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Un sabato di mobilitazione

Tutto pronto per la Giornata di mobilitazione di sabato 12 gennaio 2019. Anche nelle piazze di Como e provincia allestiremo i gazebo e faremo volantinaggio.

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Con i cittadini contro le politiche del governo nazionale

In 15 comuni e tre distinti punti del capoluogo il Partito democratico comasco allestirà i gazebo informativi e distribuirà materiale con le proposte per contrastare l’azione dell’esecutivo gialloverde.
‘Mille no alla manovra delle tasse e delle bugie’ è il titolo dell’evento nazionale, “ma è anche una sintesi suggestiva dei pasticci che sta facendo questo governo e soprattutto delle tante fandonie che sta raccontando: ogni giorno arriva una smentita a una promessa elettorale o a una posizione che sembrava incontrovertibile. Spaziamo dalle banche ai vaccini, per non parlare dell’ambiguità sulle grandi opere che spesso ci tocca da vicino. Basti pensare a Pedemontana – commenta Federico Broggi, segretario provinciale del Pd –. Torniamo in piazza a parlare con le persone, a spiegare loro i contenuti della manovra e ci mobilitiamo rispetto a un modo di fare che delegittima in primis il Parlamento e prende in giro così tutti gli italiani. Qui non è nemmeno una questione di colore politico, ma di dignità dei cittadini che non sopportano più la disumanità di una parte di questa politica e il vuoto e la confusione che regnano nell’altra”.
La manifestazione prepara, inoltre, il Pd all’appuntamento elettorale: “Ricordo le nostre scadenze con le riunioni di circolo e le cosiddette convenzioni che avranno il compito di traghettarci all’importante data del 3 marzo, giorno delle primarie per l’elezione del segretario nazionale – conclude Broggi –. Gli incontri si svolgeranno a partire da questi giorni, ma saranno ancora più efficaci dopo l’evento di domani”.

Dove trovare i gazebo

Cantù, piazza Garibaldi, di fronte via Matteotti, dalle 10 alle 12.30;

Cernobbio, piazza Mazzini, dalle 9 alle 12;

Como centro, piazza Boldoni, dalle 9 alle 13;

Como Breccia, presso Coop comense, dalle 9 alle 12.30;

Cucciago, piazza Natta, dalle 9 alle 12;

Casnate, piazza San Carlo, dalle 9 alle 12;

Lomazzo, piazza Stazione, dalle 9.30 alle 12;

Mozzate, volantinaggio al supermercato Conad di piazza Einaudi, dalle 14.30 alle 17.30;

Olgiate Comasco, piazza Italia, dalle 10 alle 13;

Erba, largo Puecher (vicinanze cartoleria ex Ratti), dalle 9 alle 18;

Lenno, piazza Santo Stefano, dalle 10 alle 12;

Porlezza, lungo lago, piazza Mercato, dalle 9.30 alle 11.30;

Caccivio, piazzale Coop via XX Settembre, dalle 8 alle 12;

Solbiate, piazza Roma, dalle 8.30 alle 12.30;

Uggiate Trevano, piazza XXVII Gennaio, dalle 8.30 alle 13;

Lipomo, via Cantaluppi c/o Coop, dalle 9 alle 12.30.

 

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Approvata la manovra finanziaria

Venerdi la Camera dei Deputati ha approvato la manovra finaziaria con 402 voti favorevoli, 22 astenuti e 75 contrari.

Chiara Braga commenta in una nota: “Si è concluso da poche ore l’iter di approvazione alla Camera della Manovra “Salva-Italia”, Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici. Come sapete il PD ha votato a favore della Manovra, dopo un impegnativo lavoro svolto in queste settimane in Parlamento, per rendere più equo e sostenibile un provvedimento necessario ad evitare il fallimento del Paese e per consentire all’Italia di tornare ad esercitare, nel complicato scenario europeo, un ruolo più autorevole nell’affrontare la crisi che sta scuotendo tutto l’Occidente.
Alcuni risultati importanti, grazie al lavoro fatto nelle Commissioni su impulso del PD, sono stati raggiunti su pensioni, fisco e casa: l’innalzamento (fino a tre volte il minimo) del valore delle pensioni oltre il quale è bloccata l’indicizzazione, un ammorbidimento dello scalone delle pensioni, l’aumento delle detrazioni relative all’applicazione dell’ex-ICI sulla prima casa a favore delle famiglie con figli a carico, alcune misure di prelievo stabile sui capitali scudati e sui grandi patrimoni anche custoditi all’estero.

Il PD ha votato questa Manovra con senso di responsabilità e lealtà, verso il Governo Monti ma soprattutto verso l’Italia. Nonostante ciò, abbiamo rivendicato con forza la necessità di richiamare il Governo ad operare, nei prossimi provvedimenti, con una maggiore decisione sul fronte della crescita e delle liberalizzazioni, oltre che dell’equità, in particolare rispetto al tema della tutela dei lavoratori precoci e delle fasce sociali più deboli.”

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Un ciclo di incontri per spiegare la Manovra

il Partito Democratico ha programmato una serie di incontri nei prossimi giorni su tutto il territorio provinciale per spiegare la posizione del PD rispetto alla manovra del governo Monti.

