Archivi tag: Lombardia

Terremoto: approvata la legge sugli interventi urgenti a favore delle popolazioni colpite dal sisma

La Camera ha approvato, in prima lettura, la legge di conversione del Dl 74/2012 relativo agli interventi urgenti a favore delle popolazioni colpite dal sisma che lo scorso mese di maggio ha colpito l’Emilia Romagna, la provincia di Rovigo e anche la Lombardia nella Provincia di Mantova.

“È un primo passo importante, – commenta la deputata comasca Chiara Braga – che rende possibili interventi immediati a sostegno delle popolazioni sfollate e che affronta il tema centrale del riavvio delle attività produttive pesantemente colpite da questo terremoto, in un’area che produce poco meno del 2 per cento del PIL nazionale”.

“Le misure approvate – continua la democratica – vanno dalla sospensione degli adempimenti fiscali per le imprese, seppure soltanto fino al 30 novembre 2012, ma con un impegno del Governo ad estenderle fino al 2013 e alla concessione di contributi per la ripresa delle attività economiche e per evitare la delocalizzazione. Oltre all’esigenza di reperire ulteriori risorse rispetto ai 2,5 miliardi individuati da questo primo decreto, restano altre questioni aperte da affrontare: una su tutte la revisione dei vincoli del Patto di stabilità per le amministrazioni dei territori colpiti, come il Governo si è impegnato a fare con l’accoglimento di ordini del giorno del PD”.

Ricordando poi che i Presidenti delle Regioni sono stati nominati Commissari straordinari per la ricostruzione, la deputata ribadisce: “In questi giorni abbiamo purtroppo verificato la diversità di attenzione e tempestività con cui il Presidente della Regione Emilia Errani, e quello della Regione Lombardia Formigoni, hanno lavorato per migliorare questo decreto. Basti pensare al ritardo con cui Regione Lombardia ha redatto e trasmesso al Ministero l’elenco delle scuole inagibili o danneggiate e degli edifici culturali compromessi, a fronte della tempestività dell’Emilia Romagna, nonostante la sproporzione dell’estensione dei territori colpiti dal sisma”.

 

“A nulla – prosegue la Braga – valgono le polemiche del Presidente Formigoni sulla ripartizione dei fondi; a noi non interessa speculare su questa tragedia, ma ci auguriamo che nonostante i tanti guai della regione Lombardia si possa contare su un lavoro proficuo e attento a sostegno dei cittadini e delle imprese mantovane”.

“Resta sullo sfondo di questo decreto la questione ineludibile della prevenzione sismica nel nostro Paese,  ancora molto carente. In questa direzione vanno le proposte di un piano nazionale antisismico aggiornato alla nuova zonizzazione del territorio italiano e dell’estensione, rendendola strutturale,  della detrazione fiscale del 55% agli interventi di messa in sicurezza sismica degli edifici, come noi del Pd chiediamo di fare già nella discussione del decreto per la crescita in discussione alla Camera”.

 

“Questo provvedimento infine, seppur nella sua specificità, – conclude la giovane parlamentare – rappresenta una base di partenza utile ed importante per pensare finalmente ad una legge complessiva che affronti in un quadro stabile e certo le frequenti calamità (terremoti, frane, alluvioni) che purtroppo scuotono così frequentemente il nostro Paese. La sicurezza del territorio e degli insediamenti  deve diventare una priorità delle politiche di gestione del territorio. In questo senso vanno orientati i flussi di destinazione delle risorse, perché gli investimenti nella prevenzione sono il miglior modo per contenere i costi elevatissimi e sempre meno sostenibili necessari a fronteggiare l’emergenza”.

Pubblicato in Territorio | Taggato , , , | Lascia un commento

Il DL per la spending review appena pubblicato, cambia la faccia amministrativa della Lombardia

