi, ma quello di consentire lo svolgimento delle funzioni di area vasta in modo efficace ed efficiente e sopratutto in modo utile per i cittadini. Per questo è necessario costruire ambiti territoriali omogenei che superino eventualmente i vecchi confini provinciali. Il Partito Democratico avrebbe voluto criteri meno stringenti e una maggiore discrezionalità del Consiglio delle Autonomie locali nella definizione dei confini ottimali, oltre che una migliore individuazione delle funzioni che meglio possono essere svolte dalle Province, come nel caso della gestione della programmazione del patrimonio scolastico agli istituti superiori». «Anche a Como partirà una fase di ascolto delle Amministrazioni comunali nonché di confronto con le forze politiche, con le rappresentanze economico/sindacali e con il mondo del volontariato – conclude – per contribuire in modo utile a questo processo di semplificazione per offrire ai cittadini una pubblica amministrazione più moderna, semplice ed efficiente».

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