Pur non essendo certamente la manovra da noi auspicata, il partito democratico sta lavorando in modo deciso per modificarla nel senso di una maggiore equità, consapevole che resta comunque una manovra necessaria alla luce dei disastri lasciati dal governo Berlusconi-Bossi.

Ad ogni incontro sarà presente, salvo impegni parlamentari, l’on. Chiara Braga.

Di seguito il calendario degli incontri che vogliono essere un’occasione di dibattito aperto e partecipato.
Calendario incontri di maco area

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La manovra dopo i miglioramenti della Camera

Oggi, venerdì 16 dicembre si vota la manovra Monti alla Camera.  Per oggi,  dunque è atteso l’esito del voto della conversione in legge del decreto n.201, emanato dal Governo Monti lo scorso 6 dicembre 2011, recante “disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici”; il cosiddetto decreto “Salva Italia” che è stato modificato in questi giorni, dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera e che verrà licenziato in serata.

Un lavoro  di miglioramento, che ha lasciato intatti i saldi, il carattere strutturale, gli impegni assunti con l’Unione Europea. “Il meglio – come ha chiarito in aula il capogruppo del Pd, Dario Franceschini – che potevamo ottenere, considerando che ogni singolo cambiamento è stato frutto di un’intesa che abbiamo dovuto, e lo sottolineo, trovare con il Pdl. Il Partito Democratico ha scelto di tentare di migliorare la manovra per sostenere le fasce più deboli. Non siamo riusciti in tutto, siamo riusciti in parte ma siamo orgogliosi di quanto abbiamo ottenuto perché abbiamo fatto una scelta difficile, una strada certo più difficile di chi ha scelto, come l’Italia dei valori, di cavalcare il disagio e la protesta. Vorrei che gli italiani sapessero che se avessimo fatto noi come l’Idv, la manovra sarebbe stata la stessa e non ci sarebbe stato nessun miglioramento ma soltanto qualche applauso per noi”.

In particolare, sono 101, fra emendamenti e sub-emendamenti, le modifiche introdotte nel corso dell’esame nelle commissioni.  Prevista l’estensione delle rivalutazioni alle pensioni fino a 1.400 euro, una misura che riguarda circa 3,5 milioni di persone e uno sconto ulteriore sull’Imu per le famiglie di 50 euro per ogni figlio. Stabiliti, tra gli altri, un contributo di solidarietà per i trattamenti previdenziali che superano i 200mila euro; l’innalzamento a 1.000 euro la soglia massima dei pagamenti per cassa; l’adeguamento alla media dei trattamenti economici europei dei titolari di cariche elettive e di incarichi di vertice delle P.a. ; lo stop ai doppi stipendi; la creazione di un tetto per le retribuzioni dei dirigenti della p.a.; la tassazione delle rendite finanziarie. Per il dettaglio delle principali modifiche introdotte dalle commissioni di Montecitorio e sulle quali il Governo ha posto la fiducia, rimandiamo ai documenti sui miglioramenti alla manovra e il vademecum fiscale, qui sotto allegati.

Lunedì 19 e martedì 20 dicembre la manovra passerà all’esame delle commissioni in Senato. La discussione in Aula inizierà molto verosimilmente il 21 dicembre; il voto finale sarà posto al massimo venerdì 23. Questo in sintesi l’iter della manovra.

I miglioramenti dell manovra

Vademecum manovra (parte fiscale)

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Il Governo riattivi il tavolo di confronto e concertazione sull politiche abitative

E’ essenziale che il ministro Passera mostri da subito segnali di attenzione al problema degli sfratti, riattivando al piu’ presto il Tavolo di confronto e  concertazione sulle Politiche abitative”. E’ quanto chiede la deputata del Pd Chiara Braga. ”L’aumento esponenziale di sfratti per morosita’ nel nostro Paese – spiega – e’ un segnale evidente degli effetti piu’ drammatici della crisi economica per migliaia di famiglie.

Per troppo tempo il precedente Governo ha negato l’esistenza stessa del problema, azzerando il Fondo Sostegno Affitti e venendo meno anche ad impegni assunti formalmente in Parlamento, su iniziativa del PD, per sostenere con le Prefetture ed i Comuni iniziative locali di sostegno alla locazione, attraverso fondi di garanzia per la morosita’ incolpevole. Il rischio, denunciato oggi dai sindacati degli inquilini, che l’introduzione dell’Imu sugli immobili comporti aumenti incontrollati dei canoni di locazione e’, purtroppo, reale”.
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Franceschini: togliere di più agli evasori, togliere di meno ai pensionati