In risposta ai provvedimenti governativi, che perlomeno mostrano una coerenza nel perseguire la riduzione e l’efficientamento della spesa pubblica, l’affermazione: “Ma la Lombardia ha già fatto la sua parte” è veritiera ma è pure insufficiente. Realmente la Lombardia è una regione che più di altre fa la sua parte e non serve citare statistiche, dati e classifiche sull’efficienza lombarda; per tale motivo anche noi diciamo con la giunta regionale no a una rimodulazione delle risorse per le funzioni affidate alle regioni che non tenga conto delle virtù dimostrate nella gestione caso per caso (anche se poi nella nostra regione – come lasciano intendere i casi San Raffaele e Fondazione Maugeri – qualche riflessione sulla corretta destinazione delle risorse, in sanità e altrove, dovremo farla). E sosteniamo che occorre cautela, tanta cautela, nell’affrontare la riduzione della spesa pubblica quando si parla di settori molto vicini ai cittadini, come la sanità e il trasporto pubblico. Tuttavia insistere unicamente nel dire: “noi la nostra parte l’abbiamo già fatta” è insufficiente perché lo stesso governo nazionale ha alzato e sta alzando la posta, che è quella del cambiamento. Prendiamo come esempio emblematico quello del ridisegno delle circoscrizioni provinciali e – ciò che più conta – della riallocazione tra regione e comuni delle funzioni amministrative già provinciali: tale passaggio, ancor più accelerato dal decreto legge per la spending review appena pubblicato, cambia la faccia amministrativa della Lombardia e insieme all’obbligo di scioglimento delle società pubbliche in house, verso le quali noi abbiamo sempre nutrito qualche cautela, smonta il sistema regionale quale esso è ora, imponendo di ripensarlo. A fronte di questa sfida, che un po’ ci riporta a una situazione primordiale simile agli albori della fase formigoniana della Regione Lombardia, noi notiamo, diversamente dall’impeto di allora, l’attendismo della giunta e della maggioranza: in questi mesi non una parola concreta sul ridisegno delle funzioni amministrative. Se il presidente della regione e le forze che lo sostengono non saranno troppo impegnati con i loro tagliandi di controllo mensili, speriamo di avere qualche proposta all’interno del Documento Strategico Annuale di settembre. Ma lo stesso attendismo lo notiamo sugli aspetti del bilancio e della programmazione. (Luca Gaffuri)

Pubblicato in Economia e lavoro, Idee e politica | Taggato , , , | Lascia un commento

Regione Lombardia adempia ai suoi doveri riguardo il “Decreto sviluppo”

«Chiediamo fermamente che Regione Lombardia emani al più presto i provvedimenti indicati dal “Decreto sviluppo” e relativi anche alla procedura di approvazione dei “piani attuativi” affinché tornino ad essere materia di competenza dei Consigli Comunali e che il Comune di Como non approfitti di questo periodo dove manca la chiarezza nell’applicazione delle norme per prendere altre decisioni deleterie per la città che non ha certo bisogno di nuove “cattedrali” in periferia ed in convalle». E’ con tono perentorio che Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, esprime la sua opinione riguardo i rischi per Como dovuti dalla situazione che potrebbe venirsi a creare in seguito al mancato pronunciamento di Regione Lombardia sulle disposizioni previste dal “Decreto sviluppo”, in particolar modo riguardo al fatto che i piani attuativi conformi allo strumento urbanistico generale possano essere approvati solo dalla Giunta. La Regione ha tempo fino all’11 settembre, ovvero alla scadenza dei 60 giorni indicati dal testo del Decreto ora convertito in legge, per pronunciarsi evitando quindi che tale situazione possa concretizzarsi ma finora tutto tace da Palazzo Lombardia. «In Consiglio Comunale, grazie anche all’apporto dei nostri consiglieri, ed al lavoro svolto in Commissione Urbanistica, si è riusciti a “limare” e modificare alcuni interventi in materia edilizia – continua Gaffuri -. Ora, invece, tutto sembra lasciare aperta la possibilità di una nuova imminente colata di cemento in città per realizzare piani attuativi che fanno rabbrividire. Penso, in particolar modo, ai progetti che riguardano via Torriani ed al piano di recupero ex Frey ad Albate. Io confido in un prossimo intervento chiarificatore di Regione Lombardia, e chiedendo ancora alla Giunta di Palazzo Cernezzi di soprassedere in questo periodo dall’adottare nuove scelte deleterie per una Como che mai come negli ultimi anni è stata deturpata ed umiliata, auspico che dal Comune non si levino le solite grida allarmistiche giustificando eventuali approvazioni con il fatto che queste contribuirebbero a rimettere in moto l’economia delle imprese edilizie del territorio». A Como, infatti, non mancano gli esempi di grandi interventi recenti praticamente disabilitati come a Camerlata. «Il problema dell’edilizia a Como in questo momento è di far incontrare domanda e offerta quindi facilitando la stipula dei mutui per le giovani coppie e impegnarsi affinché i diversi appartamenti disabitati possano venir affittati. In ogni caso Regione Lombardia avrebbe avuto tutto il tempo necessario per adempiere agli obblighi imposti dalla legge ma l’ultimo Consiglio si è svolto a fine luglio e il prossimo è in programma il 20 settembre. Credo che l’Amministrazione Regionale dovrà assumersi la responsabilità di non aver adottato i dovuti provvedimenti previsti dalla Legge. Non vorremmo che questo comportamento però nascesse dalla volontà di favorire la concretizzazione di piani attuativi in tutto il territorio lombardo che i diversi Consigli Comunali di competenza non avrebbero mai approvato».

Pubblicato in Economia e lavoro, Idee e politica | Taggato , , | Lascia un commento