“La ragione sociale attorno alla quale è nato questo Governo sostenuto da una strana maggioranza parlamentare di avversari politici che sanno di esserlo e sanno che torneranno ad esserlo alle prossime elezioni, è quella di salvare l’Italia.Tutti sappiamo che è stato difficile mettere insieme questo decreto, perché normalmente nei sistemi costituzionali, c’è una maggioranza politica che si presenta agli elettori con un programma i cui atti sono dettati dalla coerenza con quel programma e dalla compattezza della coalizione politica. Questa è una manovra che nasce come specchio della situazione inedita in cui ci troviamo oggi ad operare in modo duro, difficile. Vi ringraziamo per il lavoro che avete fatto, lavorando in mezzo all’emergenza ai vincoli posti dall’Unione Europea e all’esigenza di fare una sintesi possibile tra posizione così alternative e così diverse. Sia noi che la destra probabilmente avremmo fatto due manovre diverse tra di noi e anche diverse da questa”. “

Noi del Partito Democratico, avremmo lavorato per una maggiore equità, per un intervento più graduale sulle pensioni, per uno scalone meno improvviso; non dimenticandoci di chi vede innalzarsi l’età non solo mentre lavora ma soprattutto mentre ha perso il suo posto di lavoro; non dimenticandoci dei lavoratori precoci. Avremmo voluto e vorremmo una franchigia maggiore per l’Imu sulla prima casa; avremmo voluto e vorremmo invece di più sui grandi patrimoni e sulle rendite finanziarie; avremmo cercato risorse sulle frequenze televisive e sulla dismissione del patrimonio pubblico immobiliare. La destra probabilmente avrebbe fatto altre scelte”.

“Le cose che Le (Capo del Governo) abbiamo detto negli incontri di queste settimane, nessuna delle quali dettata dal problema dei voti del consenso ma dal rispetto di un principio che non si deve mai dimenticare che è quello della  giustizia sociale. Perché ogni cittadino italiano in cui in queste ore si va a chiedere un sacrificio deve sentire che questo sacrificio è chiesto ad ognuno in base ai propri mezzi e che non ci saranno più furbizie che non si tollererà più chi da anni viola le regole ed evade commettendo un delitto contro la propria comunità, una vigliaccheria contro la comunità, quella in cui vive. Per questo vogliamo un impegno molto forte sull’evasione fiscale, le proposte non totalmente accolte dal Governo, ma positivamente e parzialmente accettate miravano esattamente a questo:  la tracciabilità dei pagamenti, con la scomparsa del contante che crea nero ed evasione, noi la vorremmo fissata a meno dei mille euro stabiliti; vorremmo un prelievo maggiore sullo scudo fiscale perché se si chiede un contributo di solidarietà lo si chiede a chi ha violato la legge, a chi ha esportato illegalmente i capitali e ha pagato solo il 5%. Vorremmo che questo tema della lotta all’evasione e lo dico al Pdl, che il rispetto delle regole e la lotta all’evasione non fosse solo la nostra bandiera ma una battaglia comune a tutte le forze politiche che siedono in questo parlamento senza distinzione tra l’essere di destra o di sinistra”.

“Oggi Lei, Lei riceve una forza da questo parlamento, la forza che ha chiesto, che i partiti, il parlamento Le danno. Una forza che per noi comporta anche qualche incomprensione con gli elettorati, con i ceti sociali che talvolta hanno drammi. E allora questa forza che noi Le diamo, la usi per fare sentire la voce forte dell’Italia sui tavoli europei, per dimostrare l’orgoglio di un grande Paese fondatore degli UE. Perché noi non dobbiamo solo salvare l’Italia ma salvare e costruire l’Europa”.

Intervento completo di Franceschini

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Consiglio regionale: bocciate le richieste del Pd a sostegno della crescita

Ricalibrare gli strumenti di contrasto alla crisi e di sostegno alla crescita economica affinché l’economia lombarda possa iniziare un nuovo ciclo. Questo chiedeva il Gruppo regionale del Pd, oggi, con un ordine del giorno al vaglio dell’Aula consiliare, durante la seduta straordinaria, voluta proprio dall’opposizione per affrontare il tema dell’impatto della manovra nazionale sul bilancio regionale e sugli effetti delle politiche sociali.

“Nessuna correzione da parte di Regione Lombardia per una manovra che va a colpire egualmente il trasporto pubblico, la sanità, il welfare, gli enti locali e quindi le famiglie – ha detto Luca Gaffuri, capogruppo regionale dopo la bocciatura dell’ordine del giorno del Pd -  . La maggioranza ha cassato le nostre richieste e il concerto di iniziative che chiedevamo di predisporre per affrontare prioritariamente il problema del lavoro, come creare opportunità occupazionali nuove per i giovani e per le fasce più deboli e ridefinire le politiche attive del lavoro e gli ammortizzatori sociali per il 2012”.

“Sul versante delle imprese, così come su quello dei servizi di welfare il dibattito che abbiamo oggi aperto poteva costituire l’occasione per una profonda riflessione e per l’avviamento di un nuovo modello organizzativo, come l’attuale fase congiunturale occidentale richiederebbe – ha precisato Stefano Tosi, consigliere regionale e responsabile dei temi economici per il Pd lombardo –. Invece chi governa questo Consiglio non ha voluto impegnare la Giunta e non ha voluto impegnare se stesso né ad aprire un confronto costruttivo con il Governo né ad attivare immediatamente una razionalizzazione dell’amministrazione, a partire dai tagli dei costi della politica”